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L’autenticità è il vero elisir della comunicazione

L’autenticità è il vero elisir della comunicazione

Veniamo scelti anche per i nostri difetti.

Lo sapevi, vero?

Vorrei raccontarti la mia esperienza per spiegarti cosa intendo.

Adoro fare formazione e mi dà molta soddisfazione.

Cercare di essere di aiuto per qualcuno è una sensazione che mi rende felice.

Sono anche io in formazione costante, cerco di aggiornarmi ed anche di migliorare le mie modalità espressive, di coinvolgimento e di esposizione.

Non amo particolarmente quei “clichè” per cui i formatori dovrebbero fare X, parlare nel modo Y e atteggiarsi a Z.

Non discredito affatto chi insegna a stare sul palco, ad avere la postura corretta, ad usare bene la voce, ci mancherebbe.

Avere consapevolezza della propria voce nel suo utilizzo durante l’esposizione pubblica, saper mantenere viva l’attenzione e fornire materiali di supporto (come slide) efficaci credo siano aspetti importanti e da curare al meglio.

Le formule preconfezionate non funzionano in assoluto, debbono essere prese come linee guida a cui tendere, per avere sempre il desiderio di migliorarci.

Credo molto nella comunicabilità del nostro essere, attraverso ciò che siamo realmente.

D’altronde non si deve e non si può piacere a tutti.

Ecco perché preferisco fingere poco ed essere naturale, anche con le mie imperfezioni.

Imperfezioni che mi interessa migliorare, ma che mi rendono “unico” in un qual modo.

Certo, gli errori grossolani vanno corretti, ma le piccole sbavature fanno parte del gioco.

Nella formazione, come nella consulenza, quello che conta sono le persone, quello che sentono quando dall’altra parte c’è qualcuno come loro, che prima di tutto si impegna a trasmettere la propria esperienza.

Se non è tutto perfetto, pazienza.

Ciò non significa che non abbiamo il dovere di migliorarci o non sentire questo impulso a farlo, ma gli standard non portano a comunicare in modo vero con le persone.

Che si rivolgono a noi, perché in noi trovano un’umanità che li convince e che li attrae in un qualche modo.

Questo significa comunicare.

Tante volte ci sforziamo di raggiungere la perfezione tecnica o di applicare il modello teorico e non otteniamo risultati.

Iniziamo ad interessare gli altri quando capiscono chi siamo, quando comprendono il nostro sapere e valore, ma anche la nostra umanità ed i nostri limiti.

Meglio essere autentici, dunque, senza finzioni.

Senza rinunciare alla correzione di quelle sbavature che siamo in grado di sistemare…ma senza essere costretti ad interpretare ruoli al di fuori della nostra portata, linguaggi che non ci appartengono e che talvolta ci coprono di ridicolo.

Chi è autentico, assume la responsabilità per essere quello che è e si riconosce libero di essere quello che è. (Jean-Paul Sartre)

Non aver timore di essere chi sei e inizia a comunicare.

Sii te stesso se giri un video, se registri un podcast, se scrivi un testo o se ti fai una foto.

Racconta quello che sei e il perché delle tue scelte.

La finzione non è una soluzione.

Sul mio canale Telegram ogni mattina mi impegno a condividere qualcosa di utile, è anche questo un modo per far capire chi sono.

 

(Photo credits: Artem Maltsev on Unsplash)

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Aiuto Terzo Settore, imprese e professionisti a comunicare grazie ad un metodo che si basa sulla "reputazione digitale"

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Cose che potresti fare in queste settimane per migliorare la tua comunicazione

Cose che potresti fare in queste settimane per migliorare la tua comunicazione

Siamo in reclusione forzata presso le nostre case, impossibilitati ad avere rapporti interpersonali vis a vis: abbiamo l’occasione dunque di riscoprire affetti e di impiegare il tempo in attività a cui spesso non dedichiamo la necessaria attenzione ma che possono davvero aiutarci.

In questi giorni io ho davvero poco tempo a disposizione, ho il fiato corto, perché a casa non sono solo e i bambini sono capaci di deconcentrarti al momento giusto, per così dire.

Tuttavia, nella mia lista delle cose da fare ho tantissime “finestre” aperte, perché le occasioni propizie per assecondare le passioni ci sono, eccome. Per fortuna.

Mi sembrerebbe poco coerente lamentarmi, quando in casa abbiamo il necessario per vivere, la possibilità di approvvigionarci, gli svaghi, le opportunità digitali e soprattutto… la salute.

