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Cos’è il digital marketing?

Cos’è il digital marketing?

Cos’è il digital marketing?

Definizione di digital marketing

l’insieme delle attività di marketing che utilizzano i canali web per sviluppare la propria rete commerciale, analizzare i trend di mercato, prevederne l’andamento e creare offerte sul profilo del cliente target.

Molto spesso mi capita di dover spiegare che lavoro faccio, dire solamente “Consulente di digital marketing o web marketing” non è esaustivo perchè tante persone non hanno la più pallida idea di che cosa sia. 

Molti credono che io “lavori su Facebook”, altri che io costruisca siti web e c’è chi dice che “lavoro in Internet”.

Per questo credo sia importante spiegare bene in modo più comprensibile possibile a non addetti ai lavori e cercare di inquadrare la professione in modo da togliere eventuali dubbi o obiezioni, trovano magari sinergie o collaborazioni in chi legge suscitando un interesse magari latente.

Il tutto parte da una parola “marketing” della quale spesso si abusa o non se ne conosce il significato profondo, soprattutto quando la leghiamo al “digital“, dove parimenti si ha una confusione notevole. 

Il buon wikipedia ci dice che 

il marketing è un ramo dell’economia che si occupa dello studio descrittivo del mercato e dell’analisi dell’interazione del mercato e degli utilizzatori con l’impresa.

A cosa serve il digital marketing?

Fondamentalmente l’esigenza è quella di comunicare al proprio mercato di riferimento l’esistenza dei propri servizi o prodotti e il digital marketing non è altro che l’analisi, studio e realizzazione di strategie (digitali) per raggiungere l’obiettivo. 

Insomma possiamo dire che il digital marketing è la strategia che dovremmo utilizzare per fare business?

Semplificheremmo un po’ le cose ma se in questo momento l’obiettivo di questo post è cercare di capire, diciamo di sì.

Chi fa digital marketing?

Le figure che si occupano di questa materia si chiamano “consulenti” e si tratta di figure professionali che nel tempo si sono specializzate in questo settore. 

Non sono “venditori” o “commerciali”, ma hanno competenze specifiche nel settore, conoscendo il mondo digital e sapendo come utilizzarlo per suggerire a chi si rivolge a loro strategie e metodi per ottenere risultati.

Molto spesso si confonde il consulente con altre figure, come scrivevo poc’anzi.

… e il web marketing?

Non vorrei generare confusione ma neppure essere impreciso, diciamo che il web marketing è fondamentalmente (e tecnicamente) un sottoinsieme del digital marketing, legato a strategie e strumenti che utilizzano i canali Web nello specifico.

Prova a capire quindi…

hai bisogno di un consulente di digital marketing?

Il digital marketing funziona?

Hai visto il breve video qui sopra?

Ecco se ti sei mai posto quelle domande è perchè forse hai provato il fai-da-te ed hai iniziato a pensare che il web sia tutta fuffa e che non funzioni.

I motivi del “fallimento” possono essere tanti, ma in primis:

I dati (mondiali) ci dicono che chi investe bene sul web ne ha benefici, anche se il grado di soddisfazione ad esempio tra le PMI italiane o le startup nostrane non sempre è elevato.

L’insoddisfazione nasce laddove non si vedono risultati immediati, che difficilmente arriveranno se non si programma e ci si rivolge alle persone giuste.

In sintesi: non basta avere un sito web o una pagina Facebook per dire che si investe in marketing digitale!

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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Perchè costruire un piano di comunicazione

Perchè costruire un piano di comunicazione

Cos’è un piano di comunicazione?

Il piano di comunicazione è ciò che fa la differenza tra avere successo e non avere alcun risultato soddisfacente.

Si tratta di una strategia complessiva di comunicazione che chiarisca obiettivi ed azioni da svolgere.

Si tratta di un documento, elaborato da consulenti di web marketing, che partendo da un’analisi del contesto si focalizza man mano sugli obiettivi grazie a relative e conseguenti azioni da svolgere.

Ma è obbligatorio avere un piano?

Avete mai sentito dire: “Mettiamolo su Facebook“, “Pubblichiamolo subito sul sito“????

Ecco sono spesso questi i casi che contraddicono quanto detto sopra.

Improvvisare non ha senso. Non serve più che altro.

Siamo tutti capaci di pubblicare qualcosa sul web, non ci vogliono elevate competenze tecniche.

La differenza risiede nel fatto che con il piano di comunicazione le azioni sono sempre accompagnate da obiettivi: quindi non si pubblica “a sentimento” ma al momento giusto e nel modo più corretto per raggiungere l’obiettivo che ci si è dati a monte.

