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Le cattive abitudini da evitare sui social media

Le cattive abitudini da evitare sui social media

Lungi da me voler fare “il maestrino” ma lavorando sui e con i social mi imbatto spesso in atteggiamenti e credenze davvero fastidiose oltre che controproducenti.

Così ho pensato di ricordare a me stesso e ai miei lettori alcune cattive abitudini da evitare sui social, ragionando in ottica di business e non di utilizzo personale delle piattaforme (di cui seguirà sicuramente altro post).

Ne faccio un elenco.

via GIPHY

Diffondere costantemente messaggi commerciali

Questa è la regola delle regole ma che non è ancora chiara a tanti.
E’ inutile utilizzare le bacheche dei propri profili/pagine come vetrine.
NON SERVE A NIENTE
I social non amplificano i messaggi indipendentemente dal loro contenuto.
A nessuno interessa vedere il volantino commerciale su una bacheca quanto più un contenuto che sia interessante, utile o che susciti una risposta emotiva.
Non ti fidi? Misura quanto i tuoi volantini di promo siano efficaci postati sulla bacheca…
Attenzione: non sto dicendo che la parte commerciale non ci debba essere, ma non è quello il modo di esprimerla!

Riempire i messaggi di hashtag

Su Facebook, ad esempio, è facile trovare messaggi illeggibili ed incomprensibili a causa di un utilizzo (malsano) di hashtag. Magari perchè il post è stato condiviso automaticamente ma era nativo di Instagram ad esempio.
Oppure perchè pensiamo che #mettere il #cancelletto #davantia #qualsiasi #parola renda “cool” il nostro post.
Non è così.
Gli hashtag sono importantissimi se fanno parte di una strategia e se utilizzati a dovere su Instagram o Twitter ad esempio.
Su Facebook si possono utilizzare ma in modo coerente e facilitando la traduzione di senso di ciò che scriviamo e non complicandola.
L’esperienza dell’utente (user experience) è un valore importante per l’algoritmo del social.

Postare quando hai tempo

Il piano editoriale non è un accessorio. E’ un elemento indispensabile di ogni strategia di comunicazione. Non si posta quando si ha un minuto di tempo ma si organizza un piano complessivo di pubblicazioni distribuite nel tempo a seconda dei propri obiettivi.
Non essere costanti non aiuta.
Poi bisogna postare bene e non è bene spammare in continuazione, ma vedrete che mettendosi a tavolino e ragionandoci su non vi verrà la voglia di programmare un post ogni 5 minuti della stessa giornata.

Postare immagini inappropriate

Ogni social ha le sue regole. Per ogni social l’immagine va ottimizzata.
Ogni immagine è di proprietà di qualcuno. Facciamo attenzione.
E’ facile violare il copyright.
Immagine trovata attraverso Google = la posso usare non è un assioma valido.
Bisogna imparare ad usare contenuti creative commons o di nostra proprietà. In quest’ultimo caso se scegliamo immagini con persone attenzione…. dobbiamo avere il loro consenso!

Voler essere simpatici a tutti i costi

Bisogna essere capaci di far sorridere le persone. Bisogna anche essere “originali” nel farlo. Non è detto che per forza dobbiamo essere tutti dei “Taffo” per costruire il nostro successo. Non dobbiamo neppure essere dei “musoni digitali”, ma facciamo attenzione a non trascendere.
Per fare business dobbiamo essere professionali. Dimostrare serietà, affidabilità oltre che simpatia e gentilezza.
Non è detto, oltretutto, che scegliere il tono della confidenza massima e lo slang locale sia funzionale o ci renda più appetibili.
Studiamo bene il nostro target e parliamo in un linguaggio chiaro e comprensibile che si avvicini ai loro gusti, ma non esageriamo mai.

Per comunicare usa l’empatia

Se non ti sai rapportare alle persone, lascia stare. Non essere tu a comunicare sui social. Non ce la faresti. Se non hai quella tendenza all’empatia … non improvvisarla. Non sarai credibile!

