Quali sono le 5 paure più comuni che ci ostacolano nell’approccio al content marketing

Ti ho raccontato spesso dell’importanza che possono avere i contenuti in una strategia di marketing digitale.

Nonostante tu creda a quello che dico e che cerco di trasmetterti, sono certo che alcune queste paure blocchino anche te, come hanno bloccato me fino a un po’ di anni fa.

Te ne racconto cinque.

Non ti va di esporti

Per comunicare dobbiamo esporci, ormai questo concetto dovrei averlo chiarito.

Quale persona ha l’ambizione di entrare in comunicazione con un’azienda, con un marchio?

Il tuo volto, quello del tuo staff andrà mostrato proprio per questo.

Se ti rivolgi alle persone mettendoci la faccia i risultati saranno alquanto diversi.

Non dobbiamo istituzionalizzare la comunicazione, ma renderla semplice e farsi avvicinare dai clienti significa parlare loro in modo diretto e chiaro.

Non è obbligatorio fare video, blog e podcast, ma dovrai pensare ad un modo per cui il tuo volto, la tua voce venga fuori e parli….

Non c’è rimedio a questo.

Paura del giudizio degli altri

Se ci esponiamo, è chiaro, che qualcuno ci giudicherà.

Per non esporci non dovremmo comunicare.

Siccome abbiamo necessità di comunicare, non dobbiamo essere timorosi.

Non potremo piacere a tutti, forse non dobbiamo neppure.

Dovremo cercare di catturare l’attenzione di chi è potenzialmente interessato a noi, a quel che facciamo e vendiamo e che ci sceglierà in modo convinto.

Le critiche potranno arrivare: quelle gratuite non ci dovranno scalfire, quelle costruttive ci faranno crescere.

Ma se non “osiamo” ed agiamo per piacere a tutti, finiremo per non piacere a nessuno.

E saremo ignorati.

Non ho tempo

Una scusa che ci diamo è la mancanza di tempo, per cui siamo impossibilitati a comportarci diversamente.

Quasi come se chi invece faccia contenuti in realtà sia nullafacente o al contrario non dorma la notte.

Abbiamo paura del tempo forse perché non sappiamo bene come gestirlo e non diamo l’importanza dovuta alla comunicazione, vedendola come un accessorio, non come una opportunità gigantesca che ci faccia sopravvivere e poi, magari, anche vivere bene.

Se hai bisogno di un metodo per gestire il tempo, puoi usare la matrice di Eisenhower.

Ma il tempo è una delle scuse che troviamo quando non siamo davvero motivati: se ci pensi bene è così.

Tieni conto che al di là che i contenuti li produca tu direttamente o che ti faccia aiutare da professionisti, dovrai essere protagonista di questo percorso e lasciarti coinvolgere dedicando quindi il tempo necessario.

Paura di essere copiati

 “Abbiamo paura che i concorrenti possano rubare le nostre idee e i nostri contenuti. La verità è che nessuno può copiarti, perché ciò che dici non è un segreto. Non viviamo in un mondo in cui mancano le idee, al contrario abbondano. Vince però chi riesce a comunicarle nel modo migliore: ecco il lavoro dei contenuti.” (Alessio Beltrami)

Donare valore, far comprendere la nostra passione, la nostra competenza, il perché facciamo determinate cose, i vantaggi che derivano dallo sceglierci e cosa accadrebbe se non venissimo scelti, la risoluzione di alcuni problemi comuni, smentire le obiezioni tipiche … sono alcune scelte che puoi fare nel comunicare.

E stai certo/a che se all’interno di questo tu inserisci la tua particolare unicità, quello che ti caratterizza, che ti diversifica (dal competitor, non in logica di prezzo) e lo fai con il TUO linguaggio, la tua faccia, la tua voce sarà difficile per altri copiare di sana pianta ed ottenere risultati al tuo posto.

Non ho contenuti

Sembra che chiunque debba parlare del proprio lavoro lo faccia disinvoltamente e con profusione, ma quando si tratta dei contenuti per la comunicazione subentrano il blocco da pagina bianca, la paura di rimanere senza parole davanti alla platea in ascolto …

Cosa scrivo?

È la domanda che tante volte ci facciamo e a cui difficilmente sappiamo dare una risposta.

È il tema su cui rimaniamo delusi quando facciamo i corsi di marketing e comunicazione, pensando che ci siano formule magiche o procedure standard da attuare al volo.

E rimaniamo delusi quando ci viene detto che la ricerca e produzione di “contenuti” è essenziale per l’efficacia della comunicazione.

Ma davvero pensi di non avere nulla da dire e che ai tuoi clienti non interessi il tuo sapere, la tua esperienza?

Forse è proprio quello che non dici mai ad essere importante e comunicativo al massimo.

Pensi che siano cose “segrete” e che debbano rimanere tali.

Invece è proprio quello a cui le persone sono interessate: i tuoi perché, i tuoi valori, i tuoi dubbi, le tue opinioni su quello che accade intorno, i problemi che hai saputo affrontare, i consigli che puoi dare grazie alla tua esperienza….

Fai attenzione, dunque e non partire con una falsa consapevolezza.

I contenuti sono attorno a te, basta sapere dove guardare. 

La ricerca della perfezione

Il perfezionismo a tutti i costi è pericoloso.

Non essere Giancarlo Giannini, Tom Hanks o Camilleri non è una colpa.

Nessuno pretende tanto.

Perché sarà un blocco che ci impedirà di iniziare realmente a fare qualcosa.

Se pensiamo di iniziare solo quando faremo le cose a perfezione è un peccato di poca umiltà, diciamo, ma soprattutto è una scusa per non iniziare mai.

Difficile che troveremo tutte insieme le condizioni ideali.

Errare è umano, nulla è scritto sulla pietra.

Se abbiamo un progetto, iniziamolo.

Facendolo pian piano miglioreremo e ci perfezioneremo.

Il video numero uno della serie farà ridere, quando al decimo lo riguarderemo.

Ma se non avessimo iniziato saremmo ancora lì a chiederci come fare, aspettando il momento propizio che non arriverà mai.

Sperimentiamo con passione, impegno ed entusiasmo con l’obiettivo di fare bene, ma con le imperfezioni che saranno “naturali”.

Se anche tu ti sei riconosciuto in una o più di queste paure sappi che non sei da solo/a.

Cosa aspetti, allora, a comunicare?