buzzoole code
Perchè è importante saper guardare lontano

Perchè è importante saper guardare lontano

“Possiamo pubblicare la notizia sul nostro sito?

Riusciamo a fare anche noi quella cosa supermegagalattica che fanno loro?

È ora di fare anche noi un blog!”

 

Sono solo alcuni esempi di richieste che vengono fatte al consulente marketing/comunicazione di turno.

Lecite (ci mancherebbe).

Ma in comune hanno un aspetto, su cui vorrei portarti a riflettere.

Perché è importante per te, non per la mia categoria professionale.

Quando pensi al marketing è necessario ragionare con uno sguardo proiettato verso il futuro.

Molto spesso, per timore o credendo di ottimizzare i costi, siamo tentati di pensare solo al qui ed ora.

Questa scelta si rivela sbagliata.

Diamo per assodato che prima di intraprendere un percorso sia necessario avere un itinerario in testa e quindi un progetto specifico, che va pensato e costruito.

Un progetto è soggetto a variazioni, migliorie, a test … altrimenti non avrebbe valore.

Ma quando siamo in fase di elaborazione è necessario che ragioniamo bene su quello che potremo fare non solo domani, ma anche dopodomani.

La mia non vuole essere una spinta ad esagerare, un invito a sopravvalutarci o a non usare obiettività.

Ma ragionare nel lungo periodo ci aiuta a non avere le bende agli occhi.

E a non dover tamponare le situazioni successivamente.

Se credi che avvalerti di una consulenza sia costoso ed inutile, tanto di più lo sarà lasciarsi trasportare dall’emotività e poi dover tornare indietro a cose fatte capendo di aver sbagliato tutto.

Pensa a quel punto i costi che dovrai affrontare.

Meglio, quindi, cercare di affrontare con la giusta prospettiva una strategia che nel lungo periodo dovrà essere implementata e magari rivista, talvolta anche stravolta, ma almeno se si fonda su solide basi difficilmente dovremo buttare via i panni con l’acqua sporca.

Ti racconto una storia.

Un cliente mi chiede di aiutarlo a realizzare un sito web minimal.

Meramente istituzionale.

Non ha bisogno (secondo loro) di comunicare con quello strumento.

Gli trovo il designer che può costruirlo ed inizio ad analizzare insieme a lui come strutturarlo e con quali contenuti.

Mi dice di non aver bisogno di indicizzazione specifica sui motori e che non necessita neppure di una sezione notizie/blog.

Completiamo il lavoro nel giro di qualche settimana.

Dopo un anno e mezzo il cliente mi chiama dicendo di voler pubblicare sul sito una notizia.

Spiego al cliente che per come è stato commissionato il sito non ha di per sé la struttura per pubblicare news ma che è possibile farlo intervenendo sulla struttura e verificando con il web master il template e l’aggiunta di un “modulo”.

Il che gli costerà X (il cliente non è in grado né per sua volontà ha voluto formazione per essere autonomo nell’inserimento dei contenuti o nell’implementazione di qualche pagina/sezione).

Costerà poco, ovviamente, ma qualcosa dovrà spendere.

Il cliente mi dice che per questa volta rinuncia alla cosa. Tra le righe mi dice anche che il sito non è visibile da Google, gli hanno detto …

 

Ho portato all’estremo questo esempio di vita reale, solo per farti ragionare.

Si tratta di poca cosa, ma è calzante.

A quel cliente sarebbe bastato in sede di analisi e progetto accettare la mia proposta di inserire una sezione blog/notizie, magari momentaneamente dormiente/oscurata, pronta all’uso (e che non avrebbe portato ad un costo maggiore del progetto, ma che sarebbe rientrata nel costo complessivo).

Ma il cliente ha pensato all’esigenza del momento, senza valutare un dopo, non si è in qualche modo fidato della visione di altri, ma ha tamponato il suo “problema” a suo modo di vedere risparmiando ma perdendo l’occasione propizia invece per avere uno strumento più flessibile nelle sue mani.

Tutto ciò ti farà sorridere ma prova a pensare a tutte le volte che hai ceduto alla fretta, all’estemporaneità, all’entusiasmo o alle tue ansie senza avere uno sguardo più ampio.

Ti sarà capitato di rimpiangere, di accorgerti di avere fatto sciocchezze (nessuno è perfetto, ci mancherebbe) che ti sono costate di più che fare le cose a segno una volta per tutte.