Questi alcuni consigli utili, non bastano ma sono un ottimo inizio.

Ricordiamoceli quando pensiamo alla strategia social del nostro piano di comunicazione.

Adesso forse resisterai alla tentazione di postare subito il volantino con l’offerta speciale, o no?

via GIPHY

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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Consigli utili per pagine Facebook

Consigli utili per pagine Facebook

Un po’ di consigli utili per pagine Facebook

Le pagine Facebook sono un ottimo strumento per fare comunicazione digitale.
Ecco alcuni consigli utili per gestire pagine Facebook (magari per chi le gestisse per la prima volta).

Ma permettete un premessa, che reputo necessaria.

Ci sono parecchie aziende (parlo in generale) che affidano questo lavoro a NON a professionisti, ma bensì a persone che vengono individuate come “smart”, “smanettone” o potenzialmente capaci solo perché “sono sempre sui social”.

Questo è sicuramente un errore strategico che viene commesso.
Per lavorare con profitto ed ottenere risultati con il mondo dei social è necessario affidarsi a persone che non solo hanno esperienza sul campo ma che hanno le conoscenze e le competenze necessarie per rendere il lavoro produttivo/redditizio.

Detto questo, procediamo con i consigli utili per pagine Facebook.

Se sei un non professionista e ti trovi in questa situazione oppure se sei un social media coso alle prime armi ecco cosa ti suggerisco di fare.

Dopo aver creato la pagina Facebook aziendale è bene ottimizzarla e utilizzarla per fare in modo che attragga potenziali clienti.

Ecco alcune indicazioni per far funzionare la pagina aziendale Facebook:

Pagina, non un profilo personale

Creare un profilo personale sembra il modo più facile e veloce per promuovere un brand/un’azienda, ma così facendo si contravviene al regolamento di Facebook oltre a perdersi opportunità concrete di digital marketing pensate da Facebook per il mondo business.
Oltretutto Facebook da un po’ di tempo controlla e blocca i profili personali utilizzati per promuoversi e costringe a creare una pagina. Per non rischiare la chiusura e la perdita dei contenuti se per caso avessi un profilo invece che una pagina, modificalo con la procedura di migrazione.

Cura l’immagine del profilo

Inserisci un’immagine per il profilo della tua azienda che può essere facilmente riconoscibile o il logo del brand.
Le dimensioni richieste da Facebook sono 180×180 pixels.
Sembra una banalità ma non è un dettaglio da sottovalutare. Quando commenterai o scriverai i post sarà quella l’immagine di te/del tuo brand che comparirà

L’immagine di copertina

Le dimensioni devono essere di 851×315 pixel: essendo la prima cosa che vedrà una persona quando visiterà la tua pagina il consiglio è che sia coerente, sopra potrai eventualmente scriverci uno slogan o una “chiamata all’azione” specifica.
Attenzione però alla “responsività”, a cioè a come l’immagine complessiva sarà visualizzata su smartphone o tablet piuttosto che da pc. In tutti i casi deve essere comprensibile e leggibile.

Volendo puoi integrare l’immagine profilo a quella di copertina come se fosse un continuo dell’altra. L’effetto sarà sicuramente gradito all’utente/visitatore.

Guida alle dimensioni delle immagini

Completa le “Informazioni”

E’ la sezione più importante.
L’anteprima appare sulla parte sinistra della pagina, quasi certamente è un delle prime cose che nota il visitatore e che comunque ricerca se ancora non vi conosce a fondo.

Tab e sezioni della pagina

Tutto è modificabile e adattabile a seconda di quello che fai e ciò di cui hai più bisogno.

La fan-base

Sudati i like sulla pagina e non cedere a soluzioni facili. Non invitare persone non in target a mettere il like alla pagina.
Sono errori tra i più grossi che si possono fare.

Non utilizzare MAI la pagina come una vetrina

Le persone non sono sui social per acquistare. Se usi Facebook come una vetrina non avrai risultati.

