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10 buoni motivi per cui fare web marketing

10 buoni motivi per cui fare web marketing

Perchè fare web marketing?

Che vantaggi può avere una piccola media impresa?

Cerchiamo di capirlo elencando 10 semplici ma buoni motivi, partendo dallo sfatare qualche luogo comune o qualche preconcetto.

1) I miei clienti non sono su Internet
I dati parlano chiaro, gli italiani connessi sono la stragrande maggioranza e a tutte le età. Oggi non ha veramente un senso logico dire che tramite il web non si incrocino i desideri dei nostri potenziali clienti.

2) Ho già un sito ma nessuno ci contatta
Avere un sito web non significa di per sè essere visibili. Nè tantomeno indicizzati dai motori di ricerca. Probabilmente il fatto di avere un sito web senza una logica di fondo o un progetto è il motivo per cui nessuno ci contatti. E’ come non esistere.

3) Non capisco bene come funziona, preferisco lasciar perdere
E’ vero, pur trattandosi di cose logiche ci piace riempirci la bocca di inglesismi o termini tecnici che rendono incomprensibile ai più quello che si intende fare. Certamente ci vuole una specializzazione, studi, esperienze per ottenere risultati, tuttavia sarebbe molto più saggio da parte di noi professionisti non banalizzare ma cercare di fare un po’ meno voli pindarici e spiegare con semplicità i meccanismi del web marketing.

4) Il web marketing costa, non me lo posso permettere
Se pensiamo che creare una strategia di comunicazione sia inutile allora il marketing digitale è una spesa. Invece se pensiamo che possa essere un valido strumento per attrarre nuovi clienti e fidelizzare chi abbiamo già nel nostro database allora capirà che non si tratta di una mera spesa, ma di un investimento con un tasso di ritorno.

5) Facebook lo faccio seguire alla segretaria a tempo perso
Posso chiederti se così facendo ottieni dei risultati? Quali se posso essere ancora più indiscreto? Se la risposta fosse sì ed i risultati fossero esaltanti allora hai ragione tu, la tua segretaria a tempo perso sta facendo un miracolo e fai bene a continuare così.

6) Con i mezzi tradizionali raggiungo più persone
Come dice Seth Godin (e non il sottoscritto)

La pubblicità diretta a tutti è inutile”.

Quindi potenzialmente si potrebbe avere l’impressione di raggiungere più persone ma il tutto è davvero illusorio. Non sto dicendo che i mezzi offline siano inutili a prescindere, ma che sparare nel mucchio è come giocare al lotto. Se hai un prodotto o un servizio specifico rivolgiti a chi quel prodotto/servizio lo utilizza davvero o chi ne ha bisogno.
Il web marketing ha il grande pregio di individuare quali sono queste “persone” a cui rivolgersi e tarare su di loro il messaggio.
Prova a rispondere: preferisci con il tuo messaggio raggiungere 10000 persone di cui la maggior parte disinteressate oppure 2000 in target e potenzialmente in ricerca del tuo prodotto/servizio?

7) Non c’è mai una seconda occasione per fare una buona prima impressione
Facciamo attenzione perchè è assolutamente vero che è bene cercare di dare un’immagine di sè positiva, non ossessiva, ma utile ed autorevole.

8) Sui social non si vende
Vero. Cioè mi spiego meglio. Se pensi di utilizzare il mezzo social network come una vetrina allora non venderai nulla. Posso assicurartelo. Ma se si utilizza una strategia ed un piano per aumentare l’autorevolezza della tua azienda e del tuo prodotto/servizio e grazie a questo risolvere problemi, intercettando i tuoi potenziali clienti allora riuscirai ad ottenere risultati che ti porteranno ad aumentare le vendite.

