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E’ una domanda che mi sono posto tantissime volte negli ultimi anni e alla fine molto spesso la risposta è stata: apro un blog perchè sento l’esigenza di scrivere, di comunicare il mio stato d’animo, per condividere quello che sono e quello che faccio.

A dire il vero c’è stata una fase (lunga alcuni anni) in cui questa esigenza è stata soffocata oppure si era assopita e pur conservando uno spazio web l’ho lasciato a se stesso vegetare.
Dal primo blog su spacelive collegato alla piattaforma “Messenger” a “Wordpress.com” il passo è stato obbligato una volta che Windows chiuse il servizio.
Quindi migrazione guidata e poi…silenzio.

Inizialmente usavo il blog come sfogatoio, all’epoca Facebook lo usavano in pochi ed io stesso sfruttavo il blog per parlare di quel che sentivo e vivevo, utilizzando il canale email per informare i miei contatti di aver pubblicato qualcosa.

Poi la vita mi è un po’ cambiata e solo alcuni mesi fa ho tradotto la consapevolezza che il blog sia uno strumento importante di “personal branding” in azione forzata con me stesso, costringendomi a riprenderlo in mano almeno una volta a settimana.

Pertanto sono passato alla versione WordPress 4.6.1 grazie al supporto tecnico di un professionista (Roberto di http://www.wp-vincente.it/) e ho ritrovato la voglia di fare il webmaster di me stesso dopo un po’ di anni. Contenuti quindi ma anche settaggi un po’ più tecnici e nuove competenze che sto acquisendo sono la risultanza di questo sforzo.

Domanda numero uno: e quali sono i risultati?

Beh per quelli bisogna avere molta pazienza e perseveranza.
Non tutto e subito.
Ci vuole tempo.

Altra domanda: quali i miei contenuti sul blog?

Ecco l’altro punto dolente sul quale rifletto ancora oggi e che attanaglia chiunque senta l’esigenza di fare blogging.
Se anni fa un avvenimento politico era per me motivo scatenante di parole, oggi per farlo non uso il blog perchè mi interessa scrivere altro qui sopra.

Partiamo dal concetto di web marketing rispetto all’uso e l’importanza del blog.
Pensiamo al case study che tutti portiamo all’attenzione di chi ci ascolta quando parliamo di blog. www.chefuturo.it lo conoscete?
Diciamo che è stato uno dei precursori delle strategie attuali.
Un Istituto bancario ha pensato ad un prodotto redazionale, marchettaro pari allo zero ma che innalzi la qualità percepita del brand grazie ad un prodotto utile e di qualità, che parli la lingua del proprio target di riferimento e lo incuriosisca.

Allora quali sono i contenuti giusti del blog?

I propri vanno benissimo.
E’ fondamentale differenziarsi.
Ma bisogna trovare uno stile, un focus ed un obiettivo.
Non ci sono ricette segrete, ma una ricerca costante di esse deve pervadere il nostro animo.
Dobbiamo mantenere l’umiltà necessaria per giudicarci, farci giudicare dagli altri e correggere il tiro molte volte.
Dobbiamo cercare di imparare dagli errori e non accontentarci.
Essere “secchioni” aiuta. Imparare però non significa “copiare”.
Certo anche quella può essere un’arte per qualcuno ma non deve diventare la nostra.
Noi al massimo “tagghiamo”, citiamo, virgolettiamo…i concetti e le parole di altri (sperando magari in una loro riconoscenza “sociale”) ed impariamo da quelle.
Proviamo ad immaginare di voler focalizzarci su un prodotto che tanti altri vendono o di cui tanti parlano.
Perchè una persona X dovrebbe scegliere il nostro di contenuto e non quello di un blogger con un’audience molto più ampia e magari riconosciuto pubblicamente come leader/influencer?
Allora proviamo a trovare quegli aspetti che tale persona non affronta, perchè magari non sono suoi o del suo status o della sua scala di priorità, ma possono diventare per noi elementi importanti.

Non è facile. Nessuno dice che lo sia.
Ma non è impossibile.
Io diffido da tutti coloro che danno facili soluzioni e ricette lampo.
Certo farebbero comodo e sono il primo che ogni tanto provo a trovarle, ma non ci sono.
Nessuno le ha.
Perchè nessun mortale/plebeo conosce esattamente l’algoritmo di Google o di Facebook, per tentativi ci si può avvicinare e scoprirne alcuni aspetti ma le formule magiche nessuno ce le svelerà mai.
Quindi impariamo dai “big” e studiamoli. Ascoltiamo chi di queste cose vive e ci lavora da tempo facendo attenzione a non perdere tempo con dei parolai o fuffaroli però.
E poi…scriviamo, sfidiamo la pigrizia e l’apatia ed apriamo questo blog o convinciamo le nostre Direzioni a farlo.

Ma ricordiamoci che non basterà decidere che sia giusto spingerci in questa direzione per avere successo.

E’ solo il primo passo.

(Foto: unsplash.com/@olidale)

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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