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Come acquisire autorevolezza

Come acquisire autorevolezza

autorévole agg. – Che ha autorità, per la carica che riveste, per la funzione che esercita, per il prestigio, il credito, la stima di cui gode
(Fonte: Treccani)

Prova a pensare ad un personaggio che consideri autorevole e prova a capire il perchè lo pensi come tale.

Probabilmente sarà una persona che in qualche modo avrà dato prova di avere un certo tipo di esperienza, di conoscenza, di abilità.
Non ci basta una persona che dice di avere una competenza per considerarla autorevole, molto spesso abbiamo bisogno di verificare ciò.

Un medico per il fatto che ha quel titolo è considerato come persona autorevole di per sè, tuttavia quando effettivamente ne siamo convinti? Quando ci dimostra coi fatti la sua competenza e la sua professionalità.

Come si combina l’autorevolezza con la comunicazione digitale?
Perchè si parla di autorevolezza online?

Partiamo con l’obiettivo che stai cercando di perseguire: qualunque cosa tu faccia vorresti “comunicare”, per riuscire a trasmettere qualcosa alle persone per cui esse si convincano a rivolgerti a te per un servizio, un prodotto…

Online tutti noi possiamo in un qualche modo fingerci chi non siamo.
Quanti professionisti improvvisati abbiamo conosciuto?

Ecco perchè spesso siamo diffidenti.
Alla fine scegliamo chi ci convince, chi conosciamo o chiediamo suggerimenti e recensioni ad altri.

Per convincere le persone (giuste) che siamo noi i professionisti (o le realtà associative o imprenditoriali) giusti/e per loro, abbiamo bisogno di dimostrare il nostro sapere e trasmettere… autorevolezza.

Come si trasmette l’autorevolezza?

autorevolezza

Valore

Una comunicazione efficace online la si ha quando “diamo”, quando non facciamo annusare il nostro sapere, la nostra conoscenza, ma quando la condividiamo.
Prima si dà, poi si riceve.
Anche sui social è così.
Altrimenti che senso avrebbero i blog, le risorse gratuite?

Sono le risposte ai problemi delle persone che fanno breccia in una buona comunicazione.

Sono i cosiddetti contenuti di valore che fanno una differenza abissale tra chi si spaccia autorevole e chi lo è.
Tra chi ottiene risultati dalla comunicazione e chi no.
Da chi pensa che per comunicare online basti esserci e promuoversi e chi invece utilizza il suo tempo e le sue energie per creare le giuste condizioni, donando valore alle persone potenzialmente interessate a lui/lei o al suo prodotto o servizio.

Perseveranza

Ci vuole pazienza.
Non si ottiene tutto e subito.
Non basta un contenuto azzeccato per essere considerati autorevoli.
Non è un colpo di fortuna a determinarlo.

Ci vuole tempo e solo un lavoro a lungo termine darà dei frutti.
Se desisti solo dopo qualche tentativo non considerare tutto come una grossa bolla di sapone.
Non è colpa del web se nessuno ti contatta, ma di come ti approcci.

Prova a pensare a te stesso/a.
Hai bisogno di un professionista per un lavoro. Ti fidi subito di chi incroci sul web durante le tue ricerche? Oppure tenti di approfondire, provi a valutare e a capire di più?
Tieni conto che le persone inizieranno a ricordarci di noi nel lungo periodo, quando avranno magari già incrociato parecchi nostri contenuti che li hanno aiutati e che quindi avranno in un qualche modo verificato sul campo che non siamo dei parolai.

Strategia

Non si improvvisa.
Possiamo essere i migliori nel nostro campo, ma se non studiamo e poi applichiamo una strategia non otterremo nulla.
Non saremo percepiti come autorevoli e non saremo messi nelle condizioni di dimostrarci tali.
Rischiamo di fare fatica, di utilizzare ore e ore di lavoro per poi vanificare tutto lasciando all’improvvisazione il tutto.
Per creare un strategia abbiamo bisogno di crearci qualche competenza e delle consapevolezze in ambito web.
Abbiamo bisogno di seguire degli step: dal posizionamento all’individuazione del nostro target, per esempio.

Non esistono formule magiche, ma ho cercato di indicarti un percorso.
Ricordati anche un ultimo concetto: sii trasparente.
Non nascondere i tuoi limiti, non fingere di saper fare ciò che non sai fare.
Sono tutte cose che alla lunga possono essere evidenziate e ti troverai in grosso imbarazzo oltre che rischiare di farti una brutta reputazione.