Niente è immortale, men che meno il marketing nel digitale.

Certi principi valgono sempre.

Non è facile avere una visione d’insieme su un qualcosa che non mastichiamo.

Magari, impariamo a fidarci!

 

Sicuramente i più coraggiosi sono coloro che hanno la visione più chiara di ciò che li aspetta, così della gloria come del pericolo, e tuttavia l’affrontano. (Tucidide)

 

 

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Aiuto Terzo Settore, imprese e professionisti a comunicare grazie ad un metodo che si basa sulla "reputazione digitale"

More Posts

Follow Me:
TwitterFacebookLinkedInYouTube

Come non scrivere la pagina chi siamo del tuo sito

Come non scrivere la pagina chi siamo del tuo sito

La pagina chi siamo: come non scriverla

Se mai ci fosse una classifica sulle pagine che possono fare la differenza in un sito, al primo posto ci sarebbe la bistrattata pagina “Chi Siamo”.

Eppure, è la pagina che spesso viene trascurata o fatto oggetto di copia ed incolla da presentazioni aziendali da fiera.

Non se ne comprende fino in fondo l’importanza.

Se sei un’azienda a me sconosciuta, che ho intercettato perché Google ti ha posto nelle prime posizioni a seguito di una mia richiesta (che ho affidato al motore per rispondere ad un mio bisogno) con tutta probabilità avrò bisogno di capire se fai al caso mio e avrò desiderio in un qualche modo di conoscerti.

In pochi secondi quindi visiterò il tuo sito cercando di capire tre aspetti fondamentali:

  • se sono capitato nel posto giusto
  • in che modo eventualmente posso avere informazioni
  • come potrei potenzialmente acquistare da te

Se avrò capito questi tre aspetti, sarò propenso ad approfondire la tua conoscenza e una pagina che visiterò sarà quella del “chi siamo”.

Lì non mi interesserà affatto leggere che hai una comprovata esperienza nel settore (comprovata poi da chi?), che sei leader di mercato (lo sono tutti, tu sei uno dei tanti che hanno questa presunzione), che offri servizi a 360 gradi (bene, la tuttologia non è un aspetto positivo, spesso sottolinea quella poca specializzazione che invece tutti noi cerchiamo quando abbiamo bisogno di risolvere un problema: se sei specializzato nel campo che sto cercando, probabilmente mi capirai e mi dirai come fare).

Il fatto che sei focalizzato sul cliente mi fa piacere, peccato però che sarò io a dire se è vero una volta che diventerò tuo cliente ma ancora è presto per poterlo dimostrare.

Evita formule standard che ti rendono uguale a chiunque altro (certe pagine sono talmente universali, anonime, noiose e inutili, da poter essere associate indistintamente ad uno studio di architetti come ad un’azienda metalmeccanica).

Se vuoi davvero farti ignorare non applicare questi suggerimenti, mi raccomando!

Come scrivere la pagina chi siamo

Ho cercato di spiegarti cosa è meglio non scrivere.

Allora, come dovrebbe essere costruita la pagina chi siamo?

Innanzitutto, mostra la tua faccia.

La tua e quella del tuo team, dello staff.

Nessuno si fida di primo acchito di un marchio per lo più sconosciuto, abbiamo bisogno di capire chi c’è dietro a quell’azienda.

Evita le foto “stock” che si trovano sul web e che puoi acquistare o usare liberamente senza violare copyright.
Dopo aver mostrato il tuo vero volto, prova a raccontare perché fai quello che fai.

Racconta la tua vera unicità, ciò che ti distingue da chiunque altro.

Fai percepire perché un potenziale cliente dovrebbe sceglierti.

No non è il prezzo basso la leva corretta.

Fai immedesimare le persone nella tua storia.

Se sei nel settore dal 1940 non limitarti a scriverlo come farebbe chiunque, cerca di far capire il valore di settant’anni di esperienza.

Gli slogan servono?

Non siamo su Canale 5 alle nove di sera, le persone non cercano slogan né misureranno la tua professionalità nella verbosità del tuo scrivere.

Parla come se avessi davanti la persona a cui stai pensando e trasmettile un messaggio rassicurante, utile.

Non ci sono trucchi o leve che puoi applicare in modo scientifico.

