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Vi siete mai chiesti che cosa è Facebook?
Oppure vi siete mai chiesti perché oltre trenta milioni di italiani lo utilizzino?
Io sì.

La spiegazione che mi sono dato (confortato poi anche dai tanti “guru” che si leggono in giro) è che Facebook è un bar.

Le persone frequentano il bar per rilassarsi o per qualche bisogno primario.
Poi con l’occasione magari si informano leggendo i giornali o chiacchierano o parlano di lavoro.
Quindi noi tutti siamo su questo social per … cazzeggiare.

E grazie a Faccialibro scopriamo i fatti altrui, scorgiamo alcune notizie e condividiamo alcune passioni.
Magari diventiamo leoni da tastiera oppure solamente dei “guardoni” digitali.
Insomma alzi la mano chi va su Facebook per acquistare.

Eppure…

Eppure io sono il primo che cerca di convincere imprenditori e dirigenti che essere su Facebook è un ottima strategia di comunicazione e di marketing (se utilizzata a dovere).
Quindi vendo fuffa?
No.

Cerco solamente di dimostrare come frequentando un bar si possano occasionalmente incontrare opportunità di business.
Suggerisco l’utilizzo di Facebook non come vetrina ma come mezzo per fare branding.
Le persone che acquistano online non vanno su Facebook, chi esplora il mercato online non va su Facebook per guardare dei prodotti prima di recarsi in negozio, chi prova in negozio e poi acquista online non va su Facebook a transare.
Eppure Facebook è utilissimo (proprio perché è popolare) per acquisire credibilità.

Provate a fare un post di mera vendita (con la vostra pagina) e vedrete i risultati.
Fatene uno come si deve e poi valutatene i riscontri.

Insomma su Facebook non si vende (lasciamo stare i casi eccezionali o legati a certi influencer) ma ci si aiuta a crescere in popolarità e credibilità, tanto che poi si può arrivare a trasformare in reddito i risultati dei post.

Ma è bene diffidare da chi ci vende i social come strumenti di vendita immediata, perché non lo sono.
Possono diventarlo.
Questo sì.

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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