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Strumenti utili per comunicare

Strumenti utili per comunicare

La comunicazione come abbiamo visto a più riprese, non è una questione prettamente tecnica.

Se non è ben indirizzata e se non coinvolge i diretti interessati non si può di certo considerare efficace.

Eppure nel percorso progettuale che ci vede coinvolti quando decidiamo di comunicare qualcosa a qualcuno utilizzando il web, abbiamo bisogno di strumenti, di tool utili che ci possano aiutare nel nostro lavoro.
Senza un progetto ed un chiaro obiettivo anche questi suggerimenti non ti saranno utili, ma inseriti nel contesto giusto, probabilmente sì.

Per questo ho deciso di presentarti 7 attrezzi del mestiere, dei quali oggi non riesco a prescindere nel mio lavoro di comunicazione.

Sette strumenti utili per comunicare

Ciascuno di essi ha una funzione diversa, ve ne sono tantissimi altri, ma inizio a presentarti un primo elenco, a cui darò seguito nei prossimi articoli.

Ciascuno di questi strumenti risponde ad un bisogno che incontriamo, quando mettiamo mano al progetto di comunicazione.

CREAZIONE DI ELEMENTI GRAFICI

Canva consente di creare effetti visivi per i contenuti, post sui social, elementi grafici di uso comune.
Tool gratuito (versione PRO contiene maggiori funzionalità ed archivi a cui attingere)

RICERCA DI IMMAGINI

Pixabay ha un database con oltre 1 milione di immagini gratuite da utilizzare in modo libero, senza violazione di copyright

CALENDARI EDITORIALI

Ci sono tanti prodotti che permettono di realizzare calendari editoriali di pubblicazione su più piattaforme social, io uso Postpickr (i piani a pagamento consentono di avere più progetti e più canali in contemporanea di pubblicazione)

SU FACEBOOK IL POST DEL MIO BLOG SI VISUALIZZA IN MODO ERRATO

Facebook ci mette a disposizione un tool gratuito di “debugging” in cui poter visionare l’anteprima del post link che sarà pubblicato, darci le correzioni da apportare e poi far sì che una volta corretto la visualizzazione sia corretta.

SERVIZI SEO

Ci sono tante piattaforme specializzate, io in forma gratuita utilizzo Semrush per cercare dati rispetto all’utilizzo di determinate parole chiave da utilizzare, per analizzare alcuni siti (le versioni PRO sono costose ma davvero complete)

PRENDERE APPUNTI OVUNQUE

Evernote è l’applicativo che uso (installato e sincronizzato su smartphone e su ogni mia postazione desktop) per prendere appunti, come memo, per segnarmi “al volo” link utili mentre sto navigando…. (la versione PRO consente operatività maggiore).

ORGANIZZARE RIUNIONI, CALL…

Doodle è un tool fantastico: riesco ad organizzare cene tra colleghi, amici, riunioni o eventi di altro genere, sottoponendo un calendario con proposte di date ed orari agli invitati, scegliendo poi il momento più opportuno secondo la maggioranza dei votanti. Condividi il link sulla chat whatsapp ed eviterai risposte a catena intramezzate da cose non attinenti… 😁ottimizzando i tempi dell’organizzazione.

Questo articolo non vuole essere esaustivo, ma ti ho segnalato alcune opzioni che (una volta che hai mente quello che devi fare ed il perchè devi farlo) possono farti risparmiare tempo e darti soddisfazione nel lavoro.

 

Se vuoi approfondire tutti questi aspetti, ascolta il mio podcast su Itunes, Spotify o Apple Podcast: ogni settimana parlo di un tema relativo al mondo della comunicazione digitale!

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Aiuto Terzo Settore, imprese e professionisti a comunicare grazie ad un metodo che si basa sulla "reputazione digitale"

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Il 2018 dei social

Il 2018 dei social

Come si chiude l’anno 2018 a livello social?

Ecco un “recap” di ciò che ritengo possa essere stato significativo in questo duemiladiciotto.
Una breve carrellata di avvenimenti o trend che potrebbe essere interessante valutare per capire cosa aspettarci nei prossimi trecentossessantacinque giorni.

