Questi erano i credo di Freccia, protagonista della prima pellicola di Luciano Ligabue regista.

Li porto come esempio perché, se non lo hai mai fatto, è ora di chiederti in che cosa credi.

Non ti sto chiedendo il tuo credo religioso (se lo hai), la tua fede sportiva o la tua appartenenza/simpatia politica.

Ma ti vorrei incentivare a guardarti dentro e a farti delle domande precise.

Se vogliamo comunicare, dobbiamo smetterla di pensare che potremo farlo usando stereotipi, frasi fatte, formule segrete (che non esistono), copiando da qualche “guru” o presunto tale.

Ti ho già parlato dell’importanza della tua unicità: è fondamentale che traspaia se scrivi, fai video o registri podcast.

Il fatto è che in prima istanza pensiamo di riuscire a comunicare facendo i “piacioni”, oppure limitandoci al “compitino”.

Crediamo che si debba piacere a tutti, in modo da essere attraenti ed attrattivi.

Ma così non è.

La comunicazione avviene quando, oltre al messaggio, passa anche un supplemento di anima.
(Henri Bergson)

Ci dobbiamo…esporre!

Attento, non ti sto inducendo ad essere polemico a tutti i costi, nè a dire la tua opinione su tutto in modo indiscriminato.

Ma nel tuo settore le persone (per capire chi sei e per ascoltarti) hanno necessità di comprendere come la pensi.

Perché debbo rivolgermi a te, rispetto a qualche tuo competitor?

Ti sceglierò anche sulla base di quello che dici, per come ti esponi e per come lo dici.

Insomma, se mi scatterà la scintilla di un feeling con la tua persona, contatterò te piuttosto che un altro.

Ma se cerchi di comunicare come fa “wikipedia” difficilmente sarò invogliato a consultarti.

Il mio suggerimento è quello di lasciare fuori la politica, la religione e lo sport se non strettamente attinenti a quello che fai.

Tuttavia, è importante che ad esempio tu sia in grado di dare una tua interpretazione su una notizia che riguarda il tuo settore.

E’ altresì necessario che tu spieghi perchè fai il lavoro che fai, il tuo approccio e ciò in cui credi.

In questo modo taglierai fuori qualcuno, ma sarà solamente quel qualcuno che probabilmente avresti accantonato faticosamente a posteriori, facendo molti sforzi e con assai poco guadagno.

Prima di iniziare a comunicare, quindi, pensa ad piano, ad una strategia e mi pare di avertelo ripetuto più volte.

In questa strategia deve essere ricompresa la risposta a certi perchè.

Se hai scelto di fare l’avvocato ci sarà pure un motivo, o no?

Se credi nel valore del rispetto e dell’onestà non c’è motivo di nasconderlo.

Tuttavia ti esorto a fare attenzione: quante volte avrai letto di aziende che fanno dell’attenzione al cliente e dell’onestà uno slogan trito e ritrito a cui nessuno crede, tanto lo dicono tutti?

E’ necessario comportarsi davvero come si dice di essere e raccontare questo aspetto usando un altro linguaggio e magari portando testimonianze o esempi concreti che dimostrino questa tua attenzione particolare, ad esempio.

 

Qualche spunto concreto per aiutarti in questo percorso

  • leggi “Partire dal Perchè” di Simon Siniek  e scoprirai ad esempio perchè Martin Luther King e Steve Jobs hanno avuto un seguito così importante, che dura ancora oggi
  • annota in maniera libera per un mese qualche tuo perchè, le cose che ti rendono felice e soddisfatto/a nel lavoro
  • cerca di scoprire cosa ti attira e perchè senti come un magnete rispetto a quei contenuti e tieni traccia di queste sensazioni, scrivendotele

Adesso metti tutto insieme, confrontati con il tuo team (se lavori in squadra) ed estrapola/estrapolate quello che vi accorgete sia determinante nel vostro approccio, nella vostra quotidianità sul lavoro e ciò per cui fate ogni giorno la fatica di alzarvi dal letto.

Saranno contenuti preziosissimi da divulgare, piuttosto che fare una comunicazione piatta, asettica, anonima che nessuno considera!

 

(Foto di copertina by Fabrizio Verrecchia on Unsplash)