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Non puoi comunicare se hai fretta

Non puoi comunicare se hai fretta

Quante volte ti sarà capitato di pensare di voler comunicare una cosa quando avevi già organizzato tutto e con la scadenza imminente?

Come ti sei comportato/a?
Non ti è salita l’ansia?
Che risultati hai ottenuto?

Molto spesso pensiamo che la comunicazione sia un aspetto da non prendere in considerazione se non a giochi fatti quando organizziamo.

In realtà l’aspetto comunicativo è da mettere in sincronia con tutte le altre fasi.

Non si può promuovere un qualcosa partendo da zero, senza aver alcuna fondamenta e pensando di farlo in fretta.

Bisogna avere un progetto.

E’ indispensabile costruire una strategia.

Si deve avere in mente cosa è necessario fare per entrare nel giusto immaginario collettivo dei nostri potenziali clienti/utenti e far capire loro quello che desideriamo comunicare.

E non si tratta di un processo breve, almeno se pensiamo di farlo affidandoci al mondo digitale.

Per essere ascoltati dobbiamo essere autorevoli, le persone si devono in qualche modo fidare e perciò abbiamo dovuto “convincerle” in qualche modo (attraverso i nostri contenuti) nel recente passato.

Non possiamo saltare fuori all’improvviso e pensare che con due post riusciremo a convincere qualcuno a compiere un’azione che desideriamo tanto faccia.

Nella vita reale pensiamo di essere in grado di farlo?

Andiamo da sconosciuti e gli chiediamo di fare quello che vogliamo senza prima presentarci, renderci ai loro occhi affidabili e tutto quello che ne consegue ?????

Se siamo così bravi offline, non potremo esserlo online se prima non abbiamo costruito la reputazione, una relazione con chi faticosamente abbiamo intercettato, facendoci percepire come detentori di quella competenza specifica.

Quindi, non avere fretta.

Pensa attentamente a tutti i passaggi necessari affinché tu non debba disperdere energie e tempo/denaro inutilmente.

Ecco cosa dovresti fare:

  • trova il tuo posizionamento (chi sei? cosa fai? come vieni percepito? quale la tua unicità?)
  • pensa a chi ti rivolgi (quale il mio utente/cliente ideale? chi è? cosa fa? come si comporta? a cosa è interessato/a?) ed al mercato in cui ti vuoi collocare
  • pensa a come comunicare con queste persone (in che modo? che problemi risolvi loro? a cosa ambiscono? dove le intercetto? che contenuti possono essere di loro interesse?)
  • inizia a comunicare (ricordati di: dare, non chiedereessere utiie non promozionale)
  • chiedi solo a chi è veramente pronto ad ascoltarti

Se riuscirai a fare questo prima di chiederti solo a giochi fatti come comunicare qualcosa (o come, ad esempio, fare iscrivere le persone ad un evento) allora otterrai risultati a lungo termine.

Il tutto e subito non esiste.

Non esistono scorciatoie a cui puoi appigliarti.

Continua a fare dei post (che nessuno legge) in cui chiedi a perfetti sconosciuti di venire al tuo evento megagalattico e temo che non otterrai ciò che vuoi.

Non chiedere al professionista di turno, ad una settimana dal lancio del tuo prodotto di aiutarti a comunicarlo… perchè la risposta non può essere “faccio alcuni post su Facebook ed anche Linkedin”

Senza strategia non ottieni nulla.
Un vecchio spot diceva “Prevenire è meglio che curare”, o no?

 

Ti aspetto su Itunes, Spotify o Apple Podcast: ogni settimana approfondisco un tema relativo al mondo della comunicazione digitale!

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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L’ unicità è il segreto del successo

L’ unicità è il segreto del successo

Vai cercando il segreto del successo di tanti che tramite i social ottengono risultati?
Hai mai analizzato quello che fanno e come lo fanno?
Io un loro segreto l’ho carpito.

