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I miei tentativi per attrarre il lavoro

I miei tentativi per attrarre il lavoro

Mi hanno chiesto spesso cosa faccio di lavoro.

Me lo sono chiesto anche io, in particolar modo in questi mesi.
Alla base del personal branding la risposta a questa domanda è assolutamente FONDAMENTALE.
Eppure è tra le cose più complesse che io ho trovato in questo percorso che ho deciso di affrontare e a cui, ancora, faccio fatica a rispondere.
E’ vero sono un freelance a tutti gli effetti dal 2014, ma è da meno di un anno che ho maturato la convinzione di voler crescere e “attrarre il lavoro” (come direbbe Qualcuno…).
E ho iniziato ad acquisire nuove consapevolezze e ad intraprendere un percorso, che sintetizzo suggerendolo anche ad altri che si trovino in una situazione simile alla mia.

La prima fase: preparare il terreno

FORMAZIONE

Già ecco la prima regola (anche se come ho scritto una settimana fa le regole sono da prendere con le molle) che trovo in assoluto sia “conditio sine qua non” per affrontare un qualsiasi percorso.
Sentirci arrivati è l’errore più grande che ciascuno di noi possa fare.
C’è sempre qualcosa da imparare ci siamo sentiti ripetere da genitori, nonni e insegnanti.
E’assolutamente vero.
In più nell’ambito della comunicazione web è impossibile stare fermi, farlo significherebbe abdicare al proprio ruolo. La tecnologie evolve in continuazione.

APPROCCIO

Secondo aspetto per me importante. Qual è il nostro tipo di approccio?
Onestà, umiltà, affabilità sono caratteristiche che mi riprometto di non eludere mai.
Nella vita e nel lavoro.
Si sbaglia tutti i giorni, ma sono per me “valori” imprescindibili per cui mi metto in discussione costantemente.
Così davanti ad un possibile cliente o utente che si approccia a me sono queste le caratteristiche che empaticamente vorrei lasciare immediatamente.
Non sono un venditore, sono un lavoratore appassionato del proprio lavoro, che ha voglia di mettere a disposizione le proprie competenze per potere essere di supporto alle persone che potrebbero averne bisogno e sono un padre di famiglia che sente la responsabilità di dover (e voler) assicurare un futuro ai propri cari, ma anche un presente.

ACCREDITAMENTO/AFFERMAZIONE

Come posso risultare credibile?
Le persone si rivolgono al primo sconosciuto che gli compare dopo un click o uno scroll?
O piuttosto cercano professionisti che facciano al caso loro al momento giusto ma che magari hanno anche solo apprezzato in un qualche modo in precedenza o che magari gli è stato suggerito da qualcun altro?
Non pensiamo alla “raccomandazione” come peccato capitale del nostro Paese negli ambiti in cui essa può esserlo.
Pensiamo alla buona “raccomandazione”, pensiamo alla “reputazione” di ognuno di noi come persona e come persona sul lavoro.
Ecco perché è bene curare gli aspetti online di noi stessi, oltre a quelli di quando siamo disconnessi.
Ecco perché prima di offrire i nostri servigi sarebbe meglio essere ben reputati e cercare di costruirci una immagine positiva e che man mano possa essere riconosciuta, riconoscibile e… creduta!

Seconda fase: capire come possiamo essere utili agli altri e chi sono questi altri

Arriva il momento in cui è necessario scegliere l’idea che ci sembra più giusta per i nostri possibili utenti.

CHI SONO I MIEI CLIENTI?

Target di riferimento, gusti, passioni, esigenze, bisogni, domande… più individuiamo un pubblico di riferimento e più saremo in grado di darci delle risposte e trovare terreno fertile.

PIANO DI COMUNICAZIONE

Se non comunichiamo fondamentalmente non esistiamo.
Come potremmo attrarre il lavoro a noi se stiamo alla finestra ad aspettare senza muoverci mai o senza dire che ci siamo?
Ecco perchè è fondamentale sedersi a tavolino e pianificare.
Perchè possiamo urlare fuori da quella finestra di cui sopra ma la nostra voce sarà sopraffatta dal traffico o dalle urla di qualcun altro o da un’assenza di pubblico ad ascoltarci.
Con le competenze acquisite nel piano di formazione e (si spera) con un processo di accreditamento almeno in corso è ora il momento per declinare e mettere in atto la nostra strategia, verificandola e modificandola se necessario periodicamente.

Nel mezzo del cammin di nostra vita…

In mezzo a tutto ciò poi quello che avviene è determinante.
Perché è tramite l’esperienza e la vita quotidiana che saremo in grado di raggiungere o meno i nostri obiettivi.
E’ come affronteremo la delusione e la frustrazione senza perderci d’animo ma mettendoci in discussione in modo positivo che farà la differenza tra il concretizzare qualcosa o no.
Pertanto per affrontare tutto questo ecco quali sono i miei suggerimenti.

ATTENZIONE AI FALSI MAESTRI

Ne troveremo tanti: guru o presunti tali che con i loro paroloni cercheranno di dirci che la strada per il successo è una ed una sola (la loro).
Facciamoci trovare pronti a discernere e saper distinguere i professionisti bravi da quelli fanfaroni o solamente egocentrici e alquanto presuntuosi.

FRUSTRAZIONI

Desiderio di mollare. Vedere che l’impegno che mettiamo non dà risultati. Senza intestardirci nell’errore cerchiamo però di verificarci, metterci in discussione ma di avere anche molta pazienza e costanza. il tutto e subito non esiste.
E la cosa difficile sarà quando dovremo spiegare questi concetti a chi invece pretenderà magari da noi i miracoli o l’impossibile.

Ed io a che punto sono?

Ve lo dico presto… intanto grazie di avermi letto fin qui.

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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