Nel momento in cui oltretutto vengono combinati un piano di comunicazione e una campagna di marketing  vengono indagati bisogni e percezioni del consumatore nei confronti del mercato di riferimento.

Facciamo un esempio?

Se ho un’osteria in centro città sarà utile studiare un piano di comunicazione che analizzi:

  • il mercato di riferimento
  • cosa mi caratterizza/differenzia da altre osterie in centro
  • il contesto (centro città quindi storia, abitudini, curiosità del posto in cui si è locati diventano possibili contenuti)
  • chi sono davvero? quali sono i miei punti di forza e di debolezza?
  • chi sono i miei clienti? come raggiungono l’osteria? quale il loro processo di avvicinamento al locale?
  • posso raccontare delle storie?
  • quali strumenti posso utilizzare per raggiungere i clienti e per valorizzare le mia unicità e i miei punti di forza?

Fatto questo, sarà poi indispensabile coniugare il tutto in obiettivi ed azioni concrete.

Chi fa di solito questi piani?

Siamo noi consulenti di web marketing che abbiamo il privilegio/compito di elaborare insieme ai clienti i piani di comunicazione.

A quel punto ogni idea o evento o notizia verrà veicolata in quel piano, con determinate caratteristiche e con obiettivi ben specifici.

Ma che risultati si ottengono?

Se siete soliti agire come quel tipico dirigente/titolare che dice all’addetto al web di pubblicare ciò che gli viene in mente provate a verificare i risutati che ne ottenete.

Io credo pochissimi. Tranne forse, rare e trascurabili eccezioni.

Utilizzando la strategia, un piano specifico saranno gli stessi a dirci quali risultati attenderci e iniziare a misurarli per capire magari di dover cambiare strada (nulla è scritto sulla pietra).

E tu hai un piano di comunicazione?
Se hai un progetto, un’idea, un prodotto, un servizio, un brand da promuovere e comunicare … non improvvisare e contattami.

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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Cosa fa un consulente di comunicazione digitale?

Cosa fa un consulente di comunicazione digitale?

Cosa fa il consulente di comunicazione digitale nel contesto odierno

Oggi tanti pensano di comunicare (o essere comunicati) presumendo già di sapere far comunicazione digitale.

Di sapere a prescindere quali mezzi utilizzare e che l’investimento sul settore deve essere comunque basso in quanto i social sono gratuiti e utilizzabili da chiunque.

Senza un consulente di comunicazione digitale, che serve a chiarire e orientare le scelte, diventa però difficile ottenere risultati.

Il digitale è in continuo mutamento, quello che andava bene un anno fa oggi rischia di essere messo in discussione.

Le soluzioni e gli strumenti che fino a qualche decina di mese fa sembravano determinare risultati di un certo genere, sono tutte da verificare nel quotidiano, ma soprattutto vanno inserite correttamente nel contesto.

Cosa fa un consulente di comunicazione digitale?

Innanzitutto pensa, pianifica e valuta.

Nessuno di noi ha tempo da perdere, il consulente di comunicazione digitale non desidera perderlo e farlo perdere ai suoi clienti.

Tutto ciò che si semplifica in regolette di semplice attuazione e che non si adatta ai contesti non è ciò di cui si ha realmente bisogno.

Fare comunicazione digitale senza analisi è davvero perdere tempo.

Ma se posso fare un sito gratis o con pochi spicci a cosa serve un consulente?

Un sito web ha bisogno di una progettazione di fondo, di un’analisi del contesto e delle parole sui cui posizionarsi online.

Elementi tecnici e non, di cui non tutti sono a conoscenza.

Ho incontrato clienti che hanno un sito che non funziona e che non funzionerà mai, ma non lo sanno e non lo vedono. E’ assolutamente normale.

Ognuno è uno specialista nel suo campo.

Un consulente serve per accompagnare il cliente nel percorso della propria comunicazione.

Saprà cioè orientare le scelte strategiche rispetto al sito web ed alla sua realizzazione, valutando il giusto professionista, il giusto prezzo ed il giusto preventivo compatibilmente con il prodotto finale, che il consulente visionerà, testerà e ottimizzerà.

E quindi a cosa serve un consulente di comunicazione digitale?

Il consulente di comunicazione digitale, ad esempio, non si deve occupare di costruire siti, ma deve saperne e saper parlare ad un web designer; deve conoscere le specificità dei principali social media e dei social media secondari, ma non dovrebbe essere lui la persona che scrive i post. Il consulente di comunicazione digitale ha una visione ed un profilo “orizzontale” che mette a servizio del cliente.

Tuttologi non esistono.

Ma ci sono figure che studiano il contesto in cui operi e lo sviluppano sul contesto che è loro conosciuto (il web).

