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10 libri di marketing

10 libri di marketing

In un articolo, scritto qualche tempo fa, ti avevo già suggerito “10+1 libri da leggere”.

Ho segnalato testi assolutamente attinenti al marketing e che andavano anche ad esplorare parti più tecniche, diciamo.

Oltre a Cialdini e “La mucca viola”, infatti, ti ho anche suggerito testi che possono essere presi come riferimento per approcciarsi agli strumenti social.

In questa lista, invece, vorrei elencare dieci testi che possono servirti per approfondire, sviscerare il tema marketing a tutto tondo.

Già, perché ho capito che bisogna partire da queste conoscenze per poi poter trovare la propria strada.

Non ho mai studiato marketing e quando mi sono approcciato al mondo della comunicazione digitale pensavo come tanti che bastasse avere passione e qualche conoscenza tecnica per poter “sfondare”.

In realtà con il tempo mi sono accorto che stavo costruendo una casa senza partire dalle fondamenta.

Mi scontravo strada facendo con concetti oscuri che pensavo fossero solo per “esaltati” o per i commerciali vecchia maniera.

Ho capito, sbagliando, che non è affatto così.

Quindi ancora oggi, cerco di colmare queste lacune.

Lo faccio anche leggendo dei libri, così ho pensato di condividere questo percorso anche con te, pensando di fare cosa utile.

Ecco la lista dei 10 libri di marketing che ti consiglio di leggere se anche tu hai una passione per questo mondo o anche solo se vuoi renderti conto di ciò che sta accadendo attorno a te.

  1. Fare marketing rimanendo brave persone (Giuseppe Morici)  
  2. La coda lunga (Chris Anderson)  
  3. Le 22 immutabili leggi del marketing. Se le ignorate, è a vostro rischio e pericolo! (Al Ries) 
  4. Marketing 4.0 (Philip Kotler) 
  5. Partire dal perché. Come tutti i grandi leader sanno ispirare collaboratori e clienti (Simon Siniek) 
  6. Strategia oceano blu. Vincere senza competere (W. Chan Kim e Renée Mauborgne) 
  7. Svuota il carrello. Il marketing spiegato benissimo (Gianluca Diegoli) 
  8. Le Nuove Tesi del Cluetrain Manifesto (David Weinberger, Doc Searls) 
  9. Questo è il marketing. Non puoi essere visto finché non impari a vedere (Seth Godin, M. Uzzielli)
  10. Uccidi il marketing. Come trasformare i costi del marketing in profitti (Joe Pulizzi, Robert Rose) 

 

Buona lettura!

Fammi sapere quale testo ti è piaciuto di più o se ne suggeriresti anche altri: contattami su Telegram

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Aiuto Terzo Settore, imprese e professionisti a comunicare grazie ad un metodo che si basa sulla "reputazione digitale"

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Hai ben chiara la tua mission?

Hai ben chiara la tua mission?

Mission aziendale: come e perché è importante definirla

La mission rappresenta la risposta alla domanda: perché esisti?

Saper trovare il fine ultimo dell’impresa, del tuo impegno professionale o sociale che sia è un aspetto strategico davvero importante.

Perché “fare business”, “arricchire il portafoglio clienti”, “il profitto” non possono e non debbono essere le risposte che ti puoi permettere di dare.

Nulla di male in tutto ciò, ma diciamo che è scontato questo obiettivo finale, che ci accomuna tutti dal momento che ci vogliamo posizionare sul mercato e riuscire a soddisfare le nostre esigenze del quotidiano.

La mission aziendale, pertanto, è quel motivo che si spinge ad agire oggi e che guida tutte le nostre decisioni strategiche, aiutandoci ad ottenere la proiezione futura che desideriamo.

Diventa una guida, una stella polare nell’agire quotidiano.

 

Esempi famosi di mission aziendali

Coca Cola: rinfrescare il mondo; ispirare momenti di ottimismo e felicità; creare valore e fare la differenza.

Google: la missione di Google è organizzare le informazioni a livello mondiale e renderle universalmente accessibili e utili.

Amazon: essere la società più customer centrica del mondo, dove le persone possono trovare e scoprire qualsiasi cosa vogliano comprare online.

