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I classici errori che commettiamo sui social

I classici errori che commettiamo sui social

Vuoi comunicare qualcosa o qualcuno?
Un prodotto, un servizio, un brand, un ente?
Probabilmente pensi di utilizzare i social network per promuoverti e farti conoscere.

Bene, non sono qui per scoraggiarti.

Tuttavia prova a capire se anche tu (come me) stai commettendo questi errori.
Se ti ci ritrovi, sappi che non è (quasi) mai troppo tardi per rimediare e cambiare direzione, ma non pretendertela con Zuckerberg o con le piattaforme se continui a fare di testa tua senza ottenere risultati.

1) Non sai chi è il tuo utente ideale, il tuo potenziale cliente, la tua buyer personas, il tuo target

Se non hai individuato la categoria e poi le persone a cui devi parlare allora fermati.
Ti devi rivolgere a chi ha orecchie per ascoltarti. Se parli a tutti, non parli a nessuno.

2) Dai troppo per scontato

Mettiti sempre nei panni di chi legge o di chi ascolta.
Non pensare che sia immediato il riconoscimento da parte dell’utente che incrocia il tuo contenuto. Lo sarà col tempo se lavorerai bene.
Cerca di farti capire: usa sintassi corretta, non eccedere com hashtag a caso o in mezzo al testo (ad esempio su Facebook), spiega le cose in modo chiaro senza presumere che la persona sappia ciò che ci sta dietro o i dettagli che mancano.
Individua la persona a cui vuoi parlare e parla il suo linguaggio.

3) Pensi che sia tutto gratis

Magari. Comunicare efficacemente è un lavoro. Bisogna impiegare tempo, energie. Bisogna pianificare.
Iscriversi al social è gratis, ma per far funzionare le cose bisogna aiutarsi con le campagne di sponsorizzazione.

4) Releghi ai momenti liberi la tua attività social

Per essere efficaci bisogna avere in testa quello che si vuole fare, bisogna testare, modificare, correggerei. Ma in primis bisogna avere un piano editoriale specifico che segua una strategia complessiva.
Non puoi pensare di fare qualche post quando hai un minuto libero.
Devi sapere prima quando fare uscire un contenuto, cosa pubblichi e soprattutto perchè, con quale obiettivo.

5) Ti promuovi e basta

Questo è l’errore che commettiamo TUTTI inizialmente.
Ed è il peggiore.
La tentazione è fortissima.
Promuoviamo e promuoviamo.
Facciamo post che parlano di noi, di quello che offriamo.
Dopo due o tre post così credi che le persone ti seguano ancora?
O piuttosto ti ignoreranno?
Tu come reagisci quando vedi un post del genere?

6) Replichi su tutti i social lo stesso post

Non è obbligatorio usare troppe piattaforme per avere successo.
Individua la tua o le tue e cura al meglio lì la tua comunicazione.
Se ne scegli più di una evita il cross-posting.
Un post ottimo per Instagram magari su Linkedin può non avere senso.
Magari sì se adattiamo il messaggio, gli hashtag….
Questo è solo un esempio.
Ma evita di incorrere in questa prassi.

7) Chiedi e non dai

Caro/a amico/a, anche sui social prima si dà poi si riceve.
Dobbiamo renderci utili (ed autorevoli) e sarà allora che riceveremo …

8) Domandi e poi non ascolti

Hai l’abitudine di porre domande al tuo pubblico? Benissimo.
Però poi ascolta quello che le persone hanno da dirti.
O leggi.
Poi rispondi, dai un feedback.

Chiedi consulenze ad esperti di web marketing? Benissimo.
Poi però ascolta, mettiti in discussione e non pensare che le cose vadano fatte in un certo modo solo per gli altri e non per te.
Rischi di spendere tempo e denaro inutilmente se non cambi il tuo modo di agire.

