buzzoole code
Strumenti di base per la comunicazione digitale

Strumenti di base per la comunicazione digitale

La comunicazione digitale prevede, dopo aver studiato con attenzione una strategia, la messa in campo di varie azioni derivanti dal progetto nascente.

Si rende quindi necessario saper utilizzare i mezzi che il mondo digitale ci mette a disposizione, ed è possibile farsi aiutare da cosìdetti “tool” (strumenti) che possono semplificare, automatizzare o renderci il percorso meno arduo.

Di seguito, quindi, ti suggerirò alcuni di questi attrezzi di lavoro, senza presunzione di completezza e senza alcun ritorno economico per la mia figura.
Con questo provo ad aiutarti nella fase che va dalla messa in campo della strategia all’attuazione della stessa.

Ricordati però che non esiste una sola strada, soluzioni che possono andare bene a me, magari non sono utili per te e viceversa.

Diciamo, però, che se parti da zero (o quasi) forse un aiuto posso fornirtelo con queste indicazioni di massima.

Questi “marketing tools” sono software che specifici di base che ti aiutano a gestire meglio le situazioni e svolgono alcune funzioni in vari ambiti.

STRATEGIE DI POSIZIONAMENTO SUI MOTORI DI RICERCA

SEOZOOM è uno strumento italiano adatto per lavorare sul SEO. Davvero molto completo. C’è un abbonamento da sottoscrivere per utilizzarlo appieno, ma integra davvero tantissime funzionalità in un unico tool.
Puoi affidarti anche a: Semrush o Ubersuggest, per esempio.
Utilissimi per trovare traffico di ricerca su determinate parole chiave, capire su quali è meglio lavorare e posizionarsi a seconda della difficoltà e del volume di ricerca sulle stesse.
Le funzioni di questi tool sono ottimali anche in altre fasi di sviluppo del nostro progetto come ad esempio LA RICERCA DEI CONTENUTI DA TRATTARE, una volta che abbiamo definito le persone a cui ci rivolgiamo, chiaramente, oppure come strumenti di ANALISI.

seozoom

PROGRAMMAZIONE POST SUI SOCIAL

POSTPICKR è un tool italiano davvero molto interessante che migliora la nostra produttività.
Puoi programmare i post sui social, organizzare il tuo calendario editoriale … io con questo strumento risparmio davvero tanto tempo.
Sul mercato esistono altri prodotti valide (es. Hootsuite), Postpickr ha una versione free ed altre a pagamento: debbo dire molto valido il loro servizio di customer care.

ANALISI DEI DATI

GOOGLE ANALYITICS è la base da cui partire per scoprire tutto quello che accade attorno al tuo sito in termine di visite e di pubblico.
Non è uno strumento banale, ma è davvero indispensabile per capire cosa succede all’interno delle nostre pagine web.
Gratuito, completo, ricco di possibili opzioni.
Basta inserire un codice sulle pagine del nostro sito ed il gioco è fatto… Google inizierà a lavorare per noi.
La fase di traduzione dei dati più significativi però spetta a noi e non è cosa banale, onestamente.

SMARTLOOK è un ottimo tool che può mostrarti con alcune registrazioni video i movimento del dito/mouse dei visitatori del tuo sito. Guardando i filmati riuscirai a capire come gli utenti si comportano e migliorare la struttura del tuo sito per renderla maggiormente efficace, ad esempio.

FACEBOOK ANALYTICS è l’unico strumento analitico esistente al mondo costruito grazie ai dati di oltre 2 miliardi di persone: la popolazione del mondo Facebook. E’ uno strumento (gratuito) molto più profondo delle INSIGHTS che trovi nei pannelli di controllo della tua pagina FB o del tuo profilo Instagram (business. Fornisce una visione molto più profonda di chi sono i fan della tua pagina, i visitatori del tuo sito web o di coloro che interagiscono con il tuo brand via Messenger, ma ti permette di capire come gli utenti interagiscono con la tua attività attraverso i vari canali (Facebook, Messenger, sito web, app…).
Non è semplice ed immediato da usare. Ti suggerisco un corso online di Veronica Gentili per approfondire e imparare ad usare la piattaforma.