Ed è questo: sono unici, riconoscibili ed hanno uno stile (personale).

Molto spesso “rischiamo” di essere nella media, invisibili ai più.

Non ci distinguiamo e non prendiamo mai posizione.

Utilizziamo un linguaggio piatto, pensiamo che recitando un copione si possa avere successo come a teatro.

Non è così.

Guarda ai personaggi, ai brand che riscuotono un buon seguito ed ottengono risultati concreti.

Hanno individuato un loro stile, un loro linguaggio, la loro unicità.

Con quelli si approcciano ai mezzi (che hanno individuato essere idonei per raggiungerci) e con quelli creano contenuti in formati che più si rifanno alla loro personalità.

Diventa quasi naturale comportarsi in modo innaturale, pensando di fare la cosa giusta.

Eppure non è affatto così.

Anche la nostra inflessione dialettale (se non esageratamente marcata o incomprensibile) può essere un plus, un elemento che ci distingue dalla massa, un qualcosa che potenzialmente potrebbe far dire ai nostri interlocutori: “Ecco, sta parlando…

Poi ti dirò la verità, ho scoperto un altro segreto.

Prova a guardare ai contenuti di questi personaggi che tanto ammiri e capirai che hanno il focus incentrato su di .. te e non su di loro! Al centro ci sono le tue esigenze, non le loro, non i loro servizi/prodotti ma il valore che ti donano.

Ti torna tutto questo?

Allora perchè ti ostini a comunicare in modo asettico, nascondendo chi sei realmente e incentrando la comunicazione sui tuoi prodotti o servizi?

Se ritieni utili questi suggerimenti ascolta il mio podcast settimanale su Itunes o Spreaker!

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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Pubblicità o marketing?

Pubblicità o marketing?

La maggior parte di aziende, enti, esercizi commerciali, istituzioni oggi sul WEB fa pubblicità.
Cioè mette al centro il proprio prodotto, servizio, bene … provandolo a proporre in tutti i modi ad un pubblico spesso non troppo selezionato e poco propenso ad ascoltare.
E’ un vizio ricorrente in cui tutti noi molto spesso ricadiamo.
Pensiamo che per convincere qualcuno dobbiamo propinargli in continuazione dei messaggi che abbiano il focus su quello che facciamo, vendiamo o proponiamo (a seconda dei casi).

Facciamo un esempio?
Non so se ti è mai capitato di fare questo esercizio durante alcuni corsi che avrai frequentato.

Te lo esemplifico come Leonardo Di Caprio lo ha proposto ai suoi discenti in “The Wolf of Wall Street”.

Lo faccio fare anche io ultimamente.
Perchè è un modo davvero efficace per dimostrare a noi stessi che sbagliamo focus.

Pensiamo di convincere qualcuno mettendo al centro la cosa sbagliata.

Proviamo ad individuare “il bisogno”.
Parliamo di quello. Studiamo quello.

piramide Maslow

(Fonte: Wikipedia)

Questa è la piramide di Maslow dei bisogni pubblicata nel libro Motivation and Personality del 1954.
La scala dei bisogni è suddivisa in cinque differenti livelli: dai più elementari (necessari alla sopravvivenza dell’individuo) ai più complessi (di carattere sociale). L’individuo si realizza passando per i vari stadi, i quali devono essere soddisfatti in modo progressivo.

Il professor Philip Kotler spiega:

“Un bisogno si manifesta quando una necessità di base per la vita umana non è soddisfatta. La gente ha bisogno di cibo, abbigliamento, riparo, sicurezza, appartenenza, stima ed altre cose necessarie alla sopravvivenza. Questi bisogni non sono creati dalla società o dagli operatori di mercato: essi sono radicati nella natura e nella condizione umana.”

ed ancora:

“Il punto di partenza della disciplina del marketing è costituito dai bisogni e dai desideri umani.”

