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Risorse per lavorare da casa

Risorse per lavorare da casa

Hai bisogno di lavorare da casa  ma non sai come fare?

Vorresti organizzare una riunione online ma non l’hai mai fatto?

Ti fornisco una lista di strumenti che ti possono essere utili per lavorare, collaborare a distanza, sfruttando le opportunità che ci vengono fornite dal mondo digitale.

 

Pre-requisiti

Tieni conto, però, che hai bisogno di un’organizzazione in primis mentale per poter lavorare con efficienza.

Non basarti solamente sulla notorietà dei prodotti, valuta le tue esigenze, le tue attitudini e ciò che si adatta meglio alle tue routine.

 

Fare riunioni online

 

Skype

Il più classico degli strumenti, nato un bel po’ di anni fa.

Semplice da utilizzare e gratuito.

Chiamate audio via web, video conferenze, chat … basta registrarsi, trovarsi e con un click si fa tutto.

Google Hangouts

Soluzione comoda, gratuita, non troppo flessibile (non vi sono funzioni troppo avanzate) ma utilizzabile da subito senza complicazioni.

Teams

Prodotto Microsoft che oggi offre opportunità anche a chi non è cliente.

 

Google Classroom

Strumento ottimizzato ed ottimale per gestire classi scolastiche.

 

Adobe Connect

Strumento a pagamento, abbastanza complesso e molto professionale. Esiste una prova di 90 giorni.

 

Video-conferenze

 

Live streaming sui social o nei gruppi social

Puoi organizzare in modo semplice dirette sui tuoi canali Youtube, Facebook (pensa soprattutto ai gruppi), LinkedIn … coinvolgendo i tuoi followers o le persone a cui segnalerai l’evento.

 

Zoom

Solo in inglese, ma ottimo strumento, con profilo free assolutamente performante e costi accessibili in caso di ulteriori esigenze.

 

GoToMeeting

Piattaforma italiana, di facile utilizzo, freeware per 14 giorni.

 

OpenMeetings

Tool più “nerd” rispetto agli altri. È gratuito, aperto a moltissime soluzioni. Se hai confidenza con gli aspetti tecnici ed informatici non avrai problemi altrimenti meglio affidarti ad un altro fornitore.

 

Puoi anche utilizzare Telegram e Whatsapp utilizzando le loro funzioni specifiche (e diverse) ad esempio per:

·      Chat segreta (criptata) su Telegram

·      Videochiamata di gruppo (se usi Whatsapp su un dispositivo Android 4.1 e versioni successive)

 

Webinar

 

GoToWebinar

Sempre dell’azienda Go To Meeting, ottima piattaforma (a pagamento).

Webinar Pro

Oggi ci sono opportunità gratuite per chi è in difficoltà nel lavoro da casa. Piattaforma italiana di Luca Vanin che offre formazione permanente gratuita di alta qualità.

WebinarJam

Piattaforma free per gestire webinar.

 

Organizzare il lavoro

 

Ecco alcune piattaforme che possono esserti utili.

 

 

Piattaforme di archiviazione e collaborazione

 

Sono gratuite (con funzioni PRO ad abbonamento) e sono indispensabili per lavorare a distanza.

Tengono in archivio i nostri documenti e ci permettono di collaborare attivamente su testi, tabelle, presentazioni…

Il suggerimento è quello di utilizzare Drive per implementare le versioni della documentazione e poi tenerla su Dropbox una volta definitiva.

Attenzione però: il tutto funziona molto bene se vi è un ordine mentale, una preparazione specifica dell’ambiente di lavoro e regole di ingaggio/collaborazione.

Inoltre, si deve lavorare rispettando il tema privacy in merito agli accessi ed alla sicurezza dei dati.

 

Solidarietà Digitale

Grandi imprese e grandi gruppi hanno messo a disposizione servizi gratuiti , come ad esempio le compagnie telefoniche, editori, software house…

Sul sito del Governo sono elencate queste opportunità, oltre alle modalità di partecipazione.

Alcuni esempi?