9) Più tampino le persone più esse si ricorderanno di me
Ecco se appartieni a questa categoria forse sarai tra quelli che adori i messaggi pubblicitari invasivi, che interrompono la visione di un video, di un film, di una partita, una lettura …. e che ti convinci ad acquistare qualcosa di quei brand perchè i loro prodotti li vedi ovunque.
Siccome l’utente medio oggi ignora ciò che gli produce fastidio e si interessa quando ha realmente bisogno forse il web marketing può essere d’aiuto per intercettare tempi e modi adeguati.
Il web marketing infatti ribalta il concetto di pubblicità legata al XX secolo.

10) Stare sui social dequalifica
Attenzione a non essere troppo “snob”. Avere una presenza su social popolari non significa annacquare il proprio marchio o la propria offerta. Significa intercettare/parlare con le persone in target per il nostro servizio/prodotto e nel frattempo si dà un volto umano alla propria azienda. Provate a pensare: da utenti vi interesserebbe entrare in contatto con un’azienda che si comporta in modo asettico/freddo/presuntuoso/autoreferenziale o piuttosto apprezzate quando trovate aziende con prodotti/servizi di vostro interesse che si approcciano in modo gradevole, sempre autorevole ma umano?

Infine ti do un ultimo consiglio.
Se pensi di avere bisogno di un consulente per fargli fare quello che tu e solo tu ritieni indispensabile per te, risparmia quei soldi e quella fatica. Fai tu oppure paga ad ore qualche impiegato/a che esegua i tuoi voleri. Un consulente non fa proprio al caso tuo.

Se avessi bisogno di altro per capire perchè fare web marketing contattami o  iscriviti al mio canale Telegram.

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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Le cattive abitudini da evitare sui social media

Le cattive abitudini da evitare sui social media

Lungi da me voler fare “il maestrino” ma lavorando sui e con i social mi imbatto spesso in atteggiamenti e credenze davvero fastidiose oltre che controproducenti.

Così ho pensato di ricordare a me stesso e ai miei lettori alcune cattive abitudini da evitare sui social, ragionando in ottica di business e non di utilizzo personale delle piattaforme (di cui seguirà sicuramente altro post).

Ne faccio un elenco.

via GIPHY

Diffondere costantemente messaggi commerciali

Questa è la regola delle regole ma che non è ancora chiara a tanti.
E’ inutile utilizzare le bacheche dei propri profili/pagine come vetrine.
NON SERVE A NIENTE
I social non amplificano i messaggi indipendentemente dal loro contenuto.
A nessuno interessa vedere il volantino commerciale su una bacheca quanto più un contenuto che sia interessante, utile o che susciti una risposta emotiva.
Non ti fidi? Misura quanto i tuoi volantini di promo siano efficaci postati sulla bacheca…
Attenzione: non sto dicendo che la parte commerciale non ci debba essere, ma non è quello il modo di esprimerla!

Riempire i messaggi di hashtag

Su Facebook, ad esempio, è facile trovare messaggi illeggibili ed incomprensibili a causa di un utilizzo (malsano) di hashtag. Magari perchè il post è stato condiviso automaticamente ma era nativo di Instagram ad esempio.
Oppure perchè pensiamo che #mettere il #cancelletto #davantia #qualsiasi #parola renda “cool” il nostro post.
Non è così.
Gli hashtag sono importantissimi se fanno parte di una strategia e se utilizzati a dovere su Instagram o Twitter ad esempio.
Su Facebook si possono utilizzare ma in modo coerente e facilitando la traduzione di senso di ciò che scriviamo e non complicandola.
L’esperienza dell’utente (user experience) è un valore importante per l’algoritmo del social.

Postare quando hai tempo

Il piano editoriale non è un accessorio. E’ un elemento indispensabile di ogni strategia di comunicazione. Non si posta quando si ha un minuto di tempo ma si organizza un piano complessivo di pubblicazioni distribuite nel tempo a seconda dei propri obiettivi.
Non essere costanti non aiuta.
Poi bisogna postare bene e non è bene spammare in continuazione, ma vedrete che mettendosi a tavolino e ragionandoci su non vi verrà la voglia di programmare un post ogni 5 minuti della stessa giornata.