Ikea: la visione strategica di Ikea è quella di creare una vita quotidiana migliore per la maggioranza delle persone. Ciò significa fare del nostro meglio per creare un mondo in cui ci prendiamo più cura dell’ambiente, delle risorse del pianeta e delle persone. Siamo consapevoli che si tratta di un impegno continuo e che a volte noi stessi siamo parte del problema, ma lavoriamo strenuamente per contribuire alla soluzione.

Sono solo alcuni esempi, ma ti fanno capire alcuni aspetti.

Se ci pensi infatti dalla mission di questi famosi marchi ritroverai esattamente il loro modo di essere, la loro unicità, il loro posizionamento sul mercato e riscontrerai la coerenza nel loro modo di comunicare.

 

Come risalire alla tua mission

Non si tratta di trovare degli slogan pubblicitari.

Significa capire esattamente chi siamo e chi vogliamo essere o diventare.

Cosa ci spinge, quali sono le motivazioni più interiori che abbiamo, si tratta di capire cosa ci rende felici e il perché.

È un lavoro di auto-analisi che può risultare complicato, ti fornisco qualche stimolo.

Già nel passato ti ho parlato di come costruire la tua proposizione di valore.

Siamo ancora lì, su quel livello di profondità.

Siamo ancora nelle fasi preliminari del nostro progetto di vita, professionale e di comunicazione.

Per trovare la tua mission potresti chiederti:

  • come sono nato (a livello professionale)? Qual è la mia storia?
  • perché faccio il lavoro che faccio?
  • cosa mi rende felice sul lavoro?
  • a quali clienti mi rivolgo?
  • cosa offro di speciale ai miei clienti?
  • cosa non sono disposto a rinunciare a livello di valori?

 

Una volta che hai in maniera onesta risposto a queste domande, puoi confrontarti con il tuo staff (se non sei ad esempio un professionista, ma hai collaboratori, soci e/o dipendenti) ed insieme trovare il “leit motiv” che vi rappresenta al 100%, di cui non vi vergognereste ad urlarlo ai quattro venti e che vi spinge ad alzarvi alla mattina.

 

Come si comunica la mission aziendale

Non basta trovare la propria mission e poi scriverla sul sito o elaborarla per il nostro profilo LinkedIn.

È necessario che sia talmente vera ed unica che gli altri ce la riconoscano quando entrano a contatto con noi.

Dobbiamo essere coerenti con essa e muoverci di conseguenza nel pianificare la nostra strategia di comunicazione.

Ma dobbiamo renderla vera, reale, concreta anche quando siamo stanchi, quando le cose non vanno come vorremmo o quando abbiamo di fronte un problema da risolvere.

Possiamo scrivere frasi stupende, trovare formule meravigliose, ma se non ci rappresentano non servirà a nulla, anzi rischieremo di rovinare la nostra reputazione.

Non si tratta di copiare dal competitor o dal grande marchio, lo avrai capito.

Non è obbligatorio trovare la propria mission, ma è un passaggio consigliato se vuoi costruire delle basi solide e vuoi proseguire il tuo cammino con una direzione chiara e con una bussola che non ti faccia deviare.

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Aiuto Terzo Settore, imprese e professionisti a comunicare grazie ad un metodo che si basa sulla "reputazione digitale"

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Requisiti necessari per comunicare con efficacia

Requisiti necessari per comunicare con efficacia

Ci sono alcune condizioni necessarie affinché tu riesca davvero a far funzionare la tua comunicazione.

Prima di avere le competenze tecniche, di settore e relative agli aspetti del marketing, del mondo digital e della comunicazione, ci sono aspetti che devi tenere presente.

Se non risolvi questi problemi alla base, qualcosa con molta probabilità non andrà nel verso giusto.

Non esagero…fidati.

Fino a quando non ho abbandonato questi blocchi mentali che avevo non sono riuscito ad aprire la mia mente e gli occhi sugli errori che stavo commettendo.

Procedo con ordine, ma in modo anche schematico.

 

Buona volontà, tanto impegno, una dose massiccia di pazienza e molta costanza

Senza il corretto approccio mentale non sarà possibile lavorare bene.

Nell’immaginario si pensa che il marketing digitale sia frutto di fortuna, di estro o di estemporaneità, oltre che di poca fatica.

Non è così.

Senza un costante impegno, duraturo nel tempo e anche resilienza, non potrai ottenere alcun risultato.