– Amazon mette a disposizione formazione e Prime Video

– Mondadori regala Abbonamenti gratuiti per tre mesi ai magazine del Gruppo

 

Aiuto Digitale

aiuto digitale

 

Non ti prometto mari e monti.

Non faccio sciacallaggio.

Tuttavia vorrei dare un contributo in questo momento così difficile per imprese e professionisti.

Quindi sono pronto ad ascoltarti.

Ti offro una consulenza, regalandoti mezz’ora del mio tempo per ascoltarti e fornirti spunti su come migliorare i tuoi canali di comunicazione, su come creare contenuti efficaci o su come riuscire ad incrementare la visibilità della tua attività tramite il digitale.

Prenota una videochiamata con me cliccando qui

 

Probabilmente Ti potrò fornire solo qualche indicazione di massima, non posso dirti con certezza se soddisferò le tu esigenze .. ma con la massima onestà e trasparenza valuteremo a seconda dei casi cosa sarà possibile mettere in gioco e cosa no.

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Aiuto Terzo Settore, imprese e professionisti a comunicare grazie ad un metodo che si basa sulla "reputazione digitale"

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Il mio metodo per la gestione del tempo

Il mio metodo per la gestione del tempo

In un precedente articolo ti ho parlato di come soffra particolarmente il problema della gestione del tempo.

Non credo di essere l’unica persona al mondo ad accusare questa situazione.

Come porre rimedio, dunque?

Ecco quello che ho fatto e che sta funzionando in modo ottimale nella mia vita.

Non è detto sia adatto anche per te, ma ci tengo a condividerlo.

Chi fa un uso pessimo del tempo che gli è stato messo a disposizione spesso è tra coloro che si lamentano di avere poco tempo. (Jean de la Bruyere)

“Mindset” per una corretta gestione del tempo

Innanzitutto bisogna essere MOLTO onesti con sè stessi e porsi obiettivi raggiungibili, praticabili con la propria organizzazione quotidiana e con le proprie risorse.

In secondo luogo è necessario essere disciplinati.

Non ti nascondo che altra condizione necessaria è abituarsi a lottare contro le tue paure e le tue debolezze, che spesso ci portano a non avere un certo grado di obiettività.

Questo significa che in modo lucido dobbiamo saper distinguere le cose importanti, da quelle urgenti a tutto ciò che ci sta in mezzo.

Urgente non è sempre importante e viceversa.

Eppure la nostra attitudine è quello di confondere questa equazione.

Il metodo a quadranti per la gestione del tempo

La scoperta della matrice di Eisenhower è stata per me una svolta fondamentale per definire l’approccio ad impegni e progetti.

Di questo ringrazio alcuni formatori (ce ne sono voluti due) che in alcune loro docenze mi hanno presentato questa opportunità.

gestione del tempo tabella

SCARICA IL PDF STAMPABILE

Ecco quindi cosa è necessario fare, te lo indico per punti.

  • Scegli un momento della giornata (inizio oppure alla fine della precedente) per fare questo lavoro di pianificazione
  • Segnati tutte le attività che devi o desideri svolgere
  • Ricordati di distinguere macro attività da micro attività (telefonare al cliente Y è cosa diversa rispetto a elaborare business plan del cliente Z)
  • Segna vicino ad esse se sono urgenti e/o importanti (questo è un passaggio che con il tempo potrai saltare, perchè automatizzerai il concetto)
  • Inserisci nella tabella le cose da fare, seguendo l’ordine indicato nella matrice

Alcune attività saranno importanti e urgenti e le affronterai subito (quadrante 2).
Altre solo importanti, e ti ci dedicherai più che puoi, perché è in queste che sei in grado di generare valore (quadrante 4).
Altre ancora non saranno importanti, ma solo urgenti (quadrante 1) e se puoi cercherai di delegarle.
Quelle né importanti né urgenti (quadrante 3), sono quelle per cui davvero “non avrai tempo”.

Ecco adesso sei pronto/a.

