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Intercettare i bisogni: ecco il vero e forse unico segreto del business.

Riuscire a capire quali sono le necessità dell’utente è l’arma vincente.
Il web ci può aiutare molto ad analizzare, capire e poi veicolare il messaggio giusto.
Probabilmente non sapremo innatamente vendere ghiaccio agli eschimesi, ecco che allora abbiamo bisogno di faticare un po’ per raggiungere i nostri obiettivi.

Ecco alcuni passaggi utili per una to do list.

1) Qual è il mio prodotto?

Cerchiamo di capirlo in profondità e chiediamo aiuto a qualcuno di esterno che abbia una visione imparziale e assolutamente profana, in modo tale da focalizzarci al meglio su ciò che gli altri percepiscono verificando la distanza con quello che pensiamo possa essere il nostro prodotto visto con i loro occhi.

2) Quali vantaggi porta il mio prodotto?

Domandiamoci fino allo sfinimento quali sono o possono essere i vantaggi legati a ciò che vogliamo vendere.

3) Chi è il potenziale acquirente del mio prodotto?

Altra domanda da un milione di dollari. Abbiamo bisogno di aprire il focus sulla nostra audience, sul nostro pubblico, sulle buyer personas.
Chi è? Quanti anni ha? Che mestiere fa? Cosa gli piace fare nel tempo libero? Che giornali/riviste/libri legge?
Dobbiamo ben identificare i nostri Carlo, Patrizia, Laura e Luca, provando a capire cosa li colpisce e perchè possono essere interessati al nostro prodotto.

A questo punto possiamo procedere con iniziare a stilare il nostro piano strategico di comunicazione.

Ecco altri passaggi utili per una to do list successiva alla prima.

1) su che canali intercetto il mio Luca, Laura, Carlo, Patrizia?

Su Facebook ci sono 30 milioni di italiani ed è probabile che anche loro quattro siano lì. Tuttavia potrei anche verificare che Facebook non basta e verificare che anche attraverso Instagram o Pinterest potrei agganciarli meglio, o addirittura su Linkedin.
Certamente devo adattare il “tono” della mia comunicazione a ciascuno di loro (parlare come il milanese imbruttito ad un sessantenne potrebbe avere poco effetto) e impostarlo sulle corde del social che andrò ad utilizzare.

2) in che modo promuovo il mio brand ed il mio prodotto?

E’ necessario pianificare un programma editoriale di pubblicazione.
Capire quali contenuti, in che tempi ed in quali modi.

3) Quali risultati attesi e come li misuro?

Risulta fondamentale cercare di stabilire quali risultati attenderci e istituire un metro di valutazione.
A questo riguardo è bene sgombrare il campo: il tutto e subito è difficile da ottenere, a meno che non si abbia la leadership sul mercato o addirittura il monopolio su un prodotto.
Pertanto il piano di comunicazione dovrebbe “munirsi di santa pazienza” e molta costanza, inoltre è bene attribuire ad ogni strumento un metro di valutazione differente a seconda degli scopi precipui di ciascun mezzo che utilizziamo.

E’ quindi (forse) più corretto chiedersi: che percorso attuo e come lo verifico?

Colpire nel mucchio è impresa ardua e a volte controproducente.
E’ bene quindi che ogni azione abbia uno scopo.

Ma al di sopra di tutto ciò se lavoriamo per accreditarci come attendibili ed autorevoli e se intercettiamo i bisogni latenti o espressi del target a noi più confacente riusciremo (prima o poi) a fare “bingo”.

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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