Non si improvvisa e bisogna sudare molto per ottenere traguardi anche piccoli, dovendoci conquistare la fiducia di altri giorno dopo giorno, senza poter più di tanto gongolare e dormire sugli allori.

 

Alta competenza nel tuo campo

Essere professionisti competenti, capaci è indispensabile.

Se sei un venditore di fumo, lascia perdere.

Non fare caso all’impostore che prova ad insediarti quando invece sei bravo/a, ma tendi sempre al miglioramento, alla formazione, aumentando le conoscenze nel tuo settore.

 

Disponibilità a mettere in discussione le tue scelte passate, quelle che farai e non sentirti mai arrivato/a

Non dire “ho sempre fatto così!”.

È assolutamente vietato.

Lascia quella esclamazione a chi non vuole crescere, a chi pensa di sapere tutto e a chi alla fine vedrà solo la tua scia.

È importante che allarghiamo la nostra mente, facendo un sano bagno di umiltà.

Riconosciamo di non sapere e facciamo crescere in noi l’entusiasmo dell’imparare e consolidare le nostre basi.

A questo punto guardandoci indietro capiremo i nostri errori e da quelli ripartiremo, senza abbatterci.

 

Non pensare che “il tuo settore sia particolare e diverso dagli altri”

Altra frase da dimenticare.

Tutti siamo particolari, non sei l’unico/a.

Ciascuno ha un settore che ha delle peculiarità, da lì si parte, ma non è nascondendoci con la scusa di questa fantomatica unicità che affronteremo nel modo giusto un cambiamento.

 

Trova una dose di coraggio per comunicare davvero

Dovrai essere coraggioso/a.

Non tutti scelgono di scendere nell’arena. Se vuoi comunicare tu dovrai farlo.

Sporcandoti le mani.

Esponendoti.

Rendendoti più trasparente ed apparentemente vulnerabile.

Ma a questo punto, riuscirai a comunicare davvero.

Comunicare significa trasmettere un messaggio in modo efficace, non vendere del fumo fingendosi superoi o aggirando i nostri interlocutori.

 

Pensa alla comunicazione come investimento, mai come tempo perso o denaro speso male

Se nel tuo business plan inserisci la comunicazione come mera spesa, allora non ne percepisci il valore.

La comunicazione è l’obiettivo del marketing che ti farà guadagnare credibilità, reputazione, ti consentirà di ampliare la clientela e quindi anche indirettamente guadagnare.

Ti sembra poco?

Nessuna formula magica, nessun miracolo.

Tempo e denaro INVESTITI per costruirci non solo il presente, ma anche il futuro.

 

Elabora un progetto e lavora di squadra

Cerca di tenere lo sguardo lungo e studia un progetto di marketing che ti porti ad ottenere dei risultati a seguito di determinate azioni, utilizzando determinati strumenti.

Lavora in team, mai da solo/a.

Se hai collaboratori, dipendenti oppure consulenti, ognuno con il suo ruolo, metti insieme i pezzetti e cerca di lavorare al meglio sfruttando le capacità e competenze di ciascuno.

 

Se stai cercando il modo di costruire un progetto ma ti mancano le basi, sto lanciando un corso online che ti consentirà di colmare alcune lacune. 

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Aiuto Terzo Settore, imprese e professionisti a comunicare grazie ad un metodo che si basa sulla "reputazione digitale"

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Perchè è importante saper guardare lontano

Perchè è importante saper guardare lontano

“Possiamo pubblicare la notizia sul nostro sito?

Riusciamo a fare anche noi quella cosa supermegagalattica che fanno loro?

È ora di fare anche noi un blog!”

 

Sono solo alcuni esempi di richieste che vengono fatte al consulente marketing/comunicazione di turno.

Lecite (ci mancherebbe).

Ma in comune hanno un aspetto, su cui vorrei portarti a riflettere.

Perché è importante per te, non per la mia categoria professionale.

Quando pensi al marketing è necessario ragionare con uno sguardo proiettato verso il futuro.

Molto spesso, per timore o credendo di ottimizzare i costi, siamo tentati di pensare solo al qui ed ora.

Questa scelta si rivela sbagliata.

Diamo per assodato che prima di intraprendere un percorso sia necessario avere un itinerario in testa e quindi un progetto specifico, che va pensato e costruito.

