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Dove risiede la differenza tra un social ed un media tradizionale?

Siamo sempre noi utenti i protagonisti della piattaforma: non potrebbe essere altrimenti.

Essendo noi utenti il prodotto, ci viene data la possibilità di diventare, sin dal primo istante, creatori di contenuti, abbandonando il concetto di fruitori passivi.

Se in televisione, in radio, su un giornale esiste un direttore (ed un editore) a cui spetta l’ultima parola in termini di pubblicazione o meno di un contenuto, effettuando dunque un controllo a monte (si presume), su un social chiunque può contribuire ad arricchire (o meno) la comunità degli iscritti.

Molto interessante una grafica che ho visto sul sito PensieroCritico e che mi ha fatto molto riflettere.

Tra le varie differenze tra media tradizionali e social viene indicata questa: i nuovi strumenti “controllano i singoli riceventi e non i contenuti pubblicati” al contrario di quello che fanno giornali, radio e televisioni.

Se ci pensi è proprio così.

Essendo un social, un media aperto a chi ha desiderio di comunicare qualcosa, subentra un concetto a cui tutti noi dovremmo richiamarci.

Non è complicato diffondere una notizia falsa o commettere un illecito (anche in modo inconsapevole), al pari di trasmettere invece contenuti utili o interessanti, curiosi o simpatici.

Siamo noi utenti i protagonisti responsabili di ciò che accade (algoritmi a parte) e il confine tra usare bene o male il mezzo è molto labile e risiede… nelle nostre “dita”.

Ecco perché dovrebbe subentrare il senso di responsabilità in ciascuno di noi.

Ogni utente ha in un qualche modo in capo a sé la responsabilità di ciò che pubblica o commenta o condivide.

Le altre persone si faranno un’idea, un’opinione di quello che siamo anche attraverso queste azioni.

Se sei un diffusore compulsivo di notizie false (semplicemente perché non le verifichi, non controlli la fonte oppure presumi che sia vera basandoti su chi te l’ha segnalata), ti rendi complice di coloro i quali per primi le mettono in circolazione.

E man mano che i tuoi contatti/amici/collegamenti lo verificheranno cosa capiterà? Rischi (anche se lo fai in buona fede) di venire ignorato nel migliore dei casi…

E come ben sappiamo, di fake news ne siamo circondati e questo rende il nostro mondo molto meno bello di quello che potrebbe essere.
Spesso si addossa la colpa al mezzo, allo strumento.

Come se alcuni reati nascessero e morissero con i social.

Non è così.

Sono le persone (guarda caso) a fare la differenza.

Ma tutto parte anche da noi.

Io mi debbo sentire responsabile per gli altri, per i miei amici, la mia famiglia, per la comunità degli utenti.

Ciò non significa che non posso più utilizzare il mezzo per sorridere, condividere passioni, ma solamente che con il mio atteggiamento e con quel briciolo di consapevolezza in più posso rendere migliore l’ecosistema social con atteggiamenti più virtuosi, che aiuteranno di conseguenza gli altri ma al contempo anche la mia reputazione.

Penserai che da addetto ai lavori io semplifichi troppo il concetto ed in qualche modo io sia obbligato ad agire in questo modo.

Non è del tutto vero.

Certo, è necessario che io abbia conoscenza e consapevolezza degli strumenti, se con questi ci lavoro.

Ma dovrei sentirmi comunque in dovere di assumere un atteggiamento corretto al di là del mestiere che faccio.

Diventare un leone da tastiera, diffondere bufale, istigare all’odio o tentare di vendicarmi di qualcuno non sono atteggiamenti consentiti e che non mi renderebbero onore nella comunità degli utenti e, quindi, mi renderebbero un cittadino da evitare anche nella realtà.

Eh già perché Facebook, Instagram, Tik Tok non sono ambienti virtuali.

Sono popolati di persone in carne ed ossa (lascia stare i profili fake, ma che comunque vedono dietro le maschere comunque delle persone che li hanno creati).

Se litighi su Facebook con un amico e poi lo incontri per strada?

Si parla di “social”.

Che il dizionario definisce come

sito Internet tramite il quale un gruppo di utenti può scambiare messaggi o condividere testi, immagini, video, ecc.

Prova a riflettere la prossima volta che posti qualcosa, pensa almeno alla tua reputazione e se non conosci un argomento, non è obbligatorio esporsi.

Se agirai così sicuramente ne trarrai un sicuro beneficio, dimostrando anche ad altri che è possibile rendere anche quella che erroneamente è considerata una piazza senza regole, diventi un mezzo, uno strumento per relazionarsi e condividere.

 

Prima di postare…pensa!

Sul mio canale Telegram ogni mattina alle ore 8 mi impegno a condividere qualcosa di utile per aiutarti a comunicare responsabilmente. Ti aspetto!

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Aiuto Terzo Settore, imprese e professionisti a comunicare grazie ad un metodo che si basa sulla "reputazione digitale"

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