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Il linguaggio che non comunica

Il linguaggio che non comunica

Non si tratta di un ossimoro, o forse sì…

cos’è un linguaggio che non comunica?

La riflessione che vorrei fare parte da lontano.

Sin dai tempi della scuola (di ogni ordine e grado) infatti, ci hanno abituati ad un linguaggio formale, direi istituzionale.

La scrittura doveva essere la più verbosa possibile, ricca, ridondante.
Magari con tante forme passive ed avverbi talvolta “ammorbanti”.

Mi ricordo che il “dono della sintesi” è sempre stata una mia caratteristica, così gli/le insegnanti di turno mi sollecitavano ad aumentare il numero delle parole, sostenendo periodi lunghi piuttosto che troppo brevi, imparando l’uso di aggettivi ed avverbi adatti allo scopo.

Ho cercato di imparare, affascinato dal mondo della scrittura, trovando modalità di esprimere concetti abbondando con le parole per fare contenti Caio e Sempronio.

Così, quando ho iniziato a scrivere per lavoro ho utilizzato uno standard formale, corretto ma formale.

Non sarà quindi capitato solo a me pensare come estremamente naturale il linguaggio istituzionale, politico ed aziendale.

C’è un’abitudine talmente connaturale (oserei dire) che pensiamo che saper scrivere sia mettere in pratica tutto questo, ergo così facendo siamo in grado di comunicare.

Quando ho approcciato il mondo giornalistico c’è voluto un veloce sguardo a ciò che facevano i colleghi per capire in effetti che quel linguaggio a cui mi ero abituato non era efficace per quel mondo.

Così ho tramutato formalità in elementi essenziali.

Ma intanto mi dilettavo a scrivere contenuti per il web, osando nel mondo dei social che si stavano affacciando sulla scena.

Mi sono reso conto che la comunicazione efficace volesse un altro gergo ancora: più vicino a quello giornalistico che istituzionale (pensa alle 5 W ed alla comunicazione piramidale, ad esempio) ma che sicuramente non basta.

Eppure…

Se mi guardo in giro, se leggo testi di siti aziendali o associativi, zeppi di terminologia specifica e formale, trovo che si somiglino incredibilmente tutti, nonostante appartengano a settori completamente diversi.

Ad un certo punto (ed ancora oggi in molti casi è così) si è pensato che comunicare sul web volesse dire trasportare il linguaggio promozionale, pubblicitario ed istituzionale allo stesso tempo.

Contenuti zeppi di autoreferenzialità, di aspetti “gonfiati”, di elementi poco utili se non all’ego del proprietario del sito.

Trovo tutto questo una conseguenza di quanto ho descritto, ad esempio sulla mia persona.

Ci hanno abituati a questo.

Fai attenzione, però.

Non vorrei che ora tu pensassi che slang, volgarità, emoticons siano essenziali per questo “nuovo” (?) modo di comunicare.

Non è così.

Comunicare significa utilizzare un linguaggio comprensibile a coloro i quali stiamo parlando.

Un linguaggio quindi che si deve differenziare, che deve colpire nel cuore, nell’emotività dei nostri interlocutori, ma anche alla loro pancia, al loro portafoglio a volte.

Mi perdoneranno autorevoli professionisti ma non credo nelle specializzazioni di copywriting che oggi sembrano filiare a manbassa.

Credo che esistano tanti tipi di linguaggio che comunicano e che si possono adattare ai vari contesti, ma la valutazione che ne faccio è nei risultati: sono diretti, utili a chi ci dovrebbe ascoltare?

Oggi si definisce copywriting l’arte della scrittura efficace e del convincimento.

Secondo il Cambridge Dictionary chi fa questo lavoro è “Someone who writes the words for advertisements”.

Un “pubblicitario”.

Saper scrivere significa saper comunicare o saper vendere?

Per quanto mi riguarda comunicare può significare anche vendere, non c’è nulla di cui vergognarsi.

Ma non solo.

Se tenessimo solo questa accezione significherebbe che la scrittura persuasiva appresa dalla PNL o da altre scuole di pensiero sia l’unica possibile.

E che quindi anche la manipolazione truffaldina faccia parte di questo mondo.

Io non credo a questo assioma.

Penso, invece, che si debba comprendere tutto ciò che NON comunica, per poi cercare di ottenere i risultati percorrendo altre strade.