C’è la tua esperienza, la tua competenza, ci sono i tuoi valori e i tuoi elementi differenzianti che devi solamente comunicare con trasparenza, semplicità e massima onestà.

Ti consiglio tre letture utili per raggiungere lo scopo:

In sintesi, ecco gli elementi che devi tenere presente:

Ricordati che è bene studiare e capire cosa dicono le leggi del marketing, ma devi applicarle a te ed alla tua di comunicazione, al tuo contesto, al tuo pubblico.

Non ti stupire ma il tono che usi deve essere diverso anche dal tuo competitor anche se potenzialmente concorrete (appunto) per avere l’attenzione ed i soldi del medesimo cliente.

Devi essere… te stesso.

Va benissimo sapere che ci sono delle strategie, ma non è necessario seguirle pedissequamente per ottenere risultati.

Lasciati ispirare dai grandi autori e dagli altri professionisti, ma trova la tua strada!

Sul mio canale Telegram ogni mattina alle ore 8 mi impegno a condividere qualcosa di utile per aiutarti a comunicare. Non ti offro soluzioni, ma aspetti su cui riflettere anche operativamente.

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Aiuto Terzo Settore, imprese e professionisti a comunicare grazie ad un metodo che si basa sulla "reputazione digitale"

More Posts

Follow Me:
TwitterFacebookLinkedInYouTube

I canali Telegram che seguo

I canali Telegram che seguo

Oltre 13 milioni di persone in Italia utilizzano Telegram.

Sono numeri in crescita.

Io ho scoperto Telegram in tempi non sospetti grazie ad un amico, pensando che fosse un mero sistema di messaggistica.

Poi quando ho capito le potenzialità ed ho scoperto i “canali” me ne sono infatuato, così ho cercato di approfondire con l’aiuto di una delle professioniste del mondo digital che tra le prime in Italia si è focalizzata su questo strumento: Marta Pellizzi.

Sono iscritto a molti canali (silenziati per ovviare alle notifiche) tramite cui riesco a rimanere aggiornato sui temi di mio preciso interesse, soprattutto quelli legati al mondo della comunicazione digitale.

 

Che cos’è un canale Telegram

 

Un canale Telegram è uno strumento di marketing molto potente.

È una lista di distribuzione di contenuti focalizzati su uno o più temi specifici, a cui le persone liberamente e gratuitamente possono iscriversi.

L’amministratore del canale trasmette il contenuto, che viene inviato a TUTTI gli iscritti alla lista, senza che essi possano interagire tra loro.

È un canale di comunicazione uni-direzionale, tuttavia è possibile far interagire i partecipanti con pulsanti, sondaggi, eccetera…

Se mi iscrivo oggi ad un canale, ho la possibilità di risalire alla cronologia completa dello stesso e non perdermi nulla di ciò che lì viene pubblicato, in tempo reale.

 

I miei canali Telegram preferiti

 

Content Marketing Italia

Ogni giorno Alessio Beltrami invia un vocale sul tema del marketing dei contenuti.

 

My Social Web

Notizie utili e approfondimenti dedicati al mondo del blogging a cura di Riccardo Esposito.

 

SocialSellerGram

Maria Letizia Russo ci parla del mondo di LinkedIn

 

InTime Blog

Notizie sulla comunicazione digitale, sul web marketing, sui social media e sulle startup a cura di Franz Russo.

 

#InPrimis

Il notiziario audio delle 7 del mattino, ideato e curato da Francesco Zambelli.

 

Rachele Zinzocchi

Il canale del progetto “Digital Education” di Rachele Zinzocchi.

 

Tool per Startup

Una miniera d’oro di tool utilissimi.

 

We, Social e Cultura

Giacomo Lucarini fornisce un contenuto utile sul mondo digitale, ogni giorno.

 

Writing Way

Alessandra Perotti ha creato un canale dedicato alla scrittura.

 

Avvocato Vercellotti

Il canale dell’Avvocato del Digitale, Alessandro Vercellotti, in cui vengono forniti suggerimenti e indicazioni per muoversi nel modo più corretto nel mondo del digital.

 

Marta Pellizzi

Guide sull’uso di Telegram, da chi di Telegram se ne intende e parecchio…

 

Bennaker.com

Nel suo canale, Simone Bennati segnala i post che pubblica. Sempre di valore.

 

Durov’s Channel

Il canale del fondatore di Telegram, utile per apprendere aggiornamenti ed implementazioni.