L’altro giorno leggevo un articolo sul blog di Skande che mi ha fatto riflettere: viene riportata una mappa degli obiettivi che dobbiamo evidenziare se vogliamo essere comunicare in modo efficace, pubblicata in precedenza da Harvard Business Review.

Sarebbe giunto il momento di fare qualcosa di diverso che una pubblicità, non ti pare?

Eppure perché non tutti ne comprendono l’importanza?

Me lo sono chiesto e sono arrivato ad individuare alcuni freni:

– paura/timore
– non consapevolezza
– pigrizia

Si ha paura (o forse solo timore) di non arrivare all’obiettivo perché si ha in testa che serva la pubblicità per vendere/convincere qualcuno. Crediamo che solo tediando il prossimo ai ottengano dei risultati.
Non si ha forse la consapevolezza di tutto questo o forse costa troppa fatica (lo capisco, di sforzi bisogna farne) ragionare e sforzarsi di creare strategie, contenuti… in fin dei conti uno spot magari commissionato a qualcuno sembra la soluzione più facile o imprescindibile, no?

Non voglio offendere nessuno, ci mancherebbe.
Ci sono passato anche io.
E ho sbagliato sulla mia pelle.

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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La comunicazione efficace

La comunicazione efficace

Comunico… ergo sum.
Non era proprio così la citazione, tuttavia ho voluto iniziare in questo modo perchè mi addentro nel mondo della comunicazione, partendo dal principio.

Dal significato di questa parola, riscoprendolo possiamo davvero migliorare noi stessi, il nostro approccio e sicuramente ottenere risultati migliori.

Non possiamo non comunicare: anche se la nostra bocca non proferisce parola abbiamo una postura, uno sguardo, un corpo intero che trasmette qualcosa agli altri.

Comunichiamo per riflettere la luce delle stelle, con le lacrime e il sorriso. Le lacrime e il sorriso ci comunicano un flusso di risonanze emozionali e di vissuti interiori, che le parole non dicono e non conoscono” (Ovidio)

Quanto è bello pensare di riflettere la luce delle stelle?
L’immagine è suggestiva, non ti pare?
Se ci pensi è esattamente così che avviene.

Come si fa a comunicare?

Suggerirei di partire da qui ed esercitarci tanto:

Mi piace tantissimo ascoltare questa bravissima giornalista, è un video che nei miei corsi cerco di proporre sempre.

Perchè trovo essenziale dare valore all’ascolto ed iniziare a comunicare tenendo questo canale aperto il più possibile.

Non credere, vale anche sui social tutto questo.
Se non impariamo a comunicare a tutto tondo in tutti i contesti, difficilmente lo faremo sul web.

Come si fa a capire se stiamo comunicando con efficacia?

Quando abbiamo una conversazione di valore, piacevole (per tutti gli attori in gioco) stiamo comunicando in modo corretto probabilmente, stiamo ascoltando e al contempo trasmettendo ciò che vorremmo donare al nostro o ai nostri interlocutori.

Rogers e Kincaid definiscono la comunicazione come “un processo in cui i partecipanti creano e condividono informazioni allo scopo di raggiungere una comprensione reciproca”.

Quando ci sentiamo compresi in quello che vorremmo trasmettere vuol dire che abbiamo comunicato qualcosa.

Proviamo a pensare: quando le persone comprendono meglio quello che abbiamo da dire loro? Quando parliamo di qualcosa che li riguarda.
Quando si sentono coinvolti.

O sbaglio?
Quanta fatica si fa a comunicare qualcosa a qualcuno a cui importa davvero poco quello che stiamo provando a raccontare?

Bene, allora per applicare correttamente la tua strategia di marketing affinchè si possano raggiungere gli obiettivi prefissati, pensa a comunicare con efficacia.

Dona, regala con generosità e parla dritto al cuore, alla mente ed alla pancia dei tuoi interlocutori. Come fare a capire ciò che interessa loro?

