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Ho aperto una pagina Facebook e adesso che faccio?

Ho aperto una pagina Facebook e adesso che faccio?

Aprire una pagina Facebook è un gioco da ragazzi!

Lo sanno fare tutti, quindi molto spesso si pensa che per comunicare su Facebook basti “buttare” su quella pagina un contenuto promozionale ogni tanto e che in fin dei conti per la gestione non serva impiegare persone/denaro.

Poi ci si inizia a scontrare con la realtà e si pensa che in fin dei conti Facebook è una bolla di sapone, bella ma inutile (e avrei comunque da ridire, in quanto amante delle bolle saponate).

Non si ottengono risultati e quindi il pensiero che viene fatto è che i social non servano a nulla se non a perdere tempo o per condividere gattini o barzellette.

La questione però va analizzata in altro modo.

Vero che aprire una pagina Facebook è molto semplice, ma dalla creazione al suo funzionamento effettivo (ossia ottenimento risultati concreti) i passi da compiere sono vari e devono prevedere un lavoro specifico.

E’ necessario innanzitutto avere un piano di comunicazione ben definito che su Facebook va tradotto in un determinato modo.

Facebook non è Amazon e Facebook non è Google ma è possibile lavorare sul social con uno scopo ben preciso: far conoscere noi stessi, il nostro brand, i nostri prodotti o i nostri servizi.

Attenzione però, Facebook non deve diventare la nostra ragione di vita, ma uno dei mezzi con cui è possibile raggiungere un’utenza sempre più numerosa, ma soprattutto in target.

Ben presto capiremo come le azioni di autopromozione che facevamo (e che ricevevano giusto il like di qualche familiare o amico stretto, oltre al nostro) avevano ben poco senso proprio perchè Facebook prevede tutt’altro tipo di strategia comunicativa.

Se non sai cosa fartene di una pagina che non funziona, contattami.

(photo Credits: Photo on Foter.com)

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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Come scrivere un post che funziona su Facebook

Come scrivere un post che funziona su Facebook

Se lo sapete contattatemi subito 😉
Quante volte cerchiamo le ricette pronte per fare qualsiasi cosa?
Un “Bignami” a portata di click o un “tutorial” (detto con terminologia di questo secolo) su Facebook attendibile e certo non esiste.

Ma di certo ci sono atteggiamenti e considerazioni che possiamo fare e che dobbiamo cercare di applicare.

Parliamo del mondo delle “fan page”.
Se Facebook è un bar, l’utente medio (noi stessi siamo i primi) non lo utilizziamo per cercare chi ci vende qualcosa, ma navighiamo la nostra newsfeed in cerca di aggiornamenti dei nostri contatti (quelli con cui interagiamo di più o che Faccialibro considera a noi più affini o che potrebbero suscitare il nostro maggiore interesse) o di qualche pagina che ci compare.

Domandiamoci: perchè quasi trenta milioni di italiani ogni mese sono attivi su questo benedetto social?
Cosa cercano? Cosa vogliono?
Noi cosa vogliamo e cosa facciamo in fine dei conti?
Cazzeggiamo, spiamo, ci sfoghiamo e in parte ci informiamo (bene o male lo analizzeremo un’altra volta magari).
Facendolo, ci sentiamo parte di un qualcosa e pensiamo di essere persone che godono di una certa visibilità probabilmente.
E’ umano.
Datevi anche voi una risposta.

Fatta questa analisi anche personale allora possiamo iniziare a scrivere il nostro bel post, seguendo alcuni suggerimenti.

Regola 1: un post per essere letto deve catturare l’attenzione nel rumore generale

Il sensazionalismo è un errore veniale, mi raccomando.
Tuttavia è nostro dovere compiere uno sforzo intellettuale per colpire il lettore in quei fatidici 8 secondi o forse meno in cui abbiamo la sua attenzione.
Aiutandoci con le immagini (magari inedite e di nostra proprietà) o con dei video (idem come sopra) oppure con dei testi che abbiano un senso ed un obiettivo.

Regola 2: la vendita diretta non è roba per Facebook

Che senso ha aprire una fan page se non posso vendere?
Obiettivo della pagina che curiamo è quello di farci conoscere ed apprezzare. Poi pian piano quello di convertire questa affezione in interessamento e poi all’acquisto.
Quindi togliamoci dalla testa che tediando quei pochi che ci leggeranno con dei listini allora faremo il nostro dovere.

Regola 3: non parliamo di noi stessi

Bella roba….e come facciamo a farci conoscere?
Torniamo a metterci nei panni di chi ci dovrebbe leggere e poi anche apprezzare. Perché dovrebbe farlo? Quello che facciamo noi lo fanno magari tanti altri, magari competitors famosi e rinnomati…
Parlare di noi ammorba. Provate ad immaginarvi una sera a cena con un possibile partner. Pensate di prendere la parola e parlare solo di voi o che l’altra persona faccia lo stesso, quando non richiesto. Considerereste la serata un successone? Pensate che a quell’appuntamento abbia poi seguito?

Regola 3bis: bandiamo l’autorefernezialità

Ho capito, ma se non parlo di me di chi devo parlare?
Oh questa è la domanda giusta. Parliamo di quello che vendiamo o proponiamo in modo accattivante e inedito. Facciamo parlare magari chi ci conosce o chi ha avuto un beneficio da quello che abbiamo fatto per loro. Parliamo e facciamo parlare chi magari ci affianca o chi si occupa ad esempio della produzione o della catena di montaggio.
Parliamo degli aspetti collaterali positivi e negativi… insomma facciamoci venire idee creative.