Siamo convinti che le persone, ad esempio, oggi non leggano e che i tempi di attenzione sul web siano quelli che avrebbe un pesce rosso.

Non discuto che possa essere così.

Faccio una riflessione, però.

Siamo circondati da testi lunghi, corposi e abbiamo capito che persino Google non penalizza il testo ampio.

Perchè?

Allora, quali sono le conditio sine qua non?

Le riassumerei in tre caratteristiche principali:

  • Qualità
  • Focalizzazione sui temi che interessano all’interlocutore
  • Linguaggio comprensibile, agile e coerente a seconda del formato e dello strumento

Se un testo è breve e scritto male o non adatto a chi lo legge è perdente in partenza, se è lungo ma attinente e di qualità comunica nel modo giusto.

Ma ci sono regole universali su lunghezza, formato, tipologia?

No, dipende dai contesti.

Quando la nostra comunicazione è di qualità, quando rispondiamo alle domande latenti o dirette dei nostri lettori/utenti/clienti e lasciamo loro qualcosa di interessante o utile allora non dobbiamo preoccuparci troppo della lunghezza o delle pseudo regole che trovi da chi ama le facili ricette adatte a tutti e tutte.

Io ad esempio faccio così: mi lascio trasportare dalla scrittura, cercando di avere in testa l’obiettivo e adattando quello che voglio dire al mio potenziale interlocutore.

Più lo conosco, più so come coinvolgerlo.

Non mi ritengo un copywriter della categoria X o Y (mal digerisco le tendenze che assegnano una specializzazione in questo campo), sono un giornalista ma più che altro cerco di comunicare, adattando forme e contenuti all’obiettivo, alla forma, al contesto ed all’interlocutore.

Forse per qualcuno scriverò in modo troppo “parlato”: ebbene è una scelta.

Se dovessi scrivere un romanzo o una monografia probabilmente non opterei per questa tipologia di scrittura, ma quando si vuole comunicare è necessario arrivare a concretizzare l’obiettivo.

Non scrivo per vendere, ma provo a scrivere per “coinvolgere“.


 

Se vuoi approfondire tutti questi aspetti, ascolta il mio podcast: ogni settimana parlo di un tema relativo al mondo della comunicazione digitale!

Puoi anche approfittare del mio video corso gratuito: ti racconto il mio metodo di lavoro che si basa sulla reputazione digitale

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Aiuto Terzo Settore, imprese e professionisti a comunicare grazie ad un metodo che si basa sulla "reputazione digitale"

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Strumenti di base per la comunicazione digitale

Strumenti di base per la comunicazione digitale

La comunicazione digitale prevede, dopo aver studiato con attenzione una strategia, la messa in campo di varie azioni derivanti dal progetto nascente.

Si rende quindi necessario saper utilizzare i mezzi che il mondo digitale ci mette a disposizione, ed è possibile farsi aiutare da cosìdetti “tool” (strumenti) che possono semplificare, automatizzare o renderci il percorso meno arduo.

Di seguito, quindi, ti suggerirò alcuni di questi attrezzi di lavoro, senza presunzione di completezza e senza alcun ritorno economico per la mia figura.
Con questo provo ad aiutarti nella fase che va dalla messa in campo della strategia all’attuazione della stessa.

Ricordati però che non esiste una sola strada, soluzioni che possono andare bene a me, magari non sono utili per te e viceversa.

Diciamo, però, che se parti da zero (o quasi) forse un aiuto posso fornirtelo con queste indicazioni di massima.

Questi “marketing tools” sono software che specifici di base che ti aiutano a gestire meglio le situazioni e svolgono alcune funzioni in vari ambiti.

STRATEGIE DI POSIZIONAMENTO SUI MOTORI DI RICERCA

SEOZOOM è uno strumento italiano adatto per lavorare sul SEO. Davvero molto completo. C’è un abbonamento da sottoscrivere per utilizzarlo appieno, ma integra davvero tantissime funzionalità in un unico tool.
Puoi affidarti anche a: Semrush o Ubersuggest, per esempio.
Utilissimi per trovare traffico di ricerca su determinate parole chiave, capire su quali è meglio lavorare e posizionarsi a seconda della difficoltà e del volume di ricerca sulle stesse.
Le funzioni di questi tool sono ottimali anche in altre fasi di sviluppo del nostro progetto come ad esempio LA RICERCA DEI CONTENUTI DA TRATTARE, una volta che abbiamo definito le persone a cui ci rivolgiamo, chiaramente, oppure come strumenti di ANALISI.

seozoom

PROGRAMMAZIONE POST SUI SOCIAL

POSTPICKR è un tool italiano davvero molto interessante che migliora la nostra produttività.
Puoi programmare i post sui social, organizzare il tuo calendario editoriale … io con questo strumento risparmio davvero tanto tempo.
Sul mercato esistono altri prodotti valide (es. Hootsuite), Postpickr ha una versione free ed altre a pagamento: debbo dire molto valido il loro servizio di customer care.