9) Dici agli altri quanto sei bravo/a

Lascia che siano gli altri a dirlo.
Tu dimostra quello che sai fare, rendendoti utile.
Vedrai che, facendolo (cfr il punto 7) i risultati ti sorprenderanno.

10) Copi (spudoratamente)

Guardare e prendere esempio, studiare ed analizzare sono comportamenti leciti ed anzi consigliabili.
Ma provare ad emulare “mostri sacri” può diventare imbarazzante (per te).
Trova il tuo “mood”, il tuo linguaggio, il tuo modo di essere e di porti e man mano le persone inizieranno a riconoscerti per quello che sei.

Spero di esserti stato utile.

Se vuoi ti aspetto sul mio canale Telegram dove ogni giorno alle 8 del mattino invio un contenuto utile alla (tua) comunicazione.

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Aiuto Terzo Settore, imprese e professionisti a comunicare grazie ad un metodo che si basa sulla "reputazione digitale"

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Il 2018 dei social

Il 2018 dei social

Come si chiude l’anno 2018 a livello social?

Ecco un “recap” di ciò che ritengo possa essere stato significativo in questo duemiladiciotto.
Una breve carrellata di avvenimenti o trend che potrebbe essere interessante valutare per capire cosa aspettarci nei prossimi trecentossessantacinque giorni.

1) Trend di Google

La parola più cercata su Google in Italia del 2018?
Mondiali (di calcio).
Seguono la scomparsa di Sergio Marchionne, il manager Fiat , poi per tornare al calcio non poteva mancare CR7: la scorsa estate passato sorprendentemente alla Juventus.
Interessante l’analisi di Digitalic.

2) Good bye G+

Il social chiude.
Addirittura in anticipo.
Su Wired capiamo il perchè.
Ti mancherà?

3) Tutti pazzi per Instagram

Essere su Instagram è “cool”.
E’ un’esplosione di utenti.
Ma Facebook (che l’ha acquisita anni fa) corre ai ripari e lavora su un algoritmo che complica un po’ le cose a chi vuole fare business.
Viene anche dichiarato che verranno penalizzati account che hanno acquistato fan, ad oggi però nulla è accaduto.
I numeri li si possono vedere in questa analisi di Hootsuite.

4) A.I.

L’intelligenza artificiale sbarca sui social: pare possa contrastare anche il cyberbullismo. Ce lo auguriamo tutti.
Il 2019 sarà con tutta probabilità l’anno in cui l’Intelligenza Artificiale farà la differenza per noi marketer.
Di ottimizzazione tecnologica ma anche una definizione dell’etica dietro l’intelligenza artificiale e le modalità con cui questa è applicata dalle aziende parla Emanuela Zaccone in questo articolo di Talkwalker.

5) E’ sempre l’anno dei video

Lo si dice da alcuni anni.
L’esperienza video però sta cambiando e si sta ampliando.
Pensiamo a quello che diventeranno Facebook Watch e IGTV.
Zuckerberg & co si stanno lavorando e con l’anno nuovo (parola di Veronica Gentili) ci saranno sviluppi.

6) Analytica ma non solo

In questo 2018 ci ricorderemo dell’applicazione del GDPR ma anche dell’esplosione dei problemi in casa Facebook (e non solo).
Come dimenticare lo scandalo legato all’app per la previsione della personalità chiamata “thisideourdigital life” (sviluppata da un professore dell’Università di Cambridge) che è stato scoperto trasmettere impropriamente le informazioni sugli utenti a terzi, inclusa Cambridge Analytica (azienda che assisteva la campagna presidenziale del Presidente Trump creando annunci mirati usando dati degli elettori di milioni di persone).

(CREDITS fotografico: http://www.shopcatalog.com/)

7) Campagne social

Milioni di persone hanno usato Instagram per far sentire la propria voce.
Gli hashtag principali a sostegno di una causa sono stati #metoo (1,5 milioni): la campagna per far sentire la voce di donne molestate, che ha causato scandali in tanti ambienti.

8) Twitter è rock?