Gratis non ottieni nulla, o quasi

La visibilità della pagina non è assicurata. Le persone vedranno i tuoi contenuti se sarai utile, se darai contenuti di valore al tuo target, se farai interagire le persone e se ti aiuterai con azioni di “advertising”

Tutto si programma e tutto va inserito in una strategia

Crea un piano editoriale specifico, differenzia i post a seconda dei tanti tipi che Facebook ti mette a disposizione.
Non improvvisare, servirà a poco o niente.

Usa Facebook

Non cedere alla tentazione di pubblicare post per Facebook da altre piattaforme. Facebook è geloso e penalizzerà quei post in termini di visibilità.

Rispondi, ringrazia, interagisci

Il social è sociale. Ricordati di ringraziare chi apprezza, rispondere a chi commenta o fa domande, dare feedback anche ai polemici in modo positivo e umile

Promuovi la pagina sul tuo sito

Inserisci sul tuo sito un “badge” di Facebook per far atterrare anche lì i tuoi visitatori

Studia Facebook e il suo algoritmo

Utilizzare Facebook e non conoscerlo diventa un paradosso. Acquista testi specifici, segui le evoluzioni algoritmiche su blog di settore, iscriviti a corsi di formazione, resta sempre aggiornato su quel che accade. E’ l’unica strada per non cedere il passo e continuare ad avere risultati.

Usa Facebook come strumento di marketing

Ci sono davvero tantissime opzioni per farlo. Veronica Gentili ce le spiega in sintesi.

Ecco, questi sono i miei consigli utili per pagine Facebook, se qualcosa non ti è chiaro scrivimi.
Buon lavoro!

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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Un po’ di dati dal web

Un po’ di dati dal web

Quando pensiamo alle strategie di comunicazione non possiamo non tenere conto di alcuni aspetti.
Quando ci viene detto che “Internet è solo per i giovani” proviamo a portare questi numeri.

Per capire il fenomeno, le potenzialità e studiare strategie è necessario provare a ragionare su alcuni temi.

Vediamo quali in estrema sintesi, facendoci guidare dai dati: l’utilizzo dei social media in Italia nell’anno 2017.

Partiamo da qui:

“In Italia il 73% della popolazione è online (43 milioni di persone), con 34 milioni di utenti attivi sui social media. Durante il 2017 si è registrata una crescita di 4 milioni di persone connesse ad Internet (+ 10% rispetto all’anno precedente) e una crescita di 3 milioni di utenti social media (+ 10% rispetto all’anno precedente).”

(Fonte: https://wearesocial.com/it/blog/2018/01/global-digital-report-2018)

Ecco alcune delle evidenze riportate dal report annuale di We Are Social e Hootsuite uscito alcuni giorni fa.

Teniamo come riferimento questa fonte (autorevole) e proseguiamo nel nostro ragionamento.

QUANTO TEMPO PASSIAMO SUI MEDIA

Il dato che trovo più interessante per cominciare è il tempo che spendiamo sui media:

6 ore del nostro tempo in media, vuol dire che ci sono persone (penso di essere tra questi) che ne trascorre ben di più quotidianamente per lavoro o per passione che sia. Per non parlare di assuefazione/dipendenza che sono temi da monitorare.

Se vogliamo comunicare un qualcosa (servizio/prodotto/brand) sappiamo che abbiamo temporalmente una fascia molto elevata di attenzione. Sei ore non sono poche, non sono i 30 secondi degli spot pubblicitari o la mezza pagina su un quotidiano che vale il tempo di sfogliata del giornale.

IN QUANTI SIAMO CONNESSI

Quasi tre quarti della popolazione nel nostro Paese è online.
Secondo dato da tenere in considerazione.
Che smentisce di per sè il pregiudizio che a connettersi siano solo i giovani.

COSA UTILIZZANO GLI ITALIANI

Su Facebook ci sono 34 milioni di italiani, un po’ meno della metà su Instagram.
Ma la “casa madre” di Zuckerberg sempre avere il monopolio sulle piattaforme social e di messaggistica più usate.
Se Youtube è ancora la prima (anche in Italia), Facebook, Whatsapp, Facebook Messenger e Instagram occupano le prime 5 posizioni (fate voi i conti).
Incrociando i dati We Are Social dice anche che gli italiani passano in media oltre due ore al giorno sui social.