ANALISI DEI DATI

GOOGLE ANALYITICS è la base da cui partire per scoprire tutto quello che accade attorno al tuo sito in termine di visite e di pubblico.
Non è uno strumento banale, ma è davvero indispensabile per capire cosa succede all’interno delle nostre pagine web.
Gratuito, completo, ricco di possibili opzioni.
Basta inserire un codice sulle pagine del nostro sito ed il gioco è fatto… Google inizierà a lavorare per noi.
La fase di traduzione dei dati più significativi però spetta a noi e non è cosa banale, onestamente.

SMARTLOOK è un ottimo tool che può mostrarti con alcune registrazioni video i movimento del dito/mouse dei visitatori del tuo sito. Guardando i filmati riuscirai a capire come gli utenti si comportano e migliorare la struttura del tuo sito per renderla maggiormente efficace, ad esempio.

FACEBOOK ANALYTICS è l’unico strumento analitico esistente al mondo costruito grazie ai dati di oltre 2 miliardi di persone: la popolazione del mondo Facebook. E’ uno strumento (gratuito) molto più profondo delle INSIGHTS che trovi nei pannelli di controllo della tua pagina FB o del tuo profilo Instagram (business. Fornisce una visione molto più profonda di chi sono i fan della tua pagina, i visitatori del tuo sito web o di coloro che interagiscono con il tuo brand via Messenger, ma ti permette di capire come gli utenti interagiscono con la tua attività attraverso i vari canali (Facebook, Messenger, sito web, app…).
Non è semplice ed immediato da usare. Ti suggerisco un corso online di Veronica Gentili per approfondire e imparare ad usare la piattaforma.

GRAFICA

CANVA è perfetto per chi come me non è avvezzo a software di grafica. Mi perdoneranno i professionisti del mondo grafico, ma con Canva è davvero immediato riuscire a costruire delle immagini ottimizzate per utilizzarle efficacemente sui vari mezzi digitali.

canva

MONITORAGGIO

E’ importante anche monitorare la nostra reputazione online.
Come fare?
Ti rimando ad un specifico articolo del blog in cui suggerisco alcuni tool specifici.

Ecco, spero tu non sia rimasto deluso.
So che non ti ho fornito mille alternative (che esistono sul mercato), ho però cercato di indicarti una direzione possibile utilizzando alcuni strumenti di base.
Se ne userai altri va benissimo.

A mio parere questa lista essenziale può indirizzarti all’inizio del tuo percorso nel mondo della comunicazione digitale.

Magari ti ritrovi da dirigente di un ente, associazione o azienda a dover ipotizzare una pista di lavoro: ecco un orientamento perfetto per comprendere cosa comporta il viaggio attraverso l’universo del web marketing.

Mi raccomando però: se non hai ancora una strategia, un progetto, se non sai chi sono i tuoi utenti target … fermati.

Solo, infatti, chi ben comincia…

Se vuoi approfondire tutti questi aspetti, ascolta il mio podcast: ogni settimana parlo di un tema relativo al mondo della comunicazione digitale!

Photo by NeONBRAND on Unsplash

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Aiuto Terzo Settore, imprese e professionisti a comunicare grazie ad un metodo che si basa sulla "reputazione digitale"

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Migliora la tua comunicazione: 10 (+1) libri

Migliora la tua comunicazione: 10 (+1) libri

Vuoi migliorare il tuo modo di comunicare?

Ti suggerisco alcuni libri sulla comunicazione che potresti leggere.

Molti di questi mi sono stati molto utili per la formazione personale e per mettermi in discussione su tanti aspetti.

Credo che possano fare anche al caso tuo, se desideri migliorare la comunicazione della tua associazione o della tua azienda.

Cambiare punto di vista aiuta tantissimo.

Decentrarci da noi stessi può far davvero la differenza.

