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Marketing per le associazioni: la ricchezza dei tuoi contenuti

Marketing per le associazioni: la ricchezza dei tuoi contenuti

The content is the king
Content marketing
La differenza la fa il contenuto.

Ecco quello che nel mondo markettaro si sente spesso dire.
Cosa significa tutto ciò?

Semplifichiamo il concetto: avere buoni contenuti (utili, coinvolgenti, interessanti) è l’elemento che la differenza nel mondo della comunicazione.

Ci affanniamo tutti nella ricerca di ciò che vogliamo dire e talvolta facciamo “sanguinare” le nostre meningi a forza di spremerle.

Tu hai una grande fortuna se operi nel mondo dell’associazionismo e/o del Terzo Settore.
Il contenuto sei tu.
Beh chiariamo meglio il concetto perchè se no rischio di dire cose inesatte.
L’autoreferenzialità non è mai una strategia efficace.

Ma guardati intorno.
Pensa a quello che fate tu, i tuoi associati/volontari/collaboratori.
Qual è la vostra mission?
Siete pieni di storie da raccontare e di spunti da utilizzare, ma probabilmente non ve ne accorgete perché come è normale che sia non avete uno sguardo obiettivo.

La ricerca dei contenuti è un aspetto strategico importante e che non bisogna assolutamente sottovalutare o sottostimare.
Basta forse farti raccontare cosa fate per far emergere una ricchezza inesorabile.

Il problema dei contenuti lo risolviamo facilmente.
Basta tirare fuori la propria storia, i propri valori, gli obiettivi che ci si è dati, la passione che ti trascina ogni giorno nella fatica di portare avanti una realtà no profit.

Avere i contenuti non basta, bisogna capire come comunicarli.
Ma questa è un’altra storia.

Oggi abbiamo fatto un ulteriore passo avanti.

Se vogliamo comunicare, sappiamo di avere potenzialmente il presupposto principe.

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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Marketing per le associazioni: una check list per capire a che punto sei

Marketing per le associazioni: una check list per capire a che punto sei

Nello scorso post ho incominciato a parlare del mondo dell’associazionismo, dando qualche suggerimento rispetto a come è possibile comunicare le proprie attività.
Ho provato a spiegare che la comunicazione fai da te rischia di non sortire gli effetti desiderati perché è inefficace.

Vorrei oggi proporre una check list, che può essere utile per capire quali possono essere i punti di debolezza o alcune questioni di cui non si era a conoscenza.

La check list è un “elenco di controllo” di cose da fare o da verificare per eseguire una determinata attività. Perdona l’inglesismo ma in italiano non suona bene.

Prova a rispondere con sincerità a queste 10 domande.

  • Nel tuo sito web (se lo hai) è inserita la policy di raccolta dei dati e il consenso all’abilitazione dei “cookies”?
  • Ti arrivano delle richieste di informazione o di contatto dal tuo sito web?
  • Hai una pagina Facebook o un profilo con cui comunichi ciò che fa l’Associazione?
  • Se provi a cercare la tua Associazione su Google (magari con navigazione anonima) cosa salta fuori?
  • Sul tuo sito parli di clienti o di associati?
  • Hai mai speso dei soldi per fare delle inserzioni su Facebook? In caso affermativo che risultati hai avuto?
  • Hai mai provato ad informare un organo di informazione locale sulle tue attività?
  • Con che mezzi/strumenti ti proponi? Con quale mezzo/strumento ottieni i maggiori risultati?
  • Hai un piano editoriale?
  • Qual è il tuo obiettivo di comunicazione sui social?

Hai risposto?
Prova a valutare le tue risposte e capire se ci sono aspetti sconosciuti o su cui hai dei dubbi.

 

Se vuoi rispondi direttamente online (qui) e ti invierò qualche suggerimento sulla mia prossima newsletter.