IL “MOBILE” VINCE

Uno studio globalwebindex mostra che anche per la generazione dei nati tra il 1964 e il 1982, l’accesso ad internet dallo smartphone ha superato di gran lunga quello dal computer.
Questo era già accaduto per generazioni successive alla cosiddetta X.
Sì ci connettiamo tutti in larga parte in mobilità e lo stiamo dicendo da un po’. Ecco uno dei fattori da tenere a mente quando pensiamo a strategie di comunicazione.

SMARTPHONE

Un’altra ricerca (Deloitte – Global Mobile consumer survey) sull’utilizzo e l’adozione degli smartphone mostra che in media si consulta il cellulare almeno 47 volte al giorno.
Le notifiche sono diventate quasi un’ossessione.

Se mettiamo insieme queste evidenze non giungete anche voi alle conclusioni a cui giungo io?

Il web è un ottimo strumento con cui intercettare le persone, che sul web ci sono e ci saranno sempre più (di tutte le età per giunta).

Partiamo dal presupposto di smentire chi si ostina a non capire.
E di iniziare a contrastare chi ci dice: “Il mio target è un po’ particolare….”, “I miei potenziali clienti hanno una certa età e non sono sui social”.

Poi vedremo come catturare l’attenzione, quale è il target di riferimento, quali gli strumenti più adeguati, i contenuti…

Ma i presupposti per non far passare noi consulenti come visionari o venditori di fumo ci sono tutti, o no?

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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Meglio avere molti fan o coinvolgere le persone giuste?

Meglio avere molti fan o coinvolgere le persone giuste?

Sapete cos’è la “vanity like”?
E’ una sorta di ossessione da “like” che deriva dalla nostra presenza sui social e il fatto di provare soddisfazione esagerata nel pensare di soddisfare gli altri ricevendo un loro semplice consenso.
Le endorfine di ciascuno di noi in effetti ricevono una scossa tutte le volte che notiamo che qualcuno dei nostri contatti preme il pulsante “like” su un contenuto da noi postato.
Sono quelle notifiche che attendiamo e che talvolta ossessionano un po’ le nostre giornate.

Ma i “like” in ottica di business servono a qualcosa?

Chiediamoci a cosa serve un mi piace.
Dà soddisfazione, va bene, lo abbiamo specificato un po’ qui sopra.
Ma se sono un’azienda, un brand, un professionista e ho una pagina social (es. Facebook) a cosa mi servono i like sui contenuti che posto?
Forse potrebbero significare che hanno colpito l’attenzione di qualcuno, ok, che non si sono persi nel mare di gattini, fake e notizie.

Ma con i like guadagno qualche cosa?

No, è questo il punto.
Facebook nel suo algoritmo oltretutto specifica che il like ha un valore molto inferiore di “engagment rate” rispetto ai commenti e condivisioni.
Tra l’altro ammettiamolo: capita di mettere like non proprio a casaccio ma senza leggere in profondità i contenuti.

Quindi se un’azienda o un professionista impiega risorse e tempo per creare dei contenuti che vengono talvolta “mipiacciati” (magari senza essere letti) cosa ci guadagna?
In notorietà?

Bah… poca roba visto lo “score” che ad esempio la casa di Zuckerberg attribuisce al semplice like e di cui abbiamo parlato poco fa.

Ecco perchè la ricerca non deve essere quella di “piacere” indistintamente ma il lavoro che produce frutto (cioè business) deve essere quello di crearsi un proprio pubblico di riferimento ed in target con i propri beni, prodotti o servizi.

Facciamo un passo avanti.

Giudicare le pagina a seconda dei like che hanno è un errore.