Postare immagini inappropriate

Ogni social ha le sue regole. Per ogni social l’immagine va ottimizzata.
Ogni immagine è di proprietà di qualcuno. Facciamo attenzione.
E’ facile violare il copyright.
Immagine trovata attraverso Google = la posso usare non è un assioma valido.
Bisogna imparare ad usare contenuti creative commons o di nostra proprietà. In quest’ultimo caso se scegliamo immagini con persone attenzione…. dobbiamo avere il loro consenso!

Voler essere simpatici a tutti i costi

Bisogna essere capaci di far sorridere le persone. Bisogna anche essere “originali” nel farlo. Non è detto che per forza dobbiamo essere tutti dei “Taffo” per costruire il nostro successo. Non dobbiamo neppure essere dei “musoni digitali”, ma facciamo attenzione a non trascendere.
Per fare business dobbiamo essere professionali. Dimostrare serietà, affidabilità oltre che simpatia e gentilezza.
Non è detto, oltretutto, che scegliere il tono della confidenza massima e lo slang locale sia funzionale o ci renda più appetibili.
Studiamo bene il nostro target e parliamo in un linguaggio chiaro e comprensibile che si avvicini ai loro gusti, ma non esageriamo mai.

Per comunicare usa l’empatia

Se non ti sai rapportare alle persone, lascia stare. Non essere tu a comunicare sui social. Non ce la faresti. Se non hai quella tendenza all’empatia … non improvvisarla. Non sarai credibile!

Questi alcuni consigli utili, non bastano ma sono un ottimo inizio.

Ricordiamoceli quando pensiamo alla strategia social del nostro piano di comunicazione.

Adesso forse resisterai alla tentazione di postare subito il volantino con l’offerta speciale, o no?

via GIPHY

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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Come comunicare in modo efficace

Come comunicare in modo efficace

Alcuni consigli utili per chi si trova nella situazione di voler comunicare in modo efficace e non sa da dove partire, ma vuole iniziare con il piede giusto.

Hai aperto un’attività o sei in procinto di farlo?

Ti stai chiedendo quale sia il modo per comunicare con efficacia?

Ecco i miei suggerimenti.

Chi sei?

Per comunicare in modo efficace agli altri il tuo essere è necessario che innanzitutto tu lo sappia. Sembra una banalità. Non lo è affatto. Prendi carta e penna, spegni il cellulare.
Cerca di descriverti utilizzando meno parole possibili ma in modo completo. Bandisci dallo scritto frasi come “ventennale esperienza nel settore”, mi raccomando.
Parti chiedendoti perché sei utile agli altri e che problemi risolvi.

A chi sei utile?

Pensa al tuo cliente tipo. Chi è? Cosa fa? Che stile di vita ha? Quale percorso lo porta da te o da un tuo concorrente? A cosa è interessato? Se davvero vuoi comunicare in modo efficace devi conoscere bene le risposte a queste domande.

Dove intercetto il mio cliente?

Prova a pensare DOVE puoi trovare il tuo cliente innanzitutto e dove il tuo cliente ti cercherà/troverà. Sarà lì che dovrai concentrare il tuo impegno.

Per comunicare in modo efficace è inutile presidiare poco e male mille canali di comunicazione. Curiamoci di quelli frequentati da chi ci interessa realmente.

Se non mi conoscessi crederei a quel che scrivo?

Proviamoci a mettere dalla parte dell’utente (come sempre dobbiamo sforzarci di fare). Crederemmo alle cose che raccontiamo? Di cosa avremmo bisogno noi per credere e fidarci?

Costruiamo in primis autorevolezza. Come? Fornendo contenuti interessanti ed utili e con tanta pazienza. Non c’è altra strada per comunicare in modo efficace che non questa.

Come catturo l’attenzione?

Non c’è sempre bisogno di stupire. L’attenzione non si colpisce fornendo mediocrità certamente, ma neppure sempre con l’idea geniale. Ci vuole costanza, impegno e il contenuto giusto, nel momento giusto detto nel modo giusto. Facile, no?