1) Trend di Google

La parola più cercata su Google in Italia del 2018?
Mondiali (di calcio).
Seguono la scomparsa di Sergio Marchionne, il manager Fiat , poi per tornare al calcio non poteva mancare CR7: la scorsa estate passato sorprendentemente alla Juventus.
Interessante l’analisi di Digitalic.

2) Good bye G+

Il social chiude.
Addirittura in anticipo.
Su Wired capiamo il perchè.
Ti mancherà?

3) Tutti pazzi per Instagram

Essere su Instagram è “cool”.
E’ un’esplosione di utenti.
Ma Facebook (che l’ha acquisita anni fa) corre ai ripari e lavora su un algoritmo che complica un po’ le cose a chi vuole fare business.
Viene anche dichiarato che verranno penalizzati account che hanno acquistato fan, ad oggi però nulla è accaduto.
I numeri li si possono vedere in questa analisi di Hootsuite.

4) A.I.

L’intelligenza artificiale sbarca sui social: pare possa contrastare anche il cyberbullismo. Ce lo auguriamo tutti.
Il 2019 sarà con tutta probabilità l’anno in cui l’Intelligenza Artificiale farà la differenza per noi marketer.
Di ottimizzazione tecnologica ma anche una definizione dell’etica dietro l’intelligenza artificiale e le modalità con cui questa è applicata dalle aziende parla Emanuela Zaccone in questo articolo di Talkwalker.

5) E’ sempre l’anno dei video

Lo si dice da alcuni anni.
L’esperienza video però sta cambiando e si sta ampliando.
Pensiamo a quello che diventeranno Facebook Watch e IGTV.
Zuckerberg & co si stanno lavorando e con l’anno nuovo (parola di Veronica Gentili) ci saranno sviluppi.

6) Analytica ma non solo

In questo 2018 ci ricorderemo dell’applicazione del GDPR ma anche dell’esplosione dei problemi in casa Facebook (e non solo).
Come dimenticare lo scandalo legato all’app per la previsione della personalità chiamata “thisideourdigital life” (sviluppata da un professore dell’Università di Cambridge) che è stato scoperto trasmettere impropriamente le informazioni sugli utenti a terzi, inclusa Cambridge Analytica (azienda che assisteva la campagna presidenziale del Presidente Trump creando annunci mirati usando dati degli elettori di milioni di persone).

(CREDITS fotografico: http://www.shopcatalog.com/)

7) Campagne social

Milioni di persone hanno usato Instagram per far sentire la propria voce.
Gli hashtag principali a sostegno di una causa sono stati #metoo (1,5 milioni): la campagna per far sentire la voce di donne molestate, che ha causato scandali in tanti ambienti.

8) Twitter è rock?

Beh Twitter (dicono i dati) in Italia è il social più “politico” in assoluto.
Poi sport e .. musica.
Ecco i dati riportati in questo articolo di Rolling Stone.

9) Il funnel è il futuro?

Un presente già lo è.
Il funnel di web marketing è una delle soluzioni ai problemi di gestione del processo che tutti noi che lavoriamo con il web abbiamo.
Ne sono convinto.
Bisogna studiare, applicarsi e investire.

10) Il mio 2018

Tante novità professionali in un anno in cui mi è cambiata davvero la vita.
In alcuni post su Facebook (http://bit.ly/2U0TLgIhttp://bit.ly/2S2ALgs) ho raccontato un po’ le mie vicissitudini di questi anni.
Gli ultimi dodici mesi social per me sono stati stimolanti e di grande cambiamento e messa in discussione delle mie strategie.
Credo che solo studiando, restando aggiornati si possa veramente fare qualche passo avanti. Cambiando direzione e analizzando gli errori che si commettono, giorno dopo giorno, dovuti a proprie mancanze ma anche ai continui e repentini cambiamenti delle piattaforme.
Il mio grazie dunque va a professionisti che seguo e che in questo anno mi hanno aiutato a capire come poter cambiare direzione.

E il tuo 2018 come è stato?

Buon Anno, auguri di cuore!

Francesco Costanzini

Mi chiamo Francesco, classe 1978, papà di 3 bambini. Scrivere è un'esigenza. Una passione ed oggi una professione. Amo la mia famiglia, il digitale, il calcio, il nuoto e la buona tavola. Aiuto Terzo Settore, imprese e professionisti a comunicare grazie ad un metodo che si basa sulla "reputazione digitale"

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Il termometro del tuo pubblico

Il termometro del tuo pubblico

Hai letto bene.
Il nostro pubblico online (ampio o meno che sia) può essere classificato a seconda della temperatura con cui siamo in grado di scaldarlo o meno.
E a seconda di essa abbiamo bisogno di utilizzare strategie differenti.

