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Reputazione

stima, considerazione in cui si è tenuti dagli altri: avere una buona, una cattiva reputazione; godere di un’ottima, di una pessima reputazione

Ecco come il dizionario Garzanti definisce il termine reputazione.

Quando ci approcciamo alle persone che ci circondano, mostriamo loro in modo consapevole o meno quello che siamo.

Ci presentiamo con il nostro modo di essere, il nostro abbigliamento, la nostra postura, la nostra inflessione dialettale, la nostra voce, il nostro linguaggio, il nostro odore.

Tutti questi aspetti determinano l’opinione che i nostri interlocutori si fanno di noi, in primis in modo superficiale e poi in maniera più approfondita quando subentrano elementi conoscitivi più approfonditi: le nostre opinioni, i nostri valori, le nostre attitudini e conoscenze, il nostro sapere….

Le persone che entreranno in relazione con noi, quindi, emetteranno un loro giudizio soggettivo apprezzando o meno gli aspetti che avranno avuto modo di valutare, ricordandosi di noi per alcuni di essi che li avranno colpiti in relazione alla soggettività e alla sensibilità individuale.

Questo è quello che abitualmente accade.

Ci sono casistiche differenti per cui, in modo anche più superficiale, le persone emettono su di noi un verdetto (definitivo o no), senza avere tutti gli elementi necessari per capire chi siamo e se corrispondiamo all’idea che si sono fatti.

Prova a pensare a quando qualcuno parla di noi in un determinato modo o ci etichetta solo per aver letto un nostro contenuto postato su un social network.

Ti sto dicendo qualcosa di strano?

La tua reputazione è nelle mani di altri. Ecco cos’è una reputazione. È fuori dal tuo controllo. La sola cosa che puoi controllare è il tuo carattere.
(Wayne Dyer)

Costruirci una buona reputazione non è così difficile se ne meritiamo una, ho letto in un articolo scritto da Vladimiro Barocco (consulente marketing).

In fine dei conti se siamo persone oneste, vere e non abbiamo nulla da nascondere abbiamo poco da temere.
Se non fare attenzione a non cadere nelle facili tentazioni che spesso il mondo dei social ci mette di fronte.

Probabilmente non piaceremo a tutti e questo è normale oltre che accettabile.

Avremo magari qualche detrattore, qualche invidioso che spargerà veleno sulla nostra persona, ma basterà che le persone ci conoscano, parlino con noi o leggano i nostri contenuti perché le idee possano cambiare se effettivamente meritiamo una buona reputazione.

Non avere detrattori risulta difficile quando in un qualche modo ci esponiamo.

Ma per comunicare dobbiamo farlo.

Quindi stiamo alle regole del gioco.

Il valore di una buona reputazione

Etichettare le persone è un vizio che ci accomuna.

Spesso semplifichiamo, sintetizziamo secondo i nostri schemi valoriali e mentali, pertanto diamo alle persone una etichetta specifica che ci faciliti in un qual modo la relazione o che ci difenda da fatiche eventuali.

Ai tempi della scuola avevi (o eri tu?) il/la monello/a della classe?

Quel personaggio che tutti (insegnanti, compagni e genitori) storicamente definivano così e che guarda caso alla fine risultava incarnare perfettamente il ruolo.

Hai mai pensato come si potesse sentire quel/la bambino/a ragazzino/a?

E’ mai capitato che quasi in automatico la colpa dei fatti più negativi che accadevano, ricadessero su di lui senza neanche una minima indagine o un dubbio?

Essere reputati come i “Gianburrasca” faceva sì che le persone si atteggiassero nei suoi confronti con una sorta di giudizio aprioristico.

Ho usato un esempio per rafforzare il concetto e farti comprendere l’importanza che riveste la reputazione nella nostra vita.

Non dobbiamo esserne condizionati, non dobbiamo minare la nostra autostima per questo, ma sapere che una ingenuità pubblica può rovinarci forse ci aiuta a mantenere alta la consapevolezza.

Se moltitudini di persone sono pronte ad accanirsi contro perfetti estranei solamente perchè esprimono pareri/valori diversi dai propri, è bene porre attenzione a come ci muoviamo pubblicamente.

Dovremmo curarci dell’opinione che di noi hanno le persone a cui teniamo, certo.

Ho già scritto anche prima che non si può (e si deve) piacere a tutti.

Ma pensiamo alla nostra vita professionale e proviamo a pensare che un commento fuori luogo possa minare la nostra credibilità… ne vale la pena?

Curiamo al meglio la nostra reputazione.

Di come mantenere una buona reputazione online te ne ho parlato in questo articolo.

Ci sono due modi per stabilire la nostra reputazione: essere apprezzati dagli uomini onesti ed essere insultati dai mascalzoni. E’ meglio, comunque, garantirsi il primo, perché sarà invariabilmente accompagnato dal secondo.
(Charles Caleb Colton)

Se vuoi approfondire tutti questi aspetti, ascolta il mio podcast: ogni settimana parlo di un tema relativo al mondo della comunicazione digitale!

Puoi anche approfittare del mio video corso gratuito: ti racconto il mio metodo di lavoro che si basa sulla reputazione digitale

Photo by Moose

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Aiuto Terzo Settore, imprese e professionisti a comunicare grazie ad un metodo che si basa sulla "reputazione digitale"

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