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La comunicazione efficace

La comunicazione efficace

Comunico… ergo sum.
Non era proprio così la citazione, tuttavia ho voluto iniziare in questo modo perchè mi addentro nel mondo della comunicazione, partendo dal principio.

Dal significato di questa parola, riscoprendolo possiamo davvero migliorare noi stessi, il nostro approccio e sicuramente ottenere risultati migliori.

Non possiamo non comunicare: anche se la nostra bocca non proferisce parola abbiamo una postura, uno sguardo, un corpo intero che trasmette qualcosa agli altri.

Comunichiamo per riflettere la luce delle stelle, con le lacrime e il sorriso. Le lacrime e il sorriso ci comunicano un flusso di risonanze emozionali e di vissuti interiori, che le parole non dicono e non conoscono” (Ovidio)

Quanto è bello pensare di riflettere la luce delle stelle?
L’immagine è suggestiva, non ti pare?
Se ci pensi è esattamente così che avviene.

Come si fa a comunicare?

Suggerirei di partire da qui ed esercitarci tanto:

Mi piace tantissimo ascoltare questa bravissima giornalista, è un video che nei miei corsi cerco di proporre sempre.

Perchè trovo essenziale dare valore all’ascolto ed iniziare a comunicare tenendo questo canale aperto il più possibile.

Non credere, vale anche sui social tutto questo.
Se non impariamo a comunicare a tutto tondo in tutti i contesti, difficilmente lo faremo sul web.

Come si fa a capire se stiamo comunicando con efficacia?

Quando abbiamo una conversazione di valore, piacevole (per tutti gli attori in gioco) stiamo comunicando in modo corretto probabilmente, stiamo ascoltando e al contempo trasmettendo ciò che vorremmo donare al nostro o ai nostri interlocutori.

Rogers e Kincaid definiscono la comunicazione come “un processo in cui i partecipanti creano e condividono informazioni allo scopo di raggiungere una comprensione reciproca”.

Quando ci sentiamo compresi in quello che vorremmo trasmettere vuol dire che abbiamo comunicato qualcosa.

Proviamo a pensare: quando le persone comprendono meglio quello che abbiamo da dire loro? Quando parliamo di qualcosa che li riguarda.
Quando si sentono coinvolti.

O sbaglio?
Quanta fatica si fa a comunicare qualcosa a qualcuno a cui importa davvero poco quello che stiamo provando a raccontare?

Bene, allora per applicare correttamente la tua strategia di marketing affinchè si possano raggiungere gli obiettivi prefissati, pensa a comunicare con efficacia.

Dona, regala con generosità e parla dritto al cuore, alla mente ed alla pancia dei tuoi interlocutori. Come fare a capire ciò che interessa loro?

Inizia ad ascoltare…

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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Come comunicare in modo efficace

Come comunicare in modo efficace

Alcuni consigli utili per chi si trova nella situazione di voler comunicare in modo efficace e non sa da dove partire, ma vuole iniziare con il piede giusto.

Hai aperto un’attività o sei in procinto di farlo?

Ti stai chiedendo quale sia il modo per comunicare con efficacia?

Ecco i miei suggerimenti.

Chi sei?

Per comunicare in modo efficace agli altri il tuo essere è necessario che innanzitutto tu lo sappia. Sembra una banalità. Non lo è affatto. Prendi carta e penna, spegni il cellulare.
Cerca di descriverti utilizzando meno parole possibili ma in modo completo. Bandisci dallo scritto frasi come “ventennale esperienza nel settore”, mi raccomando.
Parti chiedendoti perché sei utile agli altri e che problemi risolvi.

A chi sei utile?

Pensa al tuo cliente tipo. Chi è? Cosa fa? Che stile di vita ha? Quale percorso lo porta da te o da un tuo concorrente? A cosa è interessato? Se davvero vuoi comunicare in modo efficace devi conoscere bene le risposte a queste domande.

Dove intercetto il mio cliente?

Prova a pensare DOVE puoi trovare il tuo cliente innanzitutto e dove il tuo cliente ti cercherà/troverà. Sarà lì che dovrai concentrare il tuo impegno.

Per comunicare in modo efficace è inutile presidiare poco e male mille canali di comunicazione. Curiamoci di quelli frequentati da chi ci interessa realmente.

Se non mi conoscessi crederei a quel che scrivo?

Proviamoci a mettere dalla parte dell’utente (come sempre dobbiamo sforzarci di fare). Crederemmo alle cose che raccontiamo? Di cosa avremmo bisogno noi per credere e fidarci?

Costruiamo in primis autorevolezza. Come? Fornendo contenuti interessanti ed utili e con tanta pazienza. Non c’è altra strada per comunicare in modo efficace che non questa.

Come catturo l’attenzione?

