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Pubblicità o marketing?

Pubblicità o marketing?

La maggior parte di aziende, enti, esercizi commerciali, istituzioni oggi sul WEB fa pubblicità.
Cioè mette al centro il proprio prodotto, servizio, bene … provandolo a proporre in tutti i modi ad un pubblico spesso non troppo selezionato e poco propenso ad ascoltare.
E’ un vizio ricorrente in cui tutti noi molto spesso ricadiamo.
Pensiamo che per convincere qualcuno dobbiamo propinargli in continuazione dei messaggi che abbiano il focus su quello che facciamo, vendiamo o proponiamo (a seconda dei casi).

Facciamo un esempio?
Non so se ti è mai capitato di fare questo esercizio durante alcuni corsi che avrai frequentato.

Te lo esemplifico come Leonardo Di Caprio lo ha proposto ai suoi discenti in “The Wolf of Wall Street”.

Lo faccio fare anche io ultimamente.
Perchè è un modo davvero efficace per dimostrare a noi stessi che sbagliamo focus.

Pensiamo di convincere qualcuno mettendo al centro la cosa sbagliata.

Proviamo ad individuare “il bisogno”.
Parliamo di quello. Studiamo quello.

piramide Maslow

(Fonte: Wikipedia)

Questa è la piramide di Maslow dei bisogni pubblicata nel libro Motivation and Personality del 1954.
La scala dei bisogni è suddivisa in cinque differenti livelli: dai più elementari (necessari alla sopravvivenza dell’individuo) ai più complessi (di carattere sociale). L’individuo si realizza passando per i vari stadi, i quali devono essere soddisfatti in modo progressivo.

Il professor Philip Kotler spiega:

“Un bisogno si manifesta quando una necessità di base per la vita umana non è soddisfatta. La gente ha bisogno di cibo, abbigliamento, riparo, sicurezza, appartenenza, stima ed altre cose necessarie alla sopravvivenza. Questi bisogni non sono creati dalla società o dagli operatori di mercato: essi sono radicati nella natura e nella condizione umana.”

ed ancora:

“Il punto di partenza della disciplina del marketing è costituito dai bisogni e dai desideri umani.”

L’altro giorno leggevo un articolo sul blog di Skande che mi ha fatto riflettere: viene riportata una mappa degli obiettivi che dobbiamo evidenziare se vogliamo essere comunicare in modo efficace, pubblicata in precedenza da Harvard Business Review.

Sarebbe giunto il momento di fare qualcosa di diverso che una pubblicità, non ti pare?

Eppure perché non tutti ne comprendono l’importanza?

Me lo sono chiesto e sono arrivato ad individuare alcuni freni:

– paura/timore
– non consapevolezza
– pigrizia

Si ha paura (o forse solo timore) di non arrivare all’obiettivo perché si ha in testa che serva la pubblicità per vendere/convincere qualcuno. Crediamo che solo tediando il prossimo ai ottengano dei risultati.
Non si ha forse la consapevolezza di tutto questo o forse costa troppa fatica (lo capisco, di sforzi bisogna farne) ragionare e sforzarsi di creare strategie, contenuti… in fin dei conti uno spot magari commissionato a qualcuno sembra la soluzione più facile o imprescindibile, no?

Non voglio offendere nessuno, ci mancherebbe.
Ci sono passato anche io.
E ho sbagliato sulla mia pelle.

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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La comunicazione efficace

La comunicazione efficace

Comunico… ergo sum.
Non era proprio così la citazione, tuttavia ho voluto iniziare in questo modo perchè mi addentro nel mondo della comunicazione, partendo dal principio.

Dal significato di questa parola, riscoprendolo possiamo davvero migliorare noi stessi, il nostro approccio e sicuramente ottenere risultati migliori.

Non possiamo non comunicare: anche se la nostra bocca non proferisce parola abbiamo una postura, uno sguardo, un corpo intero che trasmette qualcosa agli altri.

Comunichiamo per riflettere la luce delle stelle, con le lacrime e il sorriso. Le lacrime e il sorriso ci comunicano un flusso di risonanze emozionali e di vissuti interiori, che le parole non dicono e non conoscono” (Ovidio)

Quanto è bello pensare di riflettere la luce delle stelle?
L’immagine è suggestiva, non ti pare?
Se ci pensi è esattamente così che avviene.

Come si fa a comunicare?