Ecco alcuni suggerimenti per passare in modo costruttivo il tuo tempo, con un occhio vigile a tutto ciò che, ad esempio, da tempo rimandi rispetto alla comunicazione ed il marketing della tua azienda, della tua professione, di te stesso.

 

Come migliorare la tua comunicazione

La lettura

Leggere è un piacere.

Ci sono opportunità di acquistare i libri (i corrieri lavorano e sono molto efficienti), di leggerli online, anche in forma gratuita.

Ma scommetto che sul tuo comodino, come me, avrai una pila di testi che hai acquistato e che ti sei ripromesso di leggere, ma che ancora non hai avuto modo neppure di sfogliare.

Per approfondire le tematiche di marketing ho una lista di libri che ti suggerisco, ma per svariare anche in altri campi potresti dare un’occhiata anche a questa opportunità:

 

Ascolto

Io adoro i podcast.

Sono una forma di passatempo, riflessione e formazione per me davvero indispensabile.

Ne ho tra i preferiti una ventina che parlano di marketing e digitale, le mie passioni.

Ma sfogliando le librerie delle varie piattaforme ne troverai tantissimi su svariati argomenti.

 

Video-corsi

Io sono un formatore, in continua formazione.

Perdo difficilmente le occasioni a portata di mano o di click negli ambiti di mia pertinenza.

Ecco alcune opportunità legate al mondo del web marketing:

 

Attività digitali

A livello più operativo, ecco alcuni “check” che potresti fare:

  • ·      Hai aperto la scheda Google My Business della tua attività? Se sì trova il tempo di controllarla. Non l’hai o non sai come fare? Puoi contattarmi! 
  • ·      Hai un sito web? I contenuti sono tutti attuali? Ti viene in mente qualche aggiornamento? Approfittane… se non sai cosa cambiare e come farlo… contattami.
  • ·      Fai un controllo della tua reputazione online e stai attento/a a non cadere nella tentazione di diffondere materiale di dubbio gusto o fake news su social e chat varie. Guarda il tuo nome e cognome su Google e scopri cosa esce fuori. Controlla i tuoi post dei tempi passati e controlla che siano in linea con il tuo essere professionista. Se hai bisogno di aiuto… contattami
  • ·      Le persone in questo periodo frequentano molto i social, potresti pensare di implementare bene il tuo calendario editoriale di pubblicazione, fornendo contenuti idonei e che siano pertinenti, utili e interessanti. Se pensi che ti possa essere di aiuto, parliamone!

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Aiuto Terzo Settore, imprese e professionisti a comunicare grazie ad un metodo che si basa sulla "reputazione digitale"

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I podcast che ti suggerisco di ascoltare per comunicare meglio

I podcast che ti suggerisco di ascoltare per comunicare meglio

Podcast per comunicare

Sessantadue milioni di persone al mondo ascoltano un podcast (Fonte: https://rainnews.com/edison-triton-consequential-year-for-podcasting-in-new-podcast-consumer-report/)

In Italia la crescita di questo trend è evidente, anche se ancora non riguarda numeri così spaventosi, rispetto ad altri paesi.

Io sono un assiduo ascoltatore di podcast, prima di essere a mia volta un podcaster.

Ecco perché condivido con te la mia lista dei preferiti.

Sono monotematici, penserai.

Forse è vero, ma tieni conto che ascoltare mi rilassa, ma lo faccio quando ho voglia comunque di pensare, imparare qualcosa o riflettere.

Lo faccio quando effettuo i miei spostamenti quotidiani in auto in solitaria.

Consumo puntate via web di professionisti del mondo della comunicazione e del digitale.

Il mio settore.

Perché mi piace ascoltare, conoscere, capire, imparare, farmi domande per cercare di approfondire certi argomenti, allargare i miei orizzonti.

Certo, mi rendo conto che potrei benissimo ascoltare anche altre tipologie di podcast ed ottenere risultati simili per altre competenze specifiche.

Per ora, sono “in fissa” con gli show dedicati al marketing, alla comunicazione, alla libera professione.

Non ascolto guru o monologhi motivazionali, non sono esattamente il mio genere.

Ascolto professionisti che con il tempo ho imparato a stimare profondamente e a cui mi affeziono, perché con il loro stile, i loro contenuti, mi regalano qualcosa di utile.

Vado in ordine di icone che vedo nella schermata di Spreaker.

Già, perché distribuisco il mio podcast tramite questa piattaforma ed ascolto lì i podcast di altri.