Io sono convinto che ciascuno di noi sia un “influencer” in un settore, che abbia un’esperienza e competenza unica in qualcosa. Troviamola e comunichiamola.
La strada te l’ho indicata, ora tocca a te!

Cerca di fondare la tua autorità: essa è fondata dappertutto là dove c’è maestria.
Johann Wolfgang Goethe

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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La sindrome da foglio bianco

La sindrome da foglio bianco

Si chiama sindrome da foglio bianco o anche blocco dello scrittore, dell’artista in alcuni campi.
Pensa a te stesso/a.

Ti è mai capitato di non avere ispirazione o di avere timore di iniziare un lavoro?

A me capita.

Come fare?

Beh io … faccio.

Mi spiego meglio.

Ci sono occasioni in cui mi capita di dover iniziare da zero una cosa (un testo di un blog o di una pagina di un sito, per esempio).

A pensarci bene sono contento di farlo, il mio lavoro mi piace.
Tuttavia la partenza è spesso… drammatica.

Ho idee che mi passano per la testa in momenti diversi della giornata, poi arrivati al dunque tutto sembra sparito.
Subentra la rimandite (lo faccio domani, lo inizio lunedì).
Fisso lo schermo, provo a trovarmi altre mille incombenze prima di iniziare a fare ciò che dovrei fare.

Perchè il “foglio bianco” spaventa.
E’ una bella scommessa, ma talvolta fa paura.
Iniziamo a pensare, confrontandoci con gli altri che ci sembrano sempre più bravi e impossibili da eguagliare.

I problemi possono avere una doppia origine:

– non “trovo” i contenuti (di questo ho già parlato in un articolo precedente sui questo blog)

– il timore di non saper portare a termine al meglio la consegna

In questo secondo caso ho trovato questo rimedio:

  1. cerco (senza scuse) un momento in cui so che non sarò facilmente distratto o che non coincida ad esempio con l’imminenza di un appuntamento, pertanto scelgo un momento in cui non so già di essere costretto ad interrompermi
  2. allontano il telefono e “chiudo” le notifiche mail
  3. cerco di assecondare un’idea e inizio a svilupparla, senza pensare ad uno schema troppo rigido: mi “butto” con un pizzico di improvvisazione. Provo a non farmi irrigidire da schemi e cerco di dare libero sfogo ad un’interpretazione anche creativa, facendola “mia”.

Compiuti questi tre “sforzi” ti assicuro che il gioco è fatto.
Inizio ad essere produttivo, creativo, positivo e man mano l’autostima cresce verificando nei fatti di essere all’altezza di compiere ciò che mi stava preoccupando e innervosendo.

Nei passaggi successivi di perfezionamento del lavoro magari dovrò limare l’esuberanza che ho lasciato prevalere sul raziocinio.
Ma è grazie a quella che sto raggiungendo il risultato e che darà al tutto la personalizzazione giusta.
La mia impronta.

Il tutto sta, davvero, nel considerare il nostro lavoro un qualcosa di difficilmente standardizzabile e trovare soddisfazione nel pensare al nostro committente (o utente finale) che si stupirà positivamente della nostra creatività e che ne resterà magari affascinato.

Ti ho portato la mia esperienza, personalissima e con cui rispondo emotivamente a dei miei bisogni, che probabilmente non sono anche tuoi.
Questo vale per me, non per te o per tutti.

Tuttavia, se o quando provi quella sensazione di stasi, senti che ti stai bloccando da solo/a, buttati a capofitto e man mano risolverai le questioni.
Magari chiederai un aiuto a qualcuno, verificherai un tuo limite o un problema del lavoro stesso a cui nessuno aveva pensato, ma se non inizi non saprai mai nulla di tutto ciò.

Non aspettare; non sarà mai il tempo opportuno. Inizia ovunque ti trovi, con qualsiasi mezzo tu puoi avere a tua disposizione; mezzi migliori li troverai lungo il cammino. (Napoleon Hill)

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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Il tuo posizionamento: cinque step con cui crearlo

Il tuo posizionamento: cinque step con cui crearlo

Non si tratta (solo) di posizionarti al meglio su Google.
Ma di una questione davvero basilare che va affrontata ancora prima di partire con qualsiasi altra azione.
Prima di pensare, appunto, a Google, Facebook, Instagram….