Beh Twitter (dicono i dati) in Italia è il social più “politico” in assoluto.
Poi sport e .. musica.
Ecco i dati riportati in questo articolo di Rolling Stone.

9) Il funnel è il futuro?

Un presente già lo è.
Il funnel di web marketing è una delle soluzioni ai problemi di gestione del processo che tutti noi che lavoriamo con il web abbiamo.
Ne sono convinto.
Bisogna studiare, applicarsi e investire.

10) Il mio 2018

Tante novità professionali in un anno in cui mi è cambiata davvero la vita.
In alcuni post su Facebook (http://bit.ly/2U0TLgI – http://bit.ly/2S2ALgs) ho raccontato un po’ le mie vicissitudini di questi anni.
Gli ultimi dodici mesi social per me sono stati stimolanti e di grande cambiamento e messa in discussione delle mie strategie.
Credo che solo studiando, restando aggiornati si possa veramente fare qualche passo avanti. Cambiando direzione e analizzando gli errori che si commettono, giorno dopo giorno, dovuti a proprie mancanze ma anche ai continui e repentini cambiamenti delle piattaforme.
Il mio grazie dunque va a professionisti che seguo e che in questo anno mi hanno aiutato a capire come poter cambiare direzione.

E il tuo 2018 come è stato?

Buon Anno, auguri di cuore!

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Aiuto Terzo Settore, imprese e professionisti a comunicare grazie ad un metodo che si basa sulla "reputazione digitale"

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Come presentarsi in modo efficace

Come presentarsi in modo efficace

Come presentarsi: alcuni utili consigli

Quando ci iscriviamo su un social o dobbiamo pensare ai testi per il nostro sito web, è necessario trovare formule sintetiche ma efficaci che possano dire a visitatori e speriamo potenziali clienti chi siamo.

Come presentarsi in modo efficace?

1) Prendi carta e penna. Stai lontano dal computer, tablet, smartphone. Pensa al tuo cliente tipo/ideale, poi a chi sei tu, cosa offri/fai e scrivilo.

2) “Comprovata esperienza pluriennale in ambito..” ecco se hai provato a scrivere una cosa del genere, cancella subito e dimenticati di questa formula.

3) Rileggi quanto hai scritto.
Ora verifica se in quel testo hai risposto alla domanda “come posso esserti utile?
Se non lo hai fatto trova la risposta ed inseriscila nel tuo scritto.

4) Ora prova a rispondere anche a questa domanda “perchè i potenziali clienti dovrebbero scegliere te e non un competitor?”, cerca di trovare la tua unicità e scrivila.

5) Rileggi il testo e taglia tutto ciò che è superfluo. Mettiti nei panni di un tuo visitatore o follower, cosa capirebbe di te? Correggi ancora e fai leggere il testo a qualcuno (non scegliere un collega, un collaboratore ma qualcuno che non è dentro il tuo business) e chiedigli cosa capisce di te e se si fermerebbe sul tuo profilo/sito. Se sei stato troppo tecnico non va bene, tutti debbono comprendere chi sei e cosa offri, a maggior ragione un potenziale cliente che non è un tecnico del tuo settore.

Fai passare qualche ora o un giorno e rileggi un’ultima volta e fai attenzione alla forma italiana, alla punteggiatura e tieni conto che questo lavoro ti servirà per impostare la tua comunicazione!

Sei già a buon punto, chi ben comincia…

 

N.B. il numero dei caratteri del testo dipende dai social che utilizzerai, ma questo lavoro sarà davvero un ottimo punto di partenza e seguendo queste linee guida adatterai il contenuto con i caratteri giusti per ottimizzare i profili social corrispondenti e che sceglierai per la tua strategia, sapendo come presentarti in modo efficace!