Consulenti di Web Marketing – Alessandro Mazzù

Quello di Ale è stato il primo podcast che ho iniziato a seguire: consigli utili per chi vuole fare la professione di consulente di marketing digitale.

Merita Business Podcast – Giorgio Minguzzi

Spunti davvero interessanti quelli che si possono trovare in un podcast davvero molto ricco e molto vario. “Come usare Internet per far crescere il nostro business” è il sottotitolo e debbo dire che è stato uno dei primi a farlo davvero, a quanto mi risulta.

Content Marketing Italia Lo Show – Alessio Beltrami

Mio ispiratore #1. Sono riuscito a recuperare oltre 150 puntate in un trimestre, facendomi davvero una cultura sul marketing di contenuti, appassionandomi giorno dopo giorno sempre di più. Alessio è riuscito a togliermi dalla testa alcune convinzioni sbagliate con cui convivevo, mi spiace perché so che manterrà la promessa di chiudere tutto dopo la puntata n.200.
Ti assicuro che oggi quel canale è una miniera d’oro.

Strategia Digitale – Giulio Gaudiano

Avevo aperto il mio canale un po’ di tempo prima ma se oggi sono convinto di voler fare un podcast come si deve e sto cercando di perfezionarmi sempre di più è grazie ad un professionista come Giulio di cui ho apprezzato il corso online su Udemy, il libro sul podcasting e il conseguente podcast dedicato (oltre a Strategia Digitale). Oggi lo ascolto volentieri perché ha uno stile che mi affascina, oltre a esperienza e contenuti di assoluto interesse.
Questo canale è aperto dal 2011, le puntate sono oltre 850, recuperarle tutte è un’impresa, ma pian piano ne ascolto anche di quelle meno recenti e le apprezzo.

Fast Forward – Giorgio Taverniti

Più che il podcast seguo il canale Youtube di cui la parte audio è trasferita lì, mi è capitato però talvolta di ascoltare. Tave è un riferimento per il mondo della SEO e i suoi contenuti sono più che preziosi.

Linkedin Content Strategy – Max Furia

Un podcast nato da non molto, ma davvero ascoltabilissimo. Max è bravo e competente. Il focus su LinkedIn è interessantissimo e trovo spunti di riflessione sempre attuali.

Lavoro Meglio – Leonarda Vanicelli

Ho conosciuto Leonarda ad un evento formativo a cui eravamo iscritti entrambi. Nella pausa pranzo abbiamo fatto due chiacchiere e ci siamo scambiati i link ai relativi podcast.
Pochi giorni dopo Leonarda su mia richiesta mi ha mandato le sue impressioni (utilissime e pertinenti), per ricambiare ho iniziato ad ascoltarla e non ho più smesso.

News per Freelance – Barbara Reverberi

Di Barbara inizialmente mi ha colpito la serenità che trasmette con la sua voce. La pacatezza di cui nella frenesia si ha bisogno. Progetto di condivisione e di sostegno, di mutuo-aiuto tra liberi professionisti della comunicazione, che mi ha colpito ed affascinato.

Da Brand a Friend – Robin Good

Dopo aver letto l’omonimo libro ho cercato informazioni in rete su Robin e sono stato molto contento di aver trovato il podcast: il suo stile unico mi piace e trovo le puntate dello show ricche di spunti operativi e pratici.

Rudy Bandiera docet

Di Rudy seguo le orme da parecchi anni, insieme al suo amico e socio Skande.
Mi capita, quindi, anche di ascoltarlo se perdo i suoi contenuti distribuiti altrove.

Italian Indie – Indipendenti

I podcast sono due, io ascolto soprattutto il secondo. Darti un’alternativa ai Guru-del-Sono-Bravo-Solo-Io è la loro mission e la trovo davvero utile.

Mai dire 30 minuti di Marketing – 667 Agency

Massimo e Giuseppe altro che 30 minuti… 😉 ma arrivo sino in fondo, perché il recap finale è davvero “unico” ed i contenuti ci sono eccome.

Linkedin for Business – Leonardo Bellini

Di Leonardo seguo più che altro webinar, la newsletter ed i contenuti che condivide su LinkedIn ma ho scoperto che ha anche il canale podcast e non ho potuto non iscrivermi, così eventualmente da recuperare qualche primizia che mi fossi perso per strada.

SocialMediaCoso Che Dice Cose – Francesco Ambrosino

Chiamare così il proprio brand è geniale (forse sarà l’omonimia? 🙂 )
Lo seguo da non molto tempo ma debbo dire che sto recuperando le puntate meno recenti. Contenuti molto pertinenti, specifici su una nicchia di mio grande interesse.