Non c’è sempre bisogno di stupire. L’attenzione non si colpisce fornendo mediocrità certamente, ma neppure sempre con l’idea geniale. Ci vuole costanza, impegno e il contenuto giusto, nel momento giusto detto nel modo giusto. Facile, no?

No non lo è affatto. Quindi come si fa?

Sperimentando, sbagliando, misurando e mettendosi sempre in discussione.

Progettando una strategia e un piano di contenuti che anche se non otterranno qualche premi Nobel o Puilzer o saranno virali per la loro genialità e/o simpatia risulteranno utili e risolveranno qualche problema o toglieranno qualche dubbio ai nostri potenziali clienti.

Questa sarà comunicazione efficace!

Ultima domanda da farsi è:

So fare tutto questo lavoro da solo/a?

Per comunicare in modo efficace in effetti ci vuole tempo e una conoscenza di aspetti tecnici e del mondo della comunicazione che un imprenditore o un professionista in altri campi non è detto abbia.

Come non è detto che lo/a stagista o il nipote “smart” siano in grado di occuparsene.

Se la risposta alla domanda di cui sopra è SI allora sono contento e spero che questi spunti ti possano essere utili per sviluppare la tua comunicazione.

Se la risposta alla domanda di cui sopra fosse NO sappi che esistono professionisti che fanno proprio questo mestiere.

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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Non ho tempo per comunicare

Non ho tempo per comunicare

Oggi un imprenditore di una PMI è costretto ad assumere tante giacche quante sono le competenze che sono richieste per avviare un progetto e cercare di svilupparlo al meglio.

Una di queste è la comunicazione, che viene molto spesso messa all’ultimo piano oppure delegata al “tempo perso” o commissionata al cugino, figlio/a, nipote presumibilmente giovane che possa dare una mano in quanto (lo si suppone) competente per età anagrafica ricompresa nei nativi digitali o simil tali.

I social sono gratis e basta essere smanettoni.

Uno dei ritornelli che suona più di frequente (e che mi sento dire) è che manca il tempo per comunicare, ma manca poi anche il budget (che è sempre limitato per questo ambito) e quindi non ci si può permettere di investire a fondo perduto denaro.

Vorrei fare alcune riflessioni molto semplici, non per difendere la categorie o accalappiarmi un cliente, ma ritengo sia doveroso chiarire il quadro e far sparire alcuni assiomi/luoghi comuni o modi di pensare.

Ecco tre concetti molto sintetici, ma, spero, efficaci.

  1.  Il tempo per comunicare va trovato, se non l’hai ti presto il mio.
    I consulenti ed i professionisti della comunicazione esistono per questo
  2. Non si tratta di vendere “fuffa” ma di investire i soldi in qualcosa di concreto.
    Perché la comunicazione va sempre misurata con il cosiddetto ROI (ritorno dell’investimento) e si tratta di investimenti, non spese.
  3. Gli studi dimostrano che essere giovani non significa saper utilizzare al meglio la tecnologia.
    E’ indispensabile al di là dell’età anagrafica sapere come si utilizzano certi mezzi per fare business, non ci si improvvisa esperti del mestiere.

Se sei un/una imprenditore/imprenditrice, non hai tempo per comunicare e vuoi approfondire queste tematiche non esitare, contattami.

Sarò felice di creare insieme un piano di comunicazione sostenibile e adatto alle tue esigenze!

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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Alla ricerca della (vera) professionalità

Alla ricerca della (vera) professionalità

Perdonate la franchezza.
Lavorando con il web e sul web leggo articoli, post, pareri, comunicati autorevoli o meno che talvolta usano un linguaggio … disarmante.
Ciascuna professione richiede un suo gergo tecnico specifico, lo so bene.
Non so voi come la pensiate ma (a me) sembra che si stia un po’ esagerando.

Mi rifaccio al settore di mia pertinenza e mi chiedo se la professionalità e le capacità vadano misurate con l’eloquenza degli inglesismi o dei vocaboli ad effetto.

Tante volte ho questa impressione.

Leggendo o parlando con colleghi comunicatori mi sembra che davvero si stia arrivando ad un punto in cui la misurazione della propria bravura avvenga intanto con chi snocciola più slang marchettari.

Forse sono io in difetto, tuttavia questo approccio continua a non piacermi.

Certo ci sono alcune parole che è giusto utilizzare e che trasformarle in italiano ha ben poco senso, non sono neppure un purista della lingua e lungi da me una “predica” in questo senso.

Credere però che grazie a quattro parole messe in fila si possa passare per dei gran “fighi” assume per me le connotazioni del ridicolo.

Trovo abbastanza surreali le discussioni tra addetti ai lavori oppure mi fanno davvero sorridere (ditemi se non vi è mai capitato) quelli che ai corsi di formazione fanno bella mostra al docente della loro conoscenza o pseudo tale parlando come un manuale e inserendo queste famose paroline per dimostrare la loro competenza.