 

Errori che commettiamo nella gestione del tempo

Stai attento/a a non commettere questi errori:

  • non definire delle attività troppo astratte, finiresti con il non sapere bene cosa fare per portare avanti il tuo progetto rimandando pericolosamente
  • non sei Superman o Wonder Woman: prenditi una pausa rigenerante ogni tanto
  • non credere troppo nella tua memoria, provandoti a ricordare tutto senza scriverti nulla
  • fare cento cose alla volta (multitasking) non è la soluzione: ci metti più tempo ed i risultati ne possono risentire
  • non sempre puoi fare tutto. Riprogramma per la giornata successiva ma seguendo sempre la logica di cui sopra, non si tratta di procrastinare cose noiose, mi raccomando, ma seguire sempre i concetti di urgenza ed importanza.

Accanto alla nobile arte del fare le cose, c’è la nobile arte del lasciare le cose non fatte. Diventare saggi significa eliminare tutto ciò che non è essenziale. Lin Yutang

 

 

Se vuoi approfondire tutti questi aspetti, ascolta il mio podcast: ogni settimana parlo di un tema relativo al mondo della comunicazione digitale!

Puoi anche approfittare del mio video corso gratuito: ti racconto il mio metodo di lavoro che si basa sulla reputazione digitale

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Aiuto Terzo Settore, imprese e professionisti a comunicare grazie ad un metodo che si basa sulla "reputazione digitale"

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Comunicare fa perdere tempo

Comunicare fa perdere tempo

“Sono un imprenditore, non un comunicatore”
“Per fare tutto quel marketing ci vuole tempo e non ne ho”
“Faccio un altro mestiere”
“Ho perso tutta la giornata a fare dei post per i social network”

Alzi la mano chi non ha mai detto (o almeno pensato) tutto questo.

Io ogni tanto cado in tentazione.
Penso di aver trascorso troppe ore sulla mia comunicazione rispetto a fare altro.

In effetti per fare content marketing, ad esempio, il tempo da impiegare non è poco.

Ma ragionando a freddo capisco che tutti gli sforzi non sono vani, se rientrano in un progetto complessivo.

Pensare ad un contenuto, realizzarlo e diffonderlo sono azioni specifiche che non si riescono a comprimere in pochi secondi/minuti.

Tutto dipende da alcuni fattori: organizzazione, priorità, abitudine, attitudine e dall’allenamento.

Organizzazione

La vera perdita di tempo è la disorganizzazione e la non individuazione di priorità.

Quindi dobbiamo essere lucidi e capire come distribuire le ore della giornata, capendo ciò che è necessario ed urgente fare, ciò che possiamo delegare, ciò che possiamo rimandare e ciò che è importante ma che ha una più lunga scadenza.

E’ possibile utilizzare vari metodi: io uso quello dei quadranti (la matrice di Stephen Covey), di cui mi hanno parlato in alcuni corsi.

Se non lo facciamo saremo sempre affogati.
Dobbiamo costruirci un metodo di lavoro ed attenerci a quello: programmare le attività nostre e degli altri (magari il giorno precedente?) ed arrivare pronti ad affrontare la giornata avendo davanti una lista di cose da fare realistica.

Priorità

Il cliente rompiscatole è una priorità?
O lo è un’effettiva scadenza relativa ad altri?

Anche questo aspetto è determinante: riuscire a riconoscere le vere priorità non è affatto semplice.

Ciò che è importante è raramente urgente e ciò che è urgente è raramente importante. (Eisenhower)

Domandati se per te la comunicazione ed il marketing di te stesso (professionista/associazione/azienda) sono importanti o no.
Forse no, altrimenti avresti un approccio diverso.

Oggi hai utenti/clienti? Bene. Sono contentissimo per te.
Ma ne vuoi anche domani?

Io sì.

Il futuro ce lo costruiamo inevitabilmente con quello che facciamo oggi: lavorando bene con i clienti attuali, ma anche coltivando il terreno della nostra reputazione e della nostra comunicazione.

Se all’improvviso restassimo senza lavoro perché, ad esempio, a scadenza contrattuale la nostra consulenza non venisse rinnovata?

Cercheremmo di correre ai ripari, arrabattandoci in azioni magari corrette ma con una “fretta del diavolo” che non ci porterebbe comunque dei risultati immediati.

