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Il valore della gentilezza

Il valore della gentilezza

Qualcuno crede che essere gentili equivalga sul lavoro a mostrare la propria debolezza.

Non è così.

Anche sul lavoro la gentilezza è un valore.

Che da sempre cerco di fare mio.

E che non sempre è un vantaggio.

Spesso, appunto, viene scambiata la virtù dell’essere gentili con la debolezza, con il senso di inferiorità.

Quasi come se trattare male gli altri sia una doverosa caratteristica di chi assume posizioni di rilievo e di comando.

Ho vissuto questo paradosso in più di un’occasione.

Persone che pensavano di potermi mettere i piedi in testa o modellare a loro uso e consumo, solo perché ho come valore sacro quello dell’educazione e dell’essere affabile, del sapere chiedere le cose sempre con un perfavore ed un grazie.

Di premettere “scusa il disturbo” prima di irrompere nella giornata di qualcun altro, del senso di rispetto per il lavoro degli altri.

Ma ho deciso di non cedere.

Di non diventare come chi ho sempre fatto fatica a sopportare, perché manchevole di questi atteggiamenti.

Non mi interessa attirare a me (oggi da freelance) clienti che non si riconoscono in quanto sto riportando ora.

Non è stato facile arrivare a questa conclusione, ho dovuto interrogarmi e mettermi in discussione.

Io credo che sia possibile, ad esempio, essere leader gentili ma autorevoli.

L’autoritarismo imposto non è una virtù.

Una volta una persona con cui collaboravo disse a me e ad altri di non scambiarci convenevoli nelle e-mail interne e di arrivare subito al punto senza i per favore ed i grazie.

Ci credi che non l’ho mai fatto?

Non ne sono capace.

La gentilezza è contagiosa.

Se la usiamo, saremo ripagati della stessa moneta.

O almeno daremo di noi quella giusta impressione che mi piace fare subito agli altri.

Il resto viene di conseguenza.

Goethe diceva la definiva come “la catena che tiene uniti gli uomini”, ma addirittura fa bene alla salute.

La produzione di ossitocina riduce la pressione sanguigna dilatando i vasi, oltre (secondo la psicologa Erica Badalassi su Vanity Fair) ad avere la capacità di ridurre i livelli di radicali liberi e le infiammazioni, combattendo all’origine le principali cause dell’invecchiamento.

 

Hai ben chiara la tua mission?

Hai ben chiara la tua mission?

Mission aziendale: come e perché è importante definirla

La mission rappresenta la risposta alla domanda: perché esisti?

Saper trovare il fine ultimo dell’impresa, del tuo impegno professionale o sociale che sia è un aspetto strategico davvero importante.

Perché “fare business”, “arricchire il portafoglio clienti”, “il profitto” non possono e non debbono essere le risposte che ti puoi permettere di dare.

Nulla di male in tutto ciò, ma diciamo che è scontato questo obiettivo finale, che ci accomuna tutti dal momento che ci vogliamo posizionare sul mercato e riuscire a soddisfare le nostre esigenze del quotidiano.

La mission aziendale, pertanto, è quel motivo che si spinge ad agire oggi e che guida tutte le nostre decisioni strategiche, aiutandoci ad ottenere la proiezione futura che desideriamo.

Diventa una guida, una stella polare nell’agire quotidiano.

 

Esempi famosi di mission aziendali

Coca Cola: rinfrescare il mondo; ispirare momenti di ottimismo e felicità; creare valore e fare la differenza.

Google: la missione di Google è organizzare le informazioni a livello mondiale e renderle universalmente accessibili e utili.

Amazon: essere la società più customer centrica del mondo, dove le persone possono trovare e scoprire qualsiasi cosa vogliano comprare online.

Ikea: la visione strategica di Ikea è quella di creare una vita quotidiana migliore per la maggioranza delle persone. Ciò significa fare del nostro meglio per creare un mondo in cui ci prendiamo più cura dell’ambiente, delle risorse del pianeta e delle persone. Siamo consapevoli che si tratta di un impegno continuo e che a volte noi stessi siamo parte del problema, ma lavoriamo strenuamente per contribuire alla soluzione.

Sono solo alcuni esempi, ma ti fanno capire alcuni aspetti.

Se ci pensi infatti dalla mission di questi famosi marchi ritroverai esattamente il loro modo di essere, la loro unicità, il loro posizionamento sul mercato e riscontrerai la coerenza nel loro modo di comunicare.

 

Come risalire alla tua mission

Non si tratta di trovare degli slogan pubblicitari.

Significa capire esattamente chi siamo e chi vogliamo essere o diventare.

Cosa ci spinge, quali sono le motivazioni più interiori che abbiamo, si tratta di capire cosa ci rende felici e il perché.

È un lavoro di auto-analisi che può risultare complicato, ti fornisco qualche stimolo.

Già nel passato ti ho parlato di come costruire la tua proposizione di valore.

Siamo ancora lì, su quel livello di profondità.

Siamo ancora nelle fasi preliminari del nostro progetto di vita, professionale e di comunicazione.

Per trovare la tua mission potresti chiederti:

  • come sono nato (a livello professionale)? Qual è la mia storia?
  • perché faccio il lavoro che faccio?
  • cosa mi rende felice sul lavoro?
  • a quali clienti mi rivolgo?
  • cosa offro di speciale ai miei clienti?
  • cosa non sono disposto a rinunciare a livello di valori?