Suggerirei di partire da qui ed esercitarci tanto:

Mi piace tantissimo ascoltare questa bravissima giornalista, è un video che nei miei corsi cerco di proporre sempre.

Perchè trovo essenziale dare valore all’ascolto ed iniziare a comunicare tenendo questo canale aperto il più possibile.

Non credere, vale anche sui social tutto questo.
Se non impariamo a comunicare a tutto tondo in tutti i contesti, difficilmente lo faremo sul web.

Come si fa a capire se stiamo comunicando con efficacia?

Quando abbiamo una conversazione di valore, piacevole (per tutti gli attori in gioco) stiamo comunicando in modo corretto probabilmente, stiamo ascoltando e al contempo trasmettendo ciò che vorremmo donare al nostro o ai nostri interlocutori.

Rogers e Kincaid definiscono la comunicazione come “un processo in cui i partecipanti creano e condividono informazioni allo scopo di raggiungere una comprensione reciproca”.

Quando ci sentiamo compresi in quello che vorremmo trasmettere vuol dire che abbiamo comunicato qualcosa.

Proviamo a pensare: quando le persone comprendono meglio quello che abbiamo da dire loro? Quando parliamo di qualcosa che li riguarda.
Quando si sentono coinvolti.

O sbaglio?
Quanta fatica si fa a comunicare qualcosa a qualcuno a cui importa davvero poco quello che stiamo provando a raccontare?

Bene, allora per applicare correttamente la tua strategia di marketing affinchè si possano raggiungere gli obiettivi prefissati, pensa a comunicare con efficacia.

Dona, regala con generosità e parla dritto al cuore, alla mente ed alla pancia dei tuoi interlocutori. Come fare a capire ciò che interessa loro?

Inizia ad ascoltare…

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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Un po’ di spunti di content marketing

Un po’ di spunti di content marketing

Content marketing: di che cosa si tratta?

Il content marketing è una tipologia di marketing che prevede la creazione e condivisione di media e contenuti editoriali al fine di acquisire clienti e monetizzare un sito web. Queste informazioni possono essere esposte in una varietà di tipologie, tra cui news, video, e-books, infografiche, guide, articoli, foto ecc. (Wikipedia)

 

A differenza della pubblicità, il Content Marketing risponde ai problemi delle persone. Ecco perché funziona e ottiene attenzione, interesse e fiducia.
Le aziende che fanno Content Marketing vengono percepite dai clienti come una risorsa e non come un’offerta commerciale. (Alessio Beltrami)

Come iniziare a fare content marketing?

Ti propongo uno schema che potresti seguire:

  • Conosci il tuo pubblico
  • Trova argomenti che interessino le persone che incontri sul tuo cammino
  • Scegli il TUO linguaggio, il TUO stile, la piattaforma che più si adatta ai tuoi contenuti
  • Studia una strategia con obiettivi che possano essere misurati
  • Testa, abbi costanza, metti in discussione ma non demordere

Perchè fare content marketing?

Senza focalizzarsi sui contenuti NON si comunica nulla.
Chi ha bisogno di comunicare (come noi comuni mortali) necessita di attirare utenti, clienti, persone realmente interessate.
Per farlo diventa indispensabile fornire indicazioni che esprimano autorevolezza e conoscenza, al fine di far avvicinare a noi qualcuno.
E non basta dire che siamo “i migliori” o che abbiamo una “comprovata esperienza” per riempire i nostri negozi, le nostre caselle email o bombardare di chiamate i nostri uffici.
Sul web abbiamo tutti bisogno di dare, di essere generosi nel diffondere contenuti di valore e che possano essere utili.
Solo in questo modo riceveremo man mano in cambio qualcosa.

Ecco le classiche obiezioni a tutto ciò:
– il blog non fa per noi, ci basta promuovere quello che facciamo
– non ho tempo per fare dei contenuti, non è il mio mestiere

Questo mi capita di sentirlo sia da enti del Terzo Settore che aziende, professionisti o startup.
Tutti abbiamo timore di doverci esporre, di favorire i competitors o non crediamo davvero che dovremmo trovare modi e spazi per realizzare questi contenuti, tante volte magari anche solo per far tacere il markettaro di turno.
Creare contenuti costa fatica, impegno, dedizione e il tempo necessario per realizzarli.
Non lo nego.
Ma se ti dicessi che è l’unica via da cui passare se vuoi comunicare sul web?
Bisogna che associazioni, enti, aziende, attività commerciali si sentano coinvolte in tutto il processo e che inizino a parlare in prima persona, esponendosi per ottenere la fiducia degli utenti (clienti).