Mi pare di avertelo già detto: i risultati del cosiddetto “inbound marketing” si vedono nel lungo periodo.

Oppure se sei convinto che basti bussare alla porta di potenziali clienti per farsi aprire fai pure…

Ricapitolando questo aspetto, quindi, il concetto rimane il medesimo: se crediamo che la comunicazione sia importante dobbiamo ritagliare spazi e tempi adeguati nella nostra giornata/settimana.

Per me rimane una priorità assoluta comunicare chi sono, cosa faccio e come posso eventualmente essere utile.

Abitudine e attitudine

Credimi. Tenendosi in esercizio, ciò che prima si costruiva in tante ore, dopo un po’ lo si fa in meno tempo.

Forse ti starai chiedendo il perché io ti stia spingendo verso “la comunicazione fai da te”, piuttosto che dirti che ci sono professionisti come me che possono aiutarti a fare tutto.

Non te lo dico perché non è così.

I professionisti come posso essere io, molto probabilmente ti servono, ma non per “sbolognare” loro l’incombenza comunicazione e marketing.

Il lavoro è di squadra.

Ciascuno per le sue competenze.

Se sei un professionista ragioni da solo, se dirigi un’associazione hai probabilmente persone che come te (spesso in modo volontario) spendono il tempo per la causa e potreste ad esempio suddividervi un po’ di competenze.
Se sei un imprenditore hai varie strade a seconda che tu abbia o no un reparto marketing e comunicazione.

Io ad esempio cosa faccio?

Mi siedo al tuo fianco, ti aiuto a focalizzarti, cerco di far emergere punti di forza, debolezza e costruiamo insieme un piano, una strategia con l’obiettivo di comunicare attraverso la tua reputazione, grazie ad un metodo che si basa sui contenuti.

E’ proprio su questi contenuti che tu diventi indispensabile.
Perché sono il tuo pane e quello di chiunque lavori con te.

Non posso metterci io la faccia per te, c’è bisogno che tu ti metta in gioco, con il mio aiuto e supporto, certamente.

 

Se credi che comunicare ti faccia solo perdere tempo, rivedi le tue priorità e fatti la domanda di come farai a lavorare anche domani se non costruisci basi solide oggi.

Se vuoi approfondire tutti questi aspetti, ascolta il mio podcast: ogni settimana parlo di un tema relativo al mondo della comunicazione digitale!

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Aiuto Terzo Settore, imprese e professionisti a comunicare grazie ad un metodo che si basa sulla "reputazione digitale"

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Facciamo un po’ di chiarezza?

Facciamo un po’ di chiarezza?

Sento intorno una grande confusione.
Sui temi del marketing e della comunicazione digitale forse c’è bisogno di mettere qualche “puntino sulle i“.

Prima di iniziare però vorrei fare una premessa: tutto ciò che viene sentenziato in modo assoluto (per di più da non addetti ai lavori) e slegato da un contesto non ha senso e non deve essere preso come regola da seguire.

Ecco alcune delle frasi che odo pronunciare più spesso.

Un sito web non serve

A cosa innanzitutto?
E poi, perchè?
Certo costruire un sito senza avere un progetto e senza che esso sia inserito in un contesto è solo perdere tempo e denaro.
Ma lavorare sui contenuti, sulla indicizzazione … può essere un tema importante, anche oggi.

Qualità o quantità?

C’è un dibattuto in corso e ogni guru dice la sua.
Io credo che quando c’è la qualità bisogna far crescere anche la quantità e che se non testiamo la quantità non impareremo mai la qualità.
Mi spiego: un post al giorno su un social non è garanzia di successo, se il contenuto è inutile, ridicolo o non comunicativo.
Ma anche 2 post di grande qualità al mese possono essere pochi per mantenere vivo il lavoro dell’algortitmo sul nostro lavoro.
Si impara facendo e testando. Non ci sono regole che valgono per tutti.
Per fortuna ci è consentito anche sbagliare, quindi impariamo a dare, a produrre contenuti mirando alla qualità chiaramente, ma se ci disabituiamo a produrre, difficilmente resteremo allenati e performanti.