Sono i momenti impensabili quelli più produttivi o dove arrivano le idee migliori, non quando siamo concentrati e ci sembra di non arrivare mai ad una soluzione.

Molto spesso troviamo la soluzione ai problemi quando non ci pensiamo in modo ossessivo, ma quando riusciamo ad essere un minimo più distaccati e lucidi, arrivando a sdrammatizzare e trovare delle strade che ci sembravano inesistenti fino a poco tempo prima.

La lettura aiuta tantissimo a rilassarci, ci costringe in un qualche modo a staccarci da quello che abbiamo intorno per immergerci nelle parole che ci vengono proposte.

Ecco perché ho pensato di proporti questa personalissima lista di libri, che contengono anche un link all’acquisto su Amazon, per facilitarti il compito e velocizzare le operazioni, se tu fossi in partenza o avessi fretta.

Ci tengo a dirti che nessuno di questi autori, editori mi riconoscerà un euro per questo e neppure lo stesso Amazon.

Oltre agli estremi del libro ti fornisco anche un approfondimento che ti può motivare o meno all’acquisto del volume, a seconda delle tue preferenze.

Ultima considerazione: ho pensato ad una sorta di “percorso”, ecco perché ti suggerirei di seguire l’ordine di lettura che ti propongo, se hai voglia di seguirlo.

 

10 (+1) libri sulla comunicazione

Le armi della persuasione (Robert Cialdini)
https://amzn.to/2JS5Gub
Approfondimento

La mucca viola (Seth Godin)
https://amzn.to/2JTWV2B
Approfondimento

Facebook. La Storia. Mark Zuckerberg e la sfida di una nuova generazione (David Kirkpatrick)
https://amzn.to/2Yheeih
Approfondimento

CONDIVIDERE. Il potere di scambiarsi informazioni, storie ed emozioni (Bryan Kramer)
https://amzn.to/2Yi6g8B
Approfondimento

Rock&Blog (Riccardo Scandellari)
https://amzn.to/2Ykh85U
Approfondimento

Da BRAND a FRIEND (Robin Good)
https://amzn.to/2YfUoUw
Approfondimento

Come promuovere la tua attività sul web senza pubblicità (Alessio Beltrami)
https://amzn.to/2YlIgRU
Approfondimento

Rivoluzione Telegram (Marta Pellizzi)
https://amzn.to/2YfUgEw
Approfondimento

BUYER PERSONAS (Iris Devigili)
https://amzn.to/2YlC8sE
Approfondimento

Facebook Marketing Plan (Veronica Gentili)
https://amzn.to/2JWE6fv
Approfondimento

Infine … Il mio Facebook Marketing (Francesco Costanzini)
https://amzn.to/2YlsPJe
Approfondimento

Fammi sapere se ti sono stato utile e se hai altri suggerimenti per ampliare il percorso: di letture interessanti ce ne sono tante altre e prossimamente te ne suggerirò ancora, non temere!

 

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Strumenti per misurare la reputazione online

Strumenti per misurare la reputazione online

Ti ho già parlato di reputazione online e di quanto sia importante mantenerla buona sia a livello personale, che professionale.

Un’analisi della popolarità tua o del tuo prodotto/servizio o di quello dei tuoi competitor è assolutamente consigliata quando pensi di sviluppare un progetto di comunicazione.

Perché misurare la reputazione online?

Analizzare cosa si dice su di te, sulla tua associazione, azienda, impresa, brand e/o su quello che fai o vendi (prodotto, servizio, bene…) diventa determinante per:

  • capire come sei posizionato/a sul web
  • verificare di essere correttamente posizionato/a nella mente dei tuoi interlocutori (persona in target)
  • analizzare le attività, il linguaggio e le propensione dei tuoi utenti target visionando le loro recensioni, i loro post e/o commenti sulle pagine dei tuoi competitor
  • trovare spunti di “content marketing”: quali domande fanno gli utenti? Da quelle posso capire e verificare le esigenze e trasformarle in contenuti per il mio sito, podcast, blog , post sui social…..
  • trovare idee per lanciare un prodotto/servizio che possa incontrare “la domanda” degli utenti

Insomma le opportunità sono davvero tante e di un certo rilievo.

Tool per misurare la reputazione online

Ecco alcuni strumenti che possiamo utilizzare per fare questo lavoro di monitoraggio.