 

PostPickr Channel

Il canale di PostPickr, il tool editoriale di social media management che personalmente utilizzo. Postano annunci, anteprime, consigli d’uso, ed una rassegna delle migliori news di settore

Non ho citato altri canali perché sono iscritto anche a quelli che fanno riferimento a podcast e professionisti di cui ti ho già raccontato qualcosa.

 

Il mio canale Telegram

Come ho scritto nel messaggio fissato sempre in alto sul mio canale “ti aiuto a comunicare attraverso la tua reputazione digitale”.

La promessa che faccio agli utenti è quella che tutti i giorni dal lunedì alla domenica alle 8 del mattino troveranno: suggerimenti per buone letture, strumenti pratici di digital marketing, articoli, podcast, aforismi e video oppure una nota vocale con un commento-riflessione ad una notizia dal mondo della comunicazione digitale e con consigli pratici.

Per iscriverti clicca direttamente qui: https://t.me/francescocostanzini

 

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Aiuto Terzo Settore, imprese e professionisti a comunicare grazie ad un metodo che si basa sulla "reputazione digitale"

More Posts

Follow Me:
TwitterFacebookLinkedInYouTube

Torniamo alle basi del marketing: cinque aspetti da tenere monitorati

Torniamo alle basi del marketing: cinque aspetti da tenere monitorati

Molto spesso impieghiamo tantissimo tempo e risorse nell’improvvisazione di una strategia di marketing oppure sprechiamo energie mentali nel provare a valutare come poter “spaccare” sul web, dimenticandoci delle … basi.

Ecco cinque rapidi suggerimenti, una sorta di check list che può esserti utile PRIMA di compiere altre azioni o intraprendere le vie che portano alla costruzione di una strategia.

Logo
È presente in modo coerente su tutti i tuoi strumenti di comunicazione interna ed esterna (carta intestata, carpette, preventivi, biglietti da visita, brochure, flyer, calendari, firma e-mail, siti, social …)?

Contatto telefonico
Il numero di telefono che metti a disposizione degli utenti è presente ed aggiornato su tutti gli strumenti di comunicazione (carta intestata, biglietti da visita, brochure, flyer, firma e-mail, sito, portali web a cui ti sei iscritto, scheda Google My Business, social …)?

Indirizzo ed eventuali orari di apertura al pubblico
Il tuo indirizzo e gli orari (se sei aperto al pubblico o se hai un numero di assistenza o segreteria) sono aggiornati e coerenti su tutti gli strumenti di comunicazione che puoi aver attivato e che presidi?

Hai un centralino o persone che si interfacciano con i clienti?
Queste persone sono formate? Come trattano gli utenti? Come rispondono al telefono, per e-email o in chat?

Appuntamenti
Ricordati che è marketing anche il rispetto degli orari, le modalità di accoglienza o i memo che lasci per ricordare un incontro, il tuo modo di vestire e di parlare.
Sono marketing anche eventuali gadget, il modo con cui realizzi e presenti i preventivi, la sensazione che fai provare al tuo interlocutore mentre parlate…

Sono “solo” cinque aspetti, ma che sono determinanti prima di impostare qualsiasi altra azione o strategia.

Il mio invito è quello di provare a metterti in discussione e di analizzare le forme dirette ed indirette che ti ho elencato qui sopra.

Solo ottimizzando queste che forse possono essere considerate banalità, che potrai pensare ad un piano complessivo di marketing che possa avere una sua efficacia.

Altrimenti il tuo super “funnel” che attirerà tante persone interessate si scontrerà con contraddizioni di fatto che rovineranno tutta la fatica e contribuiranno a peggiorare la tua reputazione.

Ciascuno di noi, negli altri, cerca la coerenza ed è molto bravo a giudicare quando non la trova.

L’identità di un uomo consiste nella coerenza tra ciò che fa e ciò che pensa.
(Charles Sanders Pierce)

 

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Aiuto Terzo Settore, imprese e professionisti a comunicare grazie ad un metodo che si basa sulla "reputazione digitale"

More Posts

Follow Me:
TwitterFacebookLinkedInYouTube

Le domande che dovresti farti

Le domande che dovresti farti

Prima di partire per un viaggio è necessario organizzarlo e almeno preparare le valigie, l’itinerario, le destinazioni.

Quando si decide di voler iniziare a comunicare, invece, si pensa di poter saltare immediatamente al dunque.