Chi deve fare content marketing operativo?

Ci sono strade diverse che si possono percorrere.
Sei comunque tu (imprenditore, dirigente) che, acquistando consapevolezza, dovrai iniziare a produrre contenuti strategici, magari con l’aiuto di qualche professionista, come il sottoscritto che ti potrà aiutare in questo processo.
Ma non potrò essere io a parlare in un podcast o non potremo utilizzare la mia faccia per un video esplicativo: la tua associazione/ente/azienda/brand sei TU (oltre a chi collabora con te).
C’è bisogno di uscire dal guscio, di esporsi in prima persona per comunicare ai propri clienti.

Spunti di content marketing: i formati

Ti lascio alcune idee, affatto esaustive.
Sono degli spunti che penso possano esserti utili per trovare il tuo modo di comunicare.
Guardarsi intorno è importante per capire cosa si può fare, ma ciascuno deve declinare il proprio essere trovando formati e piattaforme idonee al proprio essere e che siano coerenti.

Una rassegna stampa

Un podcast

Una serie di video

Note audio (o altri formati) su un tuo canale Telegram


Un blog di contenuti

Se stai leggendo questo articolo, probabilmente ci siamo già capiti.
https://www.franzcos.it/blog/

… ora tocca a te!

Ecco questi sono solo alcuni formati che ad esempio io utilizzo, ma ce ne possono essere tanti altri e mixati in modo assolutamente personale.
Ricordati che anche una rivista, un libro sono ricompresi in questo mondo, ho solo fatto il focus sul mondo digitale 🙂
Ho cercato di dirti cosa sto facendo io in questo periodo, testando alcune forme e canali che ritengo più adatti a me ed alla mia community.
Non è indispensabile seguire le mode, esse possono solo darci spunti sui trend popolari, ma la cosa più importante è trovare ciò che ci renda “unici” e “reali”.

Se vuoi consigli utili per comunicare nel mondo digitale, iscriviti al mio canale Telegram, segui questo blog o ascolta il mio podcast.

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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Facciamo un po’ di chiarezza?

Facciamo un po’ di chiarezza?

Sento intorno una grande confusione.
Sui temi del marketing e della comunicazione digitale forse c’è bisogno di mettere qualche “puntino sulle i“.

Prima di iniziare però vorrei fare una premessa: tutto ciò che viene sentenziato in modo assoluto (per di più da non addetti ai lavori) e slegato da un contesto non ha senso e non deve essere preso come regola da seguire.

Ecco alcune delle frasi che odo pronunciare più spesso.

Un sito web non serve

A cosa innanzitutto?
E poi, perchè?
Certo costruire un sito senza avere un progetto e senza che esso sia inserito in un contesto è solo perdere tempo e denaro.
Ma lavorare sui contenuti, sulla indicizzazione … può essere un tema importante, anche oggi.

Qualità o quantità?

C’è un dibattuto in corso e ogni guru dice la sua.
Io credo che quando c’è la qualità bisogna far crescere anche la quantità e che se non testiamo la quantità non impareremo mai la qualità.
Mi spiego: un post al giorno su un social non è garanzia di successo, se il contenuto è inutile, ridicolo o non comunicativo.
Ma anche 2 post di grande qualità al mese possono essere pochi per mantenere vivo il lavoro dell’algortitmo sul nostro lavoro.
Si impara facendo e testando. Non ci sono regole che valgono per tutti.
Per fortuna ci è consentito anche sbagliare, quindi impariamo a dare, a produrre contenuti mirando alla qualità chiaramente, ma se ci disabituiamo a produrre, difficilmente resteremo allenati e performanti.

Il funnel è l’unica via maestra

Io credo che il funnel sia una grande opportunità, si basa su concetti legati al mondo del marketing, che applica tecnicamente in un percorso che automatizza i processi.
Avere un funnel quindi non è la soluzione ai problemi di incomunicabilità che abbiamo.
Può essere un grande volano, un acceleratore, un ottimo investimento proprio perché ci consente di automatizzare azioni che per forza di cose sleghiamo nella quotidianità.
Se abbiamo risorse e una strategia il funnel è il benvenuto.

Altrimenti non è la soluzione ai problemi di nessuno.

Che barba ‘sti contenuti!