(Sono altre le metriche che approfondiremo in altri post)

Certo avere 3 fan non è il massimo.
Tuttavia dovreste sapere tutti (o no?) che l’algoritmo di Facebook comunque non permette al 100% dei nostri fan di visionare organicamente (cioè non a pagamento) i contenuti che postiamo…

A questo aggiungiamo un’altra questione.
Tra i fan della pagina ho persone non in target? La sorella, la zio d’America, l’amica del cuore?
Bene, allora la risultanza che ne avremo sarà ancora peggiore.
I nostri contenuti si perderanno nel mare dell’invisibilità e non colpiranno potenziali clienti.
Armiamoci dunque di santa pazienza.
Costruiamo contenuti utili innanzitutto, poi una fan base di persone in target.

Cioè?

Ricerchiamo potenziali clienti: se ho un prodotto adatto alle donne in gravidanza geolocalizzate a Rimini, inutile avere dei pseudo fan che siano a Crotone e che siano maschi under 16. O no?

Poi il gioco non è finito qui ma intanto abbiamo capito una cosa MOLTO importante: coinvolgiamo le persone giuste, è fondamentale.
Altrimenti non diamo la colpa ai social se il nostro business non sfonda.

Se hai bisogno di una consulenza, contattami!

(Photo credits: Luca Sartoni on Flickr)

Francesco Costanzini

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Perchè Facebook è un alleato di business

Perchè Facebook è un alleato di business

Facebook può essere un ottimo alleato di business, ma anche una grande perdita di tempo.
La differenza…la fai tu!

Viene spontaneo chiedersi come un prodotto o un servizio professionale possa non stonare in un ecosistema pieno di gattini, barzellette, fake news, autocelebrazioni, ricette, deliri di onnipotenza…

Viene sempre da domandarsi chi mai sarà interessato o interessata ai contenuti che ho da proporre o vendere in mezzo a tanto caos.

Eppure circa il 55% degli imprenditori scommette su Facebook (ricerca Spaces).
E c’è forse un 45% che magari non ci crede oppure ha pensato di perdere tempo perchè ha sbagliato strategia.

Vediamo in cinque semplici punti cosa è necessario fare per far sì che Facebook diventi il nostro alleato di business.

1) Innanzitutto dobbiamo essere consapevoli che per utilizzare un social è bene identificare una strategia e pianificare un lavoro. Sappiamo farlo da soli o abbiamo bisogno di qualcuno?

2) Dobbiamo creare contenuti utili, interessanti che rispondano a dei bisogni o che risolvano dei problemi. Sappiamo farlo da soli o abbiamo bisogno di qualcuno?

3) E’ importante parlare al nostro target nel modo adeguato. Dobbiamo individuare chi è il nostro potenziale utente/cliente. Sappiamo farlo da soli o abbiamo bisogno di qualcuno?

4) Facebook per le aziende funziona quando viene associato a campagne di advertising (pubblicitarie). Solo così la visibilità per un “brand” viene in un qualche modo resa efficace. L’iscrizione a Facebook non costa nulla, aprire una pagina pure, ma i risultati si pagano. E’ necessario quindi impostare un piano. Sappiamo farlo da soli o abbiamo bisogno di qualcuno?

5) Le cose stanno funzionando o no? Per capirlo dobbiamo analizzare i dati che la piattaforma ci mette a disposizione attraverso i suoi strumenti. Va verificato se il lavoro intrapreso produce o meno risultati e nel caso apportare variazioni in corsa. Sappiamo farlo da soli o abbiamo bisogno di qualcuno?

Rispondiamo ad ogni singolo quesito e chiediamoci cosa siamo disposti a fare.
La differenza tra trarre profitto o buttare via tempo e denaro sta nel nostro modo di approcciarci a questo mezzo, potenzialmente davvero prezioso, ma anche parecchio inutile se usato male.

“Per realizzare grandi cose, non dobbiamo solo agire, ma anche sognare; non solo progettare ma anche credere.” (Anatole France)

Se hai bisogno di quel qualcuno…il mio lavoro è darti una consulenza!

(Credits foto: Foter.com)

Francesco Costanzini

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