Ma andiamo con ordine.
Cercherò di fornirti una serie di passaggi chiave (concreti) con cui puoi districarti d’ora in poi nella tua comunicazione, evitando certe frustrazioni dovute ai pochi riscontri e al telefono che non squilla.

– Innanzitutto ti devi posizionare

Ne parlerò in un altro post perchè solo per questo non basterebbe un “foglio protocollo” per spiegarti di cosa sto parlando.
Ma una cosa falla subito perchè altrimenti sarà inutile procedere.
Chiediti chi è il tuo cliente ideale. Chi è la persona che sarà in grado di ascoltarti, capirti ed essere potenzialmente interessata a quel che fai o offri in termini di prodotto o servizio.
Non andare avanti, non servirebbe.
Non “barare”, ti vedo.
Non puoi rispondere in modo generico, altrimenti non otterrai ciò che vuoi o ciò per cui fatichi tanto. Se fai servizi a trecentosessanta gradi e il tuo prodotto/servizio va bene per tutti allora non proseguire nemmeno, te lo consiglio.

– A freddo non si vende neanche se è gratis

Se sai chi è il tuo cliente ideale hai la fortuna che grazie agli strumenti del digital marketing puoi raggiungerlo/a in modo meno complicato.
Se sai chi è il tuo cliente tipo allora saprai cosa gli interessa, quali sono i suoi interessi e le sue problematiche.
Bene, benissimo.
Adesso inizia a programmare CONTENUTI utili, interessanti, che rispondano ai problemi del tuo cliente ideale. Non ti azzardare a vendere, non parlare ancora del tuo fighissimo prodotto/servizio, non servirebbe, anzi forse faresti scappare la persona che faticosamente hai catturato.

– Riscalda l’ambiente

Oh bene. Ci sei quasi…
Hai catturato l’attenzione di un po’ di persone in target (clienti tipo) grazie ai tuoi contenuti di valore? Hai donato la tua competenza, la tua professionalità? Hai fatto capire che in quella “nicchia” tu sei davvero bravo/a perchè conosci l’argomento e sai quali sono i problemi tipici?
Avrai quindi un gruppo di persone con cui puoi iniziare un “dialogo”.
Hai un pubblico che ti apprezza, ti “conosce” e adesso iniziare a proporgli qualcosa è meno problematico.
Se sei stato/a bravo/a fino ad adesso e hai acquisito autorevolezza e fiducia allora puoi iniziare a non bombardare di promozioni, ma crearne ad hoc, partendo con una strategia che ti dovrai costruire.

– Vendere ghiaccio agli eschimesi no, ma ora non è una mission impossible

Hai il tuo pubblico caldo, ok. Hai una strategia e prodotti/servizi adeguati, bene.
Usa le tecniche che il digital marketing ti mette a disposizione e targetizza ancora il tuo pubblico, non ti dimenticare però di continuare ancora a produrre valore e contenuti per alimentare il processo cercando di raggiungere altre persone in target “fredde” da incanalare nella tua comunicazione.

Beh non sono sceso nei dettagli, perchè dipendono da chi sei, cosa fai, cosa vendi, quali strumenti presidierai … non ci sono formule precostituite. Ma questi passaggi valgono praticamente per tutti noi comuni mortali.

Ricordati quindi “il termometro” quando ti verrà la tentazione di sparare nel mucchio.

La chiave per un marketing di successo: focus, posizionamento e differenziazione (Philip Kotler)

Francesco Costanzini

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Come indicizzare un sito su Google

Come indicizzare un sito su Google

Come indicizzare un sito: la sitemap

Non trovi il tuo sito cercando su Google?

Ecco alcune semplici istruzioni per capire come indicizzare un sito.

Già, perchè non basta mettere pagine web online o utilizzare strategie SEO sulle pagine per far sì che Google ci prenda in considerazione.

Se avete appena creato un sito o lo ha fatto qualcuno per voi, assicuratevi che siano state eseguite le seguenti azioni.