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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Come colpire il tuo target

Come colpire il tuo target

Definizione di target

Il target, letteralmente significa bersaglio, è l’obiettivo che ci si ripromette di raggiungere con un prodotto, con una comunicazione o con uno o più mezzi di comunicazione. Il termine target group è usato per indicare un gruppo di consumatori (segmenti) accomunati da caratteristiche simili (età, reddito, stili di vita, bisogni, ecc.) al quale l’impresa si rivolge con una strategia di marketing e un marketing mix specifici. (Glossario Marketing)

Perché si parla di target

Colpire nel mucchio è uno spreco di soldi ed energie.
Se ad esempio vendi un software per commercialisti perché mostri la tua pubblicità alle casalinghe o ai giornalisti?
Il target è un elemento indispensabile della tua strategia di comunicazione.
Perchè è il gruppo di persone che è potenzialmente interessato a te o al tuo prodotto/servizio. Parlando a loro hai sicuramente maggiori possibilità di colpire il bersaglio.
Non ti pare?

Ma come si fa ad identificare il target?

Ecco che arriva la parte probabilmente più complessa per tutti noi.
La tentazione è quella di rivolgerci “a tutti” per non perdere occasioni e perchè magari ci lanciamo solo adesso sul mercato.
Ma così facendo commetteremo l’errore di parlare agli idraulici piuttosto che ai commercialisti o che il nostro messaggio (faticosamente costruito) si perda perchè troppo annacquato nel mare di altri messaggi poco rilevanti.

Ecco alcuni consigli:

– se non l’hai ancora fatto leggi “La mucca viola” di Seth Godin

– se hai già dei clienti cerca di individuare le caratteristiche che hanno in comune ed eventualmente intervistali

-se parti da zero chiediti quali problemi risolve il tuo prodotto/servizio e a chi in particolare: immagina queste persone, dagli un nome, un volto, un’età, una professione, pensa a cosa legge, cosa guarda in tv o al cinema, se è accompagnato/a o single, che tipo di studi potrebbe aver fatto e ad esempio che capacità di acquisto potrebbe avere. In questo articolo Pennamontata ti può essere molto d’aiuto. Riccardo Esposito sul blog di Studio Samo pure.

Come colpire il tuo target?

E’ arrivato il momento di capire la strategia e metterla in pratica.
Hai individuato il tuo target? Quella “buyer persona” giusta per te?
Bene adesso cerca di costruire un percorso: si tratta del percorso che queste persona farà prima di acquistare.
Dove riusciamo a intercettarla? Su che social?
A quel punto possiamo iniziare a studiare la parte operativa del nostro piano di comunicazione.

Buon lavoro!

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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10 buoni motivi per cui fare web marketing

10 buoni motivi per cui fare web marketing

Perchè fare web marketing?

Che vantaggi può avere una piccola media impresa?

Cerchiamo di capirlo elencando 10 semplici ma buoni motivi, partendo dallo sfatare qualche luogo comune o qualche preconcetto.

1) I miei clienti non sono su Internet
I dati parlano chiaro, gli italiani connessi sono la stragrande maggioranza e a tutte le età. Oggi non ha veramente un senso logico dire che tramite il web non si incrocino i desideri dei nostri potenziali clienti.

2) Ho già un sito ma nessuno ci contatta
Avere un sito web non significa di per sè essere visibili. Nè tantomeno indicizzati dai motori di ricerca. Probabilmente il fatto di avere un sito web senza una logica di fondo o un progetto è il motivo per cui nessuno ci contatti. E’ come non esistere.

3) Non capisco bene come funziona, preferisco lasciar perdere
E’ vero, pur trattandosi di cose logiche a noi consulenti piace riempirci la bocca di inglesismi o termini tecnici che rendono incomprensibile ai più quello che si intende fare. Certamente ci vuole una specializzazione, studi, esperienze per ottenere risultati, tuttavia sarebbe molto più saggio da parte dei professionisti non banalizzare ma cercare di fare un po’ meno voli pindarici e spiegare con semplicità i meccanismi del web marketing.

4) Il web marketing costa, non me lo posso permettere
Se pensi che creare una strategia di comunicazione sia inutile allora il marketing digitale è una spesa. Invece se credi che possa essere un valido strumento per attrarre nuovi clienti e fidelizzare chi hai già nel tuo database allora capirai che non si tratta di una mera spesa, ma di un investimento con un tasso di ritorno.