 

Una volta che hai in maniera onesta risposto a queste domande, puoi confrontarti con il tuo staff (se non sei ad esempio un professionista, ma hai collaboratori, soci e/o dipendenti) ed insieme trovare il “leit motiv” che vi rappresenta al 100%, di cui non vi vergognereste ad urlarlo ai quattro venti e che vi spinge ad alzarvi alla mattina.

 

Come si comunica la mission aziendale

Non basta trovare la propria mission e poi scriverla sul sito o elaborarla per il nostro profilo LinkedIn.

È necessario che sia talmente vera ed unica che gli altri ce la riconoscano quando entrano a contatto con noi.

Dobbiamo essere coerenti con essa e muoverci di conseguenza nel pianificare la nostra strategia di comunicazione.

Ma dobbiamo renderla vera, reale, concreta anche quando siamo stanchi, quando le cose non vanno come vorremmo o quando abbiamo di fronte un problema da risolvere.

Possiamo scrivere frasi stupende, trovare formule meravigliose, ma se non ci rappresentano non servirà a nulla, anzi rischieremo di rovinare la nostra reputazione.

Non si tratta di copiare dal competitor o dal grande marchio, lo avrai capito.

Non è obbligatorio trovare la propria mission, ma è un passaggio consigliato se vuoi costruire delle basi solide e vuoi proseguire il tuo cammino con una direzione chiara e con una bussola che non ti faccia deviare.

Requisiti necessari per comunicare con efficacia

Requisiti necessari per comunicare con efficacia

Ci sono alcune condizioni necessarie affinché tu riesca davvero a far funzionare la tua comunicazione.

Prima di avere le competenze tecniche, di settore e relative agli aspetti del marketing, del mondo digital e della comunicazione, ci sono aspetti che devi tenere presente.

Se non risolvi questi problemi alla base, qualcosa con molta probabilità non andrà nel verso giusto.

Non esagero…fidati.

Fino a quando non ho abbandonato questi blocchi mentali che avevo non sono riuscito ad aprire la mia mente e gli occhi sugli errori che stavo commettendo.

Procedo con ordine, ma in modo anche schematico.

 

Buona volontà, tanto impegno, una dose massiccia di pazienza e molta costanza

Senza il corretto approccio mentale non sarà possibile lavorare bene.

Nell’immaginario si pensa che il marketing digitale sia frutto di fortuna, di estro o di estemporaneità, oltre che di poca fatica.

Non è così.

Senza un costante impegno, duraturo nel tempo e anche resilienza, non potrai ottenere alcun risultato.

Non si improvvisa e bisogna sudare molto per ottenere traguardi anche piccoli, dovendoci conquistare la fiducia di altri giorno dopo giorno, senza poter più di tanto gongolare e dormire sugli allori.

 

Alta competenza nel tuo campo

Essere professionisti competenti, capaci è indispensabile.

Se sei un venditore di fumo, lascia perdere.

Non fare caso all’impostore che prova ad insediarti quando invece sei bravo/a, ma tendi sempre al miglioramento, alla formazione, aumentando le conoscenze nel tuo settore.

 

Disponibilità a mettere in discussione le tue scelte passate, quelle che farai e non sentirti mai arrivato/a

Non dire “ho sempre fatto così!”.

È assolutamente vietato.

Lascia quella esclamazione a chi non vuole crescere, a chi pensa di sapere tutto e a chi alla fine vedrà solo la tua scia.

È importante che allarghiamo la nostra mente, facendo un sano bagno di umiltà.

Riconosciamo di non sapere e facciamo crescere in noi l’entusiasmo dell’imparare e consolidare le nostre basi.

A questo punto guardandoci indietro capiremo i nostri errori e da quelli ripartiremo, senza abbatterci.

 

Non pensare che “il tuo settore sia particolare e diverso dagli altri”

Altra frase da dimenticare.

Tutti siamo particolari, non sei l’unico/a.

Ciascuno ha un settore che ha delle peculiarità, da lì si parte, ma non è nascondendoci con la scusa di questa fantomatica unicità che affronteremo nel modo giusto un cambiamento.

 

Trova una dose di coraggio per comunicare davvero

Dovrai essere coraggioso/a.

Non tutti scelgono di scendere nell’arena. Se vuoi comunicare tu dovrai farlo.

Sporcandoti le mani.

Esponendoti.

Rendendoti più trasparente ed apparentemente vulnerabile.

Ma a questo punto, riuscirai a comunicare davvero.

Comunicare significa trasmettere un messaggio in modo efficace, non vendere del fumo fingendosi superoi o aggirando i nostri interlocutori.

 

Pensa alla comunicazione come investimento, mai come tempo perso o denaro speso male

Se nel tuo business plan inserisci la comunicazione come mera spesa, allora non ne percepisci il valore.

La comunicazione è l’obiettivo del marketing che ti farà guadagnare credibilità, reputazione, ti consentirà di ampliare la clientela e quindi anche indirettamente guadagnare.

Ti sembra poco?

Nessuna formula magica, nessun miracolo.

Tempo e denaro INVESTITI per costruirci non solo il presente, ma anche il futuro.

 

Elabora un progetto e lavora di squadra

Cerca di tenere lo sguardo lungo e studia un progetto di marketing che ti porti ad ottenere dei risultati a seguito di determinate azioni, utilizzando determinati strumenti.

Lavora in team, mai da solo/a.

Se hai collaboratori, dipendenti oppure consulenti, ognuno con il suo ruolo, metti insieme i pezzetti e cerca di lavorare al meglio sfruttando le capacità e competenze di ciascuno.

 

Se stai cercando il modo di costruire un progetto ma ti mancano le basi, sto lanciando un corso online che ti consentirà di colmare alcune lacune.