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Come e se inventarsi un lavoro è un domanda che implica in sè una responsabilità molto grande.
Ecco perchè non presumo di dare risposte, solamente condivido una riflessione e cerco di prendere spunto da pareri molto più autorevoli, arrivando ad alcune mie personalissime conclusioni.

Partirei da qui: assunzione o libera professione?

Questa forse fino ad una decina di anni fa era una scelta possibile.
Oggi lo è ancora?
I dati parlano chiaro.
No.

Il posto fisso?

Se per Marco Montemagno il posto fisso è morto e per Checco Zalone un’ossessione c’è bisogno di fare chiarezza per noi stessi e per le generazioni che sono in attesa di concludere i loro percorsi formativi.
Viviamo in una società molto diversa e in rapido mutamento, constatata questa ovvietà c’è bisogno di orientarsi molto bene e capire come è possibile attrarre lavoro.

Già perchè “attrarre” lavoro e non cercarlo?

Lo spiega molto bene Marco Montemagno in questo video.
Il Professor Piero Formica (professore di Economia della Conoscenza, Senior Research Fellow presso l’Innovation Value Institute dell’Università di Maynooth), intervistato da ProVerso dice:

“È tramontato il tempo del posto di lavoro fisso […] Oggi, quando parliamo di lavoro dovremmo parlare delle piattaforme digitali, dell’economia della condivisione […] le aziende in qualche modo si disintegrano, si trasformano. Tutto questo porta alla creazione di opportunità imprenditoriali piuttosto che alla richiesta di un posto di lavoro”.

Fatte queste premesse, quali possono essere i suggerimenti utili per dare un senso alla propria capacità attrattiva ed alla propria esistenza?

Già perchè anche se non siamo fatti per lavorare h24 di certo il lavoro è una parte nobile della nostra vita. Ci dà senso e riempie di contenuti il nostro modo di essere e di crescere.
A parte filosofeggiare sul lavoro per riempire di senso la tesi che a mio parere deve essere sempre il leit motiv di ciascuno di noi, credo che ci si debba dare dei precisi obiettivi.

Consigli

Se ne dovessi dare a mio figlio ecco cosa gli direi:

  1. Cura al massimo la tua formazione (impara una o più lingue, oltre a masticare bene la nostra lingua, l’italiano parlato e scritto) scolastica ed extra scolastica.
  2. Coltiva le tue passioni, non abbandonarle, ma crescile giorno dopo giorno e approfondiscile, cerca di diventarne “padrone” (senza manie di protagonismo ma fai il meglio che ti è possibile fare).
  3. Resisti al qualunquismo e poniti sempre delle domande, cerca i perchè delle cose e approfondisci. Non credere a tutto ma solo a ciò che ti fa battere il cuore e che capisci che sia giusto credere.
  4. Metti l’onestà e l’educazione al primo posto nei rapporti con le persone, vis a vis e online
  5. Usa consapevolmente la tecnologia, rendila parte utile della vita e non fine ultimo della tua esistenza

Ok, direte. Così si diventa bravi cittadini ma cosa può c’entrare tutto ciò con l’inventarsi un lavoro?

Credo che questi siano presupposti fondamentali.
Chi di noi risulta “attraente” quando non rispetta i cinque punti che ho indicato qui sopra?
Ed è facile essere “sgamati”.
Tramite i social è abbastanza semplice capire almeno in parte che persone siamo o che vita conduciamo, è proprio tramite questi dati (la famosa reputation) che siamo e saremo giudicati dagli altri, magari proprio da clienti o potenziali tali e da recruiter.

Sarà magari proprio scegliendo una nostra passione ed approfondendola così tanto da diventarne “padroni” che riusciremo a trovare una strada anche professionale.
Tutto molto bello, ma anche molto difficile, sia chiaro.
Non bastano solo buone intenzioni ma servono caparbietà, competenza, costanza e, soprattutto, tanta fatica.

Questi sono solo alcuni spunti di riflessione, ora tocca a te (come a me) inventarci un lavoro.
In bocca al lupo!

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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