Il funnel è l’unica via maestra

Io credo che il funnel sia una grande opportunità, si basa su concetti legati al mondo del marketing, che applica tecnicamente in un percorso che automatizza i processi.
Avere un funnel quindi non è la soluzione ai problemi di incomunicabilità che abbiamo.
Può essere un grande volano, un acceleratore, un ottimo investimento proprio perché ci consente di automatizzare azioni che per forza di cose sleghiamo nella quotidianità.
Se abbiamo risorse e una strategia il funnel è il benvenuto.

Altrimenti non è la soluzione ai problemi di nessuno.

Che barba ‘sti contenuti!

Ecco quando si arriva a parlare di contenuti coi clienti subentra quella faccia scocciata di chi non ha tempo di pensare a certe cose…

Se si vuole continuare a non comunicare allora si può benissimo proseguire senza pensare ai contenuti, ma se si vuole raggiungere qualche minimo risultato il contenuto è l’unica via maestra.

Che tu voglia comunicare un’associazione, un gruppo, un ente, un brand non prendere mai come assoluti assiomi senza calarli nel tuo settore e non sparare sentenze su un qualcosa che può valere per te e non per tutti.

 

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Aiuto Terzo Settore, imprese e professionisti a comunicare grazie ad un metodo che si basa sulla "reputazione digitale"

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La sindrome da foglio bianco

La sindrome da foglio bianco

Si chiama sindrome da foglio bianco o anche blocco dello scrittore, dell’artista in alcuni campi.
Pensa a te stesso/a.

Ti è mai capitato di non avere ispirazione o di avere timore di iniziare un lavoro?

A me capita.

Come fare?

Beh io … faccio.

Mi spiego meglio.

Ci sono occasioni in cui mi capita di dover iniziare da zero una cosa (un testo di un blog o di una pagina di un sito, per esempio).

A pensarci bene sono contento di farlo, il mio lavoro mi piace.
Tuttavia la partenza è spesso… drammatica.

Ho idee che mi passano per la testa in momenti diversi della giornata, poi arrivati al dunque tutto sembra sparito.
Subentra la rimandite (lo faccio domani, lo inizio lunedì).
Fisso lo schermo, provo a trovarmi altre mille incombenze prima di iniziare a fare ciò che dovrei fare.

Perchè il “foglio bianco” spaventa.
E’ una bella scommessa, ma talvolta fa paura.
Iniziamo a pensare, confrontandoci con gli altri che ci sembrano sempre più bravi e impossibili da eguagliare.

I problemi possono avere una doppia origine:

– non “trovo” i contenuti (di questo ho già parlato in un articolo precedente sui questo blog)

– il timore di non saper portare a termine al meglio la consegna

In questo secondo caso ho trovato questo rimedio:

  1. cerco (senza scuse) un momento in cui so che non sarò facilmente distratto o che non coincida ad esempio con l’imminenza di un appuntamento, pertanto scelgo un momento in cui non so già di essere costretto ad interrompermi
  2. allontano il telefono e “chiudo” le notifiche mail
  3. cerco di assecondare un’idea e inizio a svilupparla, senza pensare ad uno schema troppo rigido: mi “butto” con un pizzico di improvvisazione. Provo a non farmi irrigidire da schemi e cerco di dare libero sfogo ad un’interpretazione anche creativa, facendola “mia”.

Compiuti questi tre “sforzi” ti assicuro che il gioco è fatto.
Inizio ad essere produttivo, creativo, positivo e man mano l’autostima cresce verificando nei fatti di essere all’altezza di compiere ciò che mi stava preoccupando e innervosendo.

Nei passaggi successivi di perfezionamento del lavoro magari dovrò limare l’esuberanza che ho lasciato prevalere sul raziocinio.
Ma è grazie a quella che sto raggiungendo il risultato e che darà al tutto la personalizzazione giusta.
La mia impronta.

