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La comunicazione istituzionale e Facebook

“Spettabili clienti, gli uffici resteranno chiusi per le ferie estive per il mese di Agosto. Riapriremo il 2 Settembre.” Post su Facebook con ombrellone in spiaggia, o panorami scenografici.

Pensiamo in questo modo di avvisare la clientela che la nostra azienda rimarrà chiusa durante l’estate.

Lo facciamo senza pensare agli algoritmi, ma soprattutto senza minimamente pensare al linguaggio più adatto per coinvolgere il nostro target.

Innanzitutto il post forse apparirà su qualche “newsfeed” di persone che seguono la nostra azienda ma non ricevendo alcun riscontro il post rimarrà fine a sè stesso.
Non ingaggia, non coinvolge, onestamente non interessa. Non è rilevante.

Quindi l’algoritmo verificherà che è poco interessante e pertanto non lo proporrà a chi segue la nostra pagina, ad esempio.

Quindi altro che massimo risultato con il minimo sforzo. Pensiamo di fare il compitino il venerdì prima di andare in ferie, depennando anche il post social delle ferie tacitando la nostra coscienza e dandoci la sensazione di poter chiudere ed andare al mare contenti di aver portato a termine le attività che ci eravamo programmati.

E’ un esempio, certo.
Ma non è l’unico.

Mi capita di vedere comunicazioni scritte in aziendalese e riproposte sui social come se fossero scritte per email o affisse sulle bacheche davanti alla macchina del caffè.

Subentrano alcune questioni che denotano problematicità in queste azioni.

  • Abbiamo capito a chi ci rivolgiamo?
  • Sappiamo a quale persona vogliamo parlare?
  • Utilizziamo un linguaggio a lui/lei consono e che possa empatizzare con il nostro sforzo di comunicazione?
  • Abbiamo una strategia?
  • Esiste un piano editoriale di contenuti?

Io penso di no.

Provo a ribaltare la questione nel mondo del Terzo Settore.

“Gentili soci, informiamo che l’associazione chiuderà dal 30 Luglio al 20 Agosto pv”
Non ti pare la stessa cosa?

Magari vorremmo far sapere che la nostra palestra osserverà in Agosto orari diversi.
Bene, è importante e doveroso comunicarlo ai nostri soci/clienti.

Ma non è il metodo post sul social quello adatto.
Perchè a meno che le persone non abbiano selezionato ad esempio la nostra pagina Facebook come quelle che vogliono visionare per prime (casi rari) … non si accorgeranno del nostro post.

Ogni strumento ha bisogno di essere utilizzato in modo consono e consapevole.
Ogni strumento ha il suo scopo e, se mediato da algoritmi, ha sue regole specifiche che vanno al di là dei nostri desideri o impulsi/manie di grandezza.

La comunicazione istituzionale e Facebook non vanno di pari passo.
Non perchè su Facebook si debba abbassare il livello e puntare in basso, ma comunicare con efficacia sul social di Zuckerberg significa rispondere alle domande che ho posto qui sopra, pensando ai nostri interlocutori ed al loro di linguaggio.

Dobbiamo in qualche modo, decentraci da noi e dal nostro essere e parlare davvero alle persone e comunicare!

 

Se vuoi approfondire tutti questi aspetti, ascolta il mio podcast su Itunes, Spotify o Apple Podcast: ogni settimana parlo di un tema relativo al mondo della comunicazione digitale!

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Aiuto Terzo Settore, imprese e professionisti a comunicare grazie ad un metodo che si basa sulla "reputazione digitale"

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