Google Alert
Google Alert consente di avere notifiche automatiche non appena vengono rilevati nuovi contenuti sulle parole chiave specificate, recuperando dati da pagine web, blog, ricerche o articoli all’interno della rete di Google.
E’ possibile Configurare Google Alert per ricevere automaticamente queste notifiche e capire cosa si dice di noi.

Mention
Si tratta di uno strumento capace di raccogliere in un’unica schermata tutti gli aggiornamenti apparsi online (menzioni, conversazioni, commenti) che citano una determinata “keyword”.

Reputology
Reputology offre un servizio (a pagamento) di monitoraggio della reputazione online del brand ad esempio inviando prontamente un alert via email per i commenti negativi….

TalkWalker
Strumento di monitoraggio della reputazione online (anche questo a pagamento), ti aiuta a trovare messaggi, articoli e tweet generati in diverse piattaforme social e siti web che stanno promuovendo discussioni relative al tuo brand.

Brand Watch
Puoi avere accesso alle conversazioni generate dagli utenti. puoi rimanere sempre aggiornato su chi dice cosa sul tuo brand.

Oraquo Analytics
Per misurare e quantificare il valore delle interazioni, delle conversazioni sui social network.

ReviewTrackers
Uno strumento per controllare le testimonianze dei clienti e misurare l’esperienza del cliente e il tuo servizio di assistenza.

Fan Page Karma
E’ uno strumento di “social media monitoring” che nella parte gratuita è specifico per Facebook. Si possono estrapolare i dati: post che hanno avuto maggiore successo, gli hashtag più utilizzati, quando è meglio postare, chi sono i principali influencer, come si muovono i competitor….

My Reputation
Piattaforma “freemium” che ti permette di verificare e tenere sotto controllo la tua identità online. Ti assegna un punteggio (Score), un valore compreso tra -100 e 100 dell’indice della tua reputazione online, che esprime la presenza sui motori di ricerca, e l’attività nei social network.

 

“Un buon nome, come la buona volontà, si ottiene con molte azioni e si perde con una.”
Lord Francis Jeffrey

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Strumenti utili per comunicare

Strumenti utili per comunicare

La comunicazione come abbiamo visto a più riprese, non è una questione prettamente tecnica.

Se non è ben indirizzata e se non coinvolge i diretti interessati non si può di certo considerare efficace.

Eppure nel percorso progettuale che ci vede coinvolti quando decidiamo di comunicare qualcosa a qualcuno utilizzando il web, abbiamo bisogno di strumenti, di tool utili che ci possano aiutare nel nostro lavoro.
Senza un progetto ed un chiaro obiettivo anche questi suggerimenti non ti saranno utili, ma inseriti nel contesto giusto, probabilmente sì.

Per questo ho deciso di presentarti 7 attrezzi del mestiere, dei quali oggi non riesco a prescindere nel mio lavoro di comunicazione.

Sette strumenti utili per comunicare

Ciascuno di essi ha una funzione diversa, ve ne sono tantissimi altri, ma inizio a presentarti un primo elenco, a cui darò seguito nei prossimi articoli.

Ciascuno di questi strumenti risponde ad un bisogno che incontriamo, quando mettiamo mano al progetto di comunicazione.

CREAZIONE DI ELEMENTI GRAFICI

Canva consente di creare effetti visivi per i contenuti, post sui social, elementi grafici di uso comune.
Tool gratuito (versione PRO contiene maggiori funzionalità ed archivi a cui attingere)

RICERCA DI IMMAGINI

Pixabay ha un database con oltre 1 milione di immagini gratuite da utilizzare in modo libero, senza violazione di copyright

CALENDARI EDITORIALI

Ci sono tanti prodotti che permettono di realizzare calendari editoriali di pubblicazione su più piattaforme social, io uso Postpickr (i piani a pagamento consentono di avere più progetti e più canali in contemporanea di pubblicazione)

SU FACEBOOK IL POST DEL MIO BLOG SI VISUALIZZA IN MODO ERRATO

Facebook ci mette a disposizione un tool gratuito di “debugging” in cui poter visionare l’anteprima del post link che sarà pubblicato, darci le correzioni da apportare e poi far sì che una volta corretto la visualizzazione sia corretta.