Ecco quando si arriva a parlare di contenuti coi clienti subentra quella faccia scocciata di chi non ha tempo di pensare a certe cose…

Se si vuole continuare a non comunicare allora si può benissimo proseguire senza pensare ai contenuti, ma se si vuole raggiungere qualche minimo risultato il contenuto è l’unica via maestra.

Che tu voglia comunicare un’associazione, un gruppo, un ente, un brand non prendere mai come assoluti assiomi senza calarli nel tuo settore e non sparare sentenze su un qualcosa che può valere per te e non per tutti.

 

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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Come acquisire autorevolezza

Come acquisire autorevolezza

autorévole agg. – Che ha autorità, per la carica che riveste, per la funzione che esercita, per il prestigio, il credito, la stima di cui gode
(Fonte: Treccani)

Prova a pensare ad un personaggio che consideri autorevole e prova a capire il perchè lo pensi come tale.

Probabilmente sarà una persona che in qualche modo avrà dato prova di avere un certo tipo di esperienza, di conoscenza, di abilità.
Non ci basta una persona che dice di avere una competenza per considerarla autorevole, molto spesso abbiamo bisogno di verificare ciò.

Un medico per il fatto che ha quel titolo è considerato come persona autorevole di per sè, tuttavia quando effettivamente ne siamo convinti? Quando ci dimostra coi fatti la sua competenza e la sua professionalità.

Come si combina l’autorevolezza con la comunicazione digitale?
Perchè si parla di autorevolezza online?

Partiamo con l’obiettivo che stai cercando di perseguire: qualunque cosa tu faccia vorresti “comunicare”, per riuscire a trasmettere qualcosa alle persone per cui esse si convincano a rivolgerti a te per un servizio, un prodotto…

Online tutti noi possiamo in un qualche modo fingerci chi non siamo.
Quanti professionisti improvvisati abbiamo conosciuto?

Ecco perchè spesso siamo diffidenti.
Alla fine scegliamo chi ci convince, chi conosciamo o chiediamo suggerimenti e recensioni ad altri.

Per convincere le persone (giuste) che siamo noi i professionisti (o le realtà associative o imprenditoriali) giusti/e per loro, abbiamo bisogno di dimostrare il nostro sapere e trasmettere… autorevolezza.

Come si trasmette l’autorevolezza?

autorevolezza

Valore

Una comunicazione efficace online la si ha quando “diamo”, quando non facciamo annusare il nostro sapere, la nostra conoscenza, ma quando la condividiamo.
Prima si dà, poi si riceve.
Anche sui social è così.
Altrimenti che senso avrebbero i blog, le risorse gratuite?

Sono le risposte ai problemi delle persone che fanno breccia in una buona comunicazione.

Sono i cosiddetti contenuti di valore che fanno una differenza abissale tra chi si spaccia autorevole e chi lo è.
Tra chi ottiene risultati dalla comunicazione e chi no.
Da chi pensa che per comunicare online basti esserci e promuoversi e chi invece utilizza il suo tempo e le sue energie per creare le giuste condizioni, donando valore alle persone potenzialmente interessate a lui/lei o al suo prodotto o servizio.

Perseveranza

Ci vuole pazienza.
Non si ottiene tutto e subito.
Non basta un contenuto azzeccato per essere considerati autorevoli.
Non è un colpo di fortuna a determinarlo.

Ci vuole tempo e solo un lavoro a lungo termine darà dei frutti.
Se desisti solo dopo qualche tentativo non considerare tutto come una grossa bolla di sapone.
Non è colpa del web se nessuno ti contatta, ma di come ti approcci.

Prova a pensare a te stesso/a.
Hai bisogno di un professionista per un lavoro. Ti fidi subito di chi incroci sul web durante le tue ricerche? Oppure tenti di approfondire, provi a valutare e a capire di più?
Tieni conto che le persone inizieranno a ricordarci di noi nel lungo periodo, quando avranno magari già incrociato parecchi nostri contenuti che li hanno aiutati e che quindi avranno in un qualche modo verificato sul campo che non siamo dei parolai.

Strategia

Non si improvvisa.
Possiamo essere i migliori nel nostro campo, ma se non studiamo e poi applichiamo una strategia non otterremo nulla.
Non saremo percepiti come autorevoli e non saremo messi nelle condizioni di dimostrarci tali.
Rischiamo di fare fatica, di utilizzare ore e ore di lavoro per poi vanificare tutto lasciando all’improvvisazione il tutto.
Per creare un strategia abbiamo bisogno di crearci qualche competenza e delle consapevolezze in ambito web.
Abbiamo bisogno di seguire degli step: dal posizionamento all’individuazione del nostro target, per esempio.