Il tutto sta, davvero, nel considerare il nostro lavoro un qualcosa di difficilmente standardizzabile e trovare soddisfazione nel pensare al nostro committente (o utente finale) che si stupirà positivamente della nostra creatività e che ne resterà magari affascinato.

Ti ho portato la mia esperienza, personalissima e con cui rispondo emotivamente a dei miei bisogni, che probabilmente non sono anche tuoi.
Questo vale per me, non per te o per tutti.

Tuttavia, se o quando provi quella sensazione di stasi, senti che ti stai bloccando da solo/a, buttati a capofitto e man mano risolverai le questioni.
Magari chiederai un aiuto a qualcuno, verificherai un tuo limite o un problema del lavoro stesso a cui nessuno aveva pensato, ma se non inizi non saprai mai nulla di tutto ciò.

Non aspettare; non sarà mai il tempo opportuno. Inizia ovunque ti trovi, con qualsiasi mezzo tu puoi avere a tua disposizione; mezzi migliori li troverai lungo il cammino. (Napoleon Hill)

Francesco Costanzini

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La differenza tra domanda latente e consapevole

La differenza tra domanda latente e consapevole

Non voglio farti una lezioncina.

Ma se non sai di cosa sto parlando allora ti consiglio di leggere fino in fondo: ti sarà utile se ti stai chiedendo come comunicare usando gli strumenti del digital marketing partendo da una strategia con solide basi.

Domanda latente e consapevole: scopriamo la differenza

Ti faccio un esempio banale.
Immagina di dover rinnovare la tua polizza auto.

Cosa fai per prima cosa?
Probabilmente vai su “Google” e cerchi qualcosa che soddisfi questa tua esigenza, che possiamo definire la tua domanda consapevole.

Sai cosa cerchi e devi solo decidere a chi ti rivolgerai, ma hai questa esigenza e dovrai mettere mano al tuo portafoglio.

Per cercare la tua polizza vai su un social?
Te lo chiedo, ma so già che la risposta sarà no.

Tuttavia se sui social certe compagnie assicurative lavorano bene, probabilmente mentre passerai il tuo tempo potresti incrociare contenuti attinenti anche al mondo delle assicurazioni.
Magari vedrai annunci pubblicitari rispetto alle ricerche compiute su Google….ma non mi soffermo su questo.

Prova a pensare: da chi acquisterai la polizza?
Forse da chi ti convince di più in rapporto al servizio e al prezzo, se non conosci la compagnia chiederai in giro o guarderai referenze … ma passiamo oltre.

Facciamo un altro esempio.

Sei una donna in maternità.

Mentre “cazzeggi” su un social (esempio Facebook) incrocerai probabilmente contenuti di aziende che ti hanno identificato come loro target e che ti propongono qualcosa.

Le più brave saranno capaci di farti distogliere l’attenzione da altro incentrandola sui loro contenuti a te utili, preziosi, di valore.
Non sei sul social per fare acquisti (in qual caso andresti direttamente su Amazon o cercheresti info su Google) ma la tua domanda latente viene solleticata.

Ti vengono date informazioni, dati che ti stimolano a valutare di fare un acquisto a cui tu non avevi pensato oppure che comunque non pensavi di fare in quel determinato momento.

Ma la comunicazione efficace su quel social ti ha persuaso e guarda caso ti affidi a quell’azienda che ti ha colpito dandoti info preziose e che, informandoti, hai scoperto essere seria e ben recensita.

Questo non avviene immediatamente, ho solo banalizzato la questione.

L’azienda ti avrà riscaldata per bene a livello emozionale e allora sarai pronta a fidarti.

Diciamo che la domanda latente è una risposta ad uno stimolo.

Per estremizzare e concretizzare….

E’ necessario in una strategia di web marketing lavorare sui social (esempio Facebook) con contenuti che “rispondano” alla domanda latente dei nostri potenziali “prospect“, mentre lavorare sul sito web/blog in modo da dare contenuti indicizzati che rispondano alla domanda consapevole dei nostri utenti.

Quando pensi di avere tutte le risposte, la vita ti cambia tutte le domande.
(Charlie Brown)

Francesco Costanzini

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