Però un problema si pone al di là di tutto e me lo pongo in prima persona.

Tante volte comunichiamo il nulla ai nostri interlocutori.

Termini tecnici o privi di senso per chi non ha a che fare tutti i giorni con questa materia specifica.

Non si rende forse necessario affrontare il dialogo con possibili clienti facendo (noi) uno sforzo di semplificazione del linguaggio tecnico?

L’obiettivo non è banalizzare ma rendere comprensibile un concetto che non per tutti è scontato.

E, tra l’altro, mi sembra una condizione basilare per una comunicazione efficace.

Poi i termini tecnici vanno capiti e conosciuti dai professionisti.
E per masticarli al meglio è necessario tanto studio, esperienza e formazione.
E’ fondamentale trovare il tempo utile per apprendere, anche con le letture giuste.
Non so voi ma io trovo complesso ritagliarmi del tempo per farlo, ma è un imperativo che mi sono dato da oggi in poi.

Ho esigenza di accrescere le mie competenze per poterle spendere al meglio per soddisfare i miei clienti, quindi piuttosto che fare i fenomeni non sarebbe meglio essere davvero bravi nei fatti e non solo nel mostrare quanto siamo padroni di termini come reach, branding, copy, content, advertising, visual …

Infine, ecco chi non ha bisogno di paroloni per dire grandi verità:

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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Ricerca di visibilità

Ricerca di visibilità

Che tu sia un libero professionista, il titolare di una piccola o grande azienda, un dirigente di un’associazione o ente…uno degli obiettivi che ti poni sarà sicuramente essere visibile e rintracciabile.

Certo il passaparola è lo strumento di marketing più potente che esista…
Ma può non bastare in certi momenti per sopravvivere.

Farci conoscere è la ragione numero uno per trovare potenziali clienti.
E la comunicazione è sempre al centro dei pensieri di tanti.
Il fatto è che tutti si pensano comunicatori e non sempre ci si affida a dei professionisti.

Ecco perché vorrei dare il mio parere rispondendo a qualche domanda che in un modo o in un altro tutti ci siamo fatti, magari sfatando qualche luogo comune.

Perche dovrei pagare qualcuno quando posso comunicare con gli strumenti web che sono molto spesso gratuiti?

Non difendo una categoria ma posso dimostrare coi fatti che per attuare strategie di comunicazione che funzionino ci vogliano competenze e soprattutto tanto tempo.
Mi direte che basta avere qualche conoscenza o la fama di “smanettone” in fin dei conti per lavorare con i social, magari chiedendo un aiuto a tempo perso ad un giovane familiare o amico/a.
Io credo di no.
Un piano editoriale non si improvvisa, una strategia di comunicazione è necessaria altrimenti si rischia di fare delle azioni sporadiche o improvvisate che (cosa fondamentale) non portano alcun risultato.
Ci sono professionisti che come me non solo sono appassionati ma che quotidianamente dedicano energie e sforzi nell’elaborare e mettere in pratica strategie ed azioni.
Perché abbiamo la tendenza a voler risparmiare sempre sulla comunicazione?

Sul mercato ci sono dei fanfaroni?

Si. Assolutamente.
I disonesti si incontrano ovunque.
Il mercato della comunicazione non ne fa eccezione.
La specializzazione oggi è tutto e c’è che vende un po’ troppe competenze.
Io non vendo ciò che non so o che non mi compete, suggerisco ed al massimo collaboro con altri che completino/ottimizzino il mio lavoro.

E come si riconoscono i disonesti?

Orientarsi non è sempre facile, ma non impossibile.
Diffidate dalle soluzioni troppo semplici e dai tuttologi innanzitutto.
Chi vende fumo spesso esagera e promette mari e monti.
Chi è serio ragiona per obiettivi e mostra i risultati del suo lavoro.

Ma alla fine siamo tutti dei comunicatori…

I social media e la facilità di creazione di un blog creano potenziali comunicatori ogni minuto. Su Youtube ci sono centinaia di influencer teenager che hanno scoperto una professione.
Non so se vi è mai capitato di sparare sentenze sul lavoro altrui…pensate a come ha risposto questo “altro”. Ma se lavorate nell’ambito della comunicazione sappiate che chiunque si permetterà di sentenziare e c’è chi a parole farà sempre meglio di voi!

Chiariti sommariamente alcuni dubbi non mi rimane che farvi la mia proposta.

Se pensi che il web possa essere utile alla comunicazione del tuo brand ma non sai da dove cominciare oppure non sei soddisfatto/a, contattami.

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Offro le mie competenze digitali ad aziende, liberi professionisti, associazioni, enti per la propria comunicazione.

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