Hai un’associazione o un ente del Terzo Settore?
Hai un’idea imprenditoriale?
Hai un’attività già avviata?

Qualunque cosa tu ambisca a comunicare, è necessario (sia per il no profit che per il business) partire da un focus su te stesso.

Sei pronto/a?

Ecco un piccolo vademecum che ti può essere utile per capire meglio il tuo reale posizionamento.

Si tratta di capire chi sei e come ti presenti agli altri: come ti posizioni nella mente del tuo target?

Prova a pensare “Dove c’è Barilla…
non dirmi che non hai risposto, non ci credo.

Ecco diciamo che il posizionamento è un po’ quello.
Adesso non pensare ad uno slogan pubblicitario, non si tratta affatto di questo.

Ma ad una precisa scelta in cui ci dobbiamo calare con coerenza ed impegno una volta fatta.Click To Tweet

Vediamo di che cosa si tratta.

Facciamo insieme un percorso diviso in 5 step.

Prendi carta e penna.
Via la tecnologia, non ti aiuta a concentrarti e … distrae.

1) Chi sei? Cosa offri?
Prova a scriverlo. Tieni conto di alcuni elementi, che ti potranno essere utili.
Ti aiuto, sbircia qui: ho cercato di spiegarti cosa scrivere.

2) Chi è il tuo cliente/utente ideale? Qual è la tua nicchia?
Non lo sai? Ti do un altro aiuto: leggi questo post.

Non andare avanti se non sei sicuro/ di aver centrato i primi due punti.
Non servirebbe, fidati.
Anche a costo di metterci giorni, settimane.
Io ti aspetto 😜

Sarai davvero a buon punto quando potrai dire chi sei e cosa offri, descrivendo il tuo cliente ideale in 30 secondi. Un minuto al massimo.
E riuscirai in quel tempo ad avere eliminato frasi fatte, concetti generici che vanno bene per tutti (e per nessuno quindi).

3) Chi sono i tuoi concorrenti?
Individua chi sono quelle aziende, associazioni, enti, professionisti che offrono i tuoi stessi servizi/prodotti/iniziative e come si rivolgono al loro “pubblico”.
Cosa hanno in comune con te? Cosa fanno meglio di te? Cosa fanno peggio? Cosa non fanno rispetto a te?
Anche questa è una analisi non banale e molto importante.

4) Adesso rispondi ad un trittico di domande: a questo punto dovresti essere in grado di affrontarle senza troppo “lacrimare”.

  • Cosa succede ai tuoi clienti/utenti con il tuo prodotto/servizio?
  • Cosa fai di diverso rispetto ai competitors? Quale è la TUA unicità? (Dovresti saperlo, non può essere che offri servizi a 360 gradi)
  • Cosa succede a chi non utilizza il tuo prodotto/servizio?

5) E adesso?

Ci siamo quasi. Adesso torna al punto 1.
Dovresti poter riguardare la tua descrizione e rimetterla a posto seguendo le analisi che hai fatto nei punti 2, 3 e 4.

Puoi seguire uno schema.


Adesso ci sei.
Sei pronto/a.

Fatto questo hai davvero superato uno scoglio complesso, ma fondamentale.
Tutto quello che farai da adesso in poi dovrà essere coerente con la formuletta che hai realizzato qui sopra.
Dovrebbe essere più semplice a questo punto proseguire con la strategia del tuo piano di comunicazione.

Buon lavoro!

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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La differenza tra domanda latente e consapevole

La differenza tra domanda latente e consapevole

Non voglio farti una lezioncina.

Ma se non sai di cosa sto parlando allora ti consiglio di leggere fino in fondo: ti sarà utile se ti stai chiedendo come comunicare usando gli strumenti del digital marketing partendo da una strategia con solide basi.

Domanda latente e consapevole: scopriamo la differenza

Ti faccio un esempio banale.
Immagina di dover rinnovare la tua polizza auto.

Cosa fai per prima cosa?
Probabilmente vai su “Google” e cerchi qualcosa che soddisfi questa tua esigenza, che possiamo definire la tua domanda consapevole.

Sai cosa cerchi e devi solo decidere a chi ti rivolgerai, ma hai questa esigenza e dovrai mettere mano al tuo portafoglio.

Per cercare la tua polizza vai su un social?
Te lo chiedo, ma so già che la risposta sarà no.