Regola 4: rendiamoci utili

Sì…e poi?
Trovare consigli intelligenti o esperienze che possano aiutare è quello che in fin dei conti anche noi cerchiamo. Pensiamo alle nostre ricerche su google.

Regola 5: rendiamo attivo il prossimo

In che senso?
Stimoliamo discussioni (con attenzione), poniamo domande (e rispondiamo), facciamo richieste, chiamiamo all’azione il nostro utente.
Commenti e condivisioni aumentano più dei LIKE la visibilità del post, sapevatelo!

Regola 6: testiamo la nostra fan base

In parole povere?
Utilizziamo la sponsorizzazione (ma non a casaccio) per dare visibilità a ciò che scriviamo. Scegliamo un pubblico coerente con il nostro target e interessato.
Se le persone che ci hanno messo like non lo sono …. è un problema.
Amici e parenti non vanno invitati a mettere il mi piace… conquistiamoci i like ma di qualità.

Regola ultima: non possiamo piacere a tutti

Eccoci al punto dolente.
La notorietà è un qualcosa che si paga, comunque sia avremo detrattori e chi ci apprezzerà.
Sta a noi cercare l’apprezzamento con un atteggiamento onesto, responsabile e professionale, ma anche in questo caso chi ci vorrà male si farà vivo. Non censuriamo, mi raccomando e troviamo la risposta giusta per volgere la critica a nostro vantaggio!

Queste, forse, le regole per un post su Facebook di successo. Ad ognuno la propria risposta.
Buon lavoro e fatemi sapere se funziona.

(Foto: unsplash.com/@zal3wa)

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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Profili o schiavi, è tutta una questione di privacy?

Profili o schiavi, è tutta una questione di privacy?

Ho iniziato ad usare Facebook nel 2006. Da allora ad oggi le evoluzioni chiaramente sono state tantissime. E continuano ad esserci.

Ultimamente ha fatto molto parlare l’acquisizione di Whatsapp da parte dell’aziendona di Zuckerberg. Si susseguono catene in cui si denunciano gravi problemi di privacy o ci si scandalizza per lo scambio di dati di profilazione pubblicitaria.

Senza voler emulare pareri autorevoli dati da altri suggerirei la visione di un video in cui, in modo leggero ma con la competenza di chi sa di che cosa sta parlando, Rudy Bandiera ci racconta le 98 cose che Facebook sa di noi.
https://www.facebook.com/rudybandieracom/videos/10150717080189984/

Reaction, dirette streaming, video di compleanno preconfezionati, algoritmo dei feed … sono alcuni dei più importanti aggiornamenti degli ultimi mesi.

Ammetto di essere un fanatico (quasi compulsivo) degli upgrade…quando compare una notifica di aggiornamento di un software faccio molta fatica a non installarlo subito. Quindi debbo dire che le continue evoluzioni di Facebook mi stuzzicano anche se “costringono” ad andare di pari passo e sperimentare sempre di più. E a non credere che in questo campo vi siano mai dei dogmi. Prima o poi crollano.

O meglio, si evolvono anch’essi.

Pensando sempre ad un utilizzo professionale del mezzo, per promuovere un logo, un’azienda, un prodotto di qualsiasi genere o la nostra libera professione ricordo bene come fino ad alcuni mesi fa valevano logiche che grazie a tutto ciò che sta avvenendo si stanno superando.

Come abbiamo fatto a stare tanto tempo senza le dirette dalla macchina o dalla spiaggia dei nostri amici? Ci siamo strappati i capelli senza ricevere i cuori a like dei nostri post?

Scherzi a parte proviamo a guardare tutto questo nell’ottica di marketing. Provate sulla vostra fan page a pubblicare un video (interessante) di un evento e valutatene i risultati.
Oppure iniziamo a considerare e “misurare” come i nostri fan misurano i nostri post attraverso non solo i commenti ma con le reaction, fino a quando i sistemisti di casa FB non decideranno di “pesarli” e di correlarli alla visibilità del post o negli insights.

Insomma tutto scorre e trovo sempre brutto il vizietto molto italico di conservare, sospettare sempre il nuovo, temere il cambiamento.
Avere sempre la sensazione che qualcuno o qualcosa ci stia “fregando” è causa di stress e ci condiziona il giudizio.

Se ci approcciamo a Facebook e lo utilizziamo, in modo gratuito come sempre lo sarà, stiamo alle regole del gioco. Un gioco che non ha scopi filantropici e che non deve scandalizzare visto che ne siamo talmente assuefatti da non valutare possibili rischi o abusandone.
Quindi il fatto che ci muoviamo nei meandri di FacciaLibro dovrebbe renderci consapevoli che mentre noi lavoriamo o ci sfoghiamo, il social cattura da noi informazioni dirette ed indirette per profilarci.

profilare guardiamo la Treccani e leggiamo: verbo transitivo b. In senso figurativo, descrivere succintamente, delineare nei tratti essenziali.
Ecco. Per Facebook siamo profili. Per il mondo del marketing siamo oro puro. L’importante è saperlo. E’ sapere che per lo staff californiano non è particolarmente interessato alle nostre consuetudini per scopi malevoli (come potrebbero esserlo terzi che ci spiano tramite Facebook, ma questa è un’altra storia) ma sapere che acquistiamo un prodotto col tablet e che poi ci tagghiamo mentre corriamo nel parco o al cinema sono informazioni alquanto preziose per le aziende che pagano inserzioni.

Ecco, questo è Facebook.
E’ come lo viviamo e come lo usiamo che fa la differenza.
L’importante è saperlo!

(Fonte immagine: flickr.com/photos/mkhmarketing)

Francesco Costanzini

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