La fase di analisi e costruzione della strategia vengono bypassate.

Così si inizia a metter in fila alcune azioni che non portano ad alcun risultato.

Ti vorrei aiutare e quindi ti suggerisco alcune domande che dovresti farti nella fase preliminare.

Hai un’azienda, un’attività commerciale? Sei un professionista? Gestisci un ente del Terzo Settore?

Le regole valgono per tutti.

 

Raduna il tuo gruppo di lavoro e rispondete a queste domane nel modo più sincero e completo possibile.

– Chi sono i tuoi clienti?

– In che zona geografica operi?

– A quale mercato ti riferisci?

– Chi sono i tuoi competitor?

– Cosa ti differenzia dai competitor? Quali sono le tue unicità? Quali i tuoi valori, i tuoi perchè?

– Quali sono le parole chiave del settore in cui operi? (Cosa cercano le persone su Google in merito a ciò che vorresti promuovere?)

– Quali sono le domande ricorrenti che i potenziali clienti ti fanno più spesso?

– Quali sono i problemi, i bisogni, le esigenze dei tuoi clienti?

 

A questo punto metti tutto insieme e da questa analisi potrai capire:

– come rivolgerti ai tuoi potenziali clienti

– come catturare la loro attenzione e come coinvolgerli

– quali argomenti usare

 

Sulla base di questo lavoro (fondamentale) potrai colmare le lacune intervistando i tuoi clienti attuali o passati, ad esempio, e cercare di capire cosa li accomuna e quale è stato il loro percorso di avvicinamento a te e alla scelta di acquisto.

 

In questo modo, potrai capire che strumenti e che strategia utilizzare:

– con che mezzo intercetto la domanda del mercato?

– quale social frequentano i miei potenziali clienti?

 

Poi potrai mettere in fila una sequenza di azioni, sempre pensando alle fasi di coinvolgimento delle persone, che da contatti freddi diventeranno più caldi.

Intanto, però fai una cosa alla volta.

Se vuoi iniziare a comunicare…parti dalle fondamenta come se dovessi costruire una casa.

 

Buon lavoro!

 

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Aiuto Terzo Settore, imprese e professionisti a comunicare grazie ad un metodo che si basa sulla "reputazione digitale"

More Posts

Follow Me:
TwitterFacebookLinkedInYouTube

SEO e scrittura testi: la pertinenza dei contenuti

SEO e scrittura testi: la pertinenza dei contenuti

Perché quel contenuto è in prima pagina su Google e il mio no?

Te lo sei mai chiesto?

I motivi possono essere tantissimi.

Tuttavia, vorrei aiutarti a comprendere un aspetto, che è davvero fondamentale.

Non ti sottopongo trucchetti, formule magiche e non ti parlo di annunci a pagamento.

Ti parlo di pertinenza dei contenuti.

Concetto che anche senza una laurea in informatica, in ingegneria, un diploma tecnico e/o esperienza nel campo potrai capire senza problemi.

 

Scrittura testi: cosa suggerisce Google?

Cosa accade quando una persona cerca qualcosa sul motore di ricerca più usato al mondo?

mission di Google

Google ci dice che “la comprensione del significato della ricerca è di cruciale importanza per fornire risposte buone agli utenti.

Analizziamo cosa accade passo dopo passo.

Apri “Google” e compi una cosiddetta “query di ricerca”.
Per query si intende l’insieme di parole chiave (keywords) con cui un utente esprime un’intenzione di ricerca sul Web (chiamata tecnicamente search intent) attraverso l’uso di un motore di ricerca.

Cosa succede a questo punto?

Lo “spider” interno a Google analizza il significato delle parole usate nella tua query di ricerca.

Costruisce dei modelli linguistici per decifrare le stringhe di parole da cercare nell’indice, riuscendo ad interpretare eventuali errori ortografici, oltre a tentare di comprendere a livello semantico il tipo di richiesta inserita dall’utente.

Poi l’algoritmo cerca i termini per trovare le pagine corrispondenti più appropriate, in seguito analizza la frequenza e la posizione di tali parole nei titoli, nelle intestazioni o nel corpo di una pagina.

Google cerca di capire quale tipo di informazioni l’utente sta ricercando e di che profondità essa è.