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Aiuto Terzo Settore, imprese e professionisti a comunicare grazie ad un metodo che si basa sulla "reputazione digitale"

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Le cattive abitudini da evitare sui social media

Le cattive abitudini da evitare sui social media

Lungi da me voler fare “il maestrino” ma lavorando sui e con i social mi imbatto spesso in atteggiamenti e credenze davvero fastidiose oltre che controproducenti.

Così ho pensato di ricordare a me stesso e ai miei lettori alcune cattive abitudini da evitare sui social, ragionando in ottica di business e non di utilizzo personale delle piattaforme (di cui seguirà sicuramente altro post).

Ne faccio un elenco.

via GIPHY

Diffondere costantemente messaggi commerciali

Questa è la regola delle regole ma che non è ancora chiara a tanti.
E’ inutile utilizzare le bacheche dei propri profili/pagine come vetrine.
NON SERVE A NIENTE
I social non amplificano i messaggi indipendentemente dal loro contenuto.
A nessuno interessa vedere il volantino commerciale su una bacheca quanto più un contenuto che sia interessante, utile o che susciti una risposta emotiva.
Non ti fidi? Misura quanto i tuoi volantini di promo siano efficaci postati sulla bacheca…
Attenzione: non sto dicendo che la parte commerciale non ci debba essere, ma non è quello il modo di esprimerla!

Riempire i messaggi di hashtag

Su Facebook, ad esempio, è facile trovare messaggi illeggibili ed incomprensibili a causa di un utilizzo (malsano) di hashtag. Magari perchè il post è stato condiviso automaticamente ma era nativo di Instagram ad esempio.
Oppure perchè pensiamo che #mettere il #cancelletto #davantia #qualsiasi #parola renda “cool” il nostro post.
Non è così.
Gli hashtag sono importantissimi se fanno parte di una strategia e se utilizzati a dovere su Instagram o Twitter ad esempio.
Su Facebook si possono utilizzare ma in modo coerente e facilitando la traduzione di senso di ciò che scriviamo e non complicandola.
L’esperienza dell’utente (user experience) è un valore importante per l’algoritmo del social.

Postare quando hai tempo

Il piano editoriale non è un accessorio. E’ un elemento indispensabile di ogni strategia di comunicazione. Non si posta quando si ha un minuto di tempo ma si organizza un piano complessivo di pubblicazioni distribuite nel tempo a seconda dei propri obiettivi.
Non essere costanti non aiuta.
Poi bisogna postare bene e non è bene spammare in continuazione, ma vedrete che mettendosi a tavolino e ragionandoci su non vi verrà la voglia di programmare un post ogni 5 minuti della stessa giornata.

Postare immagini inappropriate

Ogni social ha le sue regole. Per ogni social l’immagine va ottimizzata.
Ogni immagine è di proprietà di qualcuno. Facciamo attenzione.
E’ facile violare il copyright.
Immagine trovata attraverso Google = la posso usare non è un assioma valido.
Bisogna imparare ad usare contenuti creative commons o di nostra proprietà. In quest’ultimo caso se scegliamo immagini con persone attenzione…. dobbiamo avere il loro consenso!

Voler essere simpatici a tutti i costi

Bisogna essere capaci di far sorridere le persone. Bisogna anche essere “originali” nel farlo. Non è detto che per forza dobbiamo essere tutti dei “Taffo” per costruire il nostro successo. Non dobbiamo neppure essere dei “musoni digitali”, ma facciamo attenzione a non trascendere.
Per fare business dobbiamo essere professionali. Dimostrare serietà, affidabilità oltre che simpatia e gentilezza.
Non è detto, oltretutto, che scegliere il tono della confidenza massima e lo slang locale sia funzionale o ci renda più appetibili.
Studiamo bene il nostro target e parliamo in un linguaggio chiaro e comprensibile che si avvicini ai loro gusti, ma non esageriamo mai.

Per comunicare usa l’empatia

Se non ti sai rapportare alle persone, lascia stare. Non essere tu a comunicare sui social. Non ce la faresti. Se non hai quella tendenza all’empatia … non improvvisarla. Non sarai credibile!