Questi per ora sono gli show che seguo.

Chiudo la carrellata in modo autoreferenziale con il mio:

Competenze Digitali – Francesco Costanzini

Il nome completo sarebbe “Le mie competenze digitali per il tuo business” come recita anche il mio claim.
Cerco settimanalmente di fornire consigli a chi desidera comunicare nel mondo digitale.
Sto per implementare il format con alcune interviste (mio progetto per il 2020) a colleghi, professionisti di altri settori e casi studio reali.
Mi diverto molto a registrare, spero in un qualche modo traspaia…

Buon ascolto!

 

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Aiuto Terzo Settore, imprese e professionisti a comunicare grazie ad un metodo che si basa sulla "reputazione digitale"

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Dieci consigli per scrivere un contenuto efficace

Dieci consigli per scrivere un contenuto efficace

Ti preoccupa il fatto di non sapere come si debba scrivere un contenuto affinché risulti efficace?

10 semplici consigli per aiutarti in questa impresa.

1) Scelta dell’argomento di cui scrivere

Inizia il lavoro di scrittura online con un’analisi delle ricerche effettuate dal tuo pubblico su Google (studio dell’intento di ricerca), vale a dire ciò di cui poi le persone hanno bisogno.

Oppure contenuti perfetti sono quelli che smontano luoghi comuni del tuo settore, obiezioni classiche che ti vengono poste o domande che i clienti ti fanno più di frequente.

Ricorda che ogni contenuto deve avere uno scopo preciso e possibilmente uno solo.

La domanda che devi farti è: il post soddisfa l’obiettivo?

Scrivere tanto per …. non ha senso.

2) Linguaggio

I lettori sono persone con cui devi parlare.
E lo fai attraverso un contenuto: il tuo testo.
Quindi evita frasi impersonali, dai un volto alla tua scrittura.
Scegli parole semplici, scegli parole comuni.
La lingua italiana non deve essere svilita: semplificare non vuol dire impoverire.

3) Chiarezza e focus

Verifica che il tuo testo sia focalizzato su un messaggio chiaro.
Come detto al punto 1, il focus deve essere specifico e quindi è necessaria massima chiarezza.
Ad esempio, elimina le doppie negazioni nelle frasi, metafore poco comprensibili: tecnicismi e virtuosismi sono l’esatto contrario della buona comunicazione.

4) Grammatica

Fai attenzione in primis a tutto ciò che può essere evitato perché superfluo.
Non devi rubare tempo al tuo interlocutore: te ne sta già regalando leggendo ciò che hai scritto, pertanto cerca di porre attenzione in primis all’uso degli avverbi.

L’avverbio è quella “parte invariabile del discorso, la cui funzione è determinare il significato di un verbo, un aggettivo o un altro avverbio” (cit. Treccani).

Troppo spesso gli avverbi appesantiscono il testo: se così fosse meglio non usarli.

Attenzione, però, anche agli aggettivi. Se servono sono i benvenuti. Altrimenti non esageriamo.

Usare il tempo presente è un altro consiglio: aiuta la semplicità e la scorrevolezza.

Ultima attenzione da porre è quella di usare la forma attiva delle frasi (quando il soggetto svolge l’azione espressa nel verbo).

5) Punteggiatura

Virgole, due punti e punti.
Da usare bene e nel modo corretto.

Il punto e virgola è già più complesso.

Virgolette, punti esclamativi, simboli di varia natura senza esagerare sono consentiti.

6) Tagliare il superfluo

Se ci accorgiamo che facciamo troppi panegirici sullo stesso concetto, ha senso che tagliamo ciò che non serve.

Bisogna mantenere un certo ritmo.

Meglio frasi brevi, chiare.

7) Ordine e logica

Il nostro scritto deve seguire una trama ben precisa composta da concetti, fatti, dati e opinioni, disposti in modo “ordinato” e non confuso o casuale.

Salti logici non vanno bene, così come delle omissioni senza un motivo ben preciso e magari dichiarato.

Attenzione anche a non divagare con dati e concetti che sviano il discorso rispetto al focus che ci siamo ripromessi (e che abbiamo promesso al lettore, soprattutto).

È importante che i paragrafi siano tra di loro collegati, rispettando il ritmo di cui sopra, pause (spazi vuoti che non creino muri di scrittura).

8) Liste puntate

Vanno molto di moda, è vero.
Ma piacciono.