Se vi sono parole che indicano l’esigenza di un’informazione specifica (ad esempio recensione, prezzo, orari di apertura) oppure se l’utente cerca un’attività nelle vicinanze …

Quando una pagina web contiene le stesse parole che l’utente ricerca, significa che quelle informazioni sono pertinenti.

E questa pertinenza è più probabile se queste fatidiche parole chiave sono presenti nella pagina, nelle intestazioni o nel corpo del testo.

Ma oltre a questa “corrispondenza” Google utilizza dati (aggregati e anonimi) sulle interazioni per valutare quali risultati di ricerca sono pertinenti rispetto alle query.

Cito testualmente:

Quando cerchi la parola “cani” non significa che tu voglia trovare una pagina in cui la parola “cani” è ripetuta centinaia di volte. Cerchiamo di capire se la pagina contiene una risposta alla tua query e non una ripetizione della stessa. (Fonte: Google)

Smontiamo, quindi, un primo luogo comune: la parola chiave non va ripetuta X volte affinché il contenuto sia considerato pertinente.

Capirai, dunque, che non vale neppure il trucchetto Anni Novanta di inserire le stesse keyword (parole chiave) all’interno del codice della pagina in modo indiscriminato.

Google stesso ci dice che gli algoritmi di ricerca analizzano le pagine per stabilire se queste includano contenuti pertinenti (ad esempio foto di cani, video o persino un elenco delle razze) controllando che la pagina sia scritta nella stessa lingua in cui è stata posta la domanda, dando priorità alle pagine corrispondenti.

Smontiamo un secondo luogo comune: da nessuna parte è indicata la lunghezza minima di un contenuto, che alcuni attribuiscono per convenzione a 300 parole, ma che non è affatto una regola SEO. La regola da seguire è la qualità e la pertinenza.

Scrittura testi: gli step necessari

Se vuoi ben posizionare un contenuto, ecco cosa devi fare:

1)    Fai una buona ricerca di parole chiave che gli utenti utilizzano per trovare il contenuto che vorresti scrivere, confrontando con gli strumenti appositi anche gli “intenti di ricerca”. Puoi usare ad esempio Ubersuggest.io https://neilpatel.com/it/ubersuggest/

2)    Scrivi il tuo contenuto nel modo migliore possibile. Nel modo più completo e comprensibile possibile. Se puoi approfondisci, dai la miglior risposta che un utente potrebbe mai desiderare per soddisfare il suo bisogno/esigenza di quel momento.
Una ricerca di Orbit Media Studios condotta su 1001 blogger per cinque anni, ha evidenziato che i risultati migliori li hanno i contenuti di valore (anche “imponenti”) che vengono creati non tanto per soddisfare un ego o per dovere, ma quelli più completi, anche lunghi.
Usa periodi brevi, non far perdere tempo al lettore, ma sii specifico, trattando un tema alla volta, magari dalla A alla Z.
Sii totalmente pertinente rispetto alla ricerca che hai fatto al punto 1.

3)    Integra il contenuto con link (autorevoli), immagini, video e/o podcast audio.

4)    Scegli un titolo che faccia capire all’utente che il contenuto risponde al suo bisogno.

5)    Rileggi tutto a voce alta. Formatta il testo in modo da favorire la lettura e … pubblicalo.

6)    Nel corso del tempo aggiorna il tuo contenuto, se necessario. È importante.

Fai attenzione!

Non ti sto dicendo che gli oltre 200 fattori che Google valuta per il posizionamento siano inutili e che le questioni tecniche non esistono, tuttavia se non sei un tecnico intanto basati sui concetti che ti ho fornito in questa mini-guida e sappi che se anche i 200 fattori fossero perfetti ma i tuoi contenuti non sono pertinenti e di qualità non scalerai mai la posizione e le persone faranno fatica a trovarti tramite le ricerche di Google!

Non devi scrivere per Google o per gli strumenti tecnici: scrivi per gli utenti e pensa da … utente!

Se vuoi approfondire tutti questi aspetti, ascolta il mio podcast: ogni settimana parlo di un tema relativo al mondo della comunicazione digitale!

Puoi anche approfittare del mio video corso gratuito: ti racconto il metodo per comunicare con efficacia che si basa sulla tua reputazione digitale

 

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Aiuto Terzo Settore, imprese e professionisti a comunicare grazie ad un metodo che si basa sulla "reputazione digitale"

More Posts

Follow Me:
TwitterFacebookLinkedInYouTube