Un progetto è soggetto a variazioni, migliorie, a test … altrimenti non avrebbe valore.

Ma quando siamo in fase di elaborazione è necessario che ragioniamo bene su quello che potremo fare non solo domani, ma anche dopodomani.

La mia non vuole essere una spinta ad esagerare, un invito a sopravvalutarci o a non usare obiettività.

Ma ragionare nel lungo periodo ci aiuta a non avere le bende agli occhi.

E a non dover tamponare le situazioni successivamente.

Se credi che avvalerti di una consulenza sia costoso ed inutile, tanto di più lo sarà lasciarsi trasportare dall’emotività e poi dover tornare indietro a cose fatte capendo di aver sbagliato tutto.

Pensa a quel punto i costi che dovrai affrontare.

Meglio, quindi, cercare di affrontare con la giusta prospettiva una strategia che nel lungo periodo dovrà essere implementata e magari rivista, talvolta anche stravolta, ma almeno se si fonda su solide basi difficilmente dovremo buttare via i panni con l’acqua sporca.

Ti racconto una storia.

Un cliente mi chiede di aiutarlo a realizzare un sito web minimal.

Meramente istituzionale.

Non ha bisogno (secondo loro) di comunicare con quello strumento.

Gli trovo il designer che può costruirlo ed inizio ad analizzare insieme a lui come strutturarlo e con quali contenuti.

Mi dice di non aver bisogno di indicizzazione specifica sui motori e che non necessita neppure di una sezione notizie/blog.

Completiamo il lavoro nel giro di qualche settimana.

Dopo un anno e mezzo il cliente mi chiama dicendo di voler pubblicare sul sito una notizia.

Spiego al cliente che per come è stato commissionato il sito non ha di per sé la struttura per pubblicare news ma che è possibile farlo intervenendo sulla struttura e verificando con il web master il template e l’aggiunta di un “modulo”.

Il che gli costerà X (il cliente non è in grado né per sua volontà ha voluto formazione per essere autonomo nell’inserimento dei contenuti o nell’implementazione di qualche pagina/sezione).

Costerà poco, ovviamente, ma qualcosa dovrà spendere.

Il cliente mi dice che per questa volta rinuncia alla cosa. Tra le righe mi dice anche che il sito non è visibile da Google, gli hanno detto …

 

Ho portato all’estremo questo esempio di vita reale, solo per farti ragionare.

Si tratta di poca cosa, ma è calzante.

A quel cliente sarebbe bastato in sede di analisi e progetto accettare la mia proposta di inserire una sezione blog/notizie, magari momentaneamente dormiente/oscurata, pronta all’uso (e che non avrebbe portato ad un costo maggiore del progetto, ma che sarebbe rientrata nel costo complessivo).

Ma il cliente ha pensato all’esigenza del momento, senza valutare un dopo, non si è in qualche modo fidato della visione di altri, ma ha tamponato il suo “problema” a suo modo di vedere risparmiando ma perdendo l’occasione propizia invece per avere uno strumento più flessibile nelle sue mani.

Tutto ciò ti farà sorridere ma prova a pensare a tutte le volte che hai ceduto alla fretta, all’estemporaneità, all’entusiasmo o alle tue ansie senza avere uno sguardo più ampio.

Ti sarà capitato di rimpiangere, di accorgerti di avere fatto sciocchezze (nessuno è perfetto, ci mancherebbe) che ti sono costate di più che fare le cose a segno una volta per tutte.

Niente è immortale, men che meno il marketing nel digitale.

Certi principi valgono sempre.

Non è facile avere una visione d’insieme su un qualcosa che non mastichiamo.

Magari, impariamo a fidarci!

 

Sicuramente i più coraggiosi sono coloro che hanno la visione più chiara di ciò che li aspetta, così della gloria come del pericolo, e tuttavia l’affrontano. (Tucidide)

 

 

 

 

 

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Aiuto Terzo Settore, imprese e professionisti a comunicare grazie ad un metodo che si basa sulla "reputazione digitale"

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Come non scrivere la pagina chi siamo del tuo sito

Come non scrivere la pagina chi siamo del tuo sito

La pagina chi siamo: come non scriverla

Se mai ci fosse una classifica sulle pagine che possono fare la differenza in un sito, al primo posto ci sarebbe la bistrattata pagina “Chi Siamo”.