SERVIZI SEO

Ci sono tante piattaforme specializzate, io in forma gratuita utilizzo Semrush per cercare dati rispetto all’utilizzo di determinate parole chiave da utilizzare, per analizzare alcuni siti (le versioni PRO sono costose ma davvero complete)

PRENDERE APPUNTI OVUNQUE

Evernote è l’applicativo che uso (installato e sincronizzato su smartphone e su ogni mia postazione desktop) per prendere appunti, come memo, per segnarmi “al volo” link utili mentre sto navigando…. (la versione PRO consente operatività maggiore).

ORGANIZZARE RIUNIONI, CALL…

Doodle è un tool fantastico: riesco ad organizzare cene tra colleghi, amici, riunioni o eventi di altro genere, sottoponendo un calendario con proposte di date ed orari agli invitati, scegliendo poi il momento più opportuno secondo la maggioranza dei votanti. Condividi il link sulla chat whatsapp ed eviterai risposte a catena intramezzate da cose non attinenti… 😁ottimizzando i tempi dell’organizzazione.

Questo articolo non vuole essere esaustivo, ma ti ho segnalato alcune opzioni che (una volta che hai mente quello che devi fare ed il perchè devi farlo) possono farti risparmiare tempo e darti soddisfazione nel lavoro.

 

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Per comunicare devi “saper essere”

Per comunicare devi “saper essere”

Essere o saper essere …

Avere consapevolezza di sè diventa un elemento fondamentale per comunicare.
E’ importante conoscere questi aspetti quando si desidera trasmettere agli altri un qualcosa, facendolo con efficacia.

Comunicare può diventare un problema, se non abbiamo una propensione all’empatia e se siamo solo dei “parlatori”.

Lo abbiamo visto anche in precedenza, per comunicare abbiamo bisogno di guadagnarci la fiducia e l’ascolto del nostro interlocutore.

Il “Saper essere” diventa un punto più delicato, riguarda la nostra capacità di “esserci nella relazione”, quindi di conoscere bene noi stessi, prima di tutto.
Abbiamo bisogno di analizzare il nostro atteggiamento, capire le nostre debolezze, la nostra emotività e i nostri punti critici.
Dovremmo utilizzare con gli altri atteggiamenti che mettiamo in atto in primis con noi stessi: ascolto, empatia, accettazione e rispetto.

E’ un percorso affatto semplice: è molto più difficile imparare ad essere che imparare tecniche o acquisire informazioni.

Certo, è necessario non solo saper essere e quindi lavorare sui nostri atteggiamenti, comportamenti e stile personale, perchè per comunicare efficacemente e coinvolgere le persone (utenti o clienti che siano) abbiamo anche bisogno di essere e saper fare.
Cioè avere competenze di base e specifiche relative alla nostra professione.

Tuttavia, pensaci, essere un perfetto tecnico e sapere a menadito un aspetto non è sintomo di saperlo comunicare.

Questo esperimento a me piace moltissimo.
E’ un esempio molto utile per comprendere il mondo della comunicazione.

Pensiamo di trasmettere un concetto semplice, eppure alla fine capiamo che il nostro interlocutore media il concetto con il suo punto di vista e la sua esperienza personale.

Comunicare significa far capire agli altri il messaggio e renderli in qualche modo partecipi, affinchè tale messaggio possa essere correttamente riportato ad altri.

Se impariamo a riconoscere in noi stessi le debolezze, la nostra propensione aggressiva, di chiusura o manipolativa che sia…e ciò che ci rende in un modo piuttosto che in un altro, sicuramente avremo la possibilità di entrare davvero in relazione con l’interlocutore.
Comunicare, d’altronde, significa mettere in comune.

Prima di approcciarci a qualsiasi forma di comunicazione, è bene lavorare su sè stessi e capire che tutte le dinamiche in atto sono importanti, anche nei nostri tentativi di comunicare attraverso il digitale.

Abbiamo a che fare sempre con le persone, anche se a distanza, attraverso uno strumento/mezzo.

Pensare di comunicare solo per il fatto che “così fan tutti” e che abbiamo un’ampia conoscenza di un settore non equivale all’ottenimento di risultati.

Abbiamo bisogno di conoscere noi stessi in primis, sapere ciò che desideriamo trasmettere e studiare una strategia per raggiungere i risultati.

Non è banale, ma senza le competenze di base (chiamate anche soft skills) non otterremo alcun risultato: copiare modelli preconfezionati di successo altrui non funziona per noi, se non ci mettiamo in gioco le persone non capiranno mai cosa vogliamo dire loro e perderemo tempo e denaro compiendo azioni slegate dal contesto che sto cercando di raccontarti.

 

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