Tuttavia se sui social certe compagnie assicurative lavorano bene, probabilmente mentre passerai il tuo tempo potresti incrociare contenuti attinenti anche al mondo delle assicurazioni.
Magari vedrai annunci pubblicitari rispetto alle ricerche compiute su Google….ma non mi soffermo su questo.

Prova a pensare: da chi acquisterai la polizza?
Forse da chi ti convince di più in rapporto al servizio e al prezzo, se non conosci la compagnia chiederai in giro o guarderai referenze … ma passiamo oltre.

Facciamo un altro esempio.

Sei una donna in maternità.

Mentre “cazzeggi” su un social (esempio Facebook) incrocerai probabilmente contenuti di aziende che ti hanno identificato come loro target e che ti propongono qualcosa.

Le più brave saranno capaci di farti distogliere l’attenzione da altro incentrandola sui loro contenuti a te utili, preziosi, di valore.
Non sei sul social per fare acquisti (in qual caso andresti direttamente su Amazon o cercheresti info su Google) ma la tua domanda latente viene solleticata.

Ti vengono date informazioni, dati che ti stimolano a valutare di fare un acquisto a cui tu non avevi pensato oppure che comunque non pensavi di fare in quel determinato momento.

Ma la comunicazione efficace su quel social ti ha persuaso e guarda caso ti affidi a quell’azienda che ti ha colpito dandoti info preziose e che, informandoti, hai scoperto essere seria e ben recensita.

Questo non avviene immediatamente, ho solo banalizzato la questione.

L’azienda ti avrà riscaldata per bene a livello emozionale e allora sarai pronta a fidarti.

Diciamo che la domanda latente è una risposta ad uno stimolo.

Per estremizzare e concretizzare….

E’ necessario in una strategia di web marketing lavorare sui social (esempio Facebook) con contenuti che “rispondano” alla domanda latente dei nostri potenziali “prospect“, mentre lavorare sul sito web/blog in modo da dare contenuti indicizzati che rispondano alla domanda consapevole dei nostri utenti.

Quando pensi di avere tutte le risposte, la vita ti cambia tutte le domande.
(Charlie Brown)

Francesco Costanzini

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Come riconoscere la fuffa marketing

Come riconoscere la fuffa marketing

Definizione di fuffa?

“La fuffa è la tipica lanetta che si forma nei tessuti e che in genere si rimuove poiché anti-estetica. Proprio questa connotazione ha fatto sì che venisse usato sensu lato per indicare un eccesso inutile.” (Fonte: Wikipedia)

Il Devoto-Oli ne scrive questo:

“fig. Chiacchiera senza alcun fondamento o significato, discorso risaputo, luogo comune”

Beh anche nel mondo del marketing ne esiste tanta, tantissima di fuffa.

Mi piacerebbe con questo post cercare di darti una mano nel riconoscerla ad occhio nudo.

Ti piacerebbe saper giudicare un preventivo o le sensazioni dopo un colloquio con un mio collega?

1) Metriche vanity

Quando ti si parla di “like”, di visibilità online inizia a porti delle domande e a porle a tua volta.
A cosa servono i like? Come li correliamo al mio business?
Se la prima impressione è stata errata (la tua) allora il presunto fuffatore markettaro dirà che i like aiutano indirettamente a vendere, che servono per restare alle regole del gioco (il social) ma che vanno indirizzati correttamente verso il nostro business attraverso una strategia precisa.
Ok allora andiamo avanti, la risposta è pertinente.

2) Ci sono regole che valgono per tutti

Ok qua inizia a preoccuparti.
Se dopo un mezzo colloquio il markettaro ha già la soluzione magica e la formula perfetta, devia la conversazione sulla tua presunta riunione urgente della quale hai appena ricevuto notifica e che devi scappare altrove.
Capiamoci bene, è vero che ci sono strade da intraprendere e strade da non battere in linea generale, ma una soluzione immediata ed adatta a tutti non c’è. Va studiata e personalizzata sulla base di tanti parametri.

3) Gergo incomprensibile

Se il nostro “amico” inizia a stordirti con paroloni ed inglesismi che non comprendi prendila come una mancanza di rispetto in un certo senso, o magari anche solo di empatia (sua) con te.
Non restare incantato di tanta presenta competenza, valuta altri aspetti ben più importanti.