Eppure, è la pagina che spesso viene trascurata o fatto oggetto di copia ed incolla da presentazioni aziendali da fiera.

Non se ne comprende fino in fondo l’importanza.

Se sei un’azienda a me sconosciuta, che ho intercettato perché Google ti ha posto nelle prime posizioni a seguito di una mia richiesta (che ho affidato al motore per rispondere ad un mio bisogno) con tutta probabilità avrò bisogno di capire se fai al caso mio e avrò desiderio in un qualche modo di conoscerti.

In pochi secondi quindi visiterò il tuo sito cercando di capire tre aspetti fondamentali:

  • se sono capitato nel posto giusto
  • in che modo eventualmente posso avere informazioni
  • come potrei potenzialmente acquistare da te

Se avrò capito questi tre aspetti, sarò propenso ad approfondire la tua conoscenza e una pagina che visiterò sarà quella del “chi siamo”.

Lì non mi interesserà affatto leggere che hai una comprovata esperienza nel settore (comprovata poi da chi?), che sei leader di mercato (lo sono tutti, tu sei uno dei tanti che hanno questa presunzione), che offri servizi a 360 gradi (bene, la tuttologia non è un aspetto positivo, spesso sottolinea quella poca specializzazione che invece tutti noi cerchiamo quando abbiamo bisogno di risolvere un problema: se sei specializzato nel campo che sto cercando, probabilmente mi capirai e mi dirai come fare).

Il fatto che sei focalizzato sul cliente mi fa piacere, peccato però che sarò io a dire se è vero una volta che diventerò tuo cliente ma ancora è presto per poterlo dimostrare.

Evita formule standard che ti rendono uguale a chiunque altro (certe pagine sono talmente universali, anonime, noiose e inutili, da poter essere associate indistintamente ad uno studio di architetti come ad un’azienda metalmeccanica).

Se vuoi davvero farti ignorare non applicare questi suggerimenti, mi raccomando!

Come scrivere la pagina chi siamo

Ho cercato di spiegarti cosa è meglio non scrivere.

Allora, come dovrebbe essere costruita la pagina chi siamo?

Innanzitutto, mostra la tua faccia.

La tua e quella del tuo team, dello staff.

Nessuno si fida di primo acchito di un marchio per lo più sconosciuto, abbiamo bisogno di capire chi c’è dietro a quell’azienda.

Evita le foto “stock” che si trovano sul web e che puoi acquistare o usare liberamente senza violare copyright.
Dopo aver mostrato il tuo vero volto, prova a raccontare perché fai quello che fai.

Racconta la tua vera unicità, ciò che ti distingue da chiunque altro.

Fai percepire perché un potenziale cliente dovrebbe sceglierti.

No non è il prezzo basso la leva corretta.

Fai immedesimare le persone nella tua storia.

Se sei nel settore dal 1940 non limitarti a scriverlo come farebbe chiunque, cerca di far capire il valore di settant’anni di esperienza.

Gli slogan servono?

Non siamo su Canale 5 alle nove di sera, le persone non cercano slogan né misureranno la tua professionalità nella verbosità del tuo scrivere.

Parla come se avessi davanti la persona a cui stai pensando e trasmettile un messaggio rassicurante, utile.

Non ci sono trucchi o leve che puoi applicare in modo scientifico.

C’è la tua esperienza, la tua competenza, ci sono i tuoi valori e i tuoi elementi differenzianti che devi solamente comunicare con trasparenza, semplicità e massima onestà.

Ti consiglio tre letture utili per raggiungere lo scopo:

In sintesi, ecco gli elementi che devi tenere presente:

Ricordati che è bene studiare e capire cosa dicono le leggi del marketing, ma devi applicarle a te ed alla tua di comunicazione, al tuo contesto, al tuo pubblico.

Non ti stupire ma il tono che usi deve essere diverso anche dal tuo competitor anche se potenzialmente concorrete (appunto) per avere l’attenzione ed i soldi del medesimo cliente.

Devi essere… te stesso.

Va benissimo sapere che ci sono delle strategie, ma non è necessario seguirle pedissequamente per ottenere risultati.

Lasciati ispirare dai grandi autori e dagli altri professionisti, ma trova la tua strada!