5) Facebook lo faccio seguire alla segretaria a tempo perso
Posso chiederti se così facendo ottieni dei risultati? Quali se posso essere ancora più indiscreto? Se la risposta fosse sì ed i risultati fossero esaltanti allora hai ragione tu, la tua segretaria a tempo perso sta facendo un miracolo e fai bene a continuare così.

6) Con i mezzi tradizionali raggiungo più persone
Come dice Seth Godin (e non il sottoscritto)

La pubblicità diretta a tutti è inutile”.

Quindi potenzialmente si potrebbe avere l’impressione di raggiungere più persone ma il tutto è davvero illusorio. Non sto dicendo che i mezzi offline siano inutili a prescindere, ma che sparare nel mucchio è come giocare al lotto. Se hai un prodotto o un servizio specifico rivolgiti a chi quel prodotto/servizio lo utilizza davvero o chi ne ha bisogno.
Il web marketing ha il grande pregio di individuare quali sono queste “persone” a cui rivolgersi e tarare su di loro il messaggio.
Prova a rispondere: preferisci con il tuo messaggio raggiungere 10000 persone di cui la maggior parte disinteressate oppure 2000 in target e potenzialmente in ricerca del tuo prodotto/servizio?

7) Non c’è mai una seconda occasione per fare una buona prima impressione
Facciamo attenzione perchè è assolutamente vero che è bene cercare di dare un’immagine di sè positiva, non ossessiva, ma utile ed autorevole.

8) Sui social non si vende
Vero. Cioè mi spiego meglio. Se pensi di utilizzare il mezzo social network come una vetrina allora non venderai nulla. Posso assicurartelo. Ma se si utilizza una strategia ed un piano per aumentare l’autorevolezza della tua azienda e del tuo prodotto/servizio e grazie a questo risolvere problemi, intercettando i tuoi potenziali clienti allora riuscirai ad ottenere risultati che ti porteranno ad aumentare le vendite.

9) Più tampino le persone più esse si ricorderanno di me
Ecco se appartieni a questa categoria forse sarai tra quelli che adori i messaggi pubblicitari invasivi, che interrompono la visione di un video, di un film, di una partita, una lettura …. e che ti convinci ad acquistare qualcosa di quei brand perchè i loro prodotti li vedi ovunque.
Siccome l’utente medio oggi ignora ciò che gli produce fastidio e si interessa quando ha realmente bisogno forse il web marketing può essere d’aiuto per intercettare tempi e modi adeguati.
Il web marketing infatti ribalta il concetto di pubblicità legata al XX secolo.

10) Stare sui social dequalifica
Attenzione a non essere troppo “snob”. Avere una presenza su social popolari non significa annacquare il proprio marchio o la propria offerta. Significa intercettare/parlare con le persone in target per il nostro servizio/prodotto e nel frattempo dare un volto umano alla propria azienda. Prova a pensare: da utente ti interesserebbe entrare in contatto con un’azienda che si comporta in modo asettico/freddo/presuntuoso/autoreferenziale o piuttosto apprezzate quando trovi aziende con prodotti/servizi di tuo interesse che si approcciano in modo gradevole, sempre autorevole ma umano?

Infine ti do un ultimo consiglio.
Se pensi di avere bisogno di un consulente per fargli fare quello che tu e solo tu ritieni indispensabile per te, risparmia quei soldi e quella fatica. Fai tu oppure paga ad ore qualche impiegato/a che esegua i tuoi voleri. Un consulente non fa proprio al caso tuo.

Se avessi bisogno di altro per capire perchè fare web marketing contattami o  iscriviti al mio canale Telegram.

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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Le cattive abitudini da evitare sui social media

Le cattive abitudini da evitare sui social media

Lungi da me voler fare “il maestrino” ma lavorando sui e con i social mi imbatto spesso in atteggiamenti e credenze davvero fastidiose oltre che controproducenti.