Questi alcuni consigli utili, non bastano ma sono un ottimo inizio.

Ricordiamoceli quando pensiamo alla strategia social del nostro piano di comunicazione.

Adesso forse resisterai alla tentazione di postare subito il volantino con l’offerta speciale, o no?

via GIPHY

Francesco Costanzini

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Come promuovere un evento

Come promuovere un evento

Come promuovere un evento?

Organizzare un evento è spesso assumersi un rischio d’impresa.

Non è mai facile far partecipare le persone e sforzarsi di non fare brutta figura.

Non so se lo sapete ma Facebook è un ottimo strumento di promozione per gli eventi, a maggior ragione da quando l’algoritmo in qualche modo privilegia questo tipo di attività rispetto ad altre.

Vediamo in alcuni semplici passaggi come promuovere un evento su Facebook.

1) Crea un evento dalla tua fanpage

È molto semplice.

Potrai anche scegliere se creare un evento pubblico (visibile a chiunque) o privato (visibile solo agli invitati).

2) Ottimizza l’evento completando tutti i campi

Anche questa operazione è semplice, ma bisogna cercare di completare al meglio i dettagli in modo da chiarire ai destinatari il come, il quando e il perchè dell’evento da promuovere, magari scegliendo un’immagine accatticante (non l’immagine del flyer promozionale, ti prego).

3) Indica come acquistare i biglietti/pass

Se il tuo evento è a pagamento o ha posti limitati indica il link alla pagina di acquisto oppure al form di prenotazione.

4) Crea co-organizzatori che possano gestire l’evento insieme a te

Se attorno all’evento non stai lavorando da solo/a, nomina ciascuno amministratore della pagina. In questo modo potranno invitare i loro amici all’evento e l’effetto virale sarà moltiplicato.

5) Promuovi l’evento

Azione da fare una volta completata la fase di preparazione ed ottimizzazione, l’evento comparirà nella timeline della pagina e tra gli eventi organizzati dalla pagina.

Invita SOLO le persone in target tra i tuoi contatti, mi raccomando. Spammare a chiunque è solo controproducente e si ottiene un effetto boomerang indesiderato.

6) Sponsorizza l’evento

Crea una campagna di Facebook advertising promuovendo l’evento facilitando le interazioni su di esso sul tuo target. Fallo da “Gestione Inserzioni”, mi raccomando!

In questo modo avrai un CTR (rapporto visualizzazioni-click) alto e il tuo target avrà la possibilità di invitare i loro amici all’evento direttamente, anche dall’annuncio.

7) Fai vivere l’evento e aguzza l’ingegno

Dare qualcosa in cambio ai tuoi utenti è un modo semplice ma efficace, per generare il passaparola spontaneo.

Posta dettagli, link, immagini, video per creare attesa, svelare particolari…

Usa il qr-code dell’evento (che Facebook ti genera se vuoi) per stamparlo su locandine, flyer e pubblicità off-line.

Infine Facebook misurerà le interazioni avute sul tuo evento e potrete poi generare pubblici personalizzati per successivi eventi ad esempio….

E’ chiaro che non vi dovrete basare sui “parteciperò” per conteggiare i partecipanti al vostro evento, ma avrete dati interessanti da analizzare grazie agli “insights”

Non dimenticarti di postare qualcosa magari durante (una diretta? una foto) e dopo l’evento (un video una foto, un grazie, un contenuto).

Post liberamente ispirato da https://www.techwyse.com/blog/social-media-marketing/how-to-use-facebook-for-event-marketing/

Francesco Costanzini

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Un po’ di dati dal web

Un po’ di dati dal web

Quando pensiamo alle strategie di comunicazione non possiamo non tenere conto di alcuni aspetti.
Quando ci viene detto che “Internet è solo per i giovani” proviamo a portare questi numeri.

Per capire il fenomeno, le potenzialità e studiare strategie è necessario provare a ragionare su alcuni temi.