Sul mio canale Telegram ogni mattina alle ore 8 mi impegno a condividere qualcosa di utile per aiutarti a comunicare. Non ti offro soluzioni, ma aspetti su cui riflettere anche operativamente.

Francesco Costanzini

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I canali Telegram che seguo

I canali Telegram che seguo

Oltre 13 milioni di persone in Italia utilizzano Telegram.

Sono numeri in crescita.

Io ho scoperto Telegram in tempi non sospetti grazie ad un amico, pensando che fosse un mero sistema di messaggistica.

Poi quando ho capito le potenzialità ed ho scoperto i “canali” me ne sono infatuato, così ho cercato di approfondire con l’aiuto di una delle professioniste del mondo digital che tra le prime in Italia si è focalizzata su questo strumento: Marta Pellizzi.

Sono iscritto a molti canali (silenziati per ovviare alle notifiche) tramite cui riesco a rimanere aggiornato sui temi di mio preciso interesse, soprattutto quelli legati al mondo della comunicazione digitale.

 

Che cos’è un canale Telegram

 

Un canale Telegram è uno strumento di marketing molto potente.

È una lista di distribuzione di contenuti focalizzati su uno o più temi specifici, a cui le persone liberamente e gratuitamente possono iscriversi.

L’amministratore del canale trasmette il contenuto, che viene inviato a TUTTI gli iscritti alla lista, senza che essi possano interagire tra loro.

È un canale di comunicazione uni-direzionale, tuttavia è possibile far interagire i partecipanti con pulsanti, sondaggi, eccetera…

Se mi iscrivo oggi ad un canale, ho la possibilità di risalire alla cronologia completa dello stesso e non perdermi nulla di ciò che lì viene pubblicato, in tempo reale.

 

I miei canali Telegram preferiti

 

Content Marketing Italia

Ogni giorno Alessio Beltrami invia un vocale sul tema del marketing dei contenuti.

 

My Social Web

Notizie utili e approfondimenti dedicati al mondo del blogging a cura di Riccardo Esposito.

 

SocialSellerGram

Maria Letizia Russo ci parla del mondo di LinkedIn

 

InTime Blog

Notizie sulla comunicazione digitale, sul web marketing, sui social media e sulle startup a cura di Franz Russo.

 

#InPrimis

Il notiziario audio delle 7 del mattino, ideato e curato da Francesco Zambelli.

 

Rachele Zinzocchi

Il canale del progetto “Digital Education” di Rachele Zinzocchi.

 

Tool per Startup

Una miniera d’oro di tool utilissimi.

 

We, Social e Cultura

Giacomo Lucarini fornisce un contenuto utile sul mondo digitale, ogni giorno.

 

Writing Way

Alessandra Perotti ha creato un canale dedicato alla scrittura.

 

Avvocato Vercellotti

Il canale dell’Avvocato del Digitale, Alessandro Vercellotti, in cui vengono forniti suggerimenti e indicazioni per muoversi nel modo più corretto nel mondo del digital.

 

Marta Pellizzi

Guide sull’uso di Telegram, da chi di Telegram se ne intende e parecchio…

 

Bennaker.com

Nel suo canale, Simone Bennati segnala i post che pubblica. Sempre di valore.

 

Durov’s Channel

Il canale del fondatore di Telegram, utile per apprendere aggiornamenti ed implementazioni.

 

PostPickr Channel

Il canale di PostPickr, il tool editoriale di social media management che personalmente utilizzo. Postano annunci, anteprime, consigli d’uso, ed una rassegna delle migliori news di settore

Non ho citato altri canali perché sono iscritto anche a quelli che fanno riferimento a podcast e professionisti di cui ti ho già raccontato qualcosa.

 

Il mio canale Telegram

Come ho scritto nel messaggio fissato sempre in alto sul mio canale “ti aiuto a comunicare attraverso la tua reputazione digitale”.

La promessa che faccio agli utenti è quella che tutti i giorni dal lunedì alla domenica alle 8 del mattino troveranno: suggerimenti per buone letture, strumenti pratici di digital marketing, articoli, podcast, aforismi e video oppure una nota vocale con un commento-riflessione ad una notizia dal mondo della comunicazione digitale e con consigli pratici.

Per iscriverti clicca direttamente qui: https://t.me/francescocostanzini

 

Francesco Costanzini

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