GRAFICA

CANVA è perfetto per chi come me non è avvezzo a software di grafica. Mi perdoneranno i professionisti del mondo grafico, ma con Canva è davvero immediato riuscire a costruire delle immagini ottimizzate per utilizzarle efficacemente sui vari mezzi digitali.

canva

MONITORAGGIO

E’ importante anche monitorare la nostra reputazione online.
Come fare?
Ti rimando ad un specifico articolo del blog in cui suggerisco alcuni tool specifici.

Ecco, spero tu non sia rimasto deluso.
So che non ti ho fornito mille alternative (che esistono sul mercato), ho però cercato di indicarti una direzione possibile utilizzando alcuni strumenti di base.
Se ne userai altri va benissimo.

A mio parere questa lista essenziale può indirizzarti all’inizio del tuo percorso nel mondo della comunicazione digitale.

Magari ti ritrovi da dirigente di un ente, associazione o azienda a dover ipotizzare una pista di lavoro: ecco un orientamento perfetto per comprendere cosa comporta il viaggio attraverso l’universo del web marketing.

Mi raccomando però: se non hai ancora una strategia, un progetto, se non sai chi sono i tuoi utenti target … fermati.

Solo, infatti, chi ben comincia…

Se vuoi approfondire tutti questi aspetti, ascolta il mio podcast: ogni settimana parlo di un tema relativo al mondo della comunicazione digitale!

Photo by NeONBRAND on Unsplash

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Aiuto Terzo Settore, imprese e professionisti a comunicare grazie ad un metodo che si basa sulla "reputazione digitale"

More Posts

Follow Me:
TwitterFacebookLinkedInYouTube

Migliora la tua comunicazione: 10 (+1) libri per l’estate

Migliora la tua comunicazione: 10 (+1) libri per l’estate

Vuoi migliorare il tuo modo di comunicare?

Ti suggerisco alcuni libri sulla comunicazione che potresti leggere durante il periodo delle tue ferie.

Molti di questi mi sono stati molto utili per la formazione personale e per mettermi in discussione su tanti aspetti.

Credo che possano fare anche al caso tuo, se desideri migliorare la comunicazione della tua associazione o del tuo brand.

Cambiare punto di vista aiuta tantissimo.

Decentrarci da noi stessi può far davvero la differenza.

Sono i momenti impensabili quelli più produttivi o dove arrivano le idee migliori, non quando siamo concentrati e ci sembra di non arrivare mai ad una soluzione.

Molto spesso troviamo la soluzione ai problemi quando non ci pensiamo in modo ossessivo, ma quando riusciamo ad essere un minimo più distaccati e lucidi, arrivando a sdrammatizzare e trovare delle strade che ci sembravano inesistenti fino a poco tempo prima.

La lettura aiuta tantissimo a rilassarci, ci costringe in un qualche modo a staccarci da quello che abbiamo intorno per immergerci nelle parole che ci vengono proposte.

Ecco perché ho pensato di proporti questa personalissima lista di libri, che contengono anche un link all’acquisto su Amazon, per facilitarti il compito e velocizzare le operazioni, se tu fossi in partenza o avessi fretta.

Ci tengo a dirti che nessuno di questi autori, editori mi riconoscerà un euro per questo e neppure lo stesso Amazon.

Oltre agli estremi del libro ti fornisco anche un approfondimento che ti può motivare o meno all’acquisto del volume, a seconda delle tue preferenze.

Ultima considerazione: ho pensato ad una sorta di “percorso”, ecco perché ti suggerirei di seguire l’ordine di lettura che ti propongo, se hai voglia di seguirlo.

 

10 (+1) libri sulla comunicazione

Le armi della persuasione (Robert Cialdini)
https://amzn.to/2JS5Gub
Approfondimento

La mucca viola (Seth Godin)
https://amzn.to/2JTWV2B
Approfondimento

Facebook. La Storia. Mark Zuckerberg e la sfida di una nuova generazione (David Kirkpatrick)
https://amzn.to/2Yheeih
Approfondimento

CONDIVIDERE. Il potere di scambiarsi informazioni, storie ed emozioni (Bryan Kramer)
https://amzn.to/2Yi6g8B
Approfondimento

