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Come riconoscere la fuffa marketing

Come riconoscere la fuffa marketing

Definizione di fuffa?

“La fuffa è la tipica lanetta che si forma nei tessuti e che in genere si rimuove poiché anti-estetica. Proprio questa connotazione ha fatto sì che venisse usato sensu lato per indicare un eccesso inutile.” (Fonte: Wikipedia)

Il Devoto-Oli ne scrive questo:

“fig. Chiacchiera senza alcun fondamento o significato, discorso risaputo, luogo comune”

Beh anche nel mondo del marketing ne esiste tanta, tantissima di fuffa.

Mi piacerebbe con questo post cercare di darti una mano nel riconoscerla ad occhio nudo.

Ti piacerebbe saper giudicare un preventivo o le sensazioni dopo un colloquio con un mio collega?

1) Metriche vanity

Quando ti si parla di “like”, di visibilità online inizia a porti delle domande e a porle a tua volta.
A cosa servono i like? Come li correliamo al mio business?
Se la prima impressione è stata errata (la tua) allora il presunto fuffatore markettaro dirà che i like aiutano indirettamente a vendere, che servono per restare alle regole del gioco (il social) ma che vanno indirizzati correttamente verso il nostro business attraverso una strategia precisa.
Ok allora andiamo avanti, la risposta è pertinente.

2) Ci sono regole che valgono per tutti

Ok qua inizia a preoccuparti.
Se dopo un mezzo colloquio il markettaro ha già la soluzione magica e la formula perfetta, devia la conversazione sulla tua presunta riunione urgente della quale hai appena ricevuto notifica e che devi scappare altrove.
Capiamoci bene, è vero che ci sono strade da intraprendere e strade da non battere in linea generale, ma una soluzione immediata ed adatta a tutti non c’è. Va studiata e personalizzata sulla base di tanti parametri.

3) Gergo incomprensibile

Se il nostro “amico” inizia a stordirti con paroloni ed inglesismi che non comprendi prendila come una mancanza di rispetto in un certo senso, o magari anche solo di empatia (sua) con te.
Non restare incantato di tanta presenta competenza, valuta altri aspetti ben più importanti.

4) Risultati immediati

Se il consulente/professionista ti garantisce risultati immediati… il primo dovrebbe essere il fatto che in effetti tu hai capito chi hai di fronte e il risultato che (giustamente) non ti fidi.
Dire che ci vuole tempo per ottenere dei risultati non è trovare scuse, ma, fidati, l’unica verità possibile. Chiaro che man mano il tempo deve essere usato bene, con una strategia e misurando i risultati passo dopo passo, ma non possiamo promettere miracoli immediati.

5) Quanto costano 3 post al mese?

A chiederlo sei tu, ok. Ma la risposta dovrebbe essere: “Guarda cliente, non possiamo stabilire senza un progetto e senza dei test, cosa funzionerà per la tua audience in termini qualitativi e quantitativi. Dovremmo studiare una strategia, individuare la tua audience e capire come e dove intercettarla, come parlarle e vedere cosa funziona e cosa meno. Non faccio un prezzo a pacchetto di post ma per la strategia e conseguentemente a quella vedremo se i post saranno 1 al giorno, 3 a settimana o 5 al mese…. testando e valutandone l’impatto sulla community

Ecco spero di esserti stato utile per una valutazione semplice ma credo efficace di chi ti si presenta davanti.

Bonus

Se il professionista a cui ti sei rivolto sostiene di portarti al primo posto su Google, saluta immediatamente appena senti questa frase, mi raccomando!

No formule segrete ma risultati e strategia.

Il consulente (se lo incaricherai) ti mostrerà la strategia e ti dirà come a seconda della stessa proverete a raggiungere i risultati, misurandoli passo dopo passo.
Il ritorno dell’investimento è importante, gli indicatori di performance (KPI) anche.

Ma importante è dall’altra parte non diventarne schiavi.

Perchè ci sono marchettari seri o improvvisati ma (credimi) anche manager figli di una conoscenza wiki che parlano e pretendono (per ieri). A quel punto (parlo al consulente) che tu sia fuffarolo o no… scappa a gambe levate!

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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La giusta dose di pazienza

La giusta dose di pazienza

Ci vuole una gran pazienza.

Lavori nell’ambito della comunicazione digitale e sei subissato di clienti (professionisti, imprenditori o dirigenti) che ti devono sempre insegnare il mestiere.