Non esistono formule magiche, ma ho cercato di indicarti un percorso.
Ricordati anche un ultimo concetto: sii trasparente.
Non nascondere i tuoi limiti, non fingere di saper fare ciò che non sai fare.
Sono tutte cose che alla lunga possono essere evidenziate e ti troverai in grosso imbarazzo oltre che rischiare di farti una brutta reputazione.

Io sono convinto che ciascuno di noi sia un “influencer” in un settore, che abbia un’esperienza e competenza unica in qualcosa. Troviamola e comunichiamola.
La strada te l’ho indicata, ora tocca a te!

Cerca di fondare la tua autorità: essa è fondata dappertutto là dove c’è maestria.
Johann Wolfgang Goethe

Francesco Costanzini

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La sindrome da foglio bianco

La sindrome da foglio bianco

Si chiama sindrome da foglio bianco o anche blocco dello scrittore, dell’artista in alcuni campi.
Pensa a te stesso/a.

Ti è mai capitato di non avere ispirazione o di avere timore di iniziare un lavoro?

A me capita.

Come fare?

Beh io … faccio.

Mi spiego meglio.

Ci sono occasioni in cui mi capita di dover iniziare da zero una cosa (un testo di un blog o di una pagina di un sito, per esempio).

A pensarci bene sono contento di farlo, il mio lavoro mi piace.
Tuttavia la partenza è spesso… drammatica.

Ho idee che mi passano per la testa in momenti diversi della giornata, poi arrivati al dunque tutto sembra sparito.
Subentra la rimandite (lo faccio domani, lo inizio lunedì).
Fisso lo schermo, provo a trovarmi altre mille incombenze prima di iniziare a fare ciò che dovrei fare.

Perchè il “foglio bianco” spaventa.
E’ una bella scommessa, ma talvolta fa paura.
Iniziamo a pensare, confrontandoci con gli altri che ci sembrano sempre più bravi e impossibili da eguagliare.

I problemi possono avere una doppia origine:

– non “trovo” i contenuti (di questo ho già parlato in un articolo precedente sui questo blog)

– il timore di non saper portare a termine al meglio la consegna

In questo secondo caso ho trovato questo rimedio:

  1. cerco (senza scuse) un momento in cui so che non sarò facilmente distratto o che non coincida ad esempio con l’imminenza di un appuntamento, pertanto scelgo un momento in cui non so già di essere costretto ad interrompermi
  2. allontano il telefono e “chiudo” le notifiche mail
  3. cerco di assecondare un’idea e inizio a svilupparla, senza pensare ad uno schema troppo rigido: mi “butto” con un pizzico di improvvisazione. Provo a non farmi irrigidire da schemi e cerco di dare libero sfogo ad un’interpretazione anche creativa, facendola “mia”.

Compiuti questi tre “sforzi” ti assicuro che il gioco è fatto.
Inizio ad essere produttivo, creativo, positivo e man mano l’autostima cresce verificando nei fatti di essere all’altezza di compiere ciò che mi stava preoccupando e innervosendo.

Nei passaggi successivi di perfezionamento del lavoro magari dovrò limare l’esuberanza che ho lasciato prevalere sul raziocinio.
Ma è grazie a quella che sto raggiungendo il risultato e che darà al tutto la personalizzazione giusta.
La mia impronta.

Il tutto sta, davvero, nel considerare il nostro lavoro un qualcosa di difficilmente standardizzabile e trovare soddisfazione nel pensare al nostro committente (o utente finale) che si stupirà positivamente della nostra creatività e che ne resterà magari affascinato.

Ti ho portato la mia esperienza, personalissima e con cui rispondo emotivamente a dei miei bisogni, che probabilmente non sono anche tuoi.
Questo vale per me, non per te o per tutti.

Tuttavia, se o quando provi quella sensazione di stasi, senti che ti stai bloccando da solo/a, buttati a capofitto e man mano risolverai le questioni.
Magari chiederai un aiuto a qualcuno, verificherai un tuo limite o un problema del lavoro stesso a cui nessuno aveva pensato, ma se non inizi non saprai mai nulla di tutto ciò.

Non aspettare; non sarà mai il tempo opportuno. Inizia ovunque ti trovi, con qualsiasi mezzo tu puoi avere a tua disposizione; mezzi migliori li troverai lungo il cammino. (Napoleon Hill)

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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