Rock&Blog (Riccardo Scandellari)
https://amzn.to/2Ykh85U
Approfondimento

Da BRAND a FRIEND (Robin Good)
https://amzn.to/2YfUoUw
Approfondimento

Come promuovere la tua attività sul web senza pubblicità (Alessio Beltrami)
https://amzn.to/2YlIgRU
Approfondimento

Rivoluzione Telegram (Marta Pellizzi)
https://amzn.to/2YfUgEw
Approfondimento

BUYER PERSONAS (Iris Devigili)
https://amzn.to/2YlC8sE
Approfondimento

Facebook Marketing Plan (Veronica Gentili)
https://amzn.to/2JWE6fv
Approfondimento

Infine … Il mio Facebook Marketing (Francesco Costanzini)
https://amzn.to/2YlsPJe
Approfondimento

Fammi sapere se ti sono stato utile e se hai altri suggerimenti per ampliare il percorso: di letture interessanti ce ne sono tante altre e prossimamente te ne suggerirò ancora, non temere!

 

Se vuoi approfondire tutti questi aspetti, ascolta il mio podcast: ogni settimana parlo di un tema relativo al mondo della comunicazione digitale!

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Aiuto Terzo Settore, imprese e professionisti a comunicare grazie ad un metodo che si basa sulla "reputazione digitale"

More Posts

Follow Me:
TwitterFacebookLinkedInYouTube

Strumenti per misurare la reputazione online

Strumenti per misurare la reputazione online

Ti ho già parlato di reputazione online e di quanto sia importante mantenerla buona sia a livello personale, che professionale.

Un’analisi della popolarità tua o del tuo prodotto/servizio o di quello dei tuoi competitor è assolutamente consigliata quando pensi di sviluppare un progetto di comunicazione.

Perché misurare la reputazione online?

Analizzare cosa si dice su di te, sulla tua associazione, azienda, impresa, brand e/o su quello che fai o vendi (prodotto, servizio, bene…) diventa determinante per:

  • capire come sei posizionato/a sul web
  • verificare di essere correttamente posizionato/a nella mente dei tuoi interlocutori (persona in target)
  • analizzare le attività, il linguaggio e le propensione dei tuoi utenti target visionando le loro recensioni, i loro post e/o commenti sulle pagine dei tuoi competitor
  • trovare spunti di “content marketing”: quali domande fanno gli utenti? Da quelle posso capire e verificare le esigenze e trasformarle in contenuti per il mio sito, podcast, blog , post sui social…..
  • trovare idee per lanciare un prodotto/servizio che possa incontrare “la domanda” degli utenti

Insomma le opportunità sono davvero tante e di un certo rilievo.

Tool per misurare la reputazione online

Ecco alcuni strumenti che possiamo utilizzare per fare questo lavoro di monitoraggio.

Google Alert
Google Alert consente di avere notifiche automatiche non appena vengono rilevati nuovi contenuti sulle parole chiave specificate, recuperando dati da pagine web, blog, ricerche o articoli all’interno della rete di Google.
E’ possibile Configurare Google Alert per ricevere automaticamente queste notifiche e capire cosa si dice di noi.

Mention
Si tratta di uno strumento capace di raccogliere in un’unica schermata tutti gli aggiornamenti apparsi online (menzioni, conversazioni, commenti) che citano una determinata “keyword”.

Reputology
Reputology offre un servizio (a pagamento) di monitoraggio della reputazione online del brand ad esempio inviando prontamente un alert via email per i commenti negativi….

TalkWalker
Strumento di monitoraggio della reputazione online (anche questo a pagamento), ti aiuta a trovare messaggi, articoli e tweet generati in diverse piattaforme social e siti web che stanno promuovendo discussioni relative al tuo brand.

Brand Watch
Puoi avere accesso alle conversazioni generate dagli utenti. puoi rimanere sempre aggiornato su chi dice cosa sul tuo brand.

Oraquo Analytics
Per misurare e quantificare il valore delle interazioni, delle conversazioni sui social network.

ReviewTrackers
Uno strumento per controllare le testimonianze dei clienti e misurare l’esperienza del cliente e il tuo servizio di assistenza.

Fan Page Karma
E’ uno strumento di “social media monitoring” che nella parte gratuita è specifico per Facebook. Si possono estrapolare i dati: post che hanno avuto maggiore successo, gli hashtag più utilizzati, quando è meglio postare, chi sono i principali influencer, come si muovono i competitor….