Inizia ad ascoltare…

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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Diamo valore e le persone si ricorderanno di noi

Diamo valore e le persone si ricorderanno di noi

Prima si dà e poi si riceve.

Dare valore ha un’importanza fondamentale nel content marketing.

Ci tengo a dire che l’idea non è mia.
La prendo da un corso online di Giulio Gaudiano, che sto seguendo con interesse.
Mi è piaciuta tantissimo e te la ripropongo.

Conosci la fiaba de “Il gatto con gli stivali“?

Pensa dunque al gatto che continua a portare regali al re a nome del marchese di Carabas, fino a quando trova il modo di ottenere il risultato sperato.

Pensa al re come il nostro utente/cliente ideale che vogliamo raggiungere, ai doni come ai contenuti di valore e al gatto come il mezzo con cui distribuiamo i contenuti, oltre che alla nostra strategia.

Come facciamo ad ottenere la considerazione di chi ci interessa?

Il content marketing si basa proprio su questo concetto: donare valore prezioso al nostro interlocutore, al fine di farlo interessare a noi e a quel che possiamo offrirgli o far sì che una volta che abbia l’esigenza per cui potremmo aiutarlo, si ricordi di noi.

Quando, dunque, pensiamo a cosa postare sui social, ecco che troviamo una risposta molto chiara, uno schema che può diventare vincente.

Strategia – contenuto di valore – relazione – vendita

Attenzione però, la produzione di contenuti utili ed interessanti deve continuare nel tempo, non si può e non si deve arenare al primo ostacolo o al primo sentore di fatica.
E non deve essere un compitino da svolgere, ma una fase importante, da curare.

Non ti preoccupare: non stai dando dei vantaggi ai tuoi competitors, se sei angosciato dal fatto che ti possano copiare.

Non stai vendendo gratis delle consulenze.

Stai facendo content marketing nel modo che solo tu puoi sapere.

Sei tu infatti che dovresti conoscere i tuoi utenti/clienti, il loro linguaggio, le loro virtù, i loro vizi, a cosa si appassionano, quali piattaforme frequentano e quali formati prediligono. Per non parlare dei loro problemi quotidiani e di cosa poter fare per risolverli.

Non temere, lo sai: pensa alle domande che ti fanno di solito, ai dubbi che hanno, quando rimangono stupefatti e quando invece delusi.

Tu comportati, dunque, di conseguenza.

Ti ho proposto alcuni formati in un post di qualche tempo fa, ti rimane da capire con quale ti trovi meglio e se è adatto al tuo “ascoltatore”.

Non pensare alle mode, pensa a chi vuoi parlare e sii generoso e positivamente scaltro come il gatto con gli stivali.

Se vuoi consigli utili per comunicare nel mondo digitale, iscriviti al mio canale Telegram e ascolta il mio podcast.

(Foto di DarkWorkX da Pixabay)

Francesco Costanzini

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Un po’ di spunti di content marketing

Un po’ di spunti di content marketing

Content marketing: di che cosa si tratta?

Il content marketing è una tipologia di marketing che prevede la creazione e condivisione di media e contenuti editoriali al fine di acquisire clienti e monetizzare un sito web. Queste informazioni possono essere esposte in una varietà di tipologie, tra cui news, video, e-books, infografiche, guide, articoli, foto ecc. (Wikipedia)

 

A differenza della pubblicità, il Content Marketing risponde ai problemi delle persone. Ecco perché funziona e ottiene attenzione, interesse e fiducia.
Le aziende che fanno Content Marketing vengono percepite dai clienti come una risorsa e non come un’offerta commerciale. (Alessio Beltrami)

Come iniziare a fare content marketing?

Ti propongo uno schema che potresti seguire:

  • Conosci il tuo pubblico
  • Trova argomenti che interessino le persone che incontri sul tuo cammino
  • Scegli il TUO linguaggio, il TUO stile, la piattaforma che più si adatta ai tuoi contenuti
  • Studia una strategia con obiettivi che possano essere misurati
  • Testa, abbi costanza, metti in discussione ma non demordere

Perchè fare content marketing?