Cosa fa un consulente di comunicazione digitale? Mette in circolo il tuo business

Questa è la chiave di volta, è l’elemento che dà senso al tutto.

Il consulente non aumenta la vanità del cliente con dati effimeri di riconoscimento sul web, ma contribuisce con il suo lavoro a mettere (o rimettere) in circolo il potenziale di business di chi si rivolge a lui.

Superare una crisi è possibile anche attraverso l’analisi di ciò che non funziona online, sintomo spesso di qualcosa che non funziona all’interno.

Ecco perché micro, piccole, medie, grandi aziende, professionisti, startup possono aver bisogno di un consulente di comunicazione digitale, solo che molte volte non lo sanno ancora.

Francesco Costanzini

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Siamo utili a qualcuno?

Siamo utili a qualcuno?

Qual è il vantaggio che gli altri possono ricevere grazie al nostro lavoro?
Siamo (davvero) utili a qualcuno?

E’ questa una domanda fondamentale a cui dovremmo saper dare una risposta.

Forse non ci abbiamo mai pensato, forse crediamo ancora che presentandoci come “professionista (azienda) da venti anni sul mercato che vanta un’esperienza consolidata nel settore” si possa convincere qualcuno a contattarci.

Invece così proprio non è.

Le auto-celebrazioni sono facili da fare ed è difficile crederci.

Inoltre siamo pieni di concorrenti (competitors) che fanno le nostre stesse cose.

Noi come ci posizioniamo?

Dovremmo:

differenziarci
dare o fare un qualcosa che altri non danno o fanno

Verticalizzarci su un settore è complicato ma è forse l’unica soluzione per aggredire quella nicchia e capire CHI sono i nostri interlocutori/tenti/clienti, le cosiddette (in gergo markettaro) buyer personas.

Oltre a questo poi dovremmo capire quali sono i vantaggi che portiamo ai clienti con il nostro lavoro.

Sembrano ovvietà.
Quando faccio consulenza sono domande che faccio e alle quali sento spesso rispondere in un modo abbastanza standard o non esaustivo.
Quasi sorprendono. E sono solito far ragionare, cercando insieme una risposta adeguata e che sia differenziante rispetto alla massa.

Quando le pongo a me stesso … vado in seria difficoltà e come il cliente di cui sopra rispondo in modo banale e improduttivo. Eccolo il calzolaio con le scarpe rotte.

Prima di partire con un piano di marketing e comunicazione dobbiamo cercare di guardarci con un occhio esterno ed un altro introspettivo analizzandoci davvero senza timore di scoprire i nostri punti deboli vincendo sui meccanismi difensivi del nostro inconscio.

Non dobbiamo aver paura di far emergere i nervi scoperti, non dobbiamo avere timore di noi stessi. Non mentiamo. Non nascondiamoci.

La “nudità” ci porterà a capire cosa siamo e dove possiamo andare.

Francesco Costanzini

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La fretta non costruisce il successo

La fretta non costruisce il successo

Bruciare le tappe e fare tutto e subito è una richiesta che tante volte i clienti fanno.
Perchè secondo loro la situazione è “particolare” e richiede tempi strettissimi.
Ma il successo non si costruisce mai su questi presupposti.
Anche nell’ambito della comunicazione.

Pensare che “ogni lasciata sia persa” è un modo di ragionare che tante volte ci pervade, soprattutto se siamo in crisi di risultati o affamati di successo immediato.

Però siccome le formule magiche non le ha nessuno è bene darsi una calmata.

Se ti trovi in questa situazione, ragioniamo insieme.

Se ti rivolgi ad un professionista è perchè hai probabilmente bisogno di aiuto per competenze che non sono prettamente tue.

Quindi cerchi un consulente che possa averle ed inizi un rapporto professionale con lui/lei/loro.

Pagandolo/a/i/e pure.

Tante volte però una volta che affidiamo il compito, pensiamo che siamo solo noi deputati a scandire i tempi (visto che conosciamo la materia ed il mercato), soprattutto siamo bravi a scandire il tempo altrui, definendo il “subito” come deadline per ottenere dei risultati.

Non sto inneggiando alla “flemma” (eccessiva calma) nè alla “ritardite” cronica, capisco perfettamente che se ti rivolgi a dei professionisti della comunicazione, tu abbia desiderio di vedere dei risultati nel più breve tempo possibile.

Però non ha davvero senso bruciare le tappe.
Un processo di lavoro serio e professionale richiede alcune fasi.
In primis quella di analisi e definizione delle strategie.

In questi momenti è forte la tentazione di iniziare a voler vedere pubblicazione di contenuti ed immaginare di essere sommersi da like e richieste di preventivi.
Ed è qui che può subentrare la frustrazione o la delusione.