L’umiltà deve essere una caratteristica premiante in una persona, tanto più in un consulente.
C’è sempre da imparare dagli altri.
Questo è un valore per me.

Ma è possibile che sulla comunicazione TUTTI debbano sempre mettere il becco?

Se parliamo di ingegneria astrofisica io sono il primo a stare in silenzio ad ascoltare.
Ma se entriamo in un campo dove il professionista (pur con tutti i limiti) sono io, perchè l’ingegnere dovrebbe dirmi cosa fare, come fare e quando farlo?

Alcuni potrebbero dire: beh è lui il titolare e vorrà che le cose escano come vuole lui.
Bene.

Però si dà il caso che quando distribuivano i bollini dei consulenti di web marketing io me li sia presi, cercando di studiare, imparare, testare, capire… l’ingegnere ha solo la percezione di come lui farebbe al meglio, senza saperne molto di più.

Il cliente ha sempre ragione.
Certo.

Io gli do ragione (ma non la si dava ai matti? 😉), poi se non si ottengono risultati la colpa è mia perché ho fatto come voleva lui per farlo stare buono.
Risultato?
Cliente insoddisfatto e contratto che si andrà a chiudere malamente.

Caro ingegnere, impara a fidarti.
Sarò io il primo che nel dubbio tecnico dei contenuti Ti chiederò il parere ed aspetterò impaziente i tuoi feedback e suggerimenti, magari anche le tue correzioni.

Ma su quello che è il mio di mestiere, ascolta e fidati.
La fiducia (reciproca) è il primo degli essenziali requisiti della nostra collaborazione.

E sarà di tutto mio interesse farti ottenere risultati, cosicché tu sia contento e parli bene di me.
Ma se fai fatica ad essere comunicativo e ti affidi ad un professionista allora lasciati condurre.

Cercherò di dare il massimo per far capire chi sei, come sei e cosa fai e come la fai.

Senza usare i social come vetrina, promuovendo il nulla tanto per renderti contento prima del weekend.

Ti romperò le scatole chiedendoti contenuti a ripetizione e non mi accontenterò mai.

Mai dalla mia bocca arriveranno sentenze sul tuo specifico lavoro, ma anche tu esimiti dal dare quegli input non richiesti.

Perché non presumo di avere la scienza comunicativa infusa, ma credo di masticare la mia materia un pochetto.

Grazie.

Il tuo consulente

n.b. non ho alcun cliente ingegnere astrofisico e mi perdoneranno i professionisti di quella categoria

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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Come comunicare in modo efficace

Come comunicare in modo efficace

Alcuni consigli utili per chi si trova nella situazione di voler comunicare in modo efficace e non sa da dove partire, ma vuole iniziare con il piede giusto.

Hai aperto un’attività o sei in procinto di farlo?

Ti stai chiedendo quale sia il modo per comunicare con efficacia?

Ecco i miei suggerimenti.

Chi sei?

Per comunicare in modo efficace agli altri il tuo essere è necessario che innanzitutto tu lo sappia. Sembra una banalità. Non lo è affatto. Prendi carta e penna, spegni il cellulare.
Cerca di descriverti utilizzando meno parole possibili ma in modo completo. Bandisci dallo scritto frasi come “ventennale esperienza nel settore”, mi raccomando.
Parti chiedendoti perché sei utile agli altri e che problemi risolvi.

A chi sei utile?

Pensa al tuo cliente tipo. Chi è? Cosa fa? Che stile di vita ha? Quale percorso lo porta da te o da un tuo concorrente? A cosa è interessato? Se davvero vuoi comunicare in modo efficace devi conoscere bene le risposte a queste domande.

Dove intercetto il mio cliente?

Prova a pensare DOVE puoi trovare il tuo cliente innanzitutto e dove il tuo cliente ti cercherà/troverà. Sarà lì che dovrai concentrare il tuo impegno.

Per comunicare in modo efficace è inutile presidiare poco e male mille canali di comunicazione. Curiamoci di quelli frequentati da chi ci interessa realmente.

Se non mi conoscessi crederei a quel che scrivo?

Proviamoci a mettere dalla parte dell’utente (come sempre dobbiamo sforzarci di fare). Crederemmo alle cose che raccontiamo? Di cosa avremmo bisogno noi per credere e fidarci?