“Un buon nome, come la buona volontà, si ottiene con molte azioni e si perde con una.”
Lord Francis Jeffrey

Se vuoi approfondire tutti questi aspetti, ascolta il mio podcast su Itunes, Spotify o Apple Podcast: ogni settimana parlo di un tema relativo al mondo della comunicazione digitale!

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Aiuto Terzo Settore, imprese e professionisti a comunicare grazie ad un metodo che si basa sulla "reputazione digitale"

More Posts

Follow Me:
TwitterFacebookLinkedInYouTube

Per comunicare devi “saper essere”

Per comunicare devi “saper essere”

Essere o saper essere …

Avere consapevolezza di sè diventa un elemento fondamentale per comunicare.
E’ importante conoscere questi aspetti quando si desidera trasmettere agli altri un qualcosa, facendolo con efficacia.

Comunicare può diventare un problema, se non abbiamo una propensione all’empatia e se siamo solo dei “parlatori”.

Lo abbiamo visto anche in precedenza, per comunicare abbiamo bisogno di guadagnarci la fiducia e l’ascolto del nostro interlocutore.

Il “Saper essere” diventa un punto più delicato, riguarda la nostra capacità di “esserci nella relazione”, quindi di conoscere bene noi stessi, prima di tutto.
Abbiamo bisogno di analizzare il nostro atteggiamento, capire le nostre debolezze, la nostra emotività e i nostri punti critici.
Dovremmo utilizzare con gli altri atteggiamenti che mettiamo in atto in primis con noi stessi: ascolto, empatia, accettazione e rispetto.

E’ un percorso affatto semplice: è molto più difficile imparare ad essere che imparare tecniche o acquisire informazioni.

Certo, è necessario non solo saper essere e quindi lavorare sui nostri atteggiamenti, comportamenti e stile personale, perchè per comunicare efficacemente e coinvolgere le persone (utenti o clienti che siano) abbiamo anche bisogno di essere e saper fare.
Cioè avere competenze di base e specifiche relative alla nostra professione.

Tuttavia, pensaci, essere un perfetto tecnico e sapere a menadito un aspetto non è sintomo di saperlo comunicare.

Questo esperimento a me piace moltissimo.
E’ un esempio molto utile per comprendere il mondo della comunicazione.

Pensiamo di trasmettere un concetto semplice, eppure alla fine capiamo che il nostro interlocutore media il concetto con il suo punto di vista e la sua esperienza personale.

Comunicare significa far capire agli altri il messaggio e renderli in qualche modo partecipi, affinchè tale messaggio possa essere correttamente riportato ad altri.

Se impariamo a riconoscere in noi stessi le debolezze, la nostra propensione aggressiva, di chiusura o manipolativa che sia…e ciò che ci rende in un modo piuttosto che in un altro, sicuramente avremo la possibilità di entrare davvero in relazione con l’interlocutore.
Comunicare, d’altronde, significa mettere in comune.

Prima di approcciarci a qualsiasi forma di comunicazione, è bene lavorare su sè stessi e capire che tutte le dinamiche in atto sono importanti, anche nei nostri tentativi di comunicare attraverso il digitale.

Abbiamo a che fare sempre con le persone, anche se a distanza, attraverso uno strumento/mezzo.

Pensare di comunicare solo per il fatto che “così fan tutti” e che abbiamo un’ampia conoscenza di un settore non equivale all’ottenimento di risultati.

Abbiamo bisogno di conoscere noi stessi in primis, sapere ciò che desideriamo trasmettere e studiare una strategia per raggiungere i risultati.

Non è banale, ma senza le competenze di base (chiamate anche soft skills) non otterremo alcun risultato: copiare modelli preconfezionati di successo altrui non funziona per noi, se non ci mettiamo in gioco le persone non capiranno mai cosa vogliamo dire loro e perderemo tempo e denaro compiendo azioni slegate dal contesto che sto cercando di raccontarti.

 

Se vuoi approfondire tutti questi aspetti, ascolta il mio podcast su Itunes, Spotify o Apple Podcast: ogni settimana ti parlo di un tema relativo al mondo della comunicazione digitale!

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Aiuto Terzo Settore, imprese e professionisti a comunicare grazie ad un metodo che si basa sulla "reputazione digitale"

More Posts

Follow Me:
TwitterFacebookLinkedInYouTube

La comunicazione non è un esercizio di stile

La comunicazione non è un esercizio di stile

Parla come mangi!

E’ un modo di dire ma si adatta bene al contesto della comunicazione.
Lo si dice a chi parla difficile quando non è necessario.

Abbiamo visto in precedenza che per comunicare con efficacia si deve avere consapevolezza, bisogna conoscere bene il messaggio che si vuole trasmettere e sapere a chi ci rivolgiamo con esattezza.

Ma non basta…

Al di là dell’interlocutore (con le dovute differenze di tono e contenuto) è importante semplificare il linguaggio, come è semplice il nostro modo di mangiare.

Non si tratta di svilire, banalizzare, abbassare il livello.

Ma di essere maggiormente comprensibili e quindi compresi.

Utilizzare un linguaggio forbito, verboso, è forse una prassi che abbiamo imparato a scuola, quando per mostrarci bravi facevamo sfoggio di vocaboli dello “Zingarelli”.
Oppure nei documenti della Pubblica Amministrazione o in quelli del mondo giuridico-legale-notarile ancora oggi si trovano forme eleganti ma di difficile costruzione.

La lingua italiana è meravigliosa e complessa allo stesso tempo. E’ una lingua molto ricca, difficilmente vi sono così tanti sinonimi per ciascuna parola in altre lingue.

Ma per comunicare abbiamo bisogno di non essere equivocati, ma soprattutto di essere compresi dai nostri interlocutori.

Pensiamo alla comunicazione scritta, in primis.

Ti faccio l’esempio di alcune cartellonistiche, come ad esempio quelle che tutti noi vediamo sui treni.
Non ti sembrano un po’ contorte ad esempio?
Le consideri efficaci?

Tanto più il messaggio finale è condito di virtuosismi, tanto più rimane nascosto.

  • Ora so bene che alcuni professionisti storceranno il naso.
    Se sei tra questi penserai che usare una terminologia da “signora Maria” non sia adeguato per il tuo profilo professionale.

In realtà non sto affatto dicendo che si debba tralasciare una forma corretta e altresì ricca di vocaboli, ma non c’è bisogno di virtuosismi inutili.

Per comunicare è necessario puntare all’efficacia: è quella il “sodo” da raggiungere.

Se non siamo concreti non stiamo comunicando, stiamo solamente facendo un esercizio di stile utile al nostro ego, che rileggendo quanto abbiamo scritto ci darà ragione.

Ma farci ascoltare è tutto un altro sport.
Non solo, comunicando abbiamo bisogno che chi legge/guarda/ascolta empatizzi con noi e con quanto diciamo/scriviamo.

  • Altra obiezione: i miei colleghi/competitor mi esporranno al pubblico ludibrio se non uso un linguaggio formale adeguato alla nostra categoria.

L’invidia è sempre in agguato, se il competitor non sa comunicare allora è un suo problema.
Se comunico, comunico per i miei colleghi o per i miei potenziali clienti/utenti?

Attirerò l’attenzione di una persona che non fa il mio mestiere utilizzando latinismi o gergo tecnico?

Oppure posso spiegare lo stesso concetto con una forma corretta ma più immediata?

Pensa al risultato finale.
Pensa che la comunicazione, quindi, non è un esercizio di stile.

Parla come mangi.
🙂

Se vuoi approfondire tutti questi aspetti, ascolta il mio podcast Itunes, Spotify o Apple Podcast: ogni settimana affronto un tema relativo al mondo della comunicazione digitale!

(Foto credits: Di Steno – Screenshot of Un americano a Roma, film by Steno (1954), Pubblico dominio, Collegamento)

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Aiuto Terzo Settore, imprese e professionisti a comunicare grazie ad un metodo che si basa sulla "reputazione digitale"

More Posts

Follow Me:
TwitterFacebookLinkedInYouTube

Quando la comunicazione funziona?

Quando la comunicazione funziona?

Non ci sono dei segreti o formule magiche per comunicare in modo efficace.

Possiamo inquadrare la situazione e constatare che sicuramente serve un’analisi preliminare e poi un progetto specifico.

Improvvisazione, fretta e partire dagli strumenti piuttosto che dalle fondamenta, non sono azioni corrette ed efficaci.

Comunicare significa far capire agli altri qualcosa, non corrisponde a “parlare”.

Possiamo crederci bravissimi oratori o affabulatori, magari però in realtà non stiamo comunicando affatto.

Se mastichi il latino saprai che comunicare deriva da “cum” (con) + “munire” (legare, costruire).
Communico” indica il concetto di mettere in comune, far partecipe.

Se il “parlare” è l’atto di comunicare ad altre persone determinate informazioni attraverso suoni emessi dal nostro sistema fonetico, il “comunicare” invece è trasferire stati d’animo o notizie alle persone, usando diversi canali e modalità, in modo volontario e involontario (esiste, infatti, il mondo della comunicazione non verbale).

Quindi è importante partire con il piede giusto in ogni caso.

Pertanto al di là di ciò che siamo e della nostra ragione sociale (associazione, ente, professionista, impresa, negozio, cooperativa) ecco alcuni passaggi che è indispensabile mettere in conto se hai il desiderio di comunicare.

  1. Cerca di capire chi sei ed elabora il tuo posizionamento
  2. Individua le persone a cui vuoi parlare
  3. Studia il percorso che fanno le persone che si avvicinano a te prima di compiere l’azione da te desiderata
  4. Valuta i mezzi con cui vuoi raggiungere queste persone a seconda delle tue capacità, il tuo budget ma soprattutto individuando i luoghi che queste persone frequentano
  5. Fai emergere i contenuti di cui sei in possesso ed elabora una strategia che li distribuisca

Ma il punto è far funzionare tutto questo meccanismo.

Quindi non compiere queste azioni significa sicuramente precludersi un successo ma non basta!

Se hai il problema di non avere una dote innata di comunicazione è importante che tu te ne renda conto e ti suggerisco di farti aiutare in questo processo di crescita, anche personale.

Per comunicare abbiamo bisogno di farci ascoltare, di trasmettere qualcosa ai nostri interlocutori.
Un qualcosa di autorevole, interessante, utile senza alcun dubbio.

Ma è importante anche capire il contesto, il linguaggio, le tempistiche.

Se fai fatica a comunicare qualcosa ai tuoi dipendenti, al tuo staff, ai volontari, difficilmente aggancerai qualcun altro.

La comunicazione avviene quando, oltre al messaggio, passa anche un supplemento di anima.
(Henri Bergson)

Non dobbiamo, pertanto, essere solo tecnici o “markettari”.
E’ importante capire che possiamo essere i più bravi pubblicitari del mondo ma non è detto che avremo in noi la dote del saper comunicare.

Oggi è molto in voga parlare di “copywriting”, di professionisti esperti di SEO (come farsi trovare dagli utenti che usano i motori di ricerca) applicato alla scrittura ….

E’ un servizio che offro anche io.

Ma sto imparando giorno dopo giorno che tutto ha una sua dignità professionale e le specializzazioni sono davvero un plus, ma che non esiste tecnica se la nostra comunicazione non è efficace, se non facciamo capire a chi è dall’altra parte cosa vorremmo davvero dire a lui/lei/loro.

Possiamo essere dei bravissimi inventori di slogan, che all’apparenza appaghiamo il nostro cliente fornendo un qualcosa che a lui/lei sembra efficace e davvero “figo”, ma se dall’altra parte ad essere appagati/informati non sono gli utenti finali non avremmo fatto un lavoro utile.

Tutto è importante e non voglio dire il contrario: ma la capacità di mettersi nei panni dei nostri interlocutori e cercare di empatizzare non è scontata ma alla fine fa la differenza, oltre alla tecnica.

Se vuoi approfondire tutti questi aspetti, ascolta il mio podcast su Itunes, Spotify o Apple Podcast: ogni settimana approfondisco un tema relativo al mondo della comunicazione digitale!

Photo by Icons8 team on Unsplash

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Aiuto Terzo Settore, imprese e professionisti a comunicare grazie ad un metodo che si basa sulla "reputazione digitale"

More Posts

Follow Me:
TwitterFacebookLinkedInYouTube