Senza focalizzarsi sui contenuti NON si comunica nulla.
Chi ha bisogno di comunicare (come noi comuni mortali) necessita di attirare utenti, clienti, persone realmente interessate.
Per farlo diventa indispensabile fornire indicazioni che esprimano autorevolezza e conoscenza, al fine di far avvicinare a noi qualcuno.
E non basta dire che siamo “i migliori” o che abbiamo una “comprovata esperienza” per riempire i nostri negozi, le nostre caselle email o bombardare di chiamate i nostri uffici.
Sul web abbiamo tutti bisogno di dare, di essere generosi nel diffondere contenuti di valore e che possano essere utili.
Solo in questo modo riceveremo man mano in cambio qualcosa.

Ecco le classiche obiezioni a tutto ciò:
– il blog non fa per noi, ci basta promuovere quello che facciamo
– non ho tempo per fare dei contenuti, non è il mio mestiere

Questo mi capita di sentirlo sia da enti del Terzo Settore che aziende, professionisti o startup.
Tutti abbiamo timore di doverci esporre, di favorire i competitors o non crediamo davvero che dovremmo trovare modi e spazi per realizzare questi contenuti, tante volte magari anche solo per far tacere il markettaro di turno.
Creare contenuti costa fatica, impegno, dedizione e il tempo necessario per realizzarli.
Non lo nego.
Ma se ti dicessi che è l’unica via da cui passare se vuoi comunicare sul web?
Bisogna che associazioni, enti, aziende, attività commerciali si sentano coinvolte in tutto il processo e che inizino a parlare in prima persona, esponendosi per ottenere la fiducia degli utenti (clienti).

Chi deve fare content marketing operativo?

Ci sono strade diverse che si possono percorrere.
Sei comunque tu (imprenditore, dirigente) che, acquistando consapevolezza, dovrai iniziare a produrre contenuti strategici, magari con l’aiuto di qualche professionista, come il sottoscritto che ti potrà aiutare in questo processo.
Ma non potrò essere io a parlare in un podcast o non potremo utilizzare la mia faccia per un video esplicativo: la tua associazione/ente/azienda/brand sei TU (oltre a chi collabora con te).
C’è bisogno di uscire dal guscio, di esporsi in prima persona per comunicare ai propri clienti.

Spunti di content marketing: i formati

Ti lascio alcune idee, affatto esaustive.
Sono degli spunti che penso possano esserti utili per trovare il tuo modo di comunicare.
Guardarsi intorno è importante per capire cosa si può fare, ma ciascuno deve declinare il proprio essere trovando formati e piattaforme idonee al proprio essere e che siano coerenti.

Una rassegna stampa

Un podcast

Una serie di video

Note audio (o altri formati) su un tuo canale Telegram


Un blog di contenuti

Se stai leggendo questo articolo, probabilmente ci siamo già capiti.
https://www.franzcos.it/blog/

… ora tocca a te!

Ecco questi sono solo alcuni formati che ad esempio io utilizzo, ma ce ne possono essere tanti altri e mixati in modo assolutamente personale.
Ricordati che anche una rivista, un libro sono ricompresi in questo mondo, ho solo fatto il focus sul mondo digitale 🙂
Ho cercato di dirti cosa sto facendo io in questo periodo, testando alcune forme e canali che ritengo più adatti a me ed alla mia community.
Non è indispensabile seguire le mode, esse possono solo darci spunti sui trend popolari, ma la cosa più importante è trovare ciò che ci renda “unici” e “reali”.

Se vuoi consigli utili per comunicare nel mondo digitale, iscriviti al mio canale Telegram, segui questo blog o ascolta il mio podcast.

Francesco Costanzini

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