Costruiamo in primis autorevolezza. Come? Fornendo contenuti interessanti ed utili e con tanta pazienza. Non c’è altra strada per comunicare in modo efficace che non questa.

Come catturo l’attenzione?

Non c’è sempre bisogno di stupire. L’attenzione non si colpisce fornendo mediocrità certamente, ma neppure sempre con l’idea geniale. Ci vuole costanza, impegno e il contenuto giusto, nel momento giusto detto nel modo giusto. Facile, no?

No non lo è affatto. Quindi come si fa?

Sperimentando, sbagliando, misurando e mettendosi sempre in discussione.

Progettando una strategia e un piano di contenuti che anche se non otterranno qualche premi Nobel o Puilzer o saranno virali per la loro genialità e/o simpatia risulteranno utili e risolveranno qualche problema o toglieranno qualche dubbio ai nostri potenziali clienti.

Questa sarà comunicazione efficace!

Ultima domanda da farsi è:

So fare tutto questo lavoro da solo/a?

Per comunicare in modo efficace in effetti ci vuole tempo e una conoscenza di aspetti tecnici e del mondo della comunicazione che un imprenditore o un professionista in altri campi non è detto abbia.

Come non è detto che lo/a stagista o il nipote “smart” siano in grado di occuparsene.

Se la risposta alla domanda di cui sopra è SI allora sono contento e spero che questi spunti ti possano essere utili per sviluppare la tua comunicazione.

Se la risposta alla domanda di cui sopra fosse NO sappi che esistono professionisti che fanno proprio questo mestiere.

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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Perchè costruire un piano di comunicazione

Perchè costruire un piano di comunicazione

Cos’è un piano di comunicazione?

Il piano di comunicazione è ciò che fa la differenza tra avere successo e non avere alcun risultato soddisfacente.

Si tratta di una strategia complessiva di comunicazione che chiarisca obiettivi ed azioni da svolgere.

Si tratta di un documento, elaborato da consulenti di web marketing, che partendo da un’analisi del contesto si focalizza man mano sugli obiettivi grazie a relative e conseguenti azioni da svolgere.

Ma è obbligatorio avere un piano?

Avete mai sentito dire: “Mettiamolo su Facebook“, “Pubblichiamolo subito sul sito“????

Ecco sono spesso questi i casi che contraddicono quanto detto sopra.

Improvvisare non ha senso. Non serve più che altro.

Siamo tutti capaci di pubblicare qualcosa sul web, non ci vogliono elevate competenze tecniche.

La differenza risiede nel fatto che con il piano di comunicazione le azioni sono sempre accompagnate da obiettivi: quindi non si pubblica “a sentimento” ma al momento giusto e nel modo più corretto per raggiungere l’obiettivo che ci si è dati a monte.

Nel momento in cui oltretutto vengono combinati un piano di comunicazione e una campagna di marketing  vengono indagati bisogni e percezioni del consumatore nei confronti del mercato di riferimento.

Facciamo un esempio?

Se ho un’osteria in centro città sarà utile studiare un piano di comunicazione che analizzi:

  • il mercato di riferimento
  • cosa mi caratterizza/differenzia da altre osterie in centro
  • il contesto (centro città quindi storia, abitudini, curiosità del posto in cui si è locati diventano possibili contenuti)
  • chi sono davvero? quali sono i miei punti di forza e di debolezza?
  • chi sono i miei clienti? come raggiungono l’osteria? quale il loro processo di avvicinamento al locale?
  • posso raccontare delle storie?
  • quali strumenti posso utilizzare per raggiungere i clienti e per valorizzare le mia unicità e i miei punti di forza?

Fatto questo, sarà poi indispensabile coniugare il tutto in obiettivi ed azioni concrete.

Chi fa di solito questi piani?

Siamo noi consulenti di web marketing che abbiamo il privilegio/compito di elaborare insieme ai clienti i piani di comunicazione.

A quel punto ogni idea o evento o notizia verrà veicolata in quel piano, con determinate caratteristiche e con obiettivi ben specifici.

Ma che risultati si ottengono?

Se siete soliti agire come quel tipico dirigente/titolare che dice all’addetto al web di pubblicare ciò che gli viene in mente provate a verificare i risutati che ne ottenete.

Io credo pochissimi. Tranne forse, rare e trascurabili eccezioni.

Utilizzando la strategia, un piano specifico saranno gli stessi a dirci quali risultati attenderci e iniziare a misurarli per capire magari di dover cambiare strada (nulla è scritto sulla pietra).