No non lo è affatto. Quindi come si fa?

Sperimentando, sbagliando, misurando e mettendosi sempre in discussione.

Progettando una strategia e un piano di contenuti che anche se non otterranno qualche premi Nobel o Puilzer o saranno virali per la loro genialità e/o simpatia risulteranno utili e risolveranno qualche problema o toglieranno qualche dubbio ai nostri potenziali clienti.

Questa sarà comunicazione efficace!

Ultima domanda da farsi è:

So fare tutto questo lavoro da solo/a?

Per comunicare in modo efficace in effetti ci vuole tempo e una conoscenza di aspetti tecnici e del mondo della comunicazione che un imprenditore o un professionista in altri campi non è detto abbia.

Come non è detto che lo/a stagista o il nipote “smart” siano in grado di occuparsene.

Se la risposta alla domanda di cui sopra è SI allora sono contento e spero che questi spunti ti possano essere utili per sviluppare la tua comunicazione.

Se la risposta alla domanda di cui sopra fosse NO sappi che esistono professionisti che fanno proprio questo mestiere.

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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Siamo troppo creduloni? Il fenomeno degli influencer

Siamo troppo creduloni? Il fenomeno degli influencer

Influencer: di chi stiamo parlando?

C’è una categoria all’interno del mondo del lavoro, che divide in maniera netta l’opinione pubblica.

I cosiddetti “influencer”.

Influencer: individui con un più o meno ampio seguito di pubblico che hanno la capacità di influenzare i comportamenti di acquisto dei consumatori in ragione del loro carisma e della loro autorevolezza rispetto a determinate tematiche o aree di interesse (Glossario Marketing)

Influencer marketing: guardiamo un po’ di dati

I dati forniti da Zine sugli influencer nel mondo, e pubblicati su eMarketer, riportano che quasi l’80% di essi utilizza Instagram per le azioni di influencer marketing.

Fonte: emarketer

Negli Stati uniti il social fotografico ormai di casa Zuckerberg è utilizzato dal 70% delle aziende.

Dal 2015 al 2017 è stato registrato un incremento di post pubblicati da influencer su Instagram, facendo incrementare ancora di più il numero di “mi piace”, in media 682 per post. (Fonte: emarketer)

Un’inchiesta di Bloglovin’ evidenzia come ben il 54% delle intervistate afferma di aver acquistato un prodotto grazie alla raccomandazione di un influencer; il 45%, inoltre, ha iniziato a seguire un brand proprio perché lo ha visto o scoperto grazie al post di un influencer. Ma se non c’è coerenza tra il personaggio e il prodotto o servizio menzionato, il messaggio rischia di risultare fastidioso e suona quasi come un tradimento (e il 59% delle intervistate afferma di essere in grado di accorgersene).

Secondo lo studio The State of the Influencer Marketing di Klear, nel 2017 sono stati pubblicati ufficialmente un milione e mezzo di post, due volte quelli dell’anno precedente. In un anno il business è cresciuto del 198% , e moda e beauty sono le industrie che vi investono di più (Fonte: Il Sole 24 Ore).

GQ Italia ha pubblicato la classifica dei 10 influencer più potenti del 2018, grazie ai dati di NewsWhip aggiornati a metà Marzo del 2018.

Perché accade tutto ciò

Chi lavora nel mondo della pubblicità da tempo potrà sicuramente dirci che tutti noi siamo più portati ad acquistare un prodotto (o un servizio) quando ce lo consiglia qualcuno che conosciamo. In fondo il passaparola è ancora il re incontrastato nel mondo del marketing, non vi pare?

È per questo che da tempo le aziende tendono ad associare i loro marchi ai volti familiari di V.i.p o cosiddette star televisive, musicali, sportive o del cinema.

Ed è probabilmente per questo motivo che oggi le stesse aziende spendono una parte sempre più consistente dei loro budget pubblicitari nel cosiddetto influencer marketing?

Io credo di sì.

Ma tutto questo funziona?