Così ho pensato di ricordare a me stesso e ai miei lettori alcune cattive abitudini da evitare sui social, ragionando in ottica di business e non di utilizzo personale delle piattaforme (di cui seguirà sicuramente altro post).

Ne faccio un elenco.

via GIPHY

Diffondere costantemente messaggi commerciali

Questa è la regola delle regole ma che non è ancora chiara a tanti.
E’ inutile utilizzare le bacheche dei propri profili/pagine come vetrine.
NON SERVE A NIENTE
I social non amplificano i messaggi indipendentemente dal loro contenuto.
A nessuno interessa vedere il volantino commerciale su una bacheca quanto più un contenuto che sia interessante, utile o che susciti una risposta emotiva.
Non ti fidi? Misura quanto i tuoi volantini di promo siano efficaci postati sulla bacheca…
Attenzione: non sto dicendo che la parte commerciale non ci debba essere, ma non è quello il modo di esprimerla!

Riempire i messaggi di hashtag

Su Facebook, ad esempio, è facile trovare messaggi illeggibili ed incomprensibili a causa di un utilizzo (malsano) di hashtag. Magari perchè il post è stato condiviso automaticamente ma era nativo di Instagram ad esempio.
Oppure perchè pensiamo che #mettere il #cancelletto #davantia #qualsiasi #parola renda “cool” il nostro post.
Non è così.
Gli hashtag sono importantissimi se fanno parte di una strategia e se utilizzati a dovere su Instagram o Twitter ad esempio.
Su Facebook si possono utilizzare ma in modo coerente e facilitando la traduzione di senso di ciò che scriviamo e non complicandola.
L’esperienza dell’utente (user experience) è un valore importante per l’algoritmo del social.

Postare quando hai tempo

Il piano editoriale non è un accessorio. E’ un elemento indispensabile di ogni strategia di comunicazione. Non si posta quando si ha un minuto di tempo ma si organizza un piano complessivo di pubblicazioni distribuite nel tempo a seconda dei propri obiettivi.
Non essere costanti non aiuta.
Poi bisogna postare bene e non è bene spammare in continuazione, ma vedrete che mettendosi a tavolino e ragionandoci su non vi verrà la voglia di programmare un post ogni 5 minuti della stessa giornata.

Postare immagini inappropriate

Ogni social ha le sue regole. Per ogni social l’immagine va ottimizzata.
Ogni immagine è di proprietà di qualcuno. Facciamo attenzione.
E’ facile violare il copyright.
Immagine trovata attraverso Google = la posso usare non è un assioma valido.
Bisogna imparare ad usare contenuti creative commons o di nostra proprietà. In quest’ultimo caso se scegliamo immagini con persone attenzione…. dobbiamo avere il loro consenso!

Voler essere simpatici a tutti i costi

Bisogna essere capaci di far sorridere le persone. Bisogna anche essere “originali” nel farlo. Non è detto che per forza dobbiamo essere tutti dei “Taffo” per costruire il nostro successo. Non dobbiamo neppure essere dei “musoni digitali”, ma facciamo attenzione a non trascendere.
Per fare business dobbiamo essere professionali. Dimostrare serietà, affidabilità oltre che simpatia e gentilezza.
Non è detto, oltretutto, che scegliere il tono della confidenza massima e lo slang locale sia funzionale o ci renda più appetibili.
Studiamo bene il nostro target e parliamo in un linguaggio chiaro e comprensibile che si avvicini ai loro gusti, ma non esageriamo mai.

Per comunicare usa l’empatia

Se non ti sai rapportare alle persone, lascia stare. Non essere tu a comunicare sui social. Non ce la faresti. Se non hai quella tendenza all’empatia … non improvvisarla. Non sarai credibile!

Questi alcuni consigli utili, non bastano ma sono un ottimo inizio.

Ricordiamoceli quando pensiamo alla strategia social del nostro piano di comunicazione.

Adesso forse resisterai alla tentazione di postare subito il volantino con l’offerta speciale, o no?

via GIPHY

Francesco Costanzini

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