E tu hai un piano di comunicazione?
Se hai un progetto, un’idea, un prodotto, un servizio, un brand da promuovere e comunicare … non improvvisare e contattami.

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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Un po’ di dati dal web

Un po’ di dati dal web

Quando pensiamo alle strategie di comunicazione non possiamo non tenere conto di alcuni aspetti.
Quando ci viene detto che “Internet è solo per i giovani” proviamo a portare questi numeri.

Per capire il fenomeno, le potenzialità e studiare strategie è necessario provare a ragionare su alcuni temi.

Vediamo quali in estrema sintesi, facendoci guidare dai dati: l’utilizzo dei social media in Italia nell’anno 2017.

Partiamo da qui:

“In Italia il 73% della popolazione è online (43 milioni di persone), con 34 milioni di utenti attivi sui social media. Durante il 2017 si è registrata una crescita di 4 milioni di persone connesse ad Internet (+ 10% rispetto all’anno precedente) e una crescita di 3 milioni di utenti social media (+ 10% rispetto all’anno precedente).”

(Fonte: https://wearesocial.com/it/blog/2018/01/global-digital-report-2018)

Ecco alcune delle evidenze riportate dal report annuale di We Are Social e Hootsuite uscito alcuni giorni fa.

Teniamo come riferimento questa fonte (autorevole) e proseguiamo nel nostro ragionamento.

QUANTO TEMPO PASSIAMO SUI MEDIA

Il dato che trovo più interessante per cominciare è il tempo che spendiamo sui media:

6 ore del nostro tempo in media, vuol dire che ci sono persone (penso di essere tra questi) che ne trascorre ben di più quotidianamente per lavoro o per passione che sia. Per non parlare di assuefazione/dipendenza che sono temi da monitorare.

Se vogliamo comunicare un qualcosa (servizio/prodotto/brand) sappiamo che abbiamo temporalmente una fascia molto elevata di attenzione. Sei ore non sono poche, non sono i 30 secondi degli spot pubblicitari o la mezza pagina su un quotidiano che vale il tempo di sfogliata del giornale.

IN QUANTI SIAMO CONNESSI

Quasi tre quarti della popolazione nel nostro Paese è online.
Secondo dato da tenere in considerazione.
Che smentisce di per sè il pregiudizio che a connettersi siano solo i giovani.

COSA UTILIZZANO GLI ITALIANI

Su Facebook ci sono 34 milioni di italiani, un po’ meno della metà su Instagram.
Ma la “casa madre” di Zuckerberg sempre avere il monopolio sulle piattaforme social e di messaggistica più usate.
Se Youtube è ancora la prima (anche in Italia), Facebook, Whatsapp, Facebook Messenger e Instagram occupano le prime 5 posizioni (fate voi i conti).
Incrociando i dati We Are Social dice anche che gli italiani passano in media oltre due ore al giorno sui social.

IL “MOBILE” VINCE

Uno studio globalwebindex mostra che anche per la generazione dei nati tra il 1964 e il 1982, l’accesso ad internet dallo smartphone ha superato di gran lunga quello dal computer.
Questo era già accaduto per generazioni successive alla cosiddetta X.
Sì ci connettiamo tutti in larga parte in mobilità e lo stiamo dicendo da un po’. Ecco uno dei fattori da tenere a mente quando pensiamo a strategie di comunicazione.

SMARTPHONE

Un’altra ricerca (Deloitte – Global Mobile consumer survey) sull’utilizzo e l’adozione degli smartphone mostra che in media si consulta il cellulare almeno 47 volte al giorno.
Le notifiche sono diventate quasi un’ossessione.

Se mettiamo insieme queste evidenze non giungete anche voi alle conclusioni a cui giungo io?

Il web è un ottimo strumento con cui intercettare le persone, che sul web ci sono e ci saranno sempre più (di tutte le età per giunta).

Partiamo dal presupposto di smentire chi si ostina a non capire.
E di iniziare a contrastare chi ci dice: “Il mio target è un po’ particolare….”, “I miei potenziali clienti hanno una certa età e non sono sui social”.

Poi vedremo come catturare l’attenzione, quale è il target di riferimento, quali gli strumenti più adeguati, i contenuti…

Ma i presupposti per non far passare noi consulenti come visionari o venditori di fumo ci sono tutti, o no?

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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