Sembra di sì visti i budget spesi e i dati raccolti.
Da qualche tempo questi personaggi influenti devono associare la loro promozione con un hashtag che identifichi che quello che stanno facendo è lavoro retribuito.
Tuttavia gli studi non parlano di crolli a causa di questa operazione che ha portato un po’ più di trasparenza.

Ragioniamo insieme.
I social network non sono altro che locali frequentati da persone comuni con passioni, interessi e gusti specifici.
I social profilano i loro iscritti per vendere spazi pubblicitari.
Non lo scopriamo adesso.
Quindi frequentando un social assiduamente saremo sollecitati da contenuti che siano presumibilmente in target con i nostri gusti ed interessi (misurati dalle strutture tecniche degli stessi social in tempo reale).

In fondo per passare tempo a fare qualche attività di nostro gradimento c’è bisogno di gratificazione (il compiacimento altrui), la curiosità un po’ morbosa di spiare gli altri e magari entrare in contatto (o pseudo-tale) con persone che reputiamo interessanti.

Con i social possiamo vedere e ascoltare cosa le persone dicono e fanno quotidianamente.

Un appassionato di sport vede il suo campione, chi ama la moda può seguire marchi o modelli/e e via andare…

Cosa accade se chi seguiamo ci propone dei prodotti? Beh saremo tentati di apprezzarne comunque il contenuto.

Mettereste più volentieri il like ad una nota marca di scarpe o all’adorato sportivo/a che le indossa?

Gli apprezzamenti ed i commenti cosa fanno?
Fanno propagare a dismisura i contenuti.

Ci troveremo tutti ad essere inconsapevoli pubblicitari o (meglio) portatori di interesse di quel marchio.
Saremo noi stessi a fare pubblicità, oltre che essere potenziali acquirenti.

Apprezziamo e crediamo di più ai contenuti che ci vengono proposti da persone per noi interessanti.

La logica influencer è questa.

Si basa su meccanismi a cui aderiamo essendo frequentatori dei social.

I più puri e sostenitori della loro libertà intellettuale diranno che i creduloni sono tutti quei “pecoroni” che seguono la Ferragni o Mariano Di Vaio e si sentiranno esenti da tutto ciò, quasi come se fossero vaccinati.

Eppure ai meccanismi su cui si basa l’influencer marketing siamo tutti soggetti, più o meno consapevolmente.

Magari non lo crediamo, ma in qualche campo anche noi abbiamo influenza.
D’altronde il principio delle bufale che circolano in rete non si basa proprio su questo concetto? Pensateci.

Ma siamo tutti così fessi? E funziona sempre e per tutti i casi?

Attenzione, non generalizziamo.

Il meccanismo, o meglio la strategia dell’influencer marketing funziona, ma va data molta attenzione alla coerenza con cui essa viene applicata.
Se Chiara Ferragni promuovesse un pneumatico antineve sarebbe credibile?
Inoltre, tornando al social Instagram, dove il tutto sembra avere successo, bisogna fare attenzione ai bot e ai fake da cui siamo attorniati.
E’ poi possibile scovare anche tanti spacciatori di influenza ma che in realtà ci possono vendere solamente tanto fumo…

Quindi, facciamo sempre attenzione. rendiamoci consapevoli di quel che accade e agiamo di conseguenza sia nelle nostre strategie di business sia quando siamo semplici utenti finali.

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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Consigli per una comunicazione web efficace

Consigli per una comunicazione web efficace

Comunicazione web, comunicazione per il web

Comunicazione web: da dove iniziamo?

Dire che il web, oggi, è uno strumento davvero imprescindibile all’interno di una strategia di comunicazione non è più una novità.

C’è una sola scorciatoia che funziona sempre: Prendere la strada più lunga. Lavora duramente e coerentemente, con generosità e trasparenza. Così non perderai tempo nel dover rifare le cose.

– Seth Godin

Si possono prendere tante strade, in effetti.