Ogni sito contiene una pagina Web che descrive gerarchicamente tutte le pagine di un sito web. Si chiama sitemap.

Google descrive come crearla utilizzando anche servizi terzi.

Come indicizzare un sito: la Google Search Console

Creata la sitemap è necessario copiarsi l’indirizzo in cui essa è pubblicata (es.www.tuosito.com/sitemap.xml) e andare su un tool potentissimo che Google ci mette a disposizione gratuitamente.

La Google Search Console è uno strumento a cui “dare in pasto” la nostra sitemap, dopo che abbiamo fatto verificare al sistema la proprietà del sito che vogliamo indicizzare tramite le istruzioni che vengono dettagliate in modo molto chiaro.

Google Search Console consente di monitorare e gestire la presenza del tuo sito nei risultati della Ricerca Google (Fonte: support.google.com)

Una volta attivato il meccanismo lo strumento troverà errori e suggerirà come correggerli, andando ad indagare dentro tutto il sito per favorire l’indicizzazione da parte di Google stesso.

Come indicizzare un sito: il link

Utilizzare la Search Console non è l’unico sistema, ma è quello che io utilizzo e che suggerisco.

Altrimenti per dare un segnale di vita a Google è possibile connettersi ad una pagina specifica.

A questo punto il motore di ricerca più utilizzato al mondo inizierà a considerare i nostri contenuti e valutarli a seconda del suo algoritmo.

E a questo punto, la palla passerà a noi.

Nelle nostre mani la possibilità di posizionare bene o male il nostro sito.

Francesco Costanzini

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Ottimizzazione testi per i motori di ricerca: alcuni elementi utili

Ottimizzazione testi per i motori di ricerca: alcuni elementi utili

Ottimizzazione testi? Si grazie

La SEO è morta. Viva la SEO“.
Ci sono teorie, studi e parecchie versioni.
Sta di fatto che a mio parere parlare di SEO oggi ha ancora molto senso.
Voglio anche spiegare il perchè ed abbozzare qualche consiglio per l’ottimizzazione testi.

Se si vuole intercettare una domanda che il consumatore tipo (noi) esprime attraverso una “query” sui motori di ricerca, allora ha senso metterci nelle condizioni di farci trovare.

Mi perdoneranno esperti e tecnici del settore, non vorrei banalizzare le cose, ma aiutare solamente chi volesse iniziare un percorso e provare a scrivere un articolo che si avvicini ad essere ottimizzato dai motori di ricerca.
Diciamo un articolo di un blog, ad esempio, che sia il più possibile “friendly” per Google.

Ecco cosa fare.

Una volta scelta la parola chiave su cui posizionare il post (percorso che richiede una ricerca ed una specifica analisi, che cercherò di raccontare prossimamente), è bene considerare ALMENO questi aspetti.

TITOLO

Scegliere un titolo attinente e che possibilmente inizi con la keyword prescelta e che sia in H1

URL

Personalizzare l’url con la keyword ben presente

DESCRIPTION

La description sono quelle righe di testo che il motore di ricerca legge e che può avere senso che contengano la parola chiave.

(Fonte: norlandigital.com)

BODY (CORPO DEL TESTO)

Nel testo del post è bene ripetere la parola chiave, senza esagerare. Si dice almeno 4 o 5 volte, ma in modo coerente e garantendo qualità del testo, facilità di lettura e senso compiuto dei periodi.
E’ bene facilitare al lettore la visualizzazione e la lettura stessa, quindi usiamo paragrafi brevi, inseriamo immagini, formattiamo il testo utilizzando sottotitoli (in H2 magari con la keyword), corsivi, citazioni, grassetti…
E’ inutile “giustificare il testo” perchè Google non ne conosce il significato.

IMMAGINI

Le immagini dovranno essere libere da copyright, di buona qualità, ma la loro “pesantezza” dovrà essere ottimizzata. La lentezza di caricamento è un elemento fortemente penalizzante.
Almeno una immagine dovrà avere il titolo corrispondente alla keyword e l’alt tag descrittivo con la parola chiave.

VIDEO

I video, se attinenti, sono molto apprezzati e aiutano il lettore e quindi anche il motore di ricerca li predilige. Si possono incorporare anche video non propri, ma che ad esempio approfondiscano un tema o confutino una tesi.