Vediamo quali in estrema sintesi, facendoci guidare dai dati: l’utilizzo dei social media in Italia nell’anno 2017.

Partiamo da qui:

“In Italia il 73% della popolazione è online (43 milioni di persone), con 34 milioni di utenti attivi sui social media. Durante il 2017 si è registrata una crescita di 4 milioni di persone connesse ad Internet (+ 10% rispetto all’anno precedente) e una crescita di 3 milioni di utenti social media (+ 10% rispetto all’anno precedente).”

(Fonte: https://wearesocial.com/it/blog/2018/01/global-digital-report-2018)

Ecco alcune delle evidenze riportate dal report annuale di We Are Social e Hootsuite uscito alcuni giorni fa.

Teniamo come riferimento questa fonte (autorevole) e proseguiamo nel nostro ragionamento.

QUANTO TEMPO PASSIAMO SUI MEDIA

Il dato che trovo più interessante per cominciare è il tempo che spendiamo sui media:

6 ore del nostro tempo in media, vuol dire che ci sono persone (penso di essere tra questi) che ne trascorre ben di più quotidianamente per lavoro o per passione che sia. Per non parlare di assuefazione/dipendenza che sono temi da monitorare.

Se vogliamo comunicare un qualcosa (servizio/prodotto/brand) sappiamo che abbiamo temporalmente una fascia molto elevata di attenzione. Sei ore non sono poche, non sono i 30 secondi degli spot pubblicitari o la mezza pagina su un quotidiano che vale il tempo di sfogliata del giornale.

IN QUANTI SIAMO CONNESSI

Quasi tre quarti della popolazione nel nostro Paese è online.
Secondo dato da tenere in considerazione.
Che smentisce di per sè il pregiudizio che a connettersi siano solo i giovani.

COSA UTILIZZANO GLI ITALIANI

Su Facebook ci sono 34 milioni di italiani, un po’ meno della metà su Instagram.
Ma la “casa madre” di Zuckerberg sempre avere il monopolio sulle piattaforme social e di messaggistica più usate.
Se Youtube è ancora la prima (anche in Italia), Facebook, Whatsapp, Facebook Messenger e Instagram occupano le prime 5 posizioni (fate voi i conti).
Incrociando i dati We Are Social dice anche che gli italiani passano in media oltre due ore al giorno sui social.

IL “MOBILE” VINCE

Uno studio globalwebindex mostra che anche per la generazione dei nati tra il 1964 e il 1982, l’accesso ad internet dallo smartphone ha superato di gran lunga quello dal computer.
Questo era già accaduto per generazioni successive alla cosiddetta X.
Sì ci connettiamo tutti in larga parte in mobilità e lo stiamo dicendo da un po’. Ecco uno dei fattori da tenere a mente quando pensiamo a strategie di comunicazione.

SMARTPHONE

Un’altra ricerca (Deloitte – Global Mobile consumer survey) sull’utilizzo e l’adozione degli smartphone mostra che in media si consulta il cellulare almeno 47 volte al giorno.
Le notifiche sono diventate quasi un’ossessione.

Se mettiamo insieme queste evidenze non giungete anche voi alle conclusioni a cui giungo io?

Il web è un ottimo strumento con cui intercettare le persone, che sul web ci sono e ci saranno sempre più (di tutte le età per giunta).

Partiamo dal presupposto di smentire chi si ostina a non capire.
E di iniziare a contrastare chi ci dice: “Il mio target è un po’ particolare….”, “I miei potenziali clienti hanno una certa età e non sono sui social”.

Poi vedremo come catturare l’attenzione, quale è il target di riferimento, quali gli strumenti più adeguati, i contenuti…

Ma i presupposti per non far passare noi consulenti come visionari o venditori di fumo ci sono tutti, o no?

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Aiuto Terzo Settore, imprese e professionisti a comunicare grazie ad un metodo che si basa sulla "reputazione digitale"

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