Il web è alla portata di tutti e questo può trarre in inganno. Può cioè sembrare che la comunicazione web sia facile ed immediata, che sia gratis e che la si possa agire in qualsiasi momento, anche improvvisando o relegandola ai ritagli di tempo.

Ma non è proprio così…

Comunicazione web: esiste una definizione?

La comunicazione web (o digitale) può essere definita come l’insieme di tutte le attività di produzione (e diffusione) di contenuti (siano essi testi, immagini, video,…) attraverso l’utilizzo del web e del digitale.

Per esprimere la crescita del business (e dell’economia) c’è una formula: innovazione + marketing

– Philip Kotler

Il mondo digital è dotato di strumenti in grado di offrire opportunità svariate di business favorendo il raggiungimento di risultati importanti.

Il marketing è alla base di tutto questo, come il grande Kotler ci spiega.

Ecco perchè tenere queste basi e questa consapevolezza diventa fondamentale per una strategia di comunicazione che abbia successo, cosa che diventa assolutamente determinante.

5 consigli per una comunicazione web efficace

1. La strategia è fondamentale e fa la differenza

La strategia è l’aspetto imprescindibile per una comunicazione web efficace. Si tratta di una sorta di linea guida, di documento, vademecum in cui vengono riportati gli obiettivi da conseguire ma anche le tecniche, le attività, i tempi e i modi per raggiungerli.

Se ben strutturata, in modo chiaro, la strategia è in grado di fare la differenza.

Elaborare un piano strategico di comunicazione è quindi il primo passo (e chi ben comincia……) per una gestione efficace della comunicazione web ma anche off-line

2. Pensiamo…alle persone

Il web non è una questione meramente tecnica. Sul web navigano le persone ed è a queste che ci dobbiamo rivolgere.

Dobbiamo capire come il popolo del web si muove, si orienta, cercando di segmentare questa massa e scoprire a chi ci vogliamo rivolgere, identificando la nostra “nicchia” ed iniziando a studiarla nei suoi spostamenti digitali.

Pensare alle persone significa che ad esse ci rivolgiamo e quindi dobbiamo umanizzare e rendere empatici, appetibili e interessanti i nostri contenuti.

3. La tecnica, aiuta

Il focus sono indiscutibilmente le persone. E su questo non si discute. Però per costruire una strategia e quindi un piano di comunicazione web efficace dobbiamo un minimo essere consapevoli delle questioni tecniche di base o, diciamo, almeno conoscerle.

La tuttologia non è una scienza e neppure è auspiacabile ambirla, tuttavia per comprendere ed essere efficaci è neessario conoscere il mondo digitale per saperlo affrontare, per non farsi dominare.

4. Il “tempo”: pazienza e costanza non devono mancare

Il “tutto e subito” non esiste, il processo di accreditamento e di fiducia nei confronti delle persone richiede un po’ di tempo. Quando conosciamo una persona le diamo in mano immediatamente le nostre chiavi di casa?

Ci vuole un po’ di tempo e di lavoro costante per raggiungere dei risultati, perchè ci vuole tempo per conquistarsi la fiducia delle persone.

Una volta poi ottenuta il tutto sarà più semplice ma dovremo stare molto attenti a non tradirla mai perchè a quel punto sarà ancora più complesso riconquistarla.

Non dobbiamo vendere a freddo, ma neppure non avere degli obiettivi in quel che facciamo.

E’ giusto però avere la consapevolezza che il processo di costruzione di fiducia e di autorevolezza ha bisogno di qualità, quantità e appunto (ma ci tengo a ripeterlo) un po’ di tempo.

5. Di gratis non c’è nulla

In ottica di business, soprattutto, la via facile e gratuita non esiste.

Il sito, i social, le strategie, i funnel…. sono tutti aspetti che richiedono investimenti, non milionari magari, ma necessitano di professionisti capaci che se ne occupino a 360 gradi.

Un imprenditore non è in automatico anche un webdesigner o un consulente di web marketing o un grafico o un social media coso, non vi pare?

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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