Non si può decidere in una telefonata se è meglio aprire una pagina Facebook o un profilo Linkedin e se un podcast è meglio di un video o viceversa.

Dipende.
Tutto dipende.

“Da che punto guardi il mondo tutto dipende”

Proprio perchè non ci sono le sovracitate formule magiche nè dei protocolli standard da applicare a tutti, è bene personalizzare le strategie di comunicazione su ciascun cliente, sulle sue esigenze, sui suoi prodotti/servizi, sul suo target di riferimento e sulle sue peculiarità soprattutto.

Diffiderei moltissimo di ricette preconfigurate e pacchetti venduti alla cieca.
O di chi vende risultati immediati.
Di quelli (finti) ne possiamo avere tutti, ma con quelli (finti) non si campa nè si aumenta la propria reputazione o si amplia la rete di vendita.

D’altro canto tu cerca di avere la giusta pazienza di attendere tempi giusti per ottenere dei risultati, il che significa che devi lasciati guidare, cercando un professionista che non sia capace di assecondarti anche negli errori, ma che ti possa aiutare a raggiungere i risultati migliori per te (e di conseguenza anche per lui).

Ti ho convinto?

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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La ricerca dei contenuti

La ricerca dei contenuti

Cosa scrivo oggi sul blog?
E’ la domanda che tante volte ci facciamo e a cui difficilmente sappiamo dare una risposta.

E’ il tema su cui cadiamo e su cui ci incistiamo quando facciamo i corsi per utilizzare al meglio il web, pensando che ci siano formule magiche o procedure standard da attuare al volo.

E rimaniamo delusi quando ci viene detto che la ricerca e produzione di “contenuti” è essenziale per l’efficacia della comunicazione.

Chiedersi senza programmazione quali contenuti proporre è un errore strategico di assenza di un piano e che quindi va corretto a monte, tuttavia proviamo a ragionare insieme e cercare una soluzione alla affannosa ricerca di “quel qualcosa da scrivere” che tanto ci attanaglia.

Tante volte abbiamo solamente bisogno di staccare gli occhi e la mente da noi stessi e pensare a cosa interessa a chi potrebbe leggerci.
Possiamo avere l’idea più bella del mondo ma se serve solo al nostro ego e non è utile a qualcuno allora servirà a poco.

Guardate, più vado avanti e più mi accorgo di quanto riesca a vedere con più naturalezza i contenuti sotto il naso degli altri che i miei.
Il figlio del calzolaio non ha sempre le scarpe rotte?

Essere centrati su se stessi, sul proprio essere e sulle proprie esigenze non aiuta ad avere uno sguardo distaccato.

Ecco perché ritengo sempre più importante fare il consulente esterno.
Perché individuo meglio alcune questioni, con uno sguardo davvero da “avvocato del Diavolo”, fondamentale per recepire le esigenze ed i bisogni degli utenti.

Ma se hai scelto che ai tuoi contenuti vuoi pensarci tu senza affidarti ad un consulente, come posso esserti utile con questo post?

Innanzitutto non ci sono regole o segreti ma alcuni suggerimenti te li do volentieri, perchè credo possano essere validi.

1) Segnati da qualche parte (magari sempre la stessa) quando intercetti contenuti interessanti da cui prendere spunto o sui cui elaborare un contenuto (una notizia di cronaca, un articolo di giornale, una frase detta da qualcuno, una domanda di un cliente…)

2) Prova a costruirti col tempo un calendario editoriale assegnando i contenuti che individui all’approfondimento di quel determinato post di quel determinato giorno

3) Quando non hai idee non incistarti. Fai altro. Le idee migliori vengono a mente fresca o quando ci si distrae.

4) Aiutati monitorando alcune fonti che ritieni autorevoli ed attinenti. Sei circondato/a di potenziali fonti. Il web ne è pieno. Basta che una volta che le incontri, le impari a conoscere e valutare e poi le selezioni. Ti puoi far aiutare dalla tecnologia.
Google Alert, i collettori di feed rss, flipboard o altri sono solo alcuni esempi

5) Chiediti sempre se il contenuto a cui stai pensando sia utile ai tuoi lettori e se la risposta è no, allora lascia perdere e cambia argomento

Per correttezza professionale è bene anche specificare che tutto ciò ha davvero poco senso se improvvisiamo e non inquadriamo le azioni all’interno di un piano di marketing e di comunicazione specifico e ben studiato.

Però, se proprio siamo amanti del fai da te, intanto è un buon inizio e spero di esserti stato/a utile.

Se poi non ti “raccapezzi”, contattami e sarò lieto di aiutarti!

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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