4) Risultati immediati

Se il consulente/professionista ti garantisce risultati immediati… il primo dovrebbe essere il fatto che in effetti tu hai capito chi hai di fronte e il risultato è che (giustamente) non ti fidi.
Dire che ci vuole tempo per ottenere dei risultati non è trovare scuse, ma, fidati, l’unica verità possibile. Chiaro che man mano il tempo deve essere usato bene, con una strategia e misurando i risultati passo dopo passo, ma non possiamo promettere miracoli immediati.

5) Quanto costano 3 post al mese?

A chiederlo sei tu, ok. Ma la risposta che ti dovrebbe essere data è: “Guarda cliente, non possiamo stabilire senza un progetto e senza dei test, cosa funzionerà per la tua audience in termini qualitativi e quantitativi. Dovremmo studiare una strategia, individuare la tua audience e capire come e dove intercettarla, come parlarle e vedere cosa funziona e cosa meno. Non faccio un prezzo a pacchetto di post ma per la strategia e conseguentemente a quella vedremo se i post saranno 1 al giorno, 3 a settimana o 5 al mese…. testando e valutandone l’impatto sulla community

Ecco spero di esserti stato utile per una valutazione semplice ma credo efficace di chi ti si presenta davanti.

Bonus

Se il professionista a cui ti sei rivolto sostiene di portarti al primo posto su Google, saluta immediatamente appena senti questa frase, mi raccomando!

No formule segrete ma risultati e strategia.

Il consulente (se lo incaricherai) ti mostrerà la strategia e ti dirà come a seconda della stessa proverete a raggiungere i risultati, misurandoli passo dopo passo.
Il ritorno dell’investimento è importante, gli indicatori di performance (KPI) anche.

Ma importante è dall’altra parte non diventarne schiavi.

Francesco Costanzini

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La giusta dose di pazienza

La giusta dose di pazienza

Ci vuole una gran pazienza.

Lavori nell’ambito della comunicazione digitale e sei subissato di clienti (professionisti, imprenditori o dirigenti) che ti devono sempre insegnare il mestiere.

L’umiltà deve essere una caratteristica premiante in una persona, tanto più in un consulente.
C’è sempre da imparare dagli altri.
Questo è un valore per me.

Ma è possibile che sulla comunicazione TUTTI debbano sempre mettere il becco?

Se parliamo di ingegneria astrofisica io sono il primo a stare in silenzio ad ascoltare.
Ma se entriamo in un campo dove il professionista (pur con tutti i limiti) sono io, perchè l’ingegnere dovrebbe dirmi cosa fare, come fare e quando farlo?

Alcuni potrebbero dire: beh è lui il titolare e vorrà che le cose escano come vuole lui.
Bene.

Però si dà il caso che quando distribuivano i bollini dei consulenti di web marketing io me li sia presi, cercando di studiare, imparare, testare, capire… l’ingegnere ha solo la percezione di come lui farebbe al meglio, senza saperne molto di più.

Il cliente ha sempre ragione.
Certo.

Io gli do ragione (ma non la si dava ai matti? 😉), poi se non si ottengono risultati la colpa è mia perché ho fatto come voleva lui per farlo stare buono.
Risultato?
Cliente insoddisfatto e contratto che si andrà a chiudere malamente.

Caro ingegnere, impara a fidarti.
Sarò io il primo che nel dubbio tecnico dei contenuti Ti chiederò il parere ed aspetterò impaziente i tuoi feedback e suggerimenti, magari anche le tue correzioni.

Ma su quello che è il mio di mestiere, ascolta e fidati.
La fiducia (reciproca) è il primo degli essenziali requisiti della nostra collaborazione.

E sarà di tutto mio interesse farti ottenere risultati, cosicché tu sia contento e parli bene di me.
Ma se fai fatica ad essere comunicativo e ti affidi ad un professionista allora lasciati condurre.

Cercherò di dare il massimo per far capire chi sei, come sei e cosa fai e come la fai.

Senza usare i social come vetrina, promuovendo il nulla tanto per renderti contento prima del weekend.

Ti romperò le scatole chiedendoti contenuti a ripetizione e non mi accontenterò mai.

Mai dalla mia bocca arriveranno sentenze sul tuo specifico lavoro, ma anche tu esimiti dal dare quegli input non richiesti.

Perché non presumo di avere la scienza comunicativa infusa, ma credo di masticare la mia materia un pochetto.

Grazie.

Il tuo consulente

n.b. non ho alcun cliente ingegnere astrofisico e mi perdoneranno i professionisti di quella categoria

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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