LINK INTERNI E IN USCITA

Elementi molto importanti sono i link che rimandano magari ad argomenti del nostro blog già affrontati e approfondimenti a siti terzi (autorevoli e attinenti mi raccomando).

La lunghezza del testo è un parametro che viene valutato, si dice di pubblicare non meno di 300 parole… ma tutto è relativo. Il consiglio è quello di non fare testi troppo corti e ricordiamoci di scrivere per il lettore e non per Google.

Non dimentichiamoci che Google valuta la qualità dei nostri componimenti, pertanto curiamo il nostro lavoro e assicuriamoci di aver rispettato il nostro potenziale lettore con un argomento di valore.

Francesco Costanzini

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A cosa servono le competenze digitali

A cosa servono le competenze digitali

Competenze digitali: perchè?

Ce lo dice l’Europa.
Le competenze digitali diventano “competenze chiave” per il Consiglio dell’Unione Europea che lo scorso 23 maggio ha pubblicato le raccomandazioni, dodici anni dopo le prime.

“È necessario innalzare il livello di padronanza delle competenze di base (alfabetiche, matematiche e digitali) e sostenere lo sviluppo della capacità di imparare a imparare quale presupposto costantemente migliore per apprendere e partecipare alla società in una prospettiva di apprendimento permanente”.

Quindi avere competenze digitali potrebbe significare trovare maggiormente lavoro?

E’ esattamente questo il punto.
Su quali competenze digitali ha senso investire per avere un futuro professionale richiesto e ben remunerato?
Vediamo i risultati di uno studio condotto da Idc per conto di Cisco.

1. Data management/analytics

Questa macroarea comprende la business intelligence analyst, business intelligence architect/developer, data engineer, data scientist e database architect. Il tema dei big data è uno di quei temi che sicuramente devono essere approfonditi.
Sempre più università ed enti di formazione dovranno ampliare un’offerta su questi temi.

2. Cyber Security

La sicurezza informatica è uno dei settori chiave per il futuro e il profilo del security management specialist, in particolare, è al vertice nella classifica delle figure professionali ritenute strategiche dagli esperti di tecnologia, sia a livello mondiale che nello specifico del contesto europeo.

3. Infrastrutture IT

L’area delle infrastrutture informatiche rappresenta un’altra scelta. Network engineer/architect, network/systems administrator, systems analyst, social media tech manager/administrator e computer support specialist i profili più interessanti.

4. Sviluppatori di software e app per mobile

Ecco un’area su cui da un po’ di tempo è possibile costruirsi competenze e di cui si sente parlare.

5. Digital Transformation

Si arriva alle figure professionali che dovranno traghettare le aziende verso il futuro in chiave 4.0, che tuttavia, secondo l’analisi di cui sopra, non hanno un tasso di offerte di lavoro attuali e di crescita a lungo termine paragonabile a quello delle altre quattro aree professionali.

“Riteniamo che la digital transformation permetta di guidare un’innovazione agile, trovare modi migliori di lavorare, adottare nuovi modelli di business e offrire una migliore esperienza ai clienti”. (Luca Zerminiani, senior manager, Systems Engineering, di VMware Italy)

Molto preoccupante la situazione nel nostro Paese, analizzata su Industria Italiana 

In un altro articolo viene intervistato Marco Gay presidente di Anitec-Assinform, l’Associazione delle Aziende di Information Technology e dell’Elettronica di Consumo, aderente a Confindustria, che dichiara:

“non è più sufficiente preoccuparsi di cosa serve alle aziende in termini di nuovi specialisti ITC, ma bisogna estendere l’attenzione alle professioni tradizionali. In tutte esiste, più o meno, la necessità di avere skill digitali.”

Il problema è che il gap negativo tra capacità dei lavoratori e necessità del mercato va colmato perchè si sta vivendo una insoddisfazione di una domanda importante di futuro.

Ecco uno dei motivi per cui demonizzare e parlare solamente di rischi in ambito digitale non è corretto.

E’ necessaria una conoscenza, una consapevolezza ed un’offerta formativa ampia, di qualità e facilmente accessibile in tutta la nostra penisola.

Non lo dice solo l’Europa, lo dice il mercato del lavoro.

Vi sembra poco?

Francesco Costanzini

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