Piacciono anche a te quando leggi, non te ne accorgi?

Le ricerchi.

Gli elenchi sono utili per fissare un concetto in modo schematico, per ricordarci e per leggere in modo rapido e farci sostare su un testo perché considerato utile e pratico.

9) Lunghezza

Lascio spiegare il concetto a Giorgio Taverniti, persona alquanto autorevole nel settore.

10) Rilettura

Fondamentale rileggere un testo dopo averlo scritto.

Molto spesso riusciamo a risolvere il 50% degli errori.

Meglio però farlo in un momento successivo (12-24 h dopo averlo scritto).

Ti suggerisco inoltre di rileggere a voce alta, mettendoti nei panni di chi ascolta (legge).

Attenzione alla correzione: quando cambi un elemento all’interno della frase assicurati che sia collegato con il resto, e che le concordanze (tempi, genere, numeri e persone) siano rispettate.

Non mi resta che augurarti buona scrittura!

Se vuoi approfondire tutti questi aspetti, ascolta il mio podcast: ogni settimana parlo di un tema relativo al mondo della comunicazione digitale!

Puoi anche approfittare del mio video corso gratuito: ti racconto il mio metodo di lavoro che si basa sulla reputazione digitale

(Foto credits: Green Chameleon on Unsplash)

Francesco Costanzini

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Comunica il tuo credo

Comunica il tuo credo

Questi erano i credo di Freccia, protagonista della prima pellicola di Luciano Ligabue regista.

Li porto come esempio perché, se non lo hai mai fatto, è ora di chiederti in che cosa credi.

Non ti sto chiedendo il tuo credo religioso (se lo hai), la tua fede sportiva o la tua appartenenza/simpatia politica.

Ma ti vorrei incentivare a guardarti dentro e a farti delle domande precise.

Se vogliamo comunicare, dobbiamo smetterla di pensare che potremo farlo usando stereotipi, frasi fatte, formule segrete (che non esistono), copiando da qualche “guru” o presunto tale.

Ti ho già parlato dell’importanza della tua unicità: è fondamentale che traspaia se scrivi, fai video o registri podcast.

Il fatto è che in prima istanza pensiamo di riuscire a comunicare facendo i “piacioni”, oppure limitandoci al “compitino”.

Crediamo che si debba piacere a tutti, in modo da essere attraenti ed attrattivi.

Ma così non è.

La comunicazione avviene quando, oltre al messaggio, passa anche un supplemento di anima.
(Henri Bergson)

Ci dobbiamo…esporre!

Attento, non ti sto inducendo ad essere polemico a tutti i costi, nè a dire la tua opinione su tutto in modo indiscriminato.

Ma nel tuo settore le persone (per capire chi sei e per ascoltarti) hanno necessità di comprendere come la pensi.

Perché debbo rivolgermi a te, rispetto a qualche tuo competitor?

Ti sceglierò anche sulla base di quello che dici, per come ti esponi e per come lo dici.

Insomma, se mi scatterà la scintilla di un feeling con la tua persona, contatterò te piuttosto che un altro.

Ma se cerchi di comunicare come fa “wikipedia” difficilmente sarò invogliato a consultarti.

Il mio suggerimento è quello di lasciare fuori la politica, la religione e lo sport se non strettamente attinenti a quello che fai.

Tuttavia, è importante che ad esempio tu sia in grado di dare una tua interpretazione su una notizia che riguarda il tuo settore.

E’ altresì necessario che tu spieghi perchè fai il lavoro che fai, il tuo approccio e ciò in cui credi.

In questo modo taglierai fuori qualcuno, ma sarà solamente quel qualcuno che probabilmente avresti accantonato faticosamente a posteriori, facendo molti sforzi e con assai poco guadagno.

Prima di iniziare a comunicare, quindi, pensa ad piano, ad una strategia e mi pare di avertelo ripetuto più volte.

In questa strategia deve essere ricompresa la risposta a certi perchè.

Se hai scelto di fare l’avvocato ci sarà pure un motivo, o no?

Se credi nel valore del rispetto e dell’onestà non c’è motivo di nasconderlo.

Tuttavia ti esorto a fare attenzione: quante volte avrai letto di aziende che fanno dell’attenzione al cliente e dell’onestà uno slogan trito e ritrito a cui nessuno crede, tanto lo dicono tutti?

E’ necessario comportarsi davvero come si dice di essere e raccontare questo aspetto usando un altro linguaggio e magari portando testimonianze o esempi concreti che dimostrino questa tua attenzione particolare, ad esempio.

 

Qualche spunto concreto per aiutarti in questo percorso

  • leggi “Partire dal Perchè” di Simon Siniek  e scoprirai ad esempio perchè Martin Luther King e Steve Jobs hanno avuto un seguito così importante, che dura ancora oggi
  • annota in maniera libera per un mese qualche tuo perchè, le cose che ti rendono felice e soddisfatto/a nel lavoro
  • cerca di scoprire cosa ti attira e perchè senti come un magnete rispetto a quei contenuti e tieni traccia di queste sensazioni, scrivendotele

Adesso metti tutto insieme, confrontati con il tuo team (se lavori in squadra) ed estrapola/estrapolate quello che vi accorgete sia determinante nel vostro approccio, nella vostra quotidianità sul lavoro e ciò per cui fate ogni giorno la fatica di alzarvi dal letto.

Saranno contenuti preziosissimi da divulgare, piuttosto che fare una comunicazione piatta, asettica, anonima che nessuno considera!

 

Se vuoi approfondire tutti questi aspetti, ascolta il mio podcast: ogni settimana parlo di un tema relativo al mondo della comunicazione digitale!

Puoi anche approfittare del mio video corso gratuito: ti racconto il mio metodo di lavoro che si basa sulla reputazione digitale

(Foto di copertina by Fabrizio Verrecchia on Unsplash)

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Per comunicare ci vuole rispetto

Per comunicare ci vuole rispetto

Ti ricordi quella canzone di Zucchero Fornaciari che diceva “Non c’è più rispetto….”

Credo che sia importante non parlare solo di marketing, di tecnica, di digital ma se si vuole comunicare davvero con efficacia sia necessario affrontare anche temi che riguardino l’etica.

Il “rispetto” è per me, anche nel lavoro, una condizione essenziale.

Esigo rispetto e mostro rispetto.

Ma cos’è realmente il rispetto?

Bellissima la definizione che ne fa Wikipedia:

Il rispetto è la considerazione speciale che si dà a qualcuno o a qualcosa, si riconosce come valore sociale e speciale.”

Sarà un atteggiamento che forse a qualcuno potrà sembrare ingenuo, ma anche sul lavoro ho sempre un approccio molto cauto nei confronti dell’impegno e del lavoro altrui.

Sono reticente nel pretendere e ho la tendenza a non far perdere tempo ai miei interlocutori.

Io questo lo chiamo rispetto.

Trovo alquanto scorretto credere di essere l’unico ad avere priorità, urgenze e mi irrita tremendamente prendere decisioni io per altri quando non di mia competenza.

Credo che il rispetto passi anche da questo: accettando i nostri limiti e riconoscendo i confini le professioni.

Eppure non è cosa scontata.

Nella comunicazione il rispetto è una condizione essenziale.

Facci caso, chi non ha questo valore in sè difficilmente riesce a comunicare con efficacia.

Non sto parlando di affabulatori o manipolatori da palcoscenico, ma di comunicazione che è un’altra cosa.

Comunicare è un’azione che presume un’etica di fondo ed almeno io la intendo così.

Se voglio riuscire e trasmettere un concetto ad uno o più interlocutori, ho bisogno di far passare anche il mio atteggiamento, che deve essere rispettoso ed in un qualche modo deve accettare chi ho di fronte.

Questo deve accadere anche quando chi abbiamo di fronte non è d’accordo con noi, ma se comprende quanto stiamo cercando faticosamente di dire, allora avremo comunicato bene.

Se manca il rispetto, però, cosa facciamo intendere?

Rischiamo di provare a circuire le persone, tenderemmo a mentire a noi stessi e a loro perché in realtà non sentiremo affatto quella considerazione per lui/lei/loro.

Quando ti senti rispettato trovi meno forzato ascoltare cosa ha da dirti chi sta provando ad entrare in relazione con te?

Non si tratta quindi di usare leve persuasive, ma di applicare un concetto, un valore, una caratteristica che dovremmo avere dentro di noi e con la quale confrontarci realmente in ogni circostanza.

Se diciamo di esigere il rispetto, rispettiamo.

Se vogliamo comunicare con efficacia, rispettiamo gli altri ed otterremo più attenzione.

Non è cosa scontata, non credere.

Non è una dimostrazione di forza essere arroganti e irrispettosi.

Tutt’altro.

 

Se vuoi approfondire tutti questi aspetti, ascolta il mio podcast: ogni settimana parlo di un